05/12/2025
Quando il corpo ti ferma, la concentrazione di dolore riesce a fare uscire le voci più insidiose della mente. Quelle fatte di dubbi e poca fede, che se sei allenato bene durano poco, altrimenti danno una mano al dolore fisico e lo prendono a braccetto, per sferrare il colpo finale: quello emotivo. Io lavoro con gli altri con la psicosomatica, con la protezione di alcuni alti talenti che riescono ad aiutarmi a canalizzare ciò che, nel corpo, anima grida. Lavoro sostenendo nei momenti in cui le luci sembrano spente, per ricordare che sono gli occhi ad essersi chiusi un attimo, e quelli del cuore, ma le luci stanno sempre lì.
Lavoro su piani energetici, a volte tra gli alberi, a volte in luoghi chiusi, a volte semplicemente camminando, partendo però dalla struttura che più ci sostiene qui, la cui massima espressione è l'energia vitale che ci attraversa. Lavoro lasciandomi guidare, non c'è qualcosa che vada bene per tutti, a volte sentire è più immediato,a volte è tortuoso il suo sentiero.
In questi giorni il corpo ha fermato me, non accadeva da diverso tempo, pur consentendomi di proseguire alcuni percorsi individuali,ho dovuto razzolare bene ciò che predico: ascolto profondo nella massima cura, rinunciando a diverse cose programmate. Alcuni mi chiedono se anche a me si spengono le luci, se anche io mi indago psicosomaticamente, se riesco a fermare il flusso emotivo che domina e accompagna il dolore fisico. Se fede e dubbio si alternano e se a ciò che in me è modus vivendi et operandi, si sostituisce lo smarrimento e la fine della certezza. Assolutamente sì. È tutto parte dell'essere umano, è morire all' ego, nel momento in cui ci pretende indistruttibili. Ricordo i miei strumenti sempre più velocemente e li accompagno alla cura medica perché, in molti momenti,la vita mi ha insegnato che le cose vanno integrate. Non c'è materia senza Spirito che la crea, non c'è corpo senza anima che lo abita( anche se, di questi tempi, parrebbe che la disconnessione tra i due sia molto forte). Ecco che la malattia rappresenta una occasione per conoscersi ancora più a fondo, per pulire ancora ciò che impedisce allo Spirito di manifestarsi nella sua completezza. Questi sono giorni di ritiro e dolore fisico, ma di grande possibilità di rafforzare la consapevolezza personale. E così, radicata nel corpo e profondamente tornata, come costretta, ad un bacino silenzioso che mi tiene in posizione uterina, profondamente connessa con le mie memorie corporee e psicocorporee, rendo grazie sincero a chi , pur non sapendo niente, mi ha portato in dono il riconoscimento del lavoro fatto insieme. Un riconoscimento spontaneo, che se ne frega dei follower che non aumentano,dei post che scrivo sempre meno e del fatto che sono social quando mi pare e non quando il mondo da me lo richiede, per avere seguito. Mi piacciono le cose che fanno poco rumore, le radici che crescono lente, sotto il terreno, in un silenzio che non è che vita e linfa per il germoglio e la pianta che emergerà. Alcuni messaggi mi hanno commossa e, tra il dubbio e la fede, umana oscillazione quando sembrano spente le luci ed invece ho solo chiuso un attimo gli occhi, mi sono ricordata perché ho lasciato tutto quello che avevo di certo per svolgere il mio lavoro. Allora GRAZIE DAVVERO. DI CUORE. Sapete quanto io ritenga che la guarigione del corpo possa essere accelerata dal calore e dall'affetto. Ed io, che non sono abituata tanto a ricevere, prendo tutto.
Vi lascio una frase del BUDDA, di un capitolo del Sutra del loto. Mentre oggi la pronunciavo, assorta in preghiera, la luce si è spenta qualche secondo, per poi riaccendersi. Una sincronicità molto interessante che puo' valere per tutti.
"Per salvare gli esseri viventi,uso l'espediente di mostrare il mio nirvana, ma in verità NON MI ESTINGUO. ...Sono sempre qui, ma...faccio in modo che gli esseri viventi obnubilati non mi vedano, neanche quando sono vicino"