05/03/2026
LA VITAMINA B12: TRA MITI, GENETICA E VERITÀ SCIENTIFICHE
(Di Patrizia Coffaro)
Spesso mi chiedono quale sia la forma migliore di vitamina B12 da assumere, soprattutto da parte di chi ha scoperto di avere polimorfismi del MTHFR. È una domanda più che legittima, ma nasconde dietro di sé un mondo molto più complesso di quanto si pensi.
La vitamina B12 non è semplicemente una vitamina, è un’intera famiglia di molecole chiamate cobalamine, fondamentali per la nostra salute. Ed è incredibile come ancora oggi, anche tra alcuni professionisti della salute, ci sia confusione su aspetti basilari come la presenza del cobalto nella sua struttura. Mi è capitato di ascoltare con un certo stupore conversazioni di medici influencer che si chiedevano se esistesse una forma di vitamina B12 senza cobalto… No, non esiste.
Non può esistere e questi professionisti si spacciano pure per i luminari della salute con liste di attesa infinite. La B12 prende il suo nome proprio dal cobalto, l’atomo centrale della sua struttura chimica (da cui cobal-amina). Il cobalto è essenziale per il corretto funzionamento della molecola... senza di esso non può svolgere le sue funzioni vitali, come la sintesi del DNA, la produzione dei globuli rossi, il metabolismo dell’omocisteina, e il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale e periferico.
Se una persona ha una sensibilità al cobalto, e sì, può capitare, in particolare in caso di allergia ai metalli (come nelle dermatiti da contatto), è importante discuterne con un medico. Ma ricordiamo anche che la quantità di cobalto nella B12 è infinitesimale, una frazione di microgrammo. È quindi estremamente raro che si manifestino reazioni sistemiche alla vitamina B12 per il solo contenuto di cobalto.
Un altro tema di grande importanza è il valore ematico della vitamina B12. Anche qui c'è tanta, troppa superficialità. I valori considerati normali nei referti di laboratorio spesso sono basati su medie popolazioni, non su ciò che è ottimale per il benessere neurocognitivo, immunitario e metabolico.
Ecco perché un valore di B12 tra 200 e 350 pg/mL può essere definito normale a livello statistico, ma non è affatto sufficiente a garantire uno stato ottimale di salute. In realtà, dobbiamo mantenere la B12 a livelli ben più alti: tra i 800 e i 1100 pg/mL. Questo perché la vitamina B12 agisce in profondità nella protezione del sistema nervoso, nella riparazione neuronale e nel metabolismo dell’omocisteina un fattore di rischio importante per malattie cardiovascolari e degenerative.
A basse dosi, inoltre, può sembrare che la B12 nel sangue sia sufficiente, mentre a livello tissutale può esserci una deficienza funzionale, cioè i tessuti non riescono a utilizzarla in modo efficiente. Questo accade soprattutto nei casi di stress cronico, infezioni latenti, disturbi gastrointestinali, uso cronico di farmaci (inibitori di p***a, metformina, contraccettlvi), o polimorfismi genetici nei trasportatori e convertitori di B12.
Ed eccoci al nodo più controverso, la relazione tra i polimorfismi genetici e la forma più adatta di vitamina B12. Oggi è piuttosto diffuso il consiglio di assumere metilcobalamina se si ha un polimorfismo del gene MTHFR, perché questa forma è già metilata e quindi pronta per entrare nel ciclo della metilazione. Ed è vero, la metilcobalamina, insieme al metilfolato, partecipa al processo di metilazione e può essere utile in molti casi. Ma non è detto che sia la scelta migliore per tutti, come invece viene promossa a prescindere.
Le vie biochimiche del nostro organismo sono complesse, sinergiche e influenzate da numerosi altri geni oltre all’MTHFR. Ad esempio:
- COMT (catecol-O-metiltransferasi): se hai questo polimorfismo a bassa attività, potresti avere difficoltà a tollerare alti livelli di gruppi metilici, e quindi potresti reagire male alla metilcobalamina, manifestando ansia, irritabilità, insonnia.
- MTR e MTRR: questi geni sono direttamente coinvolti nella riconversione e nell'utilizzo della B12 nei tessuti. Questi polimorfismi possono indicare una migliore risposta all’idrossicobalamina o alla adenosilcobalamina, rispetto alla metilcobalamina.
