Nutrizionista Dr. Raffaele Garofalo

Nutrizionista Dr. Raffaele Garofalo il mio motto è "NON VOGLIO CHE MANGIATE MENO, VOGLIO CHE MANGIATE MEGLIO " V Vinc Modugno 22 BITONTO si riceve su appuntamento

26/12/2025
24/12/2025

𝗟'𝗢𝗟𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗦𝗘𝗠𝗜 𝗘̀' 𝗣𝗜𝗨̀ 𝗣𝗘𝗥𝗜𝗖𝗢𝗟𝗢𝗦𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗭𝗨𝗖𝗖𝗛𝗘𝗥𝗢

Ti hanno detto per 60 anni che fa bene al cuore.
TI HANNO MENTITO!
E ora ti mostro perché.

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Negli anni '60 l'American Heart Association lancia la campagna:

"I grassi saturi fanno male. Gli oli vegetali fanno bene."

Tutti iniziano a buttare b***o e strutto, comprando olio di semi.
Ma c'era un piccolo problema.
Lo studio su cui si basava tutto - il "Seven Countries Study" di Ancel Keys - era MANIPOLATO.
Keys aveva dati da 22 paesi.
Ne ha usati solo 7.
Quelli che confermavano la sua tesi.
Gli altri 15? Scartati perché contraddicevano tutto.
Chi finanziava Keys?
Procter & Gamble. L'azienda che produceva Crisco, il primo olio vegetale industriale.
Coincidenza?

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MA IL VERO PROBLEMA È UN ALTRO.

Non è solo la truffa storica.
È quello che succede nel tuo corpo OGGI quando usi olio di semi.
Lascia che ti spieghi il meccanismo.
Gli oli di semi (girasole, mais, soia, arachidi) sono pieni di Omega-6.
Omega-6 non è intrinsecamente male.
Il problema è il RAPPORTO con gli Omega-3.
Il rapporto ideale Omega-6/Omega-3 dovrebbe essere tra 1:1 e 4:1.
Nella dieta moderna? 20:1 fino a 50:1.
Cosa succede quando hai troppi Omega-6?
Il tuo corpo produce sostanze PRO-INFIAMMATORIE:
- Prostaglandine infiammatorie
- Leucotrieni
- Citochine

Risultato: infiammazione sistemica cronica.

Quella silenziosa.

Quella che non senti oggi, ma tra 10-20 anni diventa:
- Artrite
- Malattie cardiovascolari
- Diabete tipo 2
- Malattie autoimmuni
- Cancro

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GLI STUDI PIÙ RECENTI
Nel 2016, ricercatori hanno ri-analizzato dati di uno studio nascosto per 40 anni.
Il "Sydney Diet Heart Study".Pubblicato sul British Medical Journal.
Risultato?
Le persone che avevano SOSTITUITO grassi animali con oli vegetali:

❌ NON avevano ridotto mortalità cardiovascolare
❌ Avevano AUMENTATO mortalità totale del 62%

Lo studio è rimasto nel cassetto per 40 anni.
Perché? Perché contraddiceva il business degli oli vegetali.
20 miliardi di euro all'anno solo in Europa.

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E NON È FINITA QUI.
Uno studio del 2020 pubblicato su Journal of Lipid Research ha dimostrato che quando friggi con olio di semi, a temperature alte (180-200°C), si creano:
- Aldeidi tossiche (danneggiano il DNA)
- Perossidi lipidici (distruggono membrane cellulari)
- AGEs - prodotti di glicazione avanzata (invecchiamento precoce)

In pratica, stai creando composti cancerogeni.
Ogni volta che friggi patatine, melanzane, pesce con olio di semi.

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"MA BIAGIO, L'OLIO D'OLIVA COSTA TROPPO!"
Lo so.
Olio di semi: 2€ al litro.
Olio d'oliva extravergine buono: 10€ al litro.
C'è una bella differenza.

Ma adesso ti faccio una domanda.
Sai quanto spendi in farmaci, integratori, visite mediche per problemi infiammatori cronici?

200-500 euro l'anno. Minimo.

Stai risparmiando alcuni euro per spenderne 500 in salute.

Ha senso?

