Osteopatia 4ever

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Facciamo chiarezza visto che spesso questi termini vengono spesso usati, erroneamente, come sinonimi.La flessibilità è l...
09/06/2024

Facciamo chiarezza visto che spesso questi termini vengono spesso usati, erroneamente, come sinonimi.

La flessibilità è la capacità di un muscolo di raggiungere un certo Range di movimento in modo passivo.
L’elasticità indica la capacità dinamica di allungarsi e di tornare il più rapidamente possibile alle sue dimensioni originali.
Per mobilità articolare significa essere forte in un ampio Range di movimento gestendo il carico.

La flessibilità è nulla senza forza, sommate danno la mobilità, ovvero una componente molto importante per la prevenzione degli infortuni e per la salute in generale.

Quindi in questa foto Djokovic è l'espressione di una delle più importanti qualità di un'atleta: la mobilità articolare.








L'Osteopatia può aiutare? Certamente.Partiamo da un presupposto: in fisiologia il rene segue un movimento di discesa, e ...
24/05/2024

L'Osteopatia può aiutare? Certamente.

Partiamo da un presupposto: in fisiologia il rene segue un movimento di discesa, e ritorno, all’interno della fascia renale durante le due fasi di respirazione diaframmatica, seguendo il ''binario'' dello psoas.

Ma può succedere che, causa dell’aumento della pressione intraddominale, la fascia peri-renale che avvolge il rene perda un po’ la sua tenuta, determinando, la discesa del rene che perde la sua mobilità e crea tensione sull’uretere tanto da ridurre la sua capacità di contrarsi, alterando anche la meccanica minzionale.

Il trattamento osteopatico è finalizzato al ripristino dell’equilibrio fasciale e funzionale delle strutture coinvolte con miglioramento della meccanica del flusso urinario e conseguente riduzione dei sintomi della cistite.




E voi l'avete già sentita la leggenda che un tacco basso sarebbe l'ottimale?Ma se fosse realmente così perchè in milioni...
22/04/2024

E voi l'avete già sentita la leggenda che un tacco basso sarebbe l'ottimale?

Ma se fosse realmente così perchè in milioni di anni di evoluzione Madre Natura, che è molto più saggia di noi, non ci avrebbe mai pensato?

Forse perchè un tacco ce lo abbiamo già?

La risposta è sì: ed è il calcagno, ovvero l'osso più voluminoso del piede che scarica a terra metà del nostro peso in statica e durante la camminata.

Ma cosa succede se abituiamo i nostri piedi ad avere un rialzo costante anche solo di qualche cm.?

Innanzitutto una maggior percentuale di peso si scarica anteriormente, ma soprattutto i muscoli della catena posteriore si accorciano alterando il carico su ginocchia e rachide. Questo fa sì che se il soggetto utilizza delle scarpe più basse, in estate per esempio, o delle ciabatte, sovraccaricherà il tendine d'Achille e la fascia plantare, perchè già ''adattate'' ad un rialzo.

Quindi il problema, più che il tacco di per sè, è la frequenza con cui viene utilizzato, allora va bene il tacco in certe occasioni, ma poi si dovrebbe dedicare del tempo a ridurre le tensioni che si sono create tramite esercizi specifici.

Visto che siamo in tema Halloween, dopo il film horror "Non aprire quella porta", proporrei "NON SEDERTI (TROPPO) SU QUE...
31/10/2023

Visto che siamo in tema Halloween, dopo il film horror "Non aprire quella porta", proporrei "NON SEDERTI (TROPPO) SU QUELLA SEDIA".

Eh già, altro che film horror, sempre più studi testimoniano che stare troppo seduti, peggio ancora al PC, è un vero e proprio attentato alla nostra salute:

Lombalgia
Cervicalgia
Coxalgia
Problemi di ritorno venoso e linfatico
Sovrappeso
Malattie cardiovascolari
Diabete
Patologie all'apparato digerente

Quindi non solo problemi legati all'apparato muscolo scheletrico, che, a causa della posizione protratta per ore, si irrigidisce accumulando collagene attorno ai legamenti e sovraccaricando i dischi, ma anche vere e proprie patologie anche in ambito metabolico.

Le soluzioni? Sicuramente il movimento è un toccasana, oltre a quello da fare nel tempo libero, è opportuno alzarsi ogni 30/45 minuti per sgranchire schiena e gambe, non dovesse bastare prendi un appuntamento dal tuo Osteopata di fiducia 😉







Innanzitutto una doverosa premessa: il corpo non fa errori, ma piuttosto cerca di mettere in atto le migliori strategie ...
24/01/2023

Innanzitutto una doverosa premessa: il corpo non fa errori, ma piuttosto cerca di mettere in atto le migliori strategie possibili per la situazione in atto.

La visione globale dell’approccio osteopatico aiuta a leggere facilmente moltissime patologie.

