Dottoressa Restelli Camilla

Dottoressa Restelli Camilla Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dottoressa Restelli Camilla, Via Massarenti, Bologna.

Sono una psicologa psicoterapeuta, ho un approccio psicoanalitico che mi consente di creare un piano di lavoro specifico e adeguato alle necessità del paziente e al tipo di disturbo che presenta per ristabilire il suo benessere

13/02/2026

È veramente così?
Proviamo a parlarne insieme

Questa espressione spesso indica un forte bisogno di controllo autoritario derivante da una grossa ansia e insicurezza r...
10/02/2026

Questa espressione spesso indica un forte bisogno di controllo autoritario derivante da una grossa ansia e insicurezza rispetto alla possibilità di avere la capacità di gestire la situazione.
Questa espressione indica anche la presenza di traumi passati non elaborati e paure inconsce e soggettive.
Dopo aver compreso tutto questo, però non possiamo dimenticare come una frase simile possa generare malessere in chi la ascolta.

La casa della mamma e del papà è anche la casa del/la bambino/a.
Il nido sicuro della mamma e del papà è anche il nido sicuro del/la bimbo/a dove lui/lei dovrebbe sentirsi amato/a, protetto/a, unico/a e dove dovrebbe sentirsi libero/a di esprimersi anche rispetto ad atteggiamenti di rabbia e inadeguatezza.
La frase “questa è casa MIA e qui comando IO” mostra l’impossibilità di avere uno spazio per i propri bisogni, i propri desideri e le proprie emozioni portando da una parte a sviluppare una forte rabbia e frustrazione rispetto a una sensazione di impotenza e dall’altra parte a percepire anche l’impossibilità a esprimere queste emozioni.
Il/la bambino/a imparerà che non potrà essere realmente se stesso/a e, senza accorgersene, inizierà a inibire aspetti per lui/lei importanti.

Ti è mai successo?
Se vuoi, condividi la tua esperienza e seguimi per altri spunti



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Lo sai che una personalità evitante è attratta da una personalità ansiosa?Perchè?Una persona con un attaccamento ansioso...
06/02/2026

Lo sai che una personalità evitante è attratta da una personalità ansiosa?

Perchè?

Una persona con un attaccamento ansioso tende ad essere abituata a rimanere anche se l’amore è instabile e non sicuro, anche se il/la partner non fornisce certezze e sicurezze.
Questo perché una persona con attaccamento ansioso si è abituata a percepire fin da piccola che l’amore va e viene, non è stabile e non definitivo (ad esempio i genitori erano iperprotettivi, ansiosi e emotivamente incoerenti, alternando momenti di grande presenza e calore ad altri di distacco o indisponibilità).
Una persona con un attaccamento ansioso è estremamente insicura e teme il rifiuto e l’abbandono, diventando appiccicosa e dipendente per ottenere conferme.

Una persona con un attaccamento evitante tende ad avere bisogno di indipendenza e tende a far fatica a gestire l’intimità emotiva che diventa una minaccia alla propria autonomia.
Questo perché una persona con attaccamento evitante si è abituata ad avere, fin da piccola, dei genitori emotivamente assenti o comunque non capaci a rispondere adeguatamente ai propri bisogni emotivi.

Quindi una persona ansiosa resta, si adatta e accetta perché ha imparato che l’amore non è sicuro, non è garanzia ma resta comunque.
Una persona evitante invece si sente accolta così come è, nel suo bisogno di indipendenza e nella sua fatica ad essere intima emotivamente.
La relazione entra però in crisi nel momento in cui chi ha una personalità ansiosa inizia a voler costruire e inizia a voler certezze portando l’evitante a voler scappare.

Ma lo sapevi che questa situazione può essere affrontata?
Come?
Attraverso la terapia e lavorando su se stessi per smussare la propria modalità di funzionamento!

