Dott.ssa Elisabetta Costante

Dott.ssa Elisabetta Costante Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Elisabetta Costante, Psicologo, Via Emilio Zago 2/2, Bologna.

Pagina professionale dedicata alle differenti tematiche di cui mi occupo: le difficoltà dell'essere genitori, vivere una malattia oncologica, le diverse tipologie di lutto, la fase terminale, lo stress e l'ansia degli studenti, e molto altro...

Si può parlare di guerra ai bambini?- SI, sono continuamente esposti a queste informazioni (dai telegiornali, dai discor...
09/03/2022

Si può parlare di guerra ai bambini?
- SI, sono continuamente esposti a queste informazioni (dai telegiornali, dai discorsi degli adulti) ed evitare di affrontare con loro questo discorso non significa che la curiosità e il bisogno di cercare le risposte tipici dei bambini vengano soddisfatti, anzi potrebbero informarsi altrove (su internet per esempio) e trovare un linguaggio più difficile o delle immagini più aggressive.

COME SI PARLA AI BAMBINI DELLA GUERRA?
Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna ha messo a disposizione queste indicazioni che puntano su una comunicazione accessibile ai bisogni e all’età dei bambini, alla condivisione, all’ascolto e accoglienza delle domande e delle emozioni.

Sappiamo benissimo che questo momento storico non è facile, figuriamoci per i genitori che si trovano a doverlo spiegare ai propri figli.
Rimarrete però stupiti da quanto i bambini abbiano già appreso da soli e dai dubbi e paure che tacciono solo per non dare preoccupazioni agli adulti stessi!

dott.ssa Elisabetta Costante

Ringrazio ancora l'Associazione Il Piccolo Principe 2.0, specialmente Federica Ritmo Ferraro, per la sensibilità, l'entu...
07/03/2022

Ringrazio ancora l'Associazione Il Piccolo Principe 2.0, specialmente Federica Ritmo Ferraro, per la sensibilità, l'entusiasmo e l'accoglienza.
Ringrazio anche i partecipanti, i quali non hanno solo ascoltato ma condiviso e portato esperienze personali intime e importanti.

Parlare di morte non è facile, figuriamoci se si pensa di organizzare un corso su come parlare di morte ai bambini!
La difficoltà sta nel nostro rapporto con il fine vita: viviamo in una società tanatofobica, abituata a vivere la morte come evento che "capita agli altri", poi però quando avviene una perdita nella propria famiglia non si sa cosa fare...

-"come dico a mio figlio che il nonno è morto?"
- "è sbagliato raccontare a mia figlia che la mamma è partita per un lungo viaggio?"
-" ieri è morto il nostro amato amico a 4 zampe, dico ai miei figli che è scappato?"
- "è meglio far partecipare o no i bambini al funerale?"
- "sbaglio se piango di fronte ai miei figli?"

Rispetto al lutto non ci sono delle formule magiche che annullano la sofferenza, la perdita e il dolore del distacco, ma ci sono delle indicazioni che possono aiutare nella comunicazione e relazione con i bambini.

Credo fortemente che ciascuno di noi, a prescindere dall'essere genitori, dovrebbe fare i conti con la propria Finitudine, per poter imparare a vivere con maggior consapevolezza, pienezza e gratitudine.

Grazie ancora,
dott.ssa Elisabetta Costante

06/03/2022
QUANDO? il 4 e il 5 marzo 2022 dalle ore 20.00 alle ore 21.00DOVE? presso la sede de Il Piccolo Principe 2.0, in via Bre...
23/02/2022

QUANDO? il 4 e il 5 marzo 2022 dalle ore 20.00 alle ore 21.00

DOVE? presso la sede de Il Piccolo Principe 2.0, in via Brenta, 29A a Maglie (LE)

COSTI? € 50,00 + quota associativa

COME ISCRIVERSI? Contattando i seguenti numeri: 331 23 24 828 327 31 94 613

MAX 20 PERSONE
MIN 5 PERSONE

PERCHE' E' IMPORTANTE UN CORSO SIMILE?
Perché NON parlare di morte con i bambini e gli adolescenti può aumentare gli stati di ansia, angoscia, paure fantasiose e isolamento sociale.
Per i genitori/adulti imparare a entrare in relazione con i giusti modi di fare, con un linguaggio appropriato e una condivisione delle emozioni, può permettere ai bambini/ agli adolescenti di poter esternare la sofferenza causata dalla perdita ed elaborarla nel miglior modo possibile.

