Dott.ssa Jessica Caramia

Dott.ssa Jessica Caramia Psicologa psicoterapeuta SPP specializzata nel trattamento degli adolescenti e degli adulti. Mi occupo di depressione, ansia, problemi emotivo-relazionali

📚 In un paesino della bassa emiliana, in un certo condominio e all’interno di una certa famiglia in cui più generazioni ...
29/04/2026

📚 In un paesino della bassa emiliana, in un certo condominio e all’interno di una certa famiglia in cui più generazioni convivono, le persone non muoiono più. Da questo assunto narrativo surreale l’autore parte delineando conseguenze da realismo magico che tuttavia reggono, per quanto bizzarre.

Alessandro Della Santunione ha impiegato tre anni e mezzo per scrivere questo libro e ha frequentato alcune scuole tra cui quella di .nori , che è noto per una scrittura molto diretta. E ha scritto un bel libro con uno stile sicuramente diretto in cui c’è un continuo saliscendi tra elementi lirici ed elementi ridanciani con una giusta intersezione tra poetica, grand’angolo fotografico e tenero umorismo.

E’ composto da 44 piccoli capitoletti autoreggenti che possono funzionare anche a sé stanti; già solo dai titoli il lettore si può fare un’idea del contenuto.

C’è molto in questo libro il tema della morte, trattato sempre in modo surreale, divertente ma anche attraverso opinioni inquietanti, come quando il narratore, un giorno, irrompe con una notizia sensazionale, che riprende il tema affrontato in un celebre canzone di Francesco Guccini: dio è morto.

C’è anche molta nostalgia del passato, ma delle cose belle e degli oggetti del passato: la 127, una radiolina sempre accesa sulla credenza in cucina, le abitudini che si perpetuano nel tempo tra ballo liscio, polke e mazurke, le vecchie fotografie, le vecchie previsioni metereologiche che ricorrono anche nel titolo.

Centrale è il tema del tempo, dello scorrere del tempo che va avanti “a fisarmonica”, in un continuo accelerare e frenare, rimpiangere e guardare al futuro, vivere e morire.

Un libro originale, divertente, surreale, profondo ma in un modo meravigliosamente leggero.

Vi auguro una buona lettura!


24/04/2026

📚 “I beati anni del castigo” narra dell’ambigua amicizia tra due ragazze all’interno di un collegio femminile in cui è consuetudine che le studentesse più piccole si offrano a quelle più grandi come sottomesse da dominare. Lì amore equivale a schiavitù e sottomissione.

🧠 Ma come può l’amore trasformarsi in sottomissione?

Nella psicoanalisi, la dominanza è intesa come un percorso a due sensi, un sistema che implica la partecipazione sia di chi si sottomette al potere sia di chi lo esercita.

🖤 Il dominio è una distorsione dei legami d’amore. Chi prende questa strada per stabilire il proprio potere trova un’assenza là dove dovrebbe esserci l’altro, un vuoto dovuto ad un mancato riconoscimento. L’altro appare così minaccioso per il proprio sé – o per eccessiva pericolosità o per estrema debolezza o entrambe le cose- che deve essere controllato. Si crea quindi un circolo vizioso: più l’altro viene soggiogato, meno è vissuto come soggetto umano e maggiore diventa la distanza e la violenza che il sé deve usare contro di lui.

Il ruolo dell’”altro” non è meno complicato: coloro che vengono soggiogati e non riconosciuti, possono nell’atto stesso di emanciparsi, restare innamorati dell’ideale di potere che hanno subito e che è stato loro negato.

📖 Nei rapporti erotici sadomasochistici possiamo scorgere la “pura cultura” del dominio, una dