Dott.ssa Stefania Comai - psicoterapeuta

Dott.ssa Stefania Comai - psicoterapeuta Psicoterapeuta sistemico-relazionale ad indirizzo familiare

10/02/2026
24/01/2026

che fa davvero davvero pensare…

Buona dallo Studio Trento 😊

🎈Nel 1973, otto persone sane entrarono in ospedali psichiatrici e scoprirono qualcosa di terrificante. Una volta che sei etichettato come pazzo, non c'è quasi via d'uscita.

🎈L'esperimento fu condotto dallo psicologo David Rosenhan e iniziò con una semplice domanda che la medicina non aveva mai seriamente messo alla prova: i professionisti formati possono distinguere in modo affidabile la sanità mentale dalla malattia mentale?

🎈Per scoprirlo, Rosenhan reclutò otto "pseudopazienti". Erano persone comuni: uno studente laureato, un pediatra, uno psichiatra, un pittore, una casalinga. Tutti mentalmente sani. Ognuno si offrì volontario per fare una cosa — e una sola — per essere ricoverato.

🎈Dovevano entrare in un ospedale psichiatrico e dire di sentire delle voci. Tutto qui. Nessuna crisi drammatica. Nessuna delirio bizzarro. Nessun comportamento violento. Solo una calma descrizione di parole udite come "vuoto", "cavo" e "tonfo". Ognuno di loro fu ricoverato.

🎈Immediatamente dopo il ricovero, i volontari smisero di fingere. Si comportarono normalmente. Parlarono chiaramente. Collaborarono. Socializzarono. Dissero al personale che le voci erano cessate. Non importava.

🎈I dottori e gli infermieri ora vedevano tutto attraverso un'unica lente: la malattia mentale.

Prendere appunti? → "Comportamento di scrittura compulsivo". Stare vicino alla postazione delle infermiere? → "Ricerca patologica di attenzione". Aspettare il pranzo? → "Ansia legata alla fissazione orale". Essere educato e calmo? → "Affetto appropriato nell'ambito del quadro patologico".

🎈La diagnosi arrivò rapidamente — e rimase fissa. Sette furono etichettati con schizofrenia. Uno con psicosi maniaco-depressiva. Nessuno fu riconsiderato. La degenza media durò 19 giorni. Un volontario rimase ricoverato per 52 giorni. Non perché fosse malato. Ma perché l'istituzione aveva già deciso che lo fosse.

🎈Ecco la parte più inquietante. I dottori non misero mai in discussione il loro giudizio. Gli infermieri non riconsiderarono mai nulla. Le cartelle si riempirono di un linguaggio tecnico e sicuro che faceva sembrare il normale comportamento umano come un sintomo.

🎈Eppure, qualcun altro se ne accorse immediatamente. I pazienti. Nel giro di pochi giorni, veri pazienti psichiatrici presero in disparte i volontari e sussurrarono cose come: "Tu non sei pazzo", "Sei un giornalista, vero?", "Tu non dovresti stare qui".

🎈Su centinaia di interazioni, nemmeno un singolo pseudopaziente fu identificato come sano dal personale ospedaliero. Ma dozzine di pazienti reali riconobbero la verità.

🎈L'esperimento rivelò qualcosa di profondamente scomodo. La diagnosi non si basava sul comportamento. Si basava sul contesto. Una volta che una persona aveva varcato la soglia istituzionale, ogni sua azione veniva reinterpretata per adattarsi all'etichetta già assegnata. Le prove non contavano più. La normalità stessa diventava invisibile.

🎈Quando Rosenhan pubblicò lo studio — "On Being Sane in Insane Places" (Essere sani in luoghi folli) — il mondo della psichiatria esplose. Gli ospedali protestarono. I medici erano furiosi. Alcuni sostennero che lo studio fosse poco etico. Un ospedale sfidò direttamente Rosenhan: "Mandaci i tuoi falsi pazienti", dissero. "Li smaschereremo". Rosenhan accettò.

🎈Nei tre mesi successivi, l'ospedale identificò 41 pazienti in arrivo come impostori. Erano orgogliosi della loro vigilanza. Rosenhan non aveva mandato nessuno. Il danno era fatto.

