Andrea Nascimben

Andrea Nascimben OSTEOPATIA, EDUCAZIONE NUTRIZIONALE, DIVULGAZIONE SCIENTIFICA

Agire sulle cause e non sul sintomo SEDI DEL CENTRO:
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Verona
Vicenza

“SONO STUFA DI STAR MALE…”: QUANDO LA CURA E’ SOLO FARMACOIl caso della settimanaOggi vi racconto la storia di Tiziana, ...
23/03/2026

“SONO STUFA DI STAR MALE…”: QUANDO LA CURA E’ SOLO FARMACO
Il caso della settimana
Oggi vi racconto la storia di Tiziana, 56 anni, 40 kg di peso.
Quando appare in video la prima volta, c’è tutto:
la stanchezza di chi non dorme bene, la sfiducia di chi ha provato tutto, e soprattutto una frase estremamente significativa:
“Sono stufa di star male”.
Non lo dice con rabbia, lo dice con rassegnazione.
Da anni vive dentro la tipica spirale che un'ampia fascia della popolazione vive:
VISITE e FARMACI
terapie chimico-farmaceutiche (con effetti il più delle volte solo transitori)
ricadute identiche, cicliche, inevitabili
nessuno che le spieghi il perché
E l’H. pylori è l’emblema perfetto di questa storia.
Infezione e recidiva alcuni mesi più tardi : per mesi è stata bombardata di antibiotici.
120 capsule di Pilera.
RISULATO ?
Tre mesi di tregua, poi tutto come prima.
Stessa sintomatologia. Stesso dolore. Stessa frustrazione.
Anzi, il quadro è ulteriormente peggiorato.
Una dinamica che, puntualmente, avviene quando si reiterano terapie antibiotiche senza modificare il terreno che ha favorito il fattore causale , nella fattispecie un batterio.
Non ci si domanda mai perché quel determinato microrganismo, ubiquitario inquilino dell'apparato digerente, si è così diffusamente sviluppato.
Non è che per “caso” vi sono altre specie che, essendo carenti, non vi è più quel necessario antagonismo microbico ?
Ebbene si, la letteratura ci suggerisce, ampiamente, che se una o più specie si sviluppano in modo abnorme è perchè gli altri coinquilini microbici non riescono più a predisporre il necessario contrasto, è quella che comunemente chiamiamo DISbiosi, ovvero disequilibrio tra le variegate componenti microbiche intestinali.
Una consistente parte della medicina pensa in scienza ( e a volte in coscienza) che sia sufficiente PRESCRIVERE per risolvere, in questo caso l’ennesimo antibiotico.
Invece di COSTRUIRE un NUOVO EQUILIBRIO MICROBICO, si pensa solo a distruggere, annientare, inibire ….
Dunque dopo un infinito peregrinare tra specialisti e prescrizioni farmaceutiche (non farmacoLOGICHE), anche questa donna decide di cambiare “registro”. Si rivolge al sottoscritto, non perché ritenuto un luminare, né tantomeno un professionista poi così titolato, ma piuttosto la solita “ultima spiaggia"...
Ci tengo a sottolineare questo aspetto perché “alcuni” vorrebbero che le persone dopo anni di insuccessi terapeutici, superficialità, valzer di farmaci e tanta sofferenza continuino imperterriti a reiterare sulla stessa strada, vietando loro qualsiasi altra percorso che si ponesse fuori dal circuito farmaco-prescrittivo.
IL QUADRO DI PARTENZA: STANCHEZZA, NODO IN GOLA, INTESTINO “A SINGHIOZZO”
Dal punto di vista intestinale, Tiziana viveva così:
stitichezza con 2–3 giorni senza evacuare, feci caprine alternate a feci poltacee
gonfiore ricorrente, emorroidi congeste
Sul piano gastroesofageo:
nodo in gola, acidità intermittente, dolore epigastrico, eruttazioni frequenti, lingua fortemente patinata
Sul piano cardiaco:
tachicardia post-prandiale più volte a settimana
E poi:
cistiti ricorrenti (4 episodi nell’ultimo anno)
cervicalgia e lombalgia cronica
sonno frammentato
stanchezza costante
zero attività fisica
La classica condizione in cui il corpo chiede di intervenire per MODIFICARE invece riceve ;
“visita farmaco + attesa” e poi ancora : “visita+farmaco + altra attesa”.
E guai a mettere in discussione questo (fallimentare ) modello terapeutico...... "qualcuno" potrebbe scaternati addosso le ire dei NAS....