Per esempio se si cita lo sperone calcaneale si può osservare come spesso siano previsti interventi localizzati come: onde d'urto, infiltrazioni o plantari di ogni sorta, senza porsi la domanda più ovvia: “perché il corpo ha deciso di calcificare quel tendine?”.

La risposta è molto semplice: il tendine si calcifica quando viene costantemente sollecitato oltre il suo fisiologico funzionamento, obbligando il sistema ad optare per la soluzione più ergonomica, ovvero trasformare il tendine in una struttura simile all'osso.

A quel punto sarebbe sufficiente porsi una 2° domanda: “perché c’è una sollecitazione non fisiologica?”. Per rispondere basterebbe guardare il paziente in piedi per notare che il carico del paziente cade ben oltre l’appoggio fisiologico sul piano sagittale e omolateralmente sul piano frontale.

La 3° domanda è: “perché il carico cade in avanti da quel lato?” A quel punto un buon osteopata può facilmente trovare delle disfunzioni a livello strutturale su: caviglia, ginocchio, anca, bacino, cranio, oppure un problema viscerale che porti il busto a sbilaniarsi in avanti, a seguito per esempio di cicatrici o tensioni addominali di diversa natura. Alla lunga questo sovraccarica la fascia plantare e la catena posteriore anche solo per mantenere la posizione eretta.

Ristabilito l’equilibrio, lo sperone diventa asintomatico fino a che il corpo, se lo ritiene necessario, riassorbe la calcificazione. A prova di ciò gli esami strumentali che testimoniano la presenza bilaterale dello sperone mentre il sintomo è unilaterale.



L’insonnia nella maggior parte dei casi non dipende da una malattia organica, ma è l'espressione di un disturbo funziona...
12/10/2022

L’insonnia nella maggior parte dei casi non dipende da una malattia organica, ma è l'espressione di un disturbo funzionale associabile a uno stato di disagio emotivo.

Tale disturbo non è circoscritto solo di notte, ma si ripercuote su tutta la giornata, con sintomi come affaticamento, scarse energie, cefalea, deficit d'attenzione e concentrazione, irritabilità e sbalzi d'umore.

E' importante prendere atto che il sistema corpo è strettamente connesso con il sistema psiche e con il “sistema emotivo”, di conseguenza che siano ricordi, emozioni, avvenimenti, sensi di colpa, rimorsi, etc…. questo stesso qualcosa troverà delle vie per esprimersi in noi, come delle comunissime disfunzioni somatiche che possono complicare il sistema sfociando in vari tipi di sintomi come appunto l'insonnia.

Da vari studi si è visto come l'insonnia possa essere risolta con i trattamenti osteopatici che hanno un notevole effetto sulla regolazione del sistema neuro-vegetativo che in questi casi risulta sempre alterato.

Quindi se sei stufo di contare le pecore, contattami!



La sindrome del colon irritabile (o IBS, Irritable Bowel Syndrome) è una condizione molto comune e debilitante, caratter...
07/06/2022

La sindrome del colon irritabile (o IBS, Irritable Bowel Syndrome) è una condizione molto comune e debilitante, caratterizzata da fastidio o dolore addominale, associati all’alterazione della funzione intestinale ed accompagnati da gonfiore, stipsi, diarrea, oppure di tipo misto, ossia con alternanza fra le due.

Le cause sono molteplici, i fattori scatenanti possono essere vari: psico-sociali, cognitivi ed emotivi e biologici, tra cui ricorrenti alterazioni della flora batterica.

Una costante è lo squilibrio tra sistema nervoso ortosimpatico e parasimpatico, che crea un'iperattività della muscolatura liscia e un'anormale motilità intestinale, elementi che spesso sono associati a disturbi come ansia e depressione. L’asse ipotalamo-ipofisario potrebbe avere un ruolo nei disturbi della motilità, a causa dell’aumentata stimolazione ipotalamica di ormoni legati allo stress.

Il trattamento osteopatico può essere un valido supporto: l’obiettivo è ridurre il dolore e le restrizioni di movimento che vengono riscontrate sui tessuti, sia manipolando il viscere in disfunzione sia tutte le strutture somatiche, prossime o a distanza, per ripristinare una buona mobilità rachidea e una buona conduzione nervosa periferica che se alterata ne compromette la corretta fisiologia.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17716344/ #:~:text=Conclusion%3A%20Osteopathic%20therapy%20is%20a,to%20symptom%20score%20and%20QOL.



Io "traumi da segnalare?"Pz "qualche caduta in bici"Io "... cioè?"Pz "eh, faccio Downhill, un trauma cranico, fratture v...
24/05/2022

Io "traumi da segnalare?"
Pz "qualche caduta in bici"
Io "... cioè?"
Pz "eh, faccio Downhill, un trauma cranico, fratture varie..."

Spesso le conseguenze dei traumi, gravi o meno che siano, non si limitano solo alla zona direttamente interessata.