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DOVE SI NASCONDE L'OLIO DI SEMI

Guarda le etichette:
❌ Tutti i fritti al ristorante (100% olio di semi)
❌ Maionese industriale
❌ Salse pronte
❌ Prodotti da forno confezionati
❌ Patatine in busta
❌ Crackers
❌ Margarina (la peggiore in assoluto)

Ogni volta che vedi scritto "olio vegetale" sull'etichetta?
È olio di semi.

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COSA USARE INVECE

Per cucinare ad alte temperature:
✅ Olio extravergine d'oliva (fino a 180°C)
✅ B***o chiarificato o ghee (fino a 250°C)
✅ Olio di cocco (fino a 177°C)
✅ Strutto di qualità (fino a 190°C)

Sì, strutto.
Quello che usava tua nonna.
Quando diabete, obesità e cancro erano MOLTO meno diffusi di oggi.

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FACCIAMO DUE CONTI

Anni '60: introduzione oli vegetali su larga scala.
Da allora:

📊 Diabete tipo 2: +400%
📊 Obesità: +300%
📊 Malattie cardiovascolari: stabili (nonostante "protezione" oli vegetali)
📊 Cancro: +200%

è vero che ci sono altri fattori, ma l'olio di semi è UNO di questi.
E tra l'altro parliamo di un fattore CONTROLLABILE
Puoi fare poco contro inquinamento atmosferico.
Puoi fare TUTTO contro l'olio che compri al supermercato.

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TUA NONNA CUCINAVA CON:
- B***o vero
- Strutto del maiale
- Olio d'oliva spremuto a freddo

Niente diabete.
Poca obesità.
Meno cancro.
Meno infiammazione cronica.

Tu cucini con:
Oli raffinati chimicamente, estratti con solventi benzina (esano), deodorizzati per togliere l'odore di rancido, sbiancati con sostanze chimiche.

E ti chiedi perché hai:
- Dolori articolari a 40 anni
- Stanchezza cronica
- Colesterolo alto
- Pancia infiammata

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Non ti sto chiedendo di stravolgere la tua vita.
Ti sto chiedendo di cambiare 1 bottiglia al supermercato.
Quella dell'olio.
Butta l'olio di semi e compra olio extravergine d'oliva. Perché se proprio devi friggere qualcosa (raramente), usa quello o il b***o chiarificato.
I tuoi mitocondri - le centrali energetiche delle tue cellule - ti ringrazieranno. Le tue articolazioni ti ringrazieranno. Il tuo cuore ti ringrazierà.

Per 60 anni ci hanno raccontato una bugia per vendere un prodotto industriale scadente.

ORA LO SAI !

Siate consapevoli.

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📚 FONTI SCIENTIFICHE:
- Ramsden CE et al. (2016) "Re-evaluation of the traditional diet-heart hypothesis" - British Medical Journal
- DiNicolantonio JJ, O'Keefe JH (2018) "Omega-6 vegetable oils as a driver of coronary heart disease" - Missouri Medicine
- Grootveld M et al. (2020) "Detection of aldehydes in heated cooking oils" - Journal of Lipid Research
- Innes JK, Calder PC (2018) "Omega-6 fatty acids and inflammation" - International Journal of Molecular Sciences

05/12/2025

Cibi giusti per un cervello sano

La dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, noci, cereali integrali, pesce e grassi insaturi come l’olio d’oliva, continua a essere una delle migliori scelte alimentari per la salute mentale.

Seguire una dieta mediterranea può ridurre fino al 30% il rischio di sviluppare depressione rispetto a una dieta prevalentemente basata su carne e latticini. Oltre a diminuire il rischio di depressione, questa dieta riduce anche il rischio di ictus ischemico e di sviluppare lievi deficit cognitivi e malattia di Alzheimer, soprattutto se combinata con un’attività fisica adeguata.

Cosa non deve mai mancare nella propria alimentazione?
I macronutrienti, ovvero carboidrati integrali, proteine e grassi, devono essere sempre parte di una dieta sana. La loro combinazione nel cosiddetto “piatto unico” è utile per garantire un corretto assorbimento di tutti i nutrienti e un rilascio più lento dei carboidrati.

È ideale anche controllare le risposte infiammatorie. Pertanto, un’alimentazione personalizzata può ulteriormente prevenire e rallentare il deterioramento cognitivo.

Grassi buoni

Il consumo di acidi grassi polinsaturi (presenti in noci, semi, pesce e verdure a foglia verde) e di acidi grassi monoinsaturi (presenti nell’olio d’oliva, avocado e noci) diminuisce il rischio di depressione nel tempo.