LA MAIL di feedback, DOPO 4 SETTIMANE (il testo sotto è riportato come sintesi):
“Dopo tre settimane ci sono miglioramenti sia di stomaco che di reflusso.
Scomparso il nodo in gola e la tachicardia.
L’intestino migliora, pian piano, non ancora quotidiano ma quasi.
Gonfiore molto ridotto.
Emorroidi migliorate.
Stanchezza scomparsa.
"Miglioramenti generali soddisfacenti”
Conclude con la parola “Soddisfacenti” , che, ancora una volta, racconta la mentalità di chi ha sofferto troppo a lungo, e vorrebbe risolvere tutto al più presto, dimenticando che 4 settimane sono un lasso di tempo troppo breve per pretendere, dal suo (formidabile) organismo, di ripristinare la fisiologia dopo ANNI di disordine causato da errate pratiche alimentari e farmaci, una modalità che non ha fatto altro che posticipare il problema ampliandolo
Questa è la difficoltà più grande nel mio lavoro:
insegnare alle persone che il corpo è certamente programmabile, ma non è un computer.
Serve costanza, tempo e applicazione stabile. Non miracoli.
IL CONTROLLO DOPO 2 MESI: IL CORPO TORNA A COLLABORARE IN FORMA SEMPRE PIU’ EFFICIENTE
Rivedo, dopo 8 settimane Tiziana : è il primo controllo
E la storia adesso è un’altra.
All'apertura del collegamento il viso più disteso
INTESTINO
evacuazione “quasi tutti i giorni” dice ( solo un giorno di assenza evacuativa nella settimana)
gonfiore e flatulenza drasticamente ridotti
“Le emorroidi? Non ci sono quasi più”
GASTROESOFAGEO : “non ho più niente", dice Tiziana
niente più nodo in gola
dolore epigastrico scomparso
lingua finalmente rosea, quasi pulita
eruttazioni solo occasionali
CARDIOVASCOLARE
tachicardia post-prandiale solo occasionale
UROGENITALE
nessuna nuova cistite
POSTURA E DOLORI
lombalgia presente, ma identificata una postura scorretta
squat completamente errato ; vediamo online la corretta tecnica di esecuzione : correggerlo è parte integrante del percorso di salute
SONNO ED ENERGIA
meno risvegli
soprattutto una frase che vale più di mille esami:
“Mi sento molto energica”.
PASSAGGIO CRUCIALE: la paziente, autonomamente, sospende con gradualità gli inibitori di p***a, dopo oltre un anno di assunzione giornaliera.
Quello dei farmaci è un tema molto delicato, anzi un vero e proprio tbù, un terreno minato sul quale bisogna pesare ogni singola parola.
E’ consuetudine per le persone sospendere di propria iniziativa i farmaci antisecretivi dopo aver constatato la loro inefficacia o la loro modestissima efficacia sulla sintomatologia.
Moltissime persone, sottoposte ad assunzione cronica, percepiscono un significativo peggioramento delle condizioni di salute generale in particolar modo sulla funzionalità intestinale. Questo è il motivo principale che induce le persone a sospendere le assunzioni.
Se però l'operatore NON medico, condivide questa (inevitabile) scelta del paziente, ecco che si sottopone a potenziale rischio di aggressione da parte di eventuali “controllori” ....
LA RIFLESSIONE FINALE
La storia di Tiziana è quella che ricalca quella di migliaia di persone.
Stesse visite.
Stessi farmaci.
Stessi sintomi che ritornano uguali, identici, implacabili.
E soprattutto la stessa sfiducia: quella che nasce quando qualcuno “cura” il “pezzo”, ma non la persona.
La verità è semplice:
L’INFIAMMAZIONE NON SI SPEGNE CON UNA COMPRESSA.
SI SPEGNE RICOSTRUENDO EQUILIBRIO NEUROVEGETATIVO, una precondizione essenziale se si vuole, finalmente, iniziare a recuperare la propria fisiologia.
Per far questo è ineludibile MODIFICARE gli equilibri microbici del tratto digerente, ovvero è inalienabile far cessare
il “clima conflittuale” all'interno del sistema intestinale e solo la corretta nutrizione può fare tutto questo
Al prossimo caso
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ABLAZIONE O CARDIOVERSIONE?Uno spunto di Riflessione ScientificaQuando si parla di aritmie cardiache, in particolare di ...
21/03/2026