Lo studio dimostrò quanto potentemente le etichette distorcano la percezione, come le istituzioni possano diventare cieche di fronte agli individui, e quanto facilmente la certezza sostituisca la curiosità una volta che l'autorità prende il sopravvento. Contribuì ad innescare riforme radicali nella diagnosi psichiatrica, diede un contributo allo sviluppo di criteri diagnostici più rigorosi e ridefinì la valutazione della malattia mentale.

🎈Ma la lezione più profonda andò ben oltre la psichiatria. Mostrò come i sistemi possano intrappolare le persone in narrazioni che non hanno scelto. Come l'essere percepiti in un certo modo possa contare più di ciò che si è realmente. E come la cosa più difficile da far credere a un'istituzione… sia che potrebbe sbagliarsi.

🎈Otto persone sane entrarono in ospedali psichiatrici nel 1973. Ne uscirono con una verità che cambiò per sempre la medicina. A volte l'illusione più pericolosa non è quella dei pazienti. È di coloro che credono di non poter mai sbagliare.


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Helibova

Chiudiamo l'anno con una riflessione importante e troppo spesso trascurata, che ci mette di fronte alle nostre incongrue...
18/12/2025

Chiudiamo l'anno con una riflessione importante e troppo spesso trascurata, che ci mette di fronte alle nostre incongruenze ed al bisogno di convivere con una narrazione più tollerabile: sulla nostra vita, su come stiamo, sulle nostre priorità e sull'autenticità delle nostre relazioni, sulle aspettative che puntualmente rivolgiamo al prossimo futuro nella speranza che qualcuno o qualcosa faccia la differenza.

Quale augurio vorresti sinceramente rivolgerti?
Quale regalo potresti davvero fare a te stesso?
Cosa puoi mettere a disposizione delle persone che hai a cuore?

Diritto a stare bene (Gruppo in Fb)

Lo Studio Trento, sostiene ed appoggia quanto evidenziato e scritto in questo interessante Gruppo presente su Fb.

💫E lo fa, oltre che Condividendone il , anche con i :

💫siamo un Centro dedicato al ed alla cura delle differenti forme di e siamo con il , quindi con tariffe calmierate e con massima apertura verso qualsiasi forma di .

💫Se ne sussistono le condizioni economiche, garantiamo psicologica in forma “pro bono” ovvero gratuita ad un certo numero di persone.

💫Ora vi lasciamo alle sul … che è , e luci, ma al contempo , ed .

💫Dicembre è il mese dei ricordi. Per qualcuno è nostalgia: le tavole di una volta, chi non c’è più o i Natali passati che non tornano.
💫Per altri è tensione: famiglie che si ritrovano e ferite che si riaprono, cose mai dette che tornano a galla tra un brindisi e l’altro.
💫Per molte persone, però, il Natale è anche il momento in cui si sente più forte la propria diversità: se non rientri negli schemi, se la tua identità non è accolta, se vivi una condizione di marginalità, se devi “scegliere” ogni anno quanto di te puoi mostrare e quanto no.

💫E poi c’è la questione che tutti fingono di non vedere: il denaro. I regali che non puoi permetterti, le spese che pesano più del dovuto, le bollette che arrivano anche a dicembre, le cene che diventano un conto economico.

💫Intanto i social raccontano un’altra storia: viaggi, pacchi sotto l’albero, famiglie perfette, tavole infinite. E il confronto diventa crudele.
Perché quando non hai ciò che vedi, pensi che il problema sei tu.

💫Il risultato è che dicembre amplifica tutto quello che durante l’anno riusciamo a tenere sotto controllo: ansia, tristezza, frustrazione, solitudine e senso di inadeguatezza. Non c’è niente di sbagliato in questo. È una risposta umana a una pressione enorme.

💫Ma c’è qualcosa di sbagliato in un Paese che lascia le persone sole proprio quando fanno più fatica. È per questo che Pubblica continua a chiedere una cosa semplice: psicologi pubblici e gratuiti, accessibili a tutte e tutti, dove e quando servono.
💫Nei territori, nelle scuole, nelle famiglie, nelle comunità. Perché le feste possono essere difficili, ma non dovrebbero mai essere affrontate in silenzio. E nemmeno da soli.