(il corso si limita alla formazione. Nell'eventualità in cui si dovesse aver bisogno di una consulenza specifica o di un supporto psicologico, mi potete contattare privatamente)

CORSO DI FORMAZIONE RIVOLTO A GENITORI, INSEGNANTI E ADULTI VOLTO A DARE INDICAZIONI PRATICHE SU COME GESTIRE LA COMUNIC...
21/02/2022

CORSO DI FORMAZIONE RIVOLTO A GENITORI, INSEGNANTI E ADULTI VOLTO A DARE INDICAZIONI PRATICHE SU COME GESTIRE LA COMUNICAZIONE E LA RELAZIONE CON I BAMBINI DOPO UN EVENTO LUTTUOSO.

-“Mamma, Papà dove si va quando si muore?”“
-“Maestra cosa è successo alla Mamma di...?”
-“Perché il Nonno non c'è più?”
-“Perché si muore?”

Arriva un momento in cui i bambini iniziano a interrogarsi sulla morte, spesso dopo aver vissuto un lutto o dopo averne sentito parlare, suscitando negli adulti difficoltà nel rispondere: alle volte si usano risposte metaforiche, altre volte si rimanda il discorso a “quando sarai più grande”, altre ancora si tace e si cambia argomento.
Abbandonare i bambini e gli adolescenti alla comprensione solitaria di che cosa significhi il morire, può evitare loro la sofferenza?

Sicuramente non è un argomento facilmente trattabile, eppure è l'unico evento certo insieme alla nascita che accompagna la vita di ciascuno: nessuno di noi saprà cosa diventerà da grande, se vivrà un amore, se viaggerà, quale lavoro farà, se avrà degli amici, sappiamo solo che la nostra vita è destinata alla finitudine, a un ultimo capitolo che porterà alla morte.

Il non sapere cosa significhi la morte non giustifica il non poterne parlare. La società di oggi viene definita tanatofobica, ed è un gran bel problema: il terrore dell'idea di morte, porta da un lato a censurarla, dall'altro a esibirla come evento che capita agli altri, lontano dalla propria cerchia familiare e amicale.
Poi però arriva un lutto (improvviso o come conseguenza del tempo che continua a procedere) e non si sa cosa fare, come comportarsi. Le difficoltà aumentano quando ci sono dei figli o dei bambini: come dire loro che il cagnolino che tanto amano è morto? Come comunicare che la Nonna ha avuto un infarto fulminante? Come spiegare che il compagno di banco dopo un indicente stradale ha perso la vita?

Non è facile dare questo tipo di informazioni ai bambini: si tende a proteggerli finché è possibile dagli eventi critici della vita, si ha il timore di danneggiarli con notizie simili, che si possano causare ansie troppo difficili da contenere, perché visti come troppo fragili e vulnerabili.
Può succedere allora che i bambini cerchino delle spiegazioni altrove: ne parlano con i loro compagni (anche loro vittime di silenzi protettivi), consultano internet o non condividendo nulla, rimangono nella solitudine di angoscia di morte.
Proporre un corso ai genitori e agli adulti in generale permette di comprendere cosa significhi la morte nelle varie fasi di sviluppo e di conseguenza avere degli strumenti comunicativi e relazionali che possano permettere di condividere con meno paura e informare con meno confusione i bambini rispetto all'evento morte.

Ringrazio l'associazione culturale Il Piccolo Principe 2.0 per aver accolto la mia proposta, per l'ospitalità e la fiducia.
QUANDO: il 4 e il 5 marzo 2022 dalle ore 20.00 alle ore 21.
DOVE: presso la sede de' Il Piccolo Principe, in via Brenta, 29 A a Maglie (LE).
COSTI: €50,00 (più la quota associativa).
PER INFO: 327 31 94 613 o 331 23 24 828

-Dottoressa questo è per te!Oggi ho ricevuto questo regalo da una bellissima bambina con diagnosi oncologica.Non è facil...
15/02/2022

-Dottoressa questo è per te!

