06/02/2026
Gabriele è stato trovato.
L’altro ieri abbiamo vissuto ore che sembravano non finire mai. Momenti di angoscia vera, di paura che stringe lo stomaco. Abbiamo attraversato Brescia in auto e a piedi, percorrendo strade che non conoscevamo, guardando ogni angolo con la stessa domanda negli occhi: dov’è?
Il cellulare era in fiamme, un messaggio dopo l’altro, una chiamata dopo l’altra. Tutte le nostre energie si sono concentrate lì, su cosa potesse fare, dove potesse essere, su cosa potesse stargli succedendo in quell’istante.
Gabriele ha una vita serena. Ha un papà e una famiglia che gli vogliono profondamente bene. Con noi di Aole vive ogni giorno circondato da affetto, così come nel centro diurno che frequenta. Parla, comprende, osserva. È curioso, attento, sa molte cose.
Eppure, a volte, inciampa. Come tutti. Solo che la sua disabilità intellettiva rende quegli inciampi più fragili, più esposti, più pericolosi agli occhi di chi guarda da fuori.
Ed è proprio qui che vorremmo arrivare.
Quello che è successo Mercoledì nella nostra città ci ha mostrato qualcosa di potente: quando una rete associativa è forte, quando le persone si attivano davvero, quando la solidarietà non resta una parola vuota, anche un problema enorme può trovare una soluzione in poco tempo. Brescia ha saputo esserci.
Ma Gabriele si è allontanato volontariamente.
E Mercoledì, nello stesso momento, quanti ragazzi con disabilità sono stati lasciati indietro? Quanti sono stati ignorati, esclusi, non visti?
Quante famiglie hanno vissuto lo stesso nodo alla gola, la stessa paura silenziosa?
Quanti fratelli e sorelle di persone con disabilità portano ogni giorno sulle spalle un senso di responsabilità troppo grande per la loro età?
La solidarietà non può nascere solo nelle emergenze.
L’attenzione all’altro non può accendersi solo quando succede qualcosa di grave.
Il sostegno non può essere straordinario: deve essere quotidiano, costante, presente.
Perché la fragilità non è un’eccezione.
Fa parte della vita.
E riguarda tutti noi.
Vogliamo ringraziare tutti, Gruppo Brescia Mobilità per aver attivato immediatamente tutte le proprie risorse, le forze dell’ordine, i tassisti di Radio Taxi Brixia, OrgoglioBresciano e soprattutto tutta la nostra rete di famiglie