02/03/2026
“Si avvisano i futuri immigrati”
di Adrienne Rich
O passerai
attraverso questa porta
oppure non passerai.
Se passerai
c’è sempre il rischio
di ricordare il tuo nome
Le cose ti guardano due volte
e tu devi guardarle a tua volta
e lasciare che accadano.
Se non passerai
è possibile vivere degnamente,
mantenere il tuo atteggiamento,
mantenere le tue posizioni,
morire con coraggio.
Ma molta cecità è anche possibile.
E il tuo atteggiamento,
le tue posizioni,
si poseranno su di te come paraocchi.
A che costo, chissà?
La porta di per sé non fa promesse.
È soltanto una porta.
La porta che si apre di fronte a te e a tutta l’umanità oggi è una soglia oltre la quale rischiamo di “ricordare il nostro nome”, il mito della nostra anima incarnata in questa terra adesso. Stare di fronte alla porta fa paura, perché non sappiamo chi saremo al ritorno o se troveremo mai la
strada del ritorno. Potremmo attraversare e “ricordare” oppure non attraversare mai e rimanere ciechi, pur vivendo una vita dignitosa.
Nella discesa ai territori dell’Anima ci troviamo di fronte a un paradosso: sentirsi niente e, allo stesso tempo, tutto il mito cosmo concentrato in noi. Si sgretolano le maschere di una vita di valori, credenze, giudizi e piccolezza: non è uno stare facile, perché ci si sente persi, vulnerabili, miseri.
Un po’ come un lumacone che, quando cresce, deve abbandonare la sicurezza della sua casa-chiocciola e avventurarsi alla ricerca di una nuova casa nella completa vulnerabilità della sua mollezza… Arriva un tempo in cui siamo costrette a contattare la nostra mollezza, la
vulnerabilità, l’umanità. È da qui che sorge l’anima.
Nell’attraversare la porta possiamo guarire le ferite della bambina e diventare donne adulte, capaci di raccogliere e coltivare il potere a noi tutte concesso dalla vita, un potere creativo ed erotico che muove i mondi e li mette a fuoco. Con questo potere nel cuore diveniamo una dea dalle mille braccia, capace di muovere un’azione spontanea, viva e cardiaca radicata nella compassione per tutti gli esseri. Oggi è questa la vera priorità del popolo umano: radicarsi
nell’anima che conosce la sua natura e si muove nel mondo come un Essere.
Nell’attraversare la porta possiamo guarire le ferite della bambina e diventare donne adulte, capaci di raccogliere e coltivare il potere a noi tutte concesso dalla vita, un potere creativo ed erotico che muove i mondi e li mette a fuoco. Con questo potere nel cuore diveniamo una dea dalle mille braccia, capace di muovere un’azione spontanea, viva e cardiaca radicata nella compassione per tutti gli esseri. Oggi è questa la vera priorità del popolo umano: radicarsi
nell’anima che conosce la sua natura e si muove nel mondo come un Essere.
Un popolo di adulti, di esseri completamente incarnati, che hanno incontrato l’anima, non può accettare di essere guidato da “leader” bambini o adolescenti privi di saggezza che innescano guerre interiori ed esteriori devastanti e territoriali. Come accettare di essere guidati da chi non vive nel cuore?
Questo è molto importante per chi guida un popolo, una comunità, un gruppo: la discesa all’anima è una tappa fondamentale per raccogliere i doni della saggezza. E cosa deve essere un leader, se non un saggio che vive nel cuore?