Oggi ho ricevuto questo regalo da una bellissima bambina con diagnosi oncologica.
Non è facile vivere una malattia da bambini:
non lo è per loro, per i genitori, per la famiglia.
Ed è ancora più difficile accettare che un bambino si possa ammalare: si è appena affacciato alla vita, ha ancora così tanto da sperimentare, da provare.

Un bambino dovrebbe solo giocare, fare amicizia, andare a scuola, vivere con spensieratezza le sue giornate...
Eppure ripetuti mal di testa, strani gonfiori, stanchezza perpetuante possono portare a scoprire una verità che non si è mai pronti ad ascoltare...

"Ci si trova improvvisamente catapultati in un mondo nuovo, fatto di visite, camici bianchi, cure dolorose, persone che parlano una lingua strana composta da parole prettamente mediche...
Lo sguardo di Mamma e Papà sempre preoccupato,
Gli amici che continuano a giocare, ma senza di me...
La scuola che diventa un ricordo lontano, quasi quasi tornarci non sarebbe così male...
E tutte quelle medicine, punture e cure che mi fanno tanto male, dopo sono davvero tanto stanco!
Ma in ospedale ci sono anche i giochi, non sono belli come quelli di casa, ma possono andare
Ci sono anche nuovi amici che non hanno paura della parola "tumore", loro mi capiscono...
C'è anche la maestra che rispettando i momenti in cui ho sonno o dolore, mi aiuta a non rimanere indietro, anzi mi incoraggia tanto!
Per non parlare dei Medici, degli Infermieri e degli Operatori socio sanitari, tutti mi chiamano per nome e mi spiegano con parole più semplici cosa mi verrà fatto ogni giorno.
Viene a trovarmi anche una Psicologa, lei non mi preleva il sangue, non mi ascolta nemmeno il cuore... Lei ascolta le mie parole, quelle di Mamma e Papà. Dopo che parlo con lei sto un pò meglio, come se anche con lei prendessi delle medicine. La Psicologa non si spaventa quando le dico che ho paura, mi rimane accanto e riesce a dare forza anche ai miei genitori.
Forse l'infanzia non è per tutti uguale e sinceramente io preferirei giocare a casa con i miei amici, senza tutte questi dolori e cure continue..."

GRAZIE A QUESTA BAMBINA PER AVERMI DONATO UN PO' DEL SUO AMORE!

dott.ssa Elisabetta Costante

LA GENESI DEL TUO COLOREOggi voglio condividere un prezioso Dono che ho ricevuto ieri da una mia Cara Amica e Collega Ps...
09/02/2022

LA GENESI DEL TUO COLORE

Oggi voglio condividere un prezioso Dono che ho ricevuto ieri da una mia Cara Amica e Collega Psicologa.

Questa canzone pone enfasi sul dolore che provoca sofferenza, ma non spezza.
Un grido che esplode che ci permette di comprendere che siamo vivi!
Quanto la vita sia permeata di momenti: alcuni che regalano la leggerezza di ballare, altri che chiedono di fermarsi e affrontare la tristezza.
TUTTI IMPORTANTI!
Come sia più facile fingere che va tutto bene, ma quali vantaggi porta se non vivere una vita che non si sente come propria?

La bellezza e la forza di qualcuno che riesce ad esserci, anche quando le proprie paure hanno il sopravvento.

Il coraggio di vivere anche nel dolore,
di mettersi in discussione
e di addentrarsi in tutte le emozioni.

Ed è proprio questa la "Genesi del tuo colore":
la nascita e RI-nascita di se stessi, del colore o dei color-I che ci accompagnano, ci raccontano e ci permettono di cambiare, di CRESCERE.

Ascolta il meglio di Irama: https://spoti.fi/3qD5qEFIrama - La genesi del tuo colore (Official Video) [Sanremo 2021]Ascolta La genesi del tuo colore, il nuov...

SI PUO' AMARE ANCHE NEL RICORDOSi può continuare a vivere, anche se l'altro non c'è più,anche quando le forze ormai semb...
07/02/2022

SI PUO' AMARE ANCHE NEL RICORDO

Si può continuare a vivere, anche se l'altro non c'è più,
anche quando le forze ormai sembrano essere svanite.

