28/11/2025
Psicoanalisi ed Etologia umana: scovare gli "universali" del comportamento umano tra biologia e antropologia.
Indice
Attaccamento primario e diade madre-bambino
Epistemologia biologica
Le varie facce di Eros: la sessualità, la leggenda dell'uomo libero, la famiglia, il tabù dell'incesto
Aggressività e violenza
Gruppo e comunità
Considerazioni ecologiche e morali
Riferimenti bibliografici
Irenäus Eibl-Eibesfeldt, allievo di Konrad Lorenz nonché uno dei più illustri etologi della storia, sviluppò un'interessante disciplina, l'etologia umana, con l'ambizione di riunire in sé l'etologia animale, l'antropologia, la biologia, la paleontologia, le scienze evoluzionistiche, le neuroscienze, la psicologia.
"L'etologia umana può essere definita come la biologia del comportamento umano. Scopo della ricerca etologica è di chiarire i meccanismi fisiologici che stanno alla base di un comportamento, di scoprirne le funzioni svolte, come pure le spinte selettive a cui il comportamento in questione deve la propria esistenza e, infine, di ricercare lo sviluppo del comportamento nell'ontogenesi, nella filogenesi e nella storia della cultura. In ogni caso, al centro dell'interesse vi è l'interrogativo sull'origine dei programmi che motivano, scatenano, guidano e coordinano un comportamento. L'etologia umana si fonda in buona parte su concetti e metodi sviluppatisi nello studio del comportamento animale (etologia), ma si differenzia da quest'ultima in quanto si adatta alle esigenze derivanti dalla peculiare posizione dell'uomo. In particolare, essa si avvale anche dei metodi di lavoro usati nelle discipline affini, come la psicologia, l'antropologia e la sociologia. Essa aspira a un reale collegamento fra le diverse scienze umane, e ciò anche in base ai molti interessi comuni. Gli etologi umani studiano sia l'evoluzione filogenetica del comportamento sia la modificabilità individuale e culturale dell'uomo." (1984, p. 14)
Contrariamente ad una certa corrente di stampo antropologico fondata sul relativismo culturale (Boas, Mead, Malinovksy...), tale disciplina intende ricercare ciò che ricorre universalmente nella specie homo, soprattutto per quel che concerne i comportamenti "innati". L'ipotesi di fondo è che al di là delle suddivisione etniche, razziali e culturali, gli uomini condividano un'eredità biologica comune, contestando la celebre affermazione di Margaret Mead (1928) che vede l'uomo come il più plasmabile di tutti i materiali, il quale riceverebbe forma solo attraverso la cultura. Sembra infatti che dalla sua prima apparizione l'homo sapiens sia cambiato quasi per niente, rimanendo un organismo profondamente ancorato alla sua storia e alla sua eredità biologica.
In altre parole, ampliando l'opera del maestro, Eibl-Eibesfeldt ha tentato di trovare i cosiddetti "universali", ossia quelle caratteristiche e quegli aspetti dell'umana fenomenologia che ricorrono trasversalmente nonostante l'influenza delle diverse culture e che, in buona parte, traggono origine dal mondo animale. Tali aspetti potrebbero costituire quel nocciolo comune della dimensione umana radicato geneticamente attraverso l'evoluzione (adattamenti filogenetici) e che stabiliscono in un certo senso i limiti entro cui la cultura (o l'ideologia) può plasmare l'uomo e dirigerne attitudini, desideri e comportamenti. In tal senso, si potrebbe accostare il pensiero dell'etologo al corrispettivo culturale di "inconscio strutturale" di Levi-Strauss (1958), mentre sul piano psichico vi sono somiglianze con l'"inconscio collettivo" basato sugli Archetipi di C.G. Jung (1921).
Estratti di un seminario didattico tenutosi a Bologna nel 2023.Versione PDF stampabile:Indice • Attaccamento primario e diade madre-bambino • Epistemologia biologica • Le varie facce di Eros: la sessualità, la leggenda dell'uomo libero, la famiglia, il tabù dell'incesto • Aggressività e v...