05/01/2026
“Bambini sempre pieni di cose” eppure più spenti”. Galimberti descrive un paradosso molto attuale: quando gli stimoli superano la capacità di “contenerli”, il cervello può reagire con ansia… oppure abbassando la percezione. Lui lo chiama psicoapatia: una sorta di anestesia psicologica da sovraccarico.
Dal punto di vista della psicologia dello sviluppo, è coerente: attenzione ed energia mentale non sono infinite. Se ogni vuoto viene riempito (attività, schermi, input continui), resta poco spazio per allenare competenze che nascono proprio dal “non avere qualcosa pronto”:
• gioco auto-diretto (inventare regole, negoziare, provare, sbagliare)
• creatività e problem solving (la noia come innesco, non come fallimento)
• pensiero critico (scegliere cosa fare, invece di reagire a ciò che arriva).
La noia non è un nemico da eliminare: è un segnale di spazio mentale disponibile. Il punto è non tappare automaticamente quel vuoto.
📌 il 23.01 sarà dedicata una serata al tema dell’adolescenza, tra rischi e potenzialità. Dove la Dott.ssa Martino insieme alle colleghe delle studio Psico-Logo affronteranno il tema dell’adolescenza e le sfide proposte dai social network e intelligenza artificiale. A breve maggiori informazioni
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Il filosofo, saggista e psicoanalista Umberto Galimberti ha richiamato l'attenzione sul ruolo della noia nello sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini.