18/02/2026
Finalmente è martedì! Benvenuti a un nuovo episodio di “Neurolandia: il sistema nervoso come non lo avete mai visto!”
Oggi parliamo di un nervo che non sta mai fermo.. letteralmente. È il nervo oculomotore, il direttore d’orchestra dei movimenti oculari, il custode della pupilla e l’alleato nascosto della nostra visione nitida.
Quando funziona bene, gli occhi si muovono come due telecamere sincronizzate.
Quando soffre.. lo vedi subito. E lo vede anche chi ti guarda.
Dove sta?
Il nervo oculomotore (III nervo cranico) nasce nel mesencefalo, più precisamente nei nuclei oculomotori e nel nucleo di Edinger-Westphal.
Da lì emerge ventralmente dal mesencefalo, attraversa il seno cavernoso, entra nell’orbita attraverso la fessura orbitale superiore, si divide in ramo superiore e ramo inferiore, raggiunge i muscoli oculari che controlla.
È un viaggio breve, ma estremamente importante.
Che cosa fa?
Il nervo oculomotore è misto, con funzioni motorie e parasimpatiche.
Funzione motoria: muove l’occhio.
Innerva il muscolo retto superiore, retto inferiore, retto mediale, obliquo inferiore ed elevatore della palpebra superiore. In altre parole: muove l’occhio in tutte le direzioni, tranne abduzione e depressione-obliqua.
Funzione parasimpatica: controlla la pupilla.
Grazie alle fibre del nucleo di Edinger-Westphal restringe la pupilla (miosi) e controlla l’accomodazione per la visione da vicino.
Un nervo due-in-uno: movimento più pupilla.
Come si lamenta?
La sofferenza del nervo oculomotore si vede.. senza bisogno di strumenti. I segni tipici sono la ptosi palpebrale (la palpebra cade per deficit dell’elevatore), occhio deviato “in fuori e in basso” (perché restano attivi solo il trocleare) e l'abducente), diplopia (visione doppia, soprattutto guardando in alto o medialmente), pupilla dilatata (anisocoria, segno molto importante: perdita della componente parasimpatica) e difficoltà nell’accomodazione (problemi nella visione da vicino).
Molto spesso è presente anche mal di testa o dolore retrobulbare.
Ruolo nella vita quotidiana
Il nervo oculomotore lavora in ogni istante mentre leggi, quando agganci un oggetto con lo sguardo, mentre cambi messa a fuoco tra vicino e lontano, quando guidi, quando segui un movimento rapido e quando tieni aperta la palpebra.
Ogni movimento oculare coordinato.. passa da lui.
Patologie e disfunzioni
Paralisi del III nervo (totale o parziale)
Compressione da aneurisma dell’arteria comunicante posteriore
Neuropatie diabetiche
Sindrome del seno cavernoso
Traumi cranici
Sofferenza del nucleo nel mesencefalo
Ernie transtentoriali (segno di uncus — pupilla dilatata!)
L’oculomotore è uno dei nervi più delicati da valutare.. e più importanti da riconoscere.
Curiosità neurologica
Le fibre parasimpatiche che controllano la pupilla si trovano sulla superficie del nervo. Per questo sono le prime a soffrire nelle compressioni (pupilla dilatata!). Al contrario, nelle neuropatie ischemiche (come nel diabete) la pupilla spesso è risparmiata.
Un dettaglio clinico che salva vite.
Approccio fisioterapico (indiretto)
La fisioterapia non tratta direttamente il III nervo, ma può essere fondamentale nel lavoro sull’equilibrio in pazienti con diplopia, training di compenso oculare, educazione visuo-posturale, integrazione nella riabilitazione neurologica complessa, supporto a strategie di orientamento spaziale.
Il lavoro è sempre interdisciplinare con neurologo, ORL, oculista.
Conclusione
Il nervo oculomotore è il regista dei movimenti oculari. Se è in forma, gli occhi danzano in sincronia. Se si indebolisce, lo spettacolo cambia subito: palpebra che cade, occhio che scappa di lato, pupilla che si dilata.
Un nervo piccolo, ma dal potere.. visibile.
Ci vediamo martedì prossimo su Neurolandia.. perché quando i nervi parlano, noi impariamo ad ascoltarli. 😁
Nota bene
Anche se a Neurolandia i nervi parlano.. la diagnosi medica la fa il medico. Quindi, se i sintomi ti fanno compagnia da troppo tempo, ascolta i segnali e confrontati con un neurologo o uno specialista medico. Noi siamo qui per spiegarti come funzionano le cose, ma la cura parte sempre da una valutazione sanitaria. E spesso, il fisioterapista è proprio il primo professionista sanitario a intercettare quei segnali e indirizzare nel modo giusto. 👏