A te è capitato?
Condividi qui la tua esperienza e seguimi per altri consigli



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05/02/2026

Forte senso del dovere: parliamone insieme

L’ansia è una risposta emotiva naturale di adattamento di fronte a situazioni sentite come minacciose.Tuttavia in alcune...
30/01/2026

L’ansia è una risposta emotiva naturale di adattamento di fronte a situazioni sentite come minacciose.

Tuttavia in alcune situazioni l’ansia diventa patologica.
Se è sproporzionata rispetto alla situazione.
Se è continua anche se non sono presenti reali situazioni di pericolo.
Se interferisce con l’avita di tutti i giorni.

In questi casi si possono attivare diverse strategie:
-percorsi di mindfulness
-percorsi di yoga
-percorsi di psicoterapia.

E tu ha fatto qualcosa in merito?

Se hai voglia condividi qui la tua esperienza e inizia a seguirmi



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La condivisione nasce da un desiderio di connessione: la condivisione permette di sentirsi parte di un gruppo.La condivi...
28/01/2026

La condivisione nasce da un desiderio di connessione: la condivisione permette di sentirsi parte di un gruppo.
La condivisione è anche un un modo per raccontare chi si è e per trasmettere ad altri la propria esperienza.
La condivisione può infine essere un modo per elaborare le emozioni: parlare di ciò che è accaduto permette anche di affrontarlo.

Al tempo stesso la condivisione permette di ampliare il piacere di un’esperienza: un viaggio è più bello se ottiene l’approvazione del pubblico; una foto è migliore se viene ammirata da più persone…
Infatti un like o un commento positivo generano sensazioni di piacere e conseguentemente una gratificazione immediata.
Tutto ciò rende la condivisione un bisogno.

È quindi sempre importante chiedersi: ‘perché sto condividendo?’.

Condividere infatti non dovrebbe mai essere solo un bisogno di approvazione, ma una scelta che aumento il senso di appartenenza e connessione.



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23/01/2026

Sentirsi criticati e giudicati: parliamone insieme

Perché accade di sentirsi arrabbiati e frustrati con i propri genitori anche se loro non stanno facendo o dicendo nulla ...
20/01/2026

Perché accade di sentirsi arrabbiati e frustrati con i propri genitori anche se loro non stanno facendo o dicendo nulla di particolare?�
Spesso nel nostro inconscio si attivano dinamiche passate che richiamano elementi infantili e adolescenziali ormai passati: in parole povere smettiamo di essere i soliti adulti prestanti e performanti e ci trasformiamo in quei bambini “traumatizzati”.�La rabbia e la frustrazione che sopraggiungono all’improvviso non sono altro che le critiche, il non sentirsi all’altezza, il non sentirsi compresi e il sentirsi visti sperimentati nell’infanzia.�Le emozioni negative sperimentate dopo un’interazione apparentemente calma con i propri genitori non è altro che il corpo che porta a risentire e risperimentare quelle emozioni negative antiche e inconsce.��Riconoscere queste emozioni e comprendere a cosa realmente rimandino permette non solo di creare consapevolezza ma anche di ridimensionare il vissuto emotivo ricreando un rapporto realmente più sereno con i propri genitori.



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Secondo la scienza la sfortuna non esiste.�Lo sai che le “persone sfortunate” hanno in comune schemi comportamentali e c...
16/01/2026