Dietro una voce c'è una storia che in pochi conoscono o che tutt'al più arriva riletta e filtrata dalla stampa. Non è ma...
04/12/2025

Dietro una voce c'è una storia che in pochi conoscono o che tutt'al più arriva riletta e filtrata dalla stampa. Non è mai dato sapere del tutto chi c'è dietro il personaggio pubblico o l'artista, ma a volte qualche aneddoto lascia aperto uno scorcio che consente di intravedere o immaginare qualcosa di più della persona.

Lo Studio Trento, vi propone un , una per i momenti bui, difficili, complessi.

Il ed il necessari per nutrire in sè e nel proprio …soprattutto se sulla nostra strada incontriamo e vediamo un o qualcuno che intravveda in noi un ed una pulsanti.

Ecco un della vita di ed il suo con .

🦋Nel 1974, Nina Simone si sedette in silenzio all'Hippopotamus Club di New York, stremata da uno dei capitoli più oscuri della sua vita.
Le battaglie legali, i problemi personali e un lungo allontanamento dall'industria musicale l'avevano condotta a un silenzio profondo, sia creativo che emotivo.

🦋Quella sera era andata a vedere un concerto di David Bowie — forse per curiosità, forse cercando una scintilla di cui ancora non sapeva di aver bisogno.

🦋Quello che non si aspettava era di incontrare l'artista in persona poche ore dopo.
Bowie la vide nel club, si avvicinò con una calma sicura, si presentò e le chiese il suo numero di telefono.

🦋Era una connessione improbabile: lei, la voce feroce e irremovibile della protesta nera; lui, l'androgino rocker britannico che ridefiniva la fama e l'identità.
Tuttavia, tra loro accadde qualcosa di invisibile e silenzioso.
Alle tre del mattino, il telefono di Nina squillò.

🦋Dall'altro capo, Bowie parlò con una sincerità disarmante:
"La prima cosa che voglio che tu sappia è che non sei pazza."

Per Nina — che per anni era stata etichettata come instabile, lunatica, persino pericolosa — quelle parole attraversarono la nebbia di giudizi che l'avevano perseguitata.
Bowie le disse che lei proveniva da un luogo che pochi potevano capire, e che non era sola.

🦋Nelle settimane successive, continuò a chiamarla.
Trascorrevano tempo parlando, suonando musica, o semplicemente condividendo silenzi.
Per Nina, Bowie fu più di un fan o un collega: fu qualcuno che la vedeva davvero.
"Non è umano", disse una volta. "David non è di questo mondo."

🦋Fu il suo costante supporto a riportarla alla musica.
Non perché lo dovesse all'industria, né al pubblico, e nemmeno a sé stessa,
ma perché qualcuno le aveva ricordato che la sua voce contava ancora.
Con lui, riscoprì una connessione spirituale e creativa che non sentiva da anni.

🦋Il ricordo di quelle conversazioni notturne e dei duetti al pianoforte la accompagnò per il resto della sua vita.
In un momento in cui il mondo le aveva voltato le spalle, David Bowie le offrì qualcosa di più duraturo della fama —
le offrì fede.




Cosa saremmo disposti a fare (o non fare) per rimanere fedeli e coerenti a noi stessi? Quanto siamo disposti a scendere ...
12/11/2025

Cosa saremmo disposti a fare (o non fare) per rimanere fedeli e coerenti a noi stessi? Quanto siamo disposti a scendere a compromessi con la nostra integrità?

Come questo ci fa sentire e che immagine ci restituisce di noi stessi è qualcosa che spesso evitiamo di considerare, eppure se non siamo "presenti" nelle scelte che facciamo - quelle quotidiane come quelle più eccezionali - se in fondo non le sentiamo davvero nostre...la vita di chi altro stiamo vivendo?

Spunti importanti, ideali, ma meravigliosi per la nostra di tutti i giorni: ovvero come ciascuno possa o abbia la di lanciare un , di un denso di che siano per la , per tutti ed ognuno di noi.

Lo Studio di Trento, desidera donarvi il simbolico ma potentissimo di una .