Al contrario, c’è una chiara correlazione tra l’assunzione di grassi trans, presenti nei cibi trasformati (ad esempio nei prodotti da forno e dolciari, ricchi di margarine o surrogati del cioccolato), e un aumento del rischio di depressione e ictus ischemico.

Inoltre, una carenza di acidi grassi polinsaturi è stata collegata al disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) nei bambini.

Omega-3: il pesce come alleato

Grazie agli alti livelli di acidi grassi omega-3, il pesce può prevenire numerose malattie cerebrali. Uno studio del 2010 ha correlato il consumo di pesce con un rischio minore di sintomi psicotici, e ricerche suggeriscono che l’olio di pesce può aiutare a prevenire la psicosi in individui ad alto rischio.

Gli omega-3, presenti soprattutto in pesci oleosi e di acqua fredda come salmone, aringa e sgombro, sono benefici per la depressione e la depressione post partum.

Bacche: potenti antiossidanti

Le bacche, ricche di polifenoli come le antocianine, possono rallentare il declino cognitivo grazie alle loro proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie.

Fare il pieno di fragole, mirtilli, more, lamponi e ribes può invertire i deficit legati all’età nella funzione nervosa e nel comportamento che coinvolge l’apprendimento e la memoria.

Cioccolato: un dolce beneficio

Il cioccolato fondente è ricco di flavanoli, che migliorano la funzione endoteliale e piastrinica. Studi hanno mostrato che il consumo di 6 g di cioccolato al giorno è associato a un rischio minore di infarto miocardico e ictus.

Una dieta equilibrata e ricca di nutrienti non solo favorisce la salute fisica, ma è anche cruciale per mantenere un cervello sano e funzionante.

Consumare alimenti come pesce ricco di omega-3, frutta e verdura colorate, noci e semi, limitando al contempo i cibi trasformati e i grassi saturi può contribuire a ridurre il rischio di malattie neurologiche e migliorare il benessere mentale complessivo.
R.G.

08/07/2025

Molti ricorderanno il famoso slogan “lo zucchero è pieno di vita”. Oggi probabilmente sarebbe oggetto di numerose critiche e polemiche.

07/07/2025

📌 Una regola semplice per migliorare la tua alimentazione.

👉 Evita ciò che non esisteva prima del 1900.

Questo significa dire no a cibi ultra-processati, oli di semi raffinati, aromi “naturali”, conservanti artificiali, snack confezionati, fast food… In pratica, tutto ciò che è nato in laboratorio e non nella terra.
👉 Consuma con moderazione ciò che un tempo era raro.

Lo zucchero, ad esempio, un tempo era un lusso. Oggi è ovunque. Non serve eliminarlo del tutto, ma imparare a considerarlo per ciò che è: un'eccezione, non la regola.

✅ Mangia cibo vero, quello che tua bisnonna riconoscerebbe come tale.Verdure fresche, uova, carne, pesce, frutta, noci, grassi buoni.
Il corpo ringrazia, la mente pure.

01/12/2024

"Posso diventare miglior sportivo della storia d'ltalia? No. No perché ho 23 anni. Non possiamo fare paragoni con altri sportivi che hanno fatto cose incredibili.

lo ho fatto una stagione in cui ho alzato l'asticella, parliamo di quello. Ora non c'è proprio paragone.

Vediamo nel futuro. Non mi interessa essere il primo a fare le cose, quelle sono solo statistiche. A me interessa ciò che posso fare per migliorare come giocatore. Il futuro nessuno può prevederlo..."

Jannik Sinner

E niente, un grande...giovane!

17/10/2024

La chetosi è spesso vista oggi con sospetto o addirittura paura, come se fosse un fenomeno pericoloso o una moda alimentare estrema. Tuttavia, si tratta di un processo biologico perfettamente normale e sano, profondamente radicato nella nostra storia evolutiva. Per comprendere davvero la chetosi, è utile fare un passo indietro e considerare come si è evoluto il nostro metabolismo nel corso di milioni di anni.

