10/03/2026
Nel 1929, Ermenegildo Zegna aveva già un lanificio che girava.
Avrebbe potuto fermarsi lì.
Invece salì sui monti di Trivero, sopra la fabbrica, e iniziò a piantare alberi.
Non uno, non cento.
Entro la fine degli anni '30 aveva messo a dimora oltre 500.000 conifere sulle Alpi biellesi. Rododendri, ortensie, abeti: un bosco che prima non esisteva, tirato su a mano, costone dopo costone.
E qui arriva il bello.
Nel 1938, sempre a sue spese, fece costruire una strada panoramica di 26 km che collegava Trivero a Bielmonte. Nessuna concessione municipale che glielo imponeva, nessun bando europeo, nessun incentivo fiscale. Solo lui che voleva rendere accessibile quello che aveva creato.
L'area che ne risulta copre oggi circa 100 km², pari a 10.000 ettari. Dentro ci sono 700 ettari di faggete, 300 di abetine, 400 di boschi misti. Quindici comuni, quattro comunità montane, sentieri, pascoli e piste da sci a Bielmonte.
Spoiler: non era un ambientalista nel senso moderno del termine.
Era un imprenditore della lana dell'Alto Biellese che aveva deciso, in piena era industriale, che il territorio intorno alla sua fabbrica non doveva degradarsi. Punto.
Nel 1993 quell'area è diventata ufficialmente l'Oasi Zegna, a ingresso libero. Dal 2014 è sotto il patrocinio del FAI — Fondo Ambiente Italiano — come primo bene privato italiano riconosciuto per valorizzazione paesaggistica. Nel 2022 ha ottenuto la certificazione FSC per la gestione forestale.
Comunque.
L'idea che il capitalismo industriale del Novecento fosse per definizione sinonimo di saccheggio del territorio ha appena trovato un'eccezione pesante da gestire: 500.000 alberi, 26 chilometri di strada, 100 km² di natura rigenerata da un produttore di tessuti che non aspettava il permesso di nessuno.
Un bosco intero, creato da zero.
Da un uomo che faceva cappotti.
In breve:
Nel 1929 Ermenegildo Zegna iniziò a rimboschire le Alpi biellesi sopra il suo lanificio di Trivero: oltre 500.000 alberi entro fine anni '30.
Nel 1938 costruì a sue spese una strada panoramica di 26 km per rendere accessibile l'area.
Oggi quell'area si chiama Oasi Zegna: 100 km², accesso libero, patrocinio FAI dal 2014.