17/02/2026
Ed eccoci nuovamente alle porte del fine settimana, per un nuovo episodio di "Patologie Spiritose: tra curiosità e leggerezza!"
Oggi parliamo di un disturbo che molti conoscono fin troppo bene: bruciore, acidità, nodo alla gola.. Se dopo mangiato senti lo stomaco che “bussa alla porta dell’esofago”, tranquillo: non sta cercando di trasferirsi, è probabilmente reflusso gastroesofageo!
Cos’è e dov’è?
Il reflusso gastroesofageo avviene quando i succhi gastrici risalgono dallo stomaco verso l’esofago. Il problema nasce quando la valvola naturale tra stomaco ed esofago (lo sfintere esofageo inferiore) non chiude bene.
Risultato?
Bruciore retrosternale, acidità, sensazione di peso, nodo alla gola o tosse secca.
L’esofago, a differenza dello stomaco, non ama l’acido.
Curiosità divertente
Molti pensano: “Ho il reflusso perché mangio piccante”. In realtà, anche chi mangia in bianco può averlo. Il reflusso non è solo una questione di cibo.. ma anche di pressioni, postura e respirazione!
Come si sviluppa?
Il reflusso può essere favorito da pasti abbondanti, sovrappeso, stress, posture chiuse (spalle in avanti, addome sempre contratto), aumento della pressione addominale.
Quando la pressione “dal basso” aumenta, lo stomaco spinge.. e l’acido risale.
Non sempre è infiammazione: spesso è meccanica più funzionale.
Nella vita di tutti i giorni
Il reflusso si fa sentire soprattutto dopo i pasti, quando ti sdrai subito, di notte, piegandoti in avanti, durante periodi di stress intenso.
E no: non sempre dipende solo dallo stomaco.. a volte il corpo è in modalità compressione.
Parole complicate, spiegate semplici
Sfintere esofageo inferiore: una “porta” che dovrebbe chiudersi dopo il passaggio del cibo.
Acido gastrico: necessario per digerire, fastidioso se risale.
Ernia iatale: quando una parte dello stomaco risale verso il torace.
Accenni di fisioterapia
Sì, anche qui la fisioterapia può avere un ruolo: lavoro sulla respirazione diaframmatica, riduzione delle tensioni addominali e toraciche, miglioramento della postura, gestione delle pressioni interne, educazione al movimento e al carico.
Il diaframma è una cerniera chiave tra torace e addome: se non lavora bene, il reflusso trova strada libera.
Curiosità scientifica
Molti pazienti con reflusso presentano alterazioni della respirazione. Stress e sistema nervoso influenzano direttamente la secrezione acida. In alcuni casi, i sintomi migliorano più con il lavoro funzionale che con i soli farmaci.
Conclusione
Il reflusso gastroesofageo non è solo “acido che sale”. È spesso il risultato di pressioni, posture e tensioni mal gestite. A volte serve il farmaco, altre volte serve rimettere ordine.. nel corpo intero 😉
A sabato prossimo per il prossimo episodio di Patologie Spiritose! 🤗