Prima della rivoluzione agricola, avvenuta circa 12.000 anni fa, gli esseri umani vivevano come cacciatori e raccoglitori. In quell’epoca, l'accesso a fonti costanti di carboidrati era limitato, e la nostra dieta era spesso basata su grassi e proteine animali, integrati con frutti selvatici e piante disponibili solo stagionalmente. Il nostro organismo ha quindi sviluppato la capacità di adattarsi a periodi di scarsità alimentare, entrando in uno stato di chetosi, un meccanismo che permette al corpo di utilizzare i grassi immagazzinati come principale fonte di energia quando i carboidrati non sono sufficienti.

Durante la chetosi, il fegato scompone i grassi in molecole chiamate chetoni, che possono essere utilizzate dalle cellule, in particolare dal cervello, al posto del glucosio. Questo processo è stato vitale per la sopravvivenza umana nei lunghi periodi in cui il cibo era scarso o quando l’apporto di carboidrati era irregolare. Per milioni di anni, la chetosi ha rappresentato il normale stato metabolico degli esseri umani, un meccanismo naturale per garantire che il corpo potesse continuare a funzionare efficacemente anche in condizioni di digiuno o con diete basate prevalentemente su grassi.

La rivoluzione agricola ha cambiato radicalmente la nostra alimentazione. Con l’introduzione della coltivazione di cereali, il consumo di carboidrati è aumentato significativamente, portando il corpo umano a funzionare principalmente utilizzando il glucosio come fonte di energia. Questo cambiamento ha avuto un impatto importante sul metabolismo, rendendo la chetosi meno frequente nella vita quotidiana. Tuttavia, dal punto di vista evolutivo, l'adattamento del nostro corpo a uno stato di chetosi è rimasto.

Oggi, la paura della chetosi sembra derivare principalmente da una mancanza di comprensione o da informazioni errate. Spesso si tende ad associarla a condizioni patologiche come la chetoacidosi diabetica, che è una situazione completamente diversa e pericolosa. La chetoacidosi si verifica principalmente nei diabetici non trattati ed è causata da un accumulo eccessivo di chetoni nel sangue, che porta a un abbassamento critico del pH ematico. Questo stato è ben diverso dalla chetosi nutrizionale, che è invece un processo regolato e sicuro, in cui i livelli di chetoni sono controllati dal corpo per fornire energia senza causare alcun danno.

Purtroppo, con la diffusione delle diete moderne ricche di zuccheri raffinati e carboidrati processati, molti hanno perso familiarità con il concetto di chetosi, vedendolo come qualcosa di anomalo o rischioso. Ci siamo abituati a una dipendenza quasi costante dai carboidrati come fonte primaria di energia, dimenticando che il nostro corpo è stato progettato per funzionare anche (e spesso meglio) utilizzando i grassi come combustibile.

Oggi, molte persone che seguono una dieta a basso contenuto di carboidrati o una dieta chetogenica riportano miglioramenti significativi nei livelli di energia, nella concentrazione mentale e nella gestione del peso. Questo accade perché la chetosi aiuta a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue, evitando i picchi e i cali tipici di una dieta ricca di zuccheri. Inoltre, la chetosi può favorire la perdita di grasso corporeo senza compromettere la massa muscolare, rendendola una strategia efficace non solo per chi vuole dimagrire, ma anche per chi cerca di migliorare la propria salute metabolica.

In conclusione, la chetosi non è affatto un fenomeno da temere, ma piuttosto un ritorno a uno stato metabolico che ha accompagnato gli esseri umani per la maggior parte della loro storia. È un adattamento naturale, profondamente radicato nel nostro DNA, che ci ha permesso di prosperare in ambienti difficili e con risorse alimentari limitate. Riappropriarsi di questa modalità metabolica non significa aderire a una tendenza alimentare passeggera, ma riconnettersi con un meccanismo che ha supportato la nostra specie per millenni

09/02/2023

Ce n’est pas un peu absurde de se souhaiter « bonne santé » avec de l’alcool ? La bonne santé n’a rien à voir avec l’alcool. Faites le point sur https://www....

05/01/2023

Quindi se capisco bene funziona così:

Il governo aumenta le accise di 30 centesimi.

Come conseguenza, il prezzo della benzina aumenta di 30 centesimi.

Ma loro danno la colpa alla speculazione br**ta e cattiva. Mah.

25/11/2022

Bellissima statua in ... una bimba con i libri pesa di più di un ragazzo con il cellulare!

Indirizzo

Via Vincenzo Modugno 22
Bitonto
70032

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:00

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