03/01/2026
Per anni abbiamo interpretato il dolore quasi esclusivamente come un segnale che sale dai tessuti al cervello.
Oggi la neuroscienza ci dice qualcosa di più complesso.
Il dolore, soprattutto quello persistente, è profondamente influenzato da come il sistema nervoso percepisce e interpreta lo stato interno del corpo: un processo chiamato interocezione.
Nei pazienti con dolore cronico, fibromialgia, disturbi funzionali o somatizzazione, l’interocezione è spesso alterata.
Il corpo viene monitorato in modo eccessivo, i segnali interni diventano ambigui o minacciosi e il sistema nervoso entra in uno stato di iper-allerta.
Questo spiega perché il dolore può persistere anche in assenza di un danno tissutale attivo.
In questo contesto, l’osteopatia non agisce solo sul tessuto, ma sul modo in cui il corpo viene sentito e rappresentato dal cervello.
Il trattamento manuale diventa un’esperienza interocettiva guidata, capace di rimodulare la percezione corporea, ridurre l’errore predittivo e abbassare la risposta di minaccia.
Non è suggestione.
È neuroscienza applicata alla clinica del dolore.
📖 Riferimenti:
Craig AD., Nat Rev Neurosci
Khalsa SS et al., Biol Psychiatry
Wiech K. et al., J Neuroscience
Paulus MP & Stein MB., Brain Structural Function
HUMAN ZERO | HEALTH CENTER
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