A causa delle relazioni neurologiche che possiedono i tessuti, il gli effetti dei traumi vanno ben più in profondità e coinvolgono fondamentalmente tutto il corpo a livello psico-fisico anche quando l'area coinvolta è considerata clinicamente ''guarita''.

Quindi non c'è da stupirsi se, anche a distanza di tempo (anche anni), il nostro corpo inizia ad accusare dei sintomi diversi sia in ambito muscolo-scheletrico che legati al sistema autonomo. I tessuti hanno una memoria.

Uno dei principi fondamentali su cui si basa l'Osteopatia è il movimento nei tessuti: più esso è libero di esprimersi maggiore sarà la capacità di adattamento dell’organismo, il quale sarà anche più in salute.

Basandosi su questi principi, ogni tipo di trauma, anche remoto, può essere considerato e gestito da un punto di vista osteopatico cercando di massimizzare le risorse a disposizione. 


Più tempo passa e più le intuizioni dei grandi maestri dell'Osteopatia trovano conferme. Una di queste è l'importanza de...
14/05/2022

Più tempo passa e più le intuizioni dei grandi maestri dell'Osteopatia trovano conferme. Una di queste è l'importanza del liquido cerebrospinale.

Gli autori evidenziano come il liquor possa passare attraverso dei canalicoli microscopici della teca cranica, per informare il midollo osseo sullo stato di salute del cervello.

In caso di meningite, ad esempio, questo meccanismo consentirebbe al liquor di stimolare direttamente la sintesi di linfociti da parte del midollo osseo cranico.

Quindi una relazione diretta, che bypassa la barriera ematoencefalica e che collega cervello, meningi, liquor, ossa del cranio e sistema immunitario. In pratica un vero e proprio ponte fra cervello e immunità.

Chissà quanti degli effetti dell'Osteopatia in ambito cranico, sono mediati da meccanismi fisiologici e molecolari, a noi ancora sconosciuti.
Chissà quali sorprese ha il futuro in serbo per noi.

Buona lettura!

https://www.nature.com/articles/s41593-022-01060-2.epdf?sharing_token=4gPZPqxs4ckXSI15ItFjedRgN0jAjWel9jnR3ZoTv0OoJVMlwOe2kfqmp28VOi_vmVuC2d7AWWMZgYctImGDgQ0-Z8E0S8MIQUMzRh192j4drzMko4jKUPka3dVvKxK0BLJEaX4qCuh4037YQXrZtFueokc8caEY-zOcT-mWI10%3D&fbclid=IwAR2amMfrErbZMLdWAJOsvDgfVJQl7AoG0Vn96YNnYwnw4YbQrwiTfoFEjk8

Il dolore al coccige, o coccigodinia, è spesso, ma non sempre, un residuo di eventi traumatici, che si verificano nella ...
22/01/2022

Il dolore al coccige, o coccigodinia, è spesso, ma non sempre, un residuo di eventi traumatici, che si verificano nella stagione invernale, come: cadute sul suolo ghiacciato semplicemente camminando oppure praticando sport come snowboard e pattinaggio sul ghiaccio.

Sia nei casi traumatici, che quelli non, si consiglia l'Osteopatia come terapia perchè tramite le sue manipolazioni mirate e precise è in grado di ridurre le tensioni dei legamenti e dei muscoli che si inserisono sul coccige e anche di ripristinare una corretta biomeccanica del bacino e del rachide che possono essere in adattamento disfunzionale. 

L'equilibrio in questo distretto è importante sia dal punto di vista miofasciale, sia da quello neurovegetativo, visto che davanti alla sacro-coccigea abbiamo la chiusura della catena latero-vertebrale; questo giustifica una serie di sintomi neurovegetativi come ad esempio la dismenorrea e la dispareunia.

La sindrome della bandelletta ileotibiale è un'infiammazione da sovraccarico funzionale dei tessuti connettivi che si tr...
14/12/2021

La sindrome della bandelletta ileotibiale è un'infiammazione da sovraccarico funzionale dei tessuti connettivi che si trovano sulla parte esterna della coscia e del ginocchio, più precisamente del tendine del muscolo tensore della fascia alata.

Il sovraccarico funzionale in certi sport può scatenare il sintomo in presenza di disfunzioni strutturali o anatomiche già esistenti, come:

ginocchia vare

debolezza muscoli gluteo e quadricipite

dismetria arti inferiori

piede cavo

disfunzioni perone

disfunzioni metatarso e 1°raggio

disfunzioni sul bacino

Soluzioni:

Osteopatia per ridurre le disfunzioni somatiche

Stretching personalizzato

Ghiaccio e riposo

laser e tecarterapia (normalizzate le disfunzioni), se vi è la presenza di borsite

Potenziamento estensori dell'anca in catena cinetica chiusa.

Come ultima spiaggia è previsto anche l'intervento chirurgico nel caso il trattamento conservativo non abbia avuto successo.

Indirizzo

Via Della Liberazione, 5
Bologna
40128

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