Buon “spargimento” di gesti semplici ma rivoluzionari a Voi 😊

Sinéad O'Connor 🌈
L'Artista che Rifiutò un Grammy per Principio

🎵Un atto di protesta che ha segnato la storia della musica.

🎵Nel 1991, la cantante irlandese Sinéad O'Connor divenne la prima artista nella storia a rifiutare pubblicamente un Premio Grammy, inclusa la statuetta per la Migliore Interpretazione di Musica Alternativa.

🎹L'occasione fu la 33ª edizione dei Grammy Awards, celebrata dopo il successo mondiale del suo acclamato album del 1990, I Do Not Want What I Haven't Got, che includeva l'iconico singolo "Nothing Compares 2 U".

🎵Nonostante fosse stata candidata in quattro categorie, l'artista decise di non partecipare alla cerimonia.
O'Connor non solo si assentò, ma rese anche pubblica una toccante lettera aperta alla National Academy of Recording Arts and Sciences.

🎵In essa, spiegò che il suo rifiuto si basava sulla percezione che i Grammy riflettessero e promuovessero "valori materialistici falsi e distruttivi" e non riconoscessero veramente l'arte e il servizio che, a suo avviso, la musica avrebbe dovuto rappresentare.

🎶”La mia preoccupazione principale non è offendere nessuno, ma piuttosto rimanere fedele a quello che considero essere lo scopo della musica. Credo che il nostro scopo sia ispirare e, in qualche modo, guidare e guarire la razza umana, della quale siamo tutti membri alla pari", scrisse O'Connor.

🌈Questo gesto audace fu totalmente coerente con la sua carriera, costellata di attivismo e da una costante posizione critica nei confronti dell'industria. Rifiutandosi di partecipare alla macchina delle grandi cerimonie di premiazione, Sinéad O'Connor ha lasciato un'eredità di integrità artistica che rimane un punto di riferimento nella storia della musica.

14/10/2025

Noi dello Studio vi abbiamo di frequente segnalato interessanti, affascinanti o di scoperte creative o .

Ma cosa significa o rapprenta la per la nostra ?
Cosa rappresenta per voi il gesto magico del leggere ? Woody Allen afferma: «Leggo per legittima difesa». Una battuta brillante, ma che contiene anche alcune potenziali ̀…

🌻Leggere non è solo un passatempo: è un di resistenza silenziosa.

🌻 È un modo per difendersi dalla , dall’appiattimento delle , dalla ̀ che ci trascina via prima ancora di capire cosa siamo e sentiamo davvero.

🌻Leggere significa concedersi uno di ̀dipensiero, un tempo sospeso in cui la mente si allena a pensare, a sentire, a immaginare.
È un atto che ci aiuta a restare in un’epoca che spesso scambia l’informazione per conoscenza.

🌻Ogni libro è un e un insieme: ci accoglie quando abbiamo bisogno di , ma ci mette anche alla prova, ci fa dubitare, ci spinge a cambiare .

🌻E forse è proprio questo il suo più grande: ricordarci che non siamo e che dietro ogni pagina si nasconde qualcuno che, prima di noi, ha cercato di dare un al .

Buoni Libri e Buone letture a voi tutti 😊






Comincia la collaborazione con lo studio multiprofessionale In Forma Mentis di Trento!Per maggiori info puoi visitare il...
08/10/2025

Comincia la collaborazione con lo studio multiprofessionale In Forma Mentis di Trento!

Per maggiori info puoi visitare il sito www.informamentistrento.it

Per prendere appuntamento puoi contattarmi anche privatamente al numero 3470814523 o all'indirizzo email comai.ste@gmail.com

Convegno SIRIDAP e presentazione del gruppo di lavoro "Prevenzione dei DNA sui social"
13/05/2023

Convegno SIRIDAP e presentazione del gruppo di lavoro "Prevenzione dei DNA sui social"

13/05/2023

Condivido la campagna di INFES per creare ambienti liberi da commenti sul corpo e l'aspetto fisico!
I giudizi sul corpo, positivi o negativi che siano, possono generare un impatto imprevedibile, a prescindere dall'intenzione con cui sono espressi.
Molte storie di bullismo, cyberbullismo ma anche disturbi alimentari cominciano da un corpo sotto giudizio. Possiamo farne a meno?

https://respect-everybody.it/

Il comportamento alimentare può assumere forme disfunzionali di diversa natura e gravità. C'è chi ha l’abitudine di mang...
04/11/2022

Il comportamento alimentare può assumere forme disfunzionali di diversa natura e gravità. C'è chi ha l’abitudine di mangiare troppo ai pasti, di piluccare continuamente nell’arco della giornata, di eccedere nel cibo spazzatura, ecc.
Oppure ci può essere chi pratica forme di restrizione o evitamento selettivo che possono mettere capo a carenze o .