- VDR Taq: è coinvolto nel metabolismo della vitamina D, ma interagisce anche con il sistema metilazione-neurotrasmettitori. Anche qui, la risposta alle forme metilate di B12 può variare.
Quali forme di B12 esistono?
Le principali forme biologicamente attive di vitamina B12 che si trovano in commercio sono:
1. Cianocobalamina: È la forma sintetica più economica. Non è naturalmente presente nel corpo e deve essere convertita in forme attive. È meglio evitarla in caso di difficoltà di conversione o presenza di mutazioni genetiche.
2. Metilcobalamina: È la forma attiva nel plasma e nel sistema nervoso. È indicata nei casi in cui il problema riguarda il ciclo della metilazione, ma va usata con cautela nei soggetti con polimorfismi del COMT, che possono sviluppare sintomi di overmetilazione.
3. Idrossicobalamina: È una forma naturale che il corpo può convertire sia in metilcobalamina che in adenosilcobalamina secondo necessità. È più stabile e ha un’emivita più lunga. È ben tollerata anche in soggetti sensibili e in quelli con SNP multipli.
4. Adenosilcobalamina: È la forma attiva nei mitocondri. Aiuta nella produzione energetica e nella salute mitocondriale. È utile per chi ha affaticamento cronico, dolori muscolari, o problemi neurologici periferici. In molti casi, la scelta migliore è un mix di idrossicobalamina, metilcobalamina e adenosilcobalamina, soprattutto se si hanno più polimorfismi genetici e si desidera un supporto completo e bilanciato.
Ogni persona è diversa, ogni genetica è un mondo, ogni corpo ha una storia. Ed è per questo che non esiste una risposta standard valida per tutti. Se una persona con MTHFR si sente meglio con metilcobalamina, è perfetto. Ma se un’altra sviluppa ansia, insonnia o tachicardia con la stessa forma, non significa che la B12 le faccia male, significa che deve esplorare un’altra forma più adatta alla sua costituzione genetica.
Ecco perché fermarsi solo al polimorfismo del MTHFR e solo alla meticolbalamina non ha alcun senso. È una semplificazione pericolosa, che rischia di fare più confusione che chiarezza. Non dare per scontato il tuo metabolismo.
Mi capita spesso di incontrare persone che si sono sentite dire: “Tanto se hai abbastanza B12 nel sangue va bene così”. Ma il metabolismo della vitamina B12 è incredibilmente sofisticato. Dipende dall'assorbimento intestinale, dalla produzione di fattore intrinseco, dal trasporto attraverso la transcobalamina, dalla conversione intracellulare, dalla genetica, dallo stato infiammatorio, dalla presenza di tossine ambientali e persino dal tuo microbiota.
In altre parole, la tua B12 può non arrivare dove serve, anche se nel sangue appare nei limiti.
Quindi, qual è la forma migliore di vitamina B12?
La risposta vera è... quella che il tuo corpo riconosce, accoglie e utilizza senza effetti collaterali, e per capirlo serve ascolto, esperienza, conoscenza e talvolta anche qualche test genetico in più. Personalmente, rimango sempre colpita da quanta superficialità ci sia ancora sul tema della B12. Non solo nelle diagnosi, ma perfino tra chi si definisce esperto. Sentire parlare di B12 senza cobalto da parte di operatori della salute fa riflettere su quanto ci sia bisogno di vera formazione. E sono i soliti che suggeriscono ai loro pazienti di prendere la metilcobalamina e il metilfolato a vita se avessero un polimorfismo del MTHFR. Rischiando così l'ipermetilazione. Con conseguenze non certo salutari.
Comunque, la verità è semplice, non esiste B12 senza cobalto, perché il cobalto è la B12, senza cobalto, la molecola semplicemente non esiste più, e forse, anche nel mondo della salute, è tempo di ricordare che la conoscenza deve sempre andare a braccetto con l’umiltà. Non basta copiare i post di altri per prendere autorità, basterebbe studiare e conoscere la materia, questo per giustificare le liste di attesa e parcelle non consone alla qualità dei servizi offerti.
XO - Patrizia Coffaro