ABLAZIONE O CARDIOVERSIONE?
Uno spunto di Riflessione Scientifica
Quando si parla di aritmie cardiache, in particolare di fibrillazione atriale, spesso si sente parlare di:
cardioversione e ablazione.
Potrebbero sembrano simili, in realtà agiscono su livelli completamente diversi del problema.
LA CARDIOVERSIONE
La cardioversione è una procedura che ha l’obiettivo di interrompere l’aritmia e riportare il cuore al ritmo sinusale normale. Può essere Elettrica (shock sincronizzato) o Farmacologica (antiaritmici)

Il Meccanismo fisiologico nella fibrillazione atriale, è che gli atri presentano dei circuiti elettrici disorganizzati; la cardioversione “resetta” temporaneamente l’attività elettrica anomala, in questo modo il nodo senoatriale può riprendere il controllo.

E’ bene però sottolineare che Non modifica il substrato che ha generato l’aritmia, ovvero non rimuove le cause come l’alterazione del segnale neurovegetativo (para e orto simpatico), pertanto potrebbe sopraggiungere comunque l’evento aritmico. L’elevata prevalenza delle recidive è dovuta a questa NON rimozione della causa.
L’ABLAZIONE TRANSCATETERE
L’ablazione è una procedura interventistica eseguita tramite cateteri introdotti per via femorale.
L'obiettivo è distruggere (con radiofrequenza o crioterapia) le aree cardiache che generano o mantengono l’aritmia. Nel caso della fibrillazione atriale, il target più frequente è l’isolamento delle vene polmonari, da cui spesso partono i trigger elettrici.

Si identificano i foci o i circuiti di rientro e si crea una cicatrice controllata, interrompendo la propagazione anomala dell’impulso.
Qui non si fa un “reset”, bensì si effettua una distruzione di un particolare tessuto del cuore.
QUALE TESSUTO VIENE “DISTRUTTO” NELL’ABLAZIONE?
Nell’isolamento delle vene polmonari non viene distrutta la vena in quanto tale, ma le cosiddette manichette miocardiche (myocardial sleeves), cioè estensioni di tessuto muscolare dell’atrio, ovvero componenti che si estendono alla parte iniziale delle vene polmonari.

Sono una zona anatomica di transizione tra atrio e vena, particolarmente ricca di innervazione autonomica.
L’ablazione (a radiofrequenza o mediante crioenergia) provoca necrosi termica nel caso della radiofrequenza e necrosi da congelamento nel caso della crioablazione.

