Arianna Zanemvula

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“Si avvisano i futuri immigrati”di Adrienne RichO passeraiattraverso questa portaoppure non passerai.Se passeraic’è semp...
02/03/2026

“Si avvisano i futuri immigrati”
di Adrienne Rich
O passerai
attraverso questa porta
oppure non passerai.

Se passerai
c’è sempre il rischio
di ricordare il tuo nome
Le cose ti guardano due volte
e tu devi guardarle a tua volta
e lasciare che accadano.

Se non passerai
è possibile vivere degnamente,
mantenere il tuo atteggiamento,
mantenere le tue posizioni,
morire con coraggio.

Ma molta cecità è anche possibile.
E il tuo atteggiamento,
le tue posizioni,
si poseranno su di te come paraocchi.
A che costo, chissà?
La porta di per sé non fa promesse.
È soltanto una porta.

La porta che si apre di fronte a te e a tutta l’umanità oggi è una soglia oltre la quale rischiamo di “ricordare il nostro nome”, il mito della nostra anima incarnata in questa terra adesso. Stare di fronte alla porta fa paura, perché non sappiamo chi saremo al ritorno o se troveremo mai la
strada del ritorno. Potremmo attraversare e “ricordare” oppure non attraversare mai e rimanere ciechi, pur vivendo una vita dignitosa.
Nella discesa ai territori dell’Anima ci troviamo di fronte a un paradosso: sentirsi niente e, allo stesso tempo, tutto il mito cosmo concentrato in noi. Si sgretolano le maschere di una vita di valori, credenze, giudizi e piccolezza: non è uno stare facile, perché ci si sente persi, vulnerabili, miseri.
Un po’ come un lumacone che, quando cresce, deve abbandonare la sicurezza della sua casa-chiocciola e avventurarsi alla ricerca di una nuova casa nella completa vulnerabilità della sua mollezza… Arriva un tempo in cui siamo costrette a contattare la nostra mollezza, la
vulnerabilità, l’umanità. È da qui che sorge l’anima.
Nell’attraversare la porta possiamo guarire le ferite della bambina e diventare donne adulte, capaci di raccogliere e coltivare il potere a noi tutte concesso dalla vita, un potere creativo ed erotico che muove i mondi e li mette a fuoco. Con questo potere nel cuore diveniamo una dea dalle mille braccia, capace di muovere un’azione spontanea, viva e cardiaca radicata nella compassione per tutti gli esseri. Oggi è questa la vera priorità del popolo umano: radicarsi
nell’anima che conosce la sua natura e si muove nel mondo come un Essere.
Nell’attraversare la porta possiamo guarire le ferite della bambina e diventare donne adulte, capaci di raccogliere e coltivare il potere a noi tutte concesso dalla vita, un potere creativo ed erotico che muove i mondi e li mette a fuoco. Con questo potere nel cuore diveniamo una dea dalle mille braccia, capace di muovere un’azione spontanea, viva e cardiaca radicata nella compassione per tutti gli esseri. Oggi è questa la vera priorità del popolo umano: radicarsi
nell’anima che conosce la sua natura e si muove nel mondo come un Essere.
Un popolo di adulti, di esseri completamente incarnati, che hanno incontrato l’anima, non può accettare di essere guidato da “leader” bambini o adolescenti privi di saggezza che innescano guerre interiori ed esteriori devastanti e territoriali. Come accettare di essere guidati da chi non vive nel cuore?
Questo è molto importante per chi guida un popolo, una comunità, un gruppo: la discesa all’anima è una tappa fondamentale per raccogliere i doni della saggezza. E cosa deve essere un leader, se non un saggio che vive nel cuore?

Mancano le anziane vere, quelle sagge. E perché? Perché mancano le donne. Diventare donne adulte mature accade sempre me...
25/02/2026

Mancano le anziane vere, quelle sagge. E perché? Perché mancano le donne.
Diventare donne adulte mature accade sempre meno e non dipende dall’età anagrafica. La maggioranza delle donne di oggi vive un’eterna adolescenza emotiva e non conosce nel corpo il desiderio senza oggetto. Nutre e risponde a ferite e dinamiche appartenenti a un ego adolescente. Si cambia il corpo anche brutalmente per colmare un buco emotivo o per venir desiderata, si depila per sembrare bambina ed essere sessualmente stimolante per uomini (adolescenti) e si mostra, quasi si offre, in modo esagerato.

Ma il femminile per natura è la polarità che si cela, che incarna il mistero, l’ombra. Qui siamo circondate da donne bambine che mai diventeranno delle anziane sagge. Il mondo è davvero in pericolo. Come faremo senza le nonne a guidare? D’altro canto è difficile maturare in un sistema globale che vuole tenere piccoli sia le donne che gli uomini, in modo da poter esercitare il controllo. È un piano perfetto e malefico a cui però è possibile sfuggire.

Per raggiungere la maturità una donna (e un uomo) deve necessariamente andare alla ricerca dell’anima e attraversare un’iniziazione che, oltre le tradizioni, i modi e le forme, è un processo universale dell’essere umano.... ( continua a leggere l'articolo sul blog, trovi il link di seguito)

https://shebringsrain.com/il-femminile-maturo/

17/02/2026

La terra trema.E’ un bene se vediamo tutto questo come una grande possibilità di liberazione dai fardelli che portiamo addosso. La verità libera te e libera chi ti sta intorno.

11/02/2026

La gabbia più grande che ti puoi cucire addosso
è credere di essere ciò che fai.

E questo vale soprattutto per chi ha il ruolo di guida, insegnante, terapeuta, ecc.

Se ti incastri lì e credi di essere spirituale, saggio, sveglio…hai smesso di fare un lavoro su di te.

Perché stai camminando la strada dell’ego: quella in cui vivi per confermare l’idea di chi sei.

È necessario un movimento di sana ribellione
per strapparsi di dosso le catene dell’identità e tornare ad essere UTILE.

Nel mondo della crescita personale si parla dell’apertura del cuore come qualcosa da poter ottenere, qualcosa per cui la...
07/02/2026

Nel mondo della crescita personale si parla dell’apertura del cuore come qualcosa da poter ottenere, qualcosa per cui lavorare. C’è un fatto: le materie di cuore sono paradossali, la mente non le comprende e, in questo paradosso, fiorisce la forza più potente dell’universo.
Quando siamo innamorati di qualcuno, tutto ci sembra possibile, entusiasmante, meraviglioso, giusto? È possibile sentirsi così nei confronti della Vita e non ci sono strumenti
da poter applicare per sentire questo.
Nel cuore che si apre per grazia tu desideri la vita stessa, diventi Desiderio. In realtà il tuo desiderare non vuole trovare, sentire, ottenere nulla di specifico se non vivere quello stato dell’essere. Questo è il senso dell’Amore che inonda il cuore, quando il desiderio senza oggetto esiste come stato dell’essere. Sei un innamorata/o, punto. Senza nulla e nessuno in particolare a cui “dare” o da cui “ricevere” questo amore e, allo stesso tempo, riversandolo naturalmente e ricevendolo in ogni istante che esiste.
Nell’assistere a un’apertura cardiaca non c’è altro da testimoniare se non rivoli di lacrime di purificazione, che creano lo spazio necessario per SENTIRE. Quando il cuore si apre ci risvegliamo come da un lungo sonno e cominciamo a sentire TUTTO. Anche quello che avevamo lasciato sotto il tappeto per anni.
Esatto: senza che il cuore sia disponibile tu non senti un picchio. Credi di sentire, ma potresti avere a che fare con supercazzole mentali, o con impulsi fisiologici, o reazioni
emotive….Senza il cuore disponibile tu rimani nel tuo eremo e pensi solo a te, al tuo risveglio, alla tua sopravvivenza, alla tua famiglia, ai tuoi problemi. Quando il cuore sente
vieni improvvisamente proiettata/o in una dimensione in cui ti senti parte di un’umanità, di una natura, di un tutto. Non è un pensiero, ma un’esperienza viva e totalizzante.
Il vero servizio è possibile solo partendo dallo stato di innamoramento di cui ho parlato.
Tutto il resto è un movimento della personalità che vuole affermare se stessa. La mente non potrà mai capire ciò che il cuore desidera: essere come la terra con la pioggia nei giorni di secca.
(Leggi l’articolo completo nel blog)

https://shebringsrain.com/senza-il-cuore/

A tutti coloro che si offrono come guide nella relazione d’aiuto(nelle sue varie accezioni):Non basta la forma che scegl...
02/02/2026

A tutti coloro che si offrono come guide nella relazione d’aiuto
(nelle sue varie accezioni):

Non basta la forma che scegli.

Non basta suonare i tamburi, cantare le canzoni, danzare al fuoco, usare le parole giuste, indossare gli abiti, maneggiare le piante, parlare di risveglio, meditare, eccetera.

Non bastano le conoscenze intellettuali, le tecniche, neanche la tradizione.

Non basta iniziare il viaggio dell’eroe e poi tornare indietro sul più bello proprio quando la vita ti testa.

Non serve dare la colpa dei fallimenti alle situazioni, alle proprie guide, ai genitori, ai partner, agli eventi ostili.

Non serve puntare il dito fuori.
Se non ti sei presa la responsabilità totale della tua vita e delle tue ombre, il tuo passaggio non è completo.

Possiamo accompagnare solamente nei luoghi che abbiamo attraversato.
Là, nei luoghi inesplorati e inferi delle persone che si affidano a te, tu puoi fare grandi casini se non conosci la strada, se non hai camminato a tua volta.
Per questo è così importante discernere e comprendere che la forma non serve e non basta.

Agli antenati, ai maestri non gliene frega una mazza se hai le piume in testa, se bruci incensi, non gli interessa come ti fai chiamare né quante meditazioni o ritiri fai.
Alle forze invisibili interessa che venga fatto il LAVORO, A QUALUNQUE COSTO.
Per essere disponibili davvero a servire non bisogna essere adoratori della forma ma atleti della sostanza.
Chi ha orecchie per intendere intenda.

𝗜𝗟 𝗠𝗢𝗡𝗗𝗢 𝗛𝗔 𝗕𝗜𝗦𝗢𝗚𝗡𝗢 𝗗𝗜 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗘 𝗜𝗡𝗖𝗔𝗥𝗡𝗔𝗧𝗘 𝗘 𝗜𝗡𝗜𝗭𝗜𝗔𝗧𝗘
𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗜𝗔𝗡𝗢 𝗜𝗡 𝗚𝗥𝗔𝗗𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗥𝗔𝗚𝗛𝗘𝗧𝗧𝗔𝗥𝗘 𝗟𝗘 𝗗𝗜𝗦𝗖𝗘𝗦𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟'𝗔𝗡𝗜𝗠𝗔 𝗣𝗘𝗥
𝗗𝗔𝗩𝗩𝗘𝗥𝗢.
𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗩𝗔 𝗢𝗟𝗧𝗥𝗘 𝗧𝗘, 𝗡𝗢𝗡 𝗘̀ 𝗦𝗢𝗟𝗢 𝗨𝗡 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢, 𝗘̀ 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗘𝗦𝗣𝗢𝗡𝗦𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀,
𝗨𝗡 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗜𝗭𝗜𝗢.

Non fare finta di niente
e ritorna in ginocchio.

Leggi l’articolo correlato nel blog: https://shebringsrain.com/elementor-4963/

31/01/2026

Nella mia vita ho sofferto di depressione, sono stata dipendente da sostanze e da persone, sconnessa dal corpo e dalla vita. Mendicavo. Mi sono sentita incastrata, congelata e bloccata. Sono stata persa, senza direzione, senza scopo.

Poi, quando ho toccato il fondo, sono rinata dalle ceneri come una fenice e ora ti spiego come, perché esistono vere e proprie “tecnologie antiche” che “curano” la depressione senza
ricorrere ai farmaci.

Partiamo da un fatto: in Europa l’uso di antidepressivi è più che raddoppiato negli ultimi 20 anni. Questo non ci dice necessariamente che sono aumentati i depressi, ma che è sicuramente aumentata la prescrizione dei farmaci…

(Continua a leggere l’articolo nel blog, segui il link https://shebringsrain.com/rinascere-dalle-ceneri/ )

Non ti senti accolta.Lo desideri più di ogni cosa al mondo e fai di tutto per cercare questo contatto. Mendichi in ogni ...
28/01/2026

Non ti senti accolta.
Lo desideri più di ogni cosa al mondo e fai di tutto per cercare questo contatto. Mendichi in ogni campo, in ogni ruolo. E ancora non trovi questa desiderata unione e ti fa arrabbiare terribilmente, perché è un tuo diritto questo amore che ti vede, che manca e che silenziosamente ti logora da dentro.

Ti parla?

Alla radice più antica dei nostri bisogni c’è il bisogno di essere accolti e riconosciuti. Quando esiste un’impronta profonda a livello cellulare, derivante probabilmente dalla gestazione o dal concepimento, tu continui, per TUTTA LA VITA, a mendicare questo abbraccio, questa necessità di essere accolta. Tutta la vita si basa su questo: colmare questo grande buco emotivo che dirige, a tua insaputa, ogni azione.

Rimani piccola per paura che, nella grandezza, qualcuno ti possa rifiutare. Rimani zitta perché potresti dire qualcosa di sbagliato ed essere giudicata e rifiutata. Rimani congelata emotivamente perché hai paura di quella rabbia violenta, così sconveniente: potresti fare schifo a tutti.

E allora non c’è libertà, e non c’è grandezza. Non c’è nessun dare, perché in realtà tu, ogni volta che dai, stai chiedendo quell’abbraccio.

La buona notizia è che tutto questo ha un senso. Tutta questa indignazione mista a paura, mista a tristezza, che senti, ha un potere una volta tolto il coperchio della pentola a pressione.
Aprire i cancelli dell’inferno interiore, per me, significa questo: liberare una quantità immensa di energia vitale bloccata. Significa vedere la belva per quello che è, conoscerla, raccoglierne il potere, ammaestrarla, amarla infine.

Non solo meriti di essere accolta, ma sei accolta dal momento in cui Dio ha avuto l’idea di te. Sei benvenuta e, solo per il fatto che sei viva, sei desiderata e amata dalla Vita e da Dio. Questa può diventare un’esperienza corporea e, quando lo diventa, si aprono i cancelli del paradiso.

È semplice.Non cresci stando nella tua piccola zona di comfort.Non cresci evitando l’attrito.Fai attenzione a non raccon...
22/01/2026

È semplice.
Non cresci stando nella tua piccola zona di comfort.
Non cresci evitando l’attrito.

Fai attenzione a non raccontarti che sei nell’assenza di sforzo quando sei davvero nell’assenza di volontà,
avvolto/a nella tua calda copertina dell’idea che hai di te.

Occhio a non dirti che vuoi stare nel piacere ma nella realtà non stai coltivando la disciplina che serve per costruire la libertà per vivere spontaneamente l’assenza di sforzo.

È paradossale ma stare nel piacere e nell’assenza di sforzo
richiede un ordine interiore e una disciplina che viene coltivata in anni.

Il vero piacere richiede presenza e capacita’ di testimoniare anche il dolore, quello immenso.

Nel viaggio dell’eroe, che è la nostra vita, siamo chiamati a saltare oltre, a fare qualcosa di rischioso, pauroso o difficile, qualcosa che non abbiamo mai osato fare prima.

Solo attraversando quell’attrito l’eroe emerge con un potere, un tesoro che è stato forgiato proprio dalla difficoltà o perigliosità dell’esperienza iniziatica…

Nulla si trova per caso,
soprattutto la libertà interiore.
A.Z.

Nicolò Govoni, con il tuo ultimo video “Poveri ma felici” mi servi su un piatto d’argento quello che sto ruminando da an...
16/01/2026

Nicolò Govoni, con il tuo ultimo video “Poveri ma felici” mi servi su un piatto d’argento quello che sto ruminando da anni: IL MITO DEL BUON SELVAGGIO HA ROTTO LE B***E.
L’idealizzazione totale di un uomo puro, connesso alla natura e alla saggezza del pianeta, porta migliaia di persone ogni anno a viaggiare verso terre bucoliche e selvagge, alla ricerca di risposte interiori che la nostra società occidentale, vecchia e in fin di vita, non sembra
offrire. Alcuni le trovano, le risposte, ma non come si immaginavano. Altri invece partono al salvataggio del mondo che soffre.
Si storce il naso a vedere gli africani o i nativi con la cravatta, perché non è un’immagine allineata con il mito del buon selvaggio che parte, a seconda del caso, da un senso di superiorità intellettuale o da un senso di inferiorità spirituale.
È da questa superiorità intellettuale che penso di poter aiutare qualcuno. AIUTARE queste anime pure e sfortunate. Dobbiamo essere onesti: la nostra volontà di aiutare e liberare gli altri dal dolore parte dal nostro dolore personale che non riusciamo a gestire. Lo so bene. Da un senso di inferiorità spirituale, invece, penso di poter imparare, trovare risposte nel buon selvaggio che, con la sua tradizione pura e medicina antica, potrà aprire i veli dell’illusione e guarirmi dal dolore. Ho fatto entrambi questi viaggi.
Ho attraversato un apprendistato tradizionale sciamanico in Sudafrica e bevuto alla fonte di questa idealizzata purezza e connessione, sono diventata sangoma. Ho vissuto un decennio tra Kenya, Tanzania e Sudafrica, a contatto con bambini di strada, campi profughi, spose bambine, baraccopoli e villaggi rurali, nella disperata speranza di poter aiutare ed eliminare, fuori e dentro, quel dolore che sentivo. Dare voce a chi non ha voce: è stato il senso della mia vita.
Sai cosa ho scoperto?
Entrambi i viaggi erano disperate richieste d’aiuto. Anche nel cercare di aiutare, non lo facevo per loro: lo facevo per me. Lo facevo perché “l’Africa” mi stava guarendo le ferite più antiche, mi stava insegnando a stare negli abissi del mio dolore. Mi ha dato molto più di quello che ho dato io, mi ha messa sulla mia strada, al mio posto, mi ha messo in mano il mio destino, mi ha dato un senso. Ma non è stato il buon selvaggio, o la terra pura, o le persone che ho aiutato. Sono stata io. È stato il viaggio dell’eroe nella ricerca di mettere fine al dolore del mondo che era il mio. L’immersione negli abissi ha portato all’umile resa del cuore.
Non possiamo aiutare né essere aiutati per davvero. Possiamo metterci al servizio dell’intelligenza della vita così da essere USATI al meglio, per ciò che serve. Ognuno ha la
piena responsabilità del proprio viaggio e della propria esistenza.
Conosco africani che non troveranno mai l’eccellenza di cui parla Nicolò, anche se hanno avuto tutte le migliori opportunità. E conosco europei che non la troveranno ugualmente mai.
E sai cosa hanno in comune questi due? Poca fame.
Non importa da dove vieni, il colore della pelle, l’odore del tuo cibo. Importa il fuoco che ti
arde nel cuore. Importa la fame che hai.

TE LA DEVI MANGIARE LA VITA.
QUESTA È LA VIA DELL’ECCELLENZA.
(È contagioso.)
Arianna Zanemvula

La mia più grande passione ed onore è accompagnare le donne che hanno un potenziale a incarnare il loro potere e la loro...
13/01/2026

La mia più grande passione ed onore è accompagnare le donne che hanno un potenziale a incarnare il loro potere e la loro liquida espressione creativa.
Accompagno in quel luogo radicale e non addomesticato, dove cadono le proiezioni, si svelano le maschere, la verità inonda l’essere.
Accompagno i passaggi dell’anima che ricorda sé stessa.
Sarò la tua guida fino a che non ricorderai nel corpo che sono solo una parte di te e che la tua guida è un fuoco dentro e, quando sarai pronta, sparirò.
È un onore.

Arianna Zanemvula

09/11/2025

Indirizzo

Boario Terme

Sito Web

http://www.ilcantodegliantenati.it/

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