Più recentemente, un’attenzione specifica è stata rivolta a nuove modalità di disequilibrio come la , preoccupazione ossessiva per la propria forma fisica associata ad un ricorso eccessivo all’esercizio, o l’ , tenenza alla ricerca maniacale di cibo ritenuto sano o incontaminato.

Quando comportamenti disadattivi legati al consumo di cibo e/o all’immagine corporea si fanno persistenti in misura tale da compromettere significativamente la salute fisica ed il funzionamento psicosociale si possono configurare dei veri e propri disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA): nervosa, nervosa, , sindrome da come anche pica, disturbo da ruminazione, disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo.

Questi rappresentano quadri patologici specifici che richiedono un riconoscimento tempestivo ed un intervento , in modo da definire il percorso di più idoneo ed efficace.

▪La chirurgia bariatrica si è affermata come una possibile opzione nel trattamento dell’obesità, in grado di determinare...
24/10/2022

▪La chirurgia bariatrica si è affermata come una possibile opzione nel trattamento dell’obesità, in grado di determinare una perdita di peso mantenuta nel lungo termine con miglioramento o risoluzione delle comorbidità associate.

▪Non basta tuttavia un'operazione per modificare gli atteggiamenti e le abitudini disfunzionali alle origini di un rapporto problematico con il cibo ed il corpo.

▪​Le Linee Guida elaborate dalla Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità (S.I.C.OB.) includono la necessità di una valutazione psicodiagnostica tra i requisiti per l’accesso all’intervento bariatrico. Il contributo dello psicologo non dovrebbe però ridursi alla semplice produzione di un nulla osta.

▪All'interno di un percorso interdisciplinare integrato, lo psicologo può infatti:
👉elaborare col paziente le motivazioni ed aspettative relative all'intervento
👉sviluppare le risorse e le strategie necessarie ad affrontare le richieste che tale percorso comporta nella fase pre- e post- operatoria
👉facilitare l’integrazione di un’immagine di sé in evoluzione
👉consolidare cambiamenti sostanziali nello stile di vita che possano sostenere e mantenere i risultati ottenuti anche nel lungo periodo

14/10/2022

🆕LIFE SKILLS e....ALIMENTAZIONE!🆕

Le life skills sono competenze trasversali che possono esprimersi in diversi ambiti di vita: per questo l’Associazione Life Skills Italia opera su più fronti con appositi gruppi di lavoro. A quelli già presenti quest’anno si aggiunge il gruppo “LifeSkills e…Alimentazione”.

❓Perché questo gruppo?

👉Pensiamo all’alimentazione come una componente fondamentale per il benessere e la qualità di vita della persona, sia per chi desidera prendersi un po’ più cura di sé, sia per chi ha bisogno di adattarsi a condizioni cliniche che richiedono cambiamenti nel proprio stile di vita (ed a tavola!).

👉Siamo convinte che riconoscere ed allenare le proprie risorse sia un punto di partenza importantissimo per intraprendere questo percorso: per questo abbiamo in cantiere diverse proposte rivolte a chiunque volesse migliorare le proprie abitudini alimentari, come anche percorsi formativi più mirati ai professionisti della nutrizione.

👉Siamo volentieri aperte a raccogliere suggerimenti e richieste, ed a costruire insieme proposte che possano rispondere ad esigenze più specifiche.

🔜Vi invitiamo a seguirci su questo canale per conoscere l’associazione, il gruppo di lavoro e restare aggiornati/e sulle sue iniziative!

Per info o proposte: segreteria@lifeskills.it

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Indirizzo

Bologna
40134

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