Secondo la scienza la sfortuna non esiste.�Lo sai che le “persone sfortunate” hanno in comune schemi comportamentali e cognitivi?
In primis, prima ancora di agire, “le persone sfortunate” hanno l’abitudine di cercare all’interno di una situazione cosa può andare storto simulando mentalmente il fallimento e concentrandosi sugli aspetti negativi invece che su quelli positivi e/o neutri.
Questo meccanismo porta a percepire il mondo come pericoloso e instabile anche quando non lo è.
Poi “le persone sfortunate” tendono ad attribuire le cause di ciò che accade all’esterno e non alle proprie azioni: questo porta a percepire la sfortuna come un destino immutabile e non come dipendente in parte dalle loro scelte e dalla loro proattività.�La sfortuna rappresenta un alibi che permette di non assumersi le responsabilità: ad esempio le persone di successo non credono alla sfortuna perché attribuiscono a sè il potere di arrivare a qualcosa e se qualcosa non va è solo questione di impegno e di tempo.
Ancora “le persone sfortunate” sembrano mancare di resilienza: hanno quindi difficoltà a imparare dagli errori.�Infine “le persone sfortunate” tendono ad agire in modo da far accadere proprio ciò che temono mettendo in atto quella che viene chiamata “la profezia che si autoavvera”. Ad esempio se si è in allerta perché è capitato un imprevisto, si inizierà a porre più attenzione su tutti gli eventi negativi che potrebbero capitare quindi ad esempio perdere il treno dipende dalla sfortuna e non dalla responsabilità di un eventuale ritardo.



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14/01/2026

La comunicazione: parliamone insieme

Hai notato che la gentilezza è una risorsa che sembra essere sempre più mancante nelle relazioni?La fretta. Il lavoro. T...
19/12/2025

Hai notato che la gentilezza è una risorsa che sembra essere sempre più mancante nelle relazioni?
La fretta. Il lavoro. Tante cose da fare. Gli obiettivi. I figli. I nipoti. Lo sport. Il tempo a disposizione spesso rendono meno attenti all’altro.

Ci si dimentica di praticare la gentilezza per diversi motivi: l’impazienza; la voglia di ottenere tutto e subito senza voler aspettare; la mancanza di attenzione verso l’altro e verso gli effetti delle nostre azioni su chi ci circonda; l’inflessibilità, non siamo sempre bendisposti a cambiare idea o a considerare di poterlo fare.

L’assenza di gentilezza inaridisce le relazioni e allontana le persone.

E allora perché non provare a cambiare?
Perché non provare ad ascoltare?
Perché non provare a mettersi nei panni dell’altro?
Perché non provare ad attivare piccoli gesti di attenzione e affetto?
Perché smettere di provarci?



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Come già fatto l’anno scorso, voglio riprendere una tematica importante.�Il periodo di Natale può essere accompagnato da...
17/12/2025

Come già fatto l’anno scorso, voglio riprendere una tematica importante.�Il periodo di Natale può essere accompagnato da una forte tristezza e questo può determinare dei vissuti di inadeguatezza perché socialmente ci si attende che a Natale si debba essere felici e allegri: il Natale è associato al ‘dover essere felici’, ad avere una famiglia unita, al ‘dover apparire al meglio’.
Tutte condizioni che implicano un senso di obbligo e di costrizione che può generare ansia, depressione e inadeguatezza.
Se ci soffermiamo a pensare, non per tutti le dinamiche legate agli eventi natalizi possono essere fonte di gioia: per esempio le cene con i parenti possono riattivare dinamiche conflittuali non risolte; i regali da fare possono generare l’ansia di non trovare il regalo perfetto oppure l’ansia di spendere troppo; la riduzione degli impegni lavorativi generano tempo libero e dunque un maggior contatto con se stessi, con i propri pensieri o con vissuti emotivi negativi che spesso vengono mascherati e soffocati dalla routine quotidiana.
Infine il Natale è tempo di bilanci emotivi, personali, economici, progettuali e, spesso, se le aspettative non risultano soddisfatte, questi bilanci possono trasformarsi in frustrazione nel non essere riusciti a raggiungere i propri obiettivi e per questo motivo ci si sente ‘sbagliati’.

Per fronteggiare tutto questo è importante accogliere ed accettare la tristezza, l’insoddisfazione e la delusione.
Poi è importante sentire e assecondare i propri bisogni.
E infine è necessario prendersi cura di sé.



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Indirizzo

Via Massarenti
Bologna
40138

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 08:30 - 20:00
Giovedì 08:30 - 20:00
Venerdì 08:30 - 20:00

Telefono

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