20/02/2026
"Ha la storia un senso?
Ciò equivale a chiedersi se l'essere vada da qualche parte.
Naturalmente la domanda vale solo nel caso che "essere" rivesta per noi un significato non meramente concettuale.
Sì, la storia ha un senso, ossia una direzione.
Possiamo avvertire ciò ripiegandoci sul nostro stesso domandare
La storia ha un senso?
Che ti spinge a chiedertelo e, generalmente, a vivere nella domanda?
Non stai forse cercando un senso?
Difatti la ricerca di senso è la forza fondamentale del nostro vivere.
La ricerca di senso precede le specifiche maniere attraverso cui lo si persegue: religioni rituali e vie mistiche, miti, scienza, filosofia, arte, politica…
Tale spinta al senso è originaria: affacciarsi sulla scena del mondo significa, al contempo, cercarne il senso.
"Senso" in quanto fine ultimo e "senso" in quanto significato che fonda ogni possibile valore.
Ci chiediamo, infatti:
Da dove?
Verso dove?
Perché?
E quel che scrivo non può che essere vero poiché anche chi contestasse quel che scrivo, lo farebbe nel nome di un senso più autentico e dunque di un senso cercato e creduto.
Anche chi sostenesse che senso non v'è darebbe un senso assoluto al proprio sostenerlo.
"Ma come?" dirà che mi legge con una certa costanza: non sei tu quello che sempre sostiene che essere non ha senso?
Infatti.
Essere non ha senso poiché è infondato.
Ma LO SO.
La nostra condizione infondata non è in preda al caso, ma è mossa da un ordine molto preciso e sapiente che giunge, allorché matura pienamente, alla consapevolezza dell'assenza di senso dell'essere.
E ciò è saputo e vissuto nella assoluta certezza.
Il senso della storia obbedisce all'assenza di senso dell'essere alla luce di un sapere. Tale sapere è capace di molta chiarezza e profondità a riguardo.
Tale sapere non è limitato".
Franco Bertossa
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