Si può riprendere a vivere, anche se ormai tutto sembra privo di significato, di valore.

Ci si può scoprire nuovamente felici, nonostante l'immensa perdita.

Si può portare dentro se stessi un pezzetto dell'altro, un lascito che diventa un rifugio di serena nostalgia, la forza da cui poter attingere.

E non parlo solo di perdita consequenziale a un lutto, alla morte del proprio caro.
Si può sempre provare a elaborare nella propria vita gli aspetti di crescita di tutte le esperienze significative, anche di quelle che hanno avuto un risvolto che ha causato sofferenza: un'amicizia tradita, una conoscenza non più approfondita, un amore finito, un licenziamento, una malattia improvvisa.

Non è un invito a prendere con superficialità gli avvenimenti che si susseguono nella quotidianità, bensì è un incoraggiamento a riconoscere le proprie emozioni, viverle anche se fanno tanta paura e accettarle.

Vi assicuro che ne vale davvero la pena...

dott.ssa Elisabetta Costante

IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTON"Qualunque cosa tu faccia non pensare mai a cosa diranno gli altri, segui solo te stesso,...
03/02/2022

IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTON

"Qualunque cosa tu faccia non pensare mai a cosa diranno gli altri, segui solo te stesso, perché solo tu nel tuo piccolo sai cosa è bene e cosa è male, ognuno ha un proprio punto di vista, non dimenticarlo mai, impara a distinguerti, a uscire dalla massa, non permettere mai a nessuno di catalogarti come “clone di qualcun altro”, sei speciale perché sei unico, non dimenticarlo mai".

Sarà capitato a tutti di sentirsi un pò il Gabbiano Jonathan durante la propria vita: magari in un gruppo di amici, nella propria famiglia. Ci si è sentiti come se gli altri non comprendessero le proprie attitudini e, anzi, le condannassero.
Perché spesso la diversità è sinonimo di errore, di qualcosa da cancellare, nascondere.

E allora cosa fare?

Conoscere se stessi nel proprio intimo, non rifiutarsi e imparare a riconoscere i propri bisogni sono dei grandi passi verso un percorso di crescita e consapevolezza personale.
Vivendo bene con se stessi si può vivere bene anche con gli altri, no?

Sembrano considerazioni semplicistiche, belle da leggere, ma come si attuano?
Tanto per cambiare non esiste una risposta definita e definitiva, mi dispiace.
Se stessimo preparando una torta, basterebbe seguire la ricetta, eppure anche in questo caso il risultato cambierebbe da persona in persona.

Conoscere se stessi richiede un grande sforzo, pazienza, forza e capacità di stare nel qui ed ora e spostarsi nel lì e allora.
Per accettare se stessi è necessario imparare a STARE nelle emozioni e a riconoscerle.
Questo viaggio è insidioso e spesso viene auto-sabotato perché mette in evidenza le proprie fragilità e paure. Per fortuna in questo cammino si può decidere di non essere soli: intraprendere un percorso con uno psicologo può significare condividere il peso di questa fatica, farsi accompagnare da un professionista può facilitare questa esplorazione arrivando a "scavalcare tutto ciò che ci limita" (il gabbiano Jonathan Livingston, Richard Bach)

dott.ssa Elisabetta Costante

ANCHE IO VADO DALLA PSICOLOGAChi intraprende un percorso con lo psicologo non deve essere visto come qualcuno con dei pr...
31/01/2022

ANCHE IO VADO DALLA PSICOLOGA

Chi intraprende un percorso con lo psicologo non deve essere visto come qualcuno con dei problemi, bensì come qualcuno che vuole investire su se stesso, nonostante tutto.

Ed è davvero emozionante, utile e riparatore quell'incontro in cui si entra in contatto con la propria storia, con le ferite, risorse personali e familiari.

Diventa una continua scoperta della propria identità.

Tutto piano piano assume un senso,
e le nuvole lasciano lo spazio alla serenità.

Ve lo dice una Psicologa che va dalla Psicologa!

dott.ssa Elisabetta Costante

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