01/08/2022
AI FIGLI CI SONO COSE DA DIRE
«Ci sono cose da dire ai nostri figli.
Come ad esempio che il fallimento è una grande possibilità.
Si ricade e ci si rialza. Da questo s’impara.
Non da altro.
Dovremmo dire ai figli maschi
che se piangono, non sono femminucce.
Alle femmine che possono
giocare alla lotta o fare le boccacce
senza essere dei maschiacci.
Dovremmo dire che la noia è tempo buono per sé.
Che esistono pensieri spaventosi, e di non preoccuparsi.
Dovremmo dire che si può morire,
ma che esiste la magia.
Ai nostri figli dovremmo dire
che il giorno del matrimonio non è il più bello della vita.
Che ci sono giorni sì, e giorni no.
E hanno tutti lo stesso valore.
Che bisogna saper stare, e basta.
E che il dolore si supera.
Ai nostri figli maschi dovremmo dire
che non sono Principi azzurri
e non devono salvare nessuno.
Alle femmine che nessuno le salva,
se non loro stesse.
Altrimenti le donne continueranno
a morire e gli uomini a uccidere.
Ai nostri figli dovremmo dire
che c’è tempo fino a quando non finisce,
e ce ne accorgiamo sempre troppo tardi.
Dovremmo dire che non ci sono né vinti né sconfitti,
e la vita non è una lotta.
Dovremmo dire che la cattiveria
esiste ed è dentro ognuno di noi.
Dobbiamo conoscerla per gestirla.
Dovremmo dire ai figli che non sempre
un padre e una madre sono un porto sicuro.
Alcuni fari non riescono a fare luce.
Che senza gli altri non siamo niente.
Proprio niente.
Che possono stare male.
La sofferenza ci spinge in avanti.
E prima o poi passa.
Dovremmo dire ai nostri figli che possono
non avere successo e vivere felici lo stesso.
Anzi, forse, lo saranno di più.
Che non importa se i desideri non si realizzano,
ma l’importante è desiderare.
Fino alla fine.
Bisogna dir loro che se nella vita
non si sposeranno o non faranno figli,
possono essere felici lo stesso.
Che il mondo ha bisogno del loro impegno
per diventare un luogo bello in cui sostare.
Che la povertà esiste e dobbiamo farcene carico.
Che possono essere quello che vogliono.
Ma non a tutti i costi.
Che esiste il perdono.
E si può cedere ogni tanto,
per procedere insieme.
Ai figli dovremmo dire che possono andare lontano.
Molto lontano.
Dove non li vediamo più.
E che noi saremo qui.
Quando vogliono tornare».
(Cinzia Pennati)