Denise Sbarra Psicologa

Denise Sbarra Psicologa Forte è chiunque abbia compreso l'importanza di riconoscersi anche nelle proprie fragilità

Si riparte carichi ✌⚡
07/05/2024

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Il prendersi cura di sé parte anche dalla possibilità  di riflettere sulle nostre abitudini, sul desiderio di cambiare e...
09/02/2024

Il prendersi cura di sé parte anche dalla possibilità di riflettere sulle nostre abitudini, sul desiderio di cambiare e sugli strumenti da poter apprendere per poterlo fare.
3 incontri per parlare delle "Skills" (competenze) elencate dall'OMS come base del benessere
E un incontro speciale per parlare di PREVENZIONE, abitudine importantissima per la nostra salute psicofisica.

Gli incontri sono gratuiti, per iscrizioni (presenza od online) scrivere a denise.sbarra92@gmail.com

10/01/2024

Credo che la saggezza e la bontà di un Uomo stia nella capacità di darsi dignità e valore per poi renderli disponibili e fruibili alla comunità.

È dare l'esempio, che si può essere se stessi, amarsi e rispettarsi senza sentirsi superiori agli altri;
è dare l'esempio, che si può donare agli altri senza calpestare la propria dignità e mettere da parte i propri bisogni.

10/12/2023

Cambiare gli altri a volte è possibile, ma solo ricattando, mimacciando e provando a toglier loro la dignità, il valore e la libertà.

Perciò, se credete di essere persone giuste e oneste, se credete nella dignità e nella libertà, sappiate che gli unici cambiamenti su cui si ha potere sono i propri... e non è facile cambiare, non è facile accettare che se una cosa dell'altro non ci piace, non possiamo fare nulla, se non i conti con noi stessi e con le nostre scelte.
Amare significa anche questo.

Vale per i propri partner, ma vale anche per i figli. Non imponete loro di essere vostre copie negli sbagli e nelle modalità di riaprazione; non costringeteli al ricatto emotivo per non essere all'altezza delle vostre aspettative.

Il vero cambiamento, non quello che pensate di desiderare, ma quello che renderà la vostra vita un percorso più autentico, è quello che deciderete di attuare dentro di vo, con fatica e perseveranza.

"Presto dovremo scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è facile. ". (Albus Silente)

31/10/2023

Silente "I giovani non possono sapere quello che i vecchi pensano e provano, ma i vecchi sono colpevoli se dimenticano cosa significa essere giovani"

- Harry Potter e l'ordine della fenice.

16/09/2023

Troppe volte si dà il permesso al giudizio altrui di condizionare la libertà di essere autentici.
Spesso ci si adegua a essere come l'altro ci vorrebbe, sperando di ottenere più stima e/o di nutrire quelle parti di sé carenti e bisognose.

Questa costrizione ha portato a una ricerca sfrenata di legittimazione di sé che ci ha portato all'odierno mito della libertà:
tanto quanto è presente il giudizio altrui a ostacolare la propria autenticità, tanta è la convinzione che essere autentici significa avere la libertà di essere ciò che si vuole, come si vuole e quanto si vuole.

Partendo dal presupposto che, spesso "ciò che si vuole" non corrisponde affatto a "ciò che si è veramente" , perché il primo caso (ciò che si vuole) è condizionato molto dagli stereotipi e idoli culturali, il secondo (ciò che si è) è quanto più di sconosciuto ci sia per noi, è importante ricordare che essere se stessi non significa fare ciò che si vuole sempre e comunque.

Essere se stessi significa essere consapevoli di sé, imparare a conoscersi e a riconoscere i propri bisogni e le proprie emozioni; dopodiché è importante imparare a dialogare con la realtà esterna, con il "non-me", quell'altro fatto di una propria autenticità, bisogni ed emozioni.

Non dovremmo essere ciò che gli altri desiderano, ma non dovremmo neanche mettere gli altri in condizione di sottostare alla nostra "libertà di essere se stessi".

15/09/2023

Porsi delle domande, dubitare delle cose non dovrebbe essere sintomo di diffidenza, ma di sana curiosità, approfondimento e conoscenza della realtà.

30/08/2023

Nella società che idolatra la perfezione e il culto della libertà a ogni costo, è più facile negare il fallimento e le sue conseguenze piuttosto che chiedere scusa e provare a rimediare agli errori commessi (atto di riparazione).

Questa società vede i primi come furbi e i secondi come deboli e perdenti.

E se vi state chiedendo quali siano le suddette conseguenze della negazione del fallimento, basta guardare in giro: quanti figli giustificati pur di non ammettere il fallimento genitoriale; quanti studenti e giovani condannati pur di non ammettere i fallimenti delle istituzioni; quante vite difficili, spezzate e deluse pur di non ammettere il fallimento del sistema socioculturale.

Cosa accadrebbe se i responsabili, ossia ognuno di noi, riuscissero, per una volta, a non puntare il dito contro ma a mettere in discussione la propria "ineluttabile" integrità morale?

06/07/2023

C'è tanta rabbia in giro, tanta rabbia vomitata, gettata addosso agli altri o a se stessi.
Scorre tutto così velocemente che oramai non lo crediamo più possibile, avere il tempo per poter ascoltare;
ascoltare, non pensare, che quello lo si fa fin troppo.
Si pensa, si pensa, si pensa e per contrastare tutto questo girovagare nella testa senza sosta e senza tregua, ci buttiamo nel mondo con "l'arte" del fare.
La chiamano "arte", anche se è priva di sentimento; sentimento, appunto, cioè un sentire.
Come si può sentire qualcosa quando si è impegnati a rendere razionale, logico e perfetto tutto ciò che si ascolta?
Come quando editiamo un video o una foto: cancelliamo i difetti, le cose che non vogliamo sentire e pubblichiamo capolavori di perfezione svuotati di autenticità e interezza. E poi ci domandiamo perché si perde la dignità, il valore delle cose e di se stessi; ci domandiamo perché si perde il senso del sacrificio e del lavoro e come mai si vuole tutto e subito e lo si vuole vivere qui, adesso.
Passiamo dall'ingurgitare pensieri al vomitare rabbia...
Una continua congestione che ci lega al presente e non lascia spazio al futuro e il tempo per elaborare il passato.

26/06/2023

Nel mondo dei social bisognerebbe imparare a distinguere la condivisione dall'esibizionismo

Il fallimento è un avvenimento comune, possibile e necessario. Fallire non significa essere incapaci, significa innanzit...
18/06/2023

Il fallimento è un avvenimento comune, possibile e necessario.
Fallire non significa essere incapaci, significa innanzitutto aver trovato il coraggio di mettersi in gioco; significa far esperienza della vita, dell'ambiente e di se stessi.
Certo, fallire ci spinge a sperimentare una gamma di emozioni più sul versante "negativo", fa sentire la frustrazione, il senso di colpa, la vergogna e non ci fa sentire soddisfatti di noi stessi.
Queste emozioni, queste sensazioni, sono necessarie affinché la nostra mente possa reagire e tentare un'altra volta, ma solo ascoltando veramente quelle emozioni, imparando a conoscere se stessi, sarà possibile tentare in una modalità rinnovata, arricchita dall'esperienza precedente, dove quel fallimento diviene un insegnamento prezioso che riempie anziché svuotare.

Dare significato ai propri fallimenti, significa restituire dignità al proprio percorso e valore all'esperienza.

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