Il risultato finale è la formazione di una cicatrice fibrotica non più eccitabile, che interrompe la conduzione anomala dell’impulso elettrico.
In sintesi, non si “brucia una vena”, ma si crea una barriera elettrica su un tessuto miocardico di confine particolarmente aritmogeno.
NON DOVREMMO MAI DIMENTICARE LA VISIONE SISTEMICA
Il cuore è strettamente modulato dal sistema nervoso autonomo, attraverso:
Componente simpatica (orto-simpatico)
Componente parasimpatica (nervo vago)
Sistema nervoso cardiaco intrinseco (gangli peri-atriali, in particolare attorno alle vene polmonari)

Numerosi studi hanno dimostrato che un’eccessiva attivazione vagale può accorciare il periodo refrattario atriale, come un’eccessiva attivazione simpatica può aumentare l’automaticità e favorire trigger ectopici e soprattutto la disfunzione dell’equilibrio simpato-vagale facilita la fibrillazione atriale

Le aree gangliari situate vicino alle vene polmonari (ganglionare plexi) sono oggi considerate parte integrante del substrato aritmogeno. Non a caso, alcune tecniche di ablazione mirano anche alla modulazione di questi plessi neurovegetativi.

Questo significa che la fibrillazione atriale non è solo un problema elettrico , ma anche un problema di regolazione neurovegetativa e di rimodellamento autonomico.

La cardioversione, in molti casi, non modifica questo assetto, mentre l'ablazione può interferire indirettamente con parte della componente neurovegetativa, ma non sempre corregge la disfunzione sistemica sottostante.

LETTERATURA di riferimento per questo articolo
Chen PS et al. Role of the autonomic nervous system in atrial fibrillation. Circulation. 2014.
Armour JA. Potential clinical relevance of the intrinsic cardiac nervous system. Heart Rhythm. 2008.
Po SS et al. Ganglionated plexi and atrial fibrillation. Circulation. 2009.
Shen MJ, Zipes DP. Role of the autonomic nervous system in modulating cardiac arrhythmias. Circ Res. 2014.
Al prossimo spunto di Riflessione
Il presente contenuto ha finalità esclusivamente divulgative e non sostituisce in alcun modo la valutazione del medico curante o dello specialista.
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LA FORZA SILENZIOSA DELLA NUTRIZIONE CHE RIMETTE IN ORDINE INTESTINO E RESTITUISCE ENTUSIASMO.                La Mail de...
21/03/2026

LA FORZA SILENZIOSA DELLA NUTRIZIONE CHE RIMETTE IN ORDINE INTESTINO E RESTITUISCE ENTUSIASMO. La Mail del Sabato

Ogni Sabato condividiamo una testimonianza arrivata dai nostri pazienti o da chi ci segue e decide di scriverci dopo aver attraversato il consueto labirinto di esami, specialisti, prescrizioni e tentativi a vuoto.
Mail che raccontano esperienze vere, vissute sulla pelle: non slogan, non teorie, ma semplice fisiologia che torna a funzionare.

Quella di oggi arriva da Alessia, una donna che, dopo mesi di rinunce, paure alimentari e sintomi che la imbrigliavano nella propria quotidianità, ha deciso di affidarsi al Percorso Motorio-Nutrizionale.
“Buongiorno dottore,
invio in allegato il resoconto delle prime tre settimane del piano nutrizionale.

Ho cercato giornalmente di appuntarmi anche sintomi vari ed eventuali, le sessioni di allenamento e varie note.
Considerato il periodo per me particolarmente stressante a livello lavorativo (giornate interminabili), cambio di stagione che solitamente tende a mettermi a dura prova e ore di sonno ridotte mi sento comunque in forma ed energica.

Ero spaventata all'introduzione di cereali e legumi dopo un anno di stop ma devo dire che invece sono piacevolmente sorpresa da come questa alimentazione non abbia stravolto il mio corpo, anzi.

Al momento "l'ansia da c***a" è svanita il che rende i miei risvegli più rilassati evitando di rimuginare sul "andrò al bagno oggi?"

Quel fastidioso gonfiore basso ventre che mi recava frustrazione sia estetica che doloretti pare essere scomparso. Pancia spesso piatta.

La consistenza delle feci è migliorata e ammetto di aver fatto un tentativo di 2/3 giorni in cui ho volontariamente sforato con l'alimentazione per capire come il corpo avrebbe reagito e devo dire che sono estremamente soddisfatta nel non aver subito "danni".

Per quanto riguarda "domande" l'avrei su: ………..

Spero di essere stata esaustiva

GRAZIE e buon lavoro
Alessia M. “
La testimonianza di Alessia ci ricorda, ancora una volta, che la nutrizione corretta non è una “dieta”, ma un intervento terapeutico a tutti gli effetti: quando il corpo è guidato con precisione, la fisiologia risponde sempre.

La scomparsa dell’“ansia da c***a”, la pancia che torna piatta, la resilienza digestiva anche dopo qualche sgarro, l’energia nonostante stress e mancanza di sonno, sono segnali inequivocabili di un organismo che sta recuperando ordine.

A volte basta rimettere al centro ciò che conta davvero:
biologia, non farmacologia;
percorsi, non scorciatoie.
Sono proprio testimonianze come questa che ci ricordano il motivo per cui, ogni settimana, continuiamo a pubblicare Articoli, Video e La Mail della Settimana: perché dietro ogni storia c’è una persona che sta tornando a recuperare la propria Salute

Alla prossima mail
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“SONO ANNI CHE STO MALE DI STOMACO E DI INTESTINO” : MONTAGNE DI INTEGRATORI E FARMACI, ZERO RISULTATIil caso della sett...
16/03/2026

“SONO ANNI CHE STO MALE DI STOMACO E DI INTESTINO” : MONTAGNE DI INTEGRATORI E FARMACI, ZERO RISULTATI
il caso della settimana
Oggi vi racconto la storia di Sabrina, 43 anni.
Quando si collega per la prima volta, il volto è stanco, il sorriso educato.

Nonostante i puntuali insuccessi della medicina farmaco-prescrittiva, lascia ancora trasparire fiducia nel futuro.

Le prime parole sono il riassunto di un decennio di sofferenza:
“Sono anni che sto male di stomaco e di intestino… faccio visite ma sto sempre peggio”
IL QUADRO DI PARTENZA: ANNI DI DISAGI, NESSUNA RISPOSTA
Sabrina viveva da anni con:
alvo alternato, due–tre giorni senza evacuare, poi feci caprine e poltacee;
gonfiore costante e flatulenza puntuale;
mancato svuotamento fastidioso e ricorrente;
acidità saltuaria, ma eruttazioni fin dal risveglio
pruriti cutanei (pianta dei piedi, collo, cuoio capelluto);
ciclo ravvicinato ogni 15–16 giorni, doloroso;
sintomatologia alle articolazioni in fase mestruale;
sonno fragile, dalle 1 alle 5, con sveglie continue;
stanchezza cronica, scarsa concentrazione, poca energia.

Due colonscopie, numerosi altri esami strumentali
Dal punto di vista alimentare; Low FODMAP rigorosa e divieto assoluto di consumare i “famigerati” legumi.

Farmaci e Integratori un susseguirsi infinito (una spesa sostenuta enorme..) :
nessun cambiamento sostanziale
IL CONTROLLO DOPO 6 SETTIMANE: inizia la progressiva “trasformazione”

INTESTINO
L’evacuazione è divenuta, progressivamente, più frequente e in queste ultime 2 settimane è quotidiana. talvolta due volte al giorno ( Una al mattino, una nel pomeriggio)
Feci conformate, il mancato svuotamento si è attenuato fino alla totale scomparsa.
Gonfiore ancora presente ma “gestibile”, non più invalidante come prima.

STOMACO E REFLUSSO
Prima acidità, eruttazioni, pesantezza.
Ora: “No, nessuno dei sintomi di prima , anzi in realtà non ne ho più”, mi dice con soddisfazione

CUTE E PRURITI
Dei precedenti pruriti diffusi, rimane solo una forma lieve all’arco plantare ; “si , cè ancora ma molto meno rispetto a prima”.

DOLORI ARTICOLARI
“Scomparsi ! “ . Nessun dolore durante il ciclo. Questo non è null’altro che l’ennesima testimonianza che la sintomatologia dolorosa in area pelvico-uro-geneitale aveva un substrato favorente rappresentato dal cronico stato infiammatorio a verosimile eziologia amminica (eccesso istaminico)

SONNO
Non più le frequenti sveglie continue; il riposo è divenuto progressivamente continuativo
Anche su questo aspetto, Sabrina ha iniziato a mettere insieme i pezzi da sola: “se mangio troppo o mangio troppo tardi, il sonno peggiora nettamente“ .

Questa semplice deduzione è ben documentata da numerosi studi sul sonno, ma ciò nonostante si preferisce ignorare queste evidenze preferendo la semplicistica prescrizione di un ipnotico.

La crescita esponenziale sui consumi anche di questa tipologia farmacologica suggerisce DUE cose:

1-che nessuno da importanza alle risultanze di questi dati di letteratura

2- che il medico si guarda bene di impiegare qualche minuto per fare un minimo di anamnesi ambientale-familiare; meglio prescrivere rapidamente il principio attivo , in questo modo avrà un duplice risultato: il paziente fuori dall'ambulatorio in 6 minuti e predisposto robusta medicina difensiva (meglio prima tutelare i propri interessi medico-legali e poi , se avanza tempo, pensare a tutelare la salute pubblica…)
STANCHEZZA
Prima: stanchezza cronica
Ora: “Sono più attenta, ma soprattutto, ho molta più energia”

MOVIMENTO :
Da zero attività passa a camminare un’ora al giorno + un paio di sedute alla settimana di tonificazione in palestra.
Verso la fine della nostra Videoconversazione, mi dice:
“Dottore, la devo ringraziare… finalmente inizio a stare meglio”
Ed è esattamente ciò che ogni professionista spera sempre di sentire.
LA RIFLESSIONE
Quella di Sabrina non è una storia clinica così speciale : è un esempio piuttosto comune.
Anni di visite, farmaci, diagnosi ripetute, esami seriali (spesso uno fotocopia dell’altro) e integratori, tanti integratori ….

Montagne di soldi spesi sulla base di una presunta "personalizzazione “ del piano alimentare, il tanto blasonato "vestito su misura" . Una modalità che il più delle volte si traduce, semplicemente, in una lunga sequela di integratori; ad ogni paziente, ovviamente, la propria serie di colori …

Molto più semplice teorizzare una presunta personalizzazione a forza di integratori piuttosto che cercare di ricostruire l’insieme, ovvero mettere ordine a quel puzzle biologico .

Dopo anni di dolore e disagio, ciò che l’ha rimessa in carreggiata non è stata l’ennesima molecola, ma una semplice strategia nutrizionale, quotidiana, senza scorciatoie, senza promesse facili e senza estremismi …

Se ti ritrovi a dire le stesse parole ; “sono anni che sto male”, non aspettare il prossimo integratore miracoloso, alzati le maniche e inizia a mettere in discussione errate ( e comode) abitudini .
Al prossimo caso
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A SOLI 34 ANNI : DOLORI MUSCOLARI, FEBBRICOLA E INTESTINO "INSTABILE"                                                   ...
15/03/2026

A SOLI 34 ANNI : DOLORI MUSCOLARI, FEBBRICOLA E INTESTINO "INSTABILE" il caso della settimana
Marco ha 34 anni.
Quando compare sullo schermo in videoconferenza, alla prima visita, il suo volto è teso, preoccupato.

Porta con sé una storia lunga anni fatta di sintomi che nessuno è mai riuscito a collegare davvero tra loro.

In ANAMNESI, emergono:

Disturbi gastro-esofagei cronici.
Infezioni ricorrenti, soprattutto nei mesi estivi, con ripetuti cicli antibiotici.
Dolori muscolari diffusi, retrazioni fasciali, dolori articolari.
Febbricola serale.
Emicranie quasi quotidiane.
Pruriti cutanei, cute secca, afte.
Raucedine, lingua urente, dolore retrosternale.
Battiti irregolari dopo i pasti.
Sonno non ristoratore, con frequenti risvegli.

E soprattutto: un intestino che non trova pace:
Feci poltacee alternate a feci dure e asciutte, sensazione di incompleto svuotamento, alvo irregolare.
Negli anni, le risposte ricevute sono sempre state le stesse:

“Colon irritabile”
“Somatizzazione”
“Stress”

Ma il corpo di Marco stava raccontando tutt’altro :
disfunzione intestinale cronica
iperattivazione infiammatoria di basso grado
sovraccarico immunitario
disbiosi e permeabilità
alterazione del dialogo intestino–muscolo–sistema nervoso.
Al termine dell'anamnesi, si imposta quindi un piano nutrizionale, motorio e di riequilibrio funzionale, senza alcun farmaco , pochissimi gli integratori
DOPO 3 SETTIMANE
Marco scrive questa mail:

“Volevo dirle un GRAZIE enorme a lei perché ogni volta che penso al pranzo o alla cena non vedo l’ora di assaggiarlo, prima ero terrorizzato dal cibo”.

“Con la pancia sto molto meglio, dolori pochi. Ho ancora tanta flatulenza e ancora le feci non sono sempre uniformi, però vado ogni giorno in bagno, quasi sempre due volte”

“La pelle è migliorata, non è così secca come prima"

“I dolori muscolari sono migliorati, il mal di testa l’ho quasi dimenticato”

“In più da oggi vedo miglioramenti sulla lingua”

“Il gonfiore c’era nei primi giorni, però prima stavo molto peggio”
“Mi riprendo un po’ il gusto di vivere, finalmemnte, in tranquillità grazie a lei”

CONTROLLO A 6 SETTIMANE
Marco si collega, il volto non è più teso.
Sorride.

Intestino :
Evacuazione quotidiana, talvolta anche due volte al giorno.
Solo occasionale la sensazione di incompleto svuotamento.

Sistema gastro-esofageo:
Lingua nettamente migliorata, meno estesa la modalità a cartina geografica.

“Dottore, sto molto meglio, la lingua va molto meglio ed anche la pesantezza”.

Rimane solo un lieve fastidio ipocondrico sinistro.

Cefalee:
“Il mal di testa non l’ho quasi più sentito”

Cute:
“La pelle è molto più pulita e meno disidratata”.

Tessuti molli:
La tensione muscolo-fasciale è fortemente ridotta.

La febbricola è ormai occasionale.

Sistema cardiovascolare:
Nessun episodio aritmico nelle ultime settimane.

Sonno:
“Sono migliorato moltissimo”
Riposo più profondo, meno risvegli.

Apparato urogenitale:
“Sono migliorato anche qui”.
In sostanza, Marco ha ripreso la palestra, ha reintrodotto alimenti funzionali, ha smesso di temere il cibo.
CONCLUSIONE
Questo non è il miglioramento di un sintomo, è il riequilibrio di un intero sistema biologico.

Quando l’intestino smette di essere un organo isolato e torna ad essere ciò che è davvero, un centro immunitario, metabolico e neuroendocrino, anche muscoli, pelle, cervello, cuore e sonno iniziano a guarire.

Non è magia.
È semplicemente Fisiologia.
Un caro saluto di salute
Al prossimo caso Clinico
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IL QUADRO GASTROINTESTINALE, COME E' NORMALE CHE ACCADA, MIGLIORA IN MODO SIGNIFICATIVO (in poche settimane) La mail del...
14/03/2026

IL QUADRO GASTROINTESTINALE, COME E' NORMALE CHE ACCADA, MIGLIORA IN MODO SIGNIFICATIVO (in poche settimane)
La mail del Sabato

Ogni Sabato condividiamo una testimonianza arrivata dalle persone che seguono il Percorso Motorio Nutrizionale o che decidono di scriverci dopo aver attraversato il consueto labirinto di esami, visite specialistiche plurime, prescrizioni e tentativi a vuoto.

il caso di oggi è il feedback a 3 settimane di uno dei nostri pazienti
“Gentile dott. Nascimben,
sono ad inoltrare il mio feedback dopo circa un mese dall’inizio dell’applicazione del piano terapeutico.

Dal punto di vista motorio, riesco quasi tutti i giorni ad eseguire l’attività fisica, ad esclusione delle giornate in cui il gran caldo non me lo permette.
Sto applicando con un certo rigore le indicazioni alimentari da lei suggerite

I legumi, che credevo grandi nemici del reflusso, si sono rivelati un ottimo alleato: tollero bene soprattutto fagioli e ceci, meno le lenticchie.

Dopo circa due settimane dall’inizio dell’applicazione del percorso motorio-nutrizionale, la stitichezza è migliorata, le evacuazioni sono iniziate ad essere regolari, anche due volte al giorno (ma un po’ poltacee)

Il bruciore retrosternale è giornalmente presente, ma tendenzialmente inizia dopo il pranzo, e difficilmente è così intenso da richiedere l’ausilio del Marial (mentre prima di coricarmi assumevo sempre Bianacid).

L’acidità sembra calata, è diventata spesso tollerabile.

Gli episodi di extrasistole quando mi corico sono diminuiti, nell’ultimo mese mi è capitato circa 4/5 volte (prima quasi giornaliero).

Il catarro in laringe/faringe è diminuito rispetto allo scorso mese, anche se permangono abbassamenti del tono della voce.
Nell’ultima settimana ho dovuto assumere un ciclo di antibiotico (Augmentin) per l’otite, e questo ha un po' riacutizzato l’acidità e ha influito sulla regolarità intestinale di questi ultimi giorni.

Punto dolente per me è il peso. In un mese ho perso 2 kg. Mi rendo conto che sono poca cosa, ma per il mio fisico, già molto magro, sono importanti. Il mio MMG mi ha consigliato di integrare la dieta con ###xx Plus flaconi, che al momento non ho preso, in attesa di un Suo parere.

La ringrazio per l’ attenzione, e resto in attesa di Suo gentile riscontro.
Le porgo i miei più cordiali saluti
Elisabetta “
La mia RISPOSTA

“buongiorno

i "consigli" , purtroppo, dei medici sono sempre gli stessi : un prodottino salvifico che tutto risolverà senza alcun impegno ....
Le cose sono un pò più complesse e le valutazioni dovrebbero essere un po più articolate …Detto ciò decida lei, liberamante, se utilizzarlo.

Per il resto, sta andando molto bene, stiamo invertendo i parametri di disordine (sono solo trascorsi GIORNI e il suo microbiota ha necessità di tempi più lunghi...per rimodulare nel profondo....)

Quanto al peso per adesso è un dato che dobbiamo lasciare un attimo in sospeso, prima si riporta verso la fisiologia il tratto digerente e nella seconda fase si pensa ad incrementare le quantità di cibi,
ovvero prima si abitua l'organismo a riconiscere determinate tipologie alimentari come utili e virtuose e poi penseremo ad incrementarne le quantità; un passo alla volta.

Quanto ai suoi quesiti, ciò che le suggerisco è:

FARE PIÙ ESPERIMENTI DI PANIFICAZIONE , non avviene tutto subito...

E' la qualità del latte che è molto discutibile, comunque piccole quantità ogni tanto , quando sarà in fisiologia potrà farlo

Cordialità
dott nascimben”
Alla prossima mail
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IL MIO EXCURSUS

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Un Excursus di vita

Questo magnifico albero può essere interpretato come una grande opportunità per comprendere le origini delle malattie e dunque fornire strumenti potentissimi per anticiparle e contrastarle sul piano eziologico, superando la tradizionale pratica puramente sintomatologica.

La mia presa di coscienza, in merito a quanto fosse importante considerare seriamente la nutrizione e quanto l’uso sistematico di chimica (in particolar modo quella di natura farmaceutica) potesse significativamente condurre il paziente verso una progressiva deriva di malattia è uno sviluppo avvenuto nel corso del tempo.