03/05/2026
COME INCREMENTARE LE POSSIBILITA’ DI ASSORBIRE FERRO: UNA VALUTAZIONE SISTEMICA PUNTUALMENTE IGNORATA
Spunto di Informazione Scientifica
Anche oggi cercheremo di sviluppare un ragionamento sistemico in ordine alle potenzialità che il nostro organismo dimostra di avere nella gestione del ferro.
E’ bene sapere che il corpo tende a “investire” di più su questo minerale quando esiste una richiesta biologica reale di trasporto e utilizzo dell’ossigeno, cioè eritropoiesi, capacità ossidativa muscolare, densità capillare, necessità mitocondriale. Questa condizione la si realizza tramite l’esercizio fisico di resistenza.
L’attività aerobica di resistenza aumenta il bisogno di estrarre, trasportare e usare Ossigeno.
Con l’allenamento aumentano la differenza artero-venosa di ossigeno, la capacità mitocondriale e la capillarizzazione del muscolo; in pratica il tessuto diventa più bravo a “tirare fuori” ossigeno dal sangue e a usarlo per produrre energia.
Questo rende più “pregiato” tutto ciò che sostiene la filiera dell’ossigeno, quindi anche il ferro, che serve per emoglobina, mioglobina, citocromi e catena respiratoria mitocondriale.
Sul piano della regolazione del ferro, il nodo centrale è epcidina–ferroportina, ovvero l’epcidina alta blocca l’uscita del ferro dagli enterociti e dai macrofagi, mentre l’epcidina bassa, al contrario, favorisce assorbimento intestinale e mobilizzazione del ferro dai depositi.
Quest'asse è modulata da infiammazione, riserve di ferro, ipossia e spinta eritropoietica.
Quindi, quando il sistema percepisce che deve sostenere più eritropoiesi e più lavoro ossidativo, tende a facilitare la disponibilità del ferro; quando prevale il segnale infiammatorio, tende invece a trattenerlo nei vari depositi (intestino, milza fegato)
Qui entra la parte più interessante, ovvero l’attività fisica di resistenza (l’endurance )può diventare una vera pressione adattiva.
Studi effettuti su runner ricreativi con training di 3 settimane ha mostrato contemporaneamente aumento di infiammazione nell’acuto (nelle ore successive) ma un aumento della spinta eritropoietica, che nel bilancio finale una riduzione netta dell’epcidina plasmatica , ovvero dell'infiammazione, con tendenza a una maggiore disponibilità di ferro nel tempo.
E’ bene ricordarsi che nel breve termine, dopo una sessione intensa o prolungata di endurance, IL-6 ed epcidina spesso salgono, con un “finestra” nelle ore successive in cui l’assorbimento del ferro può ridursi perché vi è un incremento transitorio dello stato infiammatorio e con esso un incremento dei livelli di Epcidina.
Quindi è il contesto ambientale nel cronico come l’allenamento di resistenza, talvolta ipossia/altitudine che è in grado di modificare i programmi adattativi del sistema.
La necessità eritropoietica tende a ridurre i livelli di Epcidina e a favorire il rifornimento di ferro; ad alta quota questo meccanismo è stato osservato chiaramente, con maggiore disponibilità del ferro e miglior assorbimento in alcune condizioni.
Sul versante opposto, la sedentarietà non è neutra, infatti riduce la funzione mitocondriale e la capacità ossidativa; quindi abbassa proprio quel “motivo biologico” per cui il sistema dovrebbe investire in una filiera efficiente dell’ossigeno.
Non direi che il ferro diventa “non essenziale”, perché resta essenziale sempre, ma in un organismo sedentario il segnale di espansione funzionale della macchina ossidativa è più debole.
PER QUESTO, SOMMINISTRARE FERRO SENZA CREARE ANCHE UN CONTESTO DI UTILIZZO, o senza correggere le cause che ne limitano l’impiego (l’infiammazione), spesso produce effetti limitati.
Purtroppo la risposta, puntuale, che arriva dalla medicina farmaco-prescrittiva (o integratore-prescrittiva) è sempre la stessa :
HAI IL FERRO BASSO ? ti prescrivo il ferro
RIMANE BASSO ? aumento il dosaggio ….
Lo stesso deturpato paradigma medico lo si applica a qualsiasi ambito organico-funzionale:
HAI IL COLESTEROLO ALTO ? ti prescrivo il farmaco XX
NON E’ SUFFICIENTE ? ti aumento il dosaggio
NON RISULTA ANCORA NEI LIMITI ? nessun problema te ne aggiungo un secondo
e se per caso li sistema biologico si permette di essere irriverente con la “medicina moderna”, ecco che l’ irrefrenabile prescrittore non esisterà ulteriormente a prescrivere il cosiddetto “ultimo ritrovato”, ovvero il monoclonale di circostanza, la soluzione che industrialmente rimane tra le più gettonate ………
Ma per restare al tema e arrivare alle conclusioni, possiamo dire:
1. Il ferro viene valorizzato quando il corpo deve davvero gestire più ossigeno.
Questo accade con allenamento aerobico regolare, incremento della massa eritrocitaria funzionale, miglioramento della rete capillare e della capacità mitocondriale.
2. Il contesto infiammatorio decide molto.
Se domina l’infiammazione, il ferro viene sequestrato da intestino, fegato e milza, se domina il bisogno eritropoietico/ossidativo, il sistema tende a renderlo più disponibile, riducendo anche l’infiammazione
3. La sedentarietà riduce il “senso biologico” dell’investimento adattativo, ovvero percepisce minore necessità del minerale.
Al prossimo spunto di Riflessione
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