19/12/2025
Si è concluso un altro ciclo di incontri sull’orientamento negli istituti superiori.
E come sempre, l’incontro finale è un momento carico di emozioni.
C’è l'emozione per qualcosa che si conclude, ma anche quella per tutto ciò che resta: i riscontri che i ragazzi sanno regalarti, spesso con poche parole ma autentiche, e la consapevolezza che ogni percorso è unico, irripetibile, diverso da tutti gli altri.
Anche questa volta ho dovuto improvvisare. Lasciarmi guidare dai ragazzi, dai loro bisogni, aprire spazio alle loro domande, riprogrammare continuamente. Il mio zaino, sempre pieno di materiali, diventa ogni volta uno scrigno: cerco di ti**re fuori ciò che mi sembra più utile in quel preciso momento, per quel gruppo, per quelle persone.
Entrare nelle scuole, nelle classi, parlare con adolescenti ogni volta diversi richiede un’attenzione enorme. Serve leggere il gruppo, il contesto, le relazioni, i bisogni, le sensibilità e le peculiarità. E così ciò che prepari è destinato a essere modificato, adattato, a volte stravolto: prima dell’incontro successivo e molto spesso durante l’incontro stesso.
Quest’anno ho scelto di concludere i percorsi con la costruzione collettiva di un “Manifesto dell’orientamento”: un lavoro di gruppo fatto di parole, idee, immagini, valori, domande e desideri. Uno spazio in cui fermarsi, guardarsi dentro e guardare la strada fatta insieme.
Ve ne mostro alcuni.
Perché dentro quei fogli c’è molto più di quanto sembri: c’è il modo in cui questi ragazzi stanno imparando a orientarsi, non solo tra scelte scolastiche o professionali, ma nella loro crescita.
E come sempre mi auguro che anche un solo piccolo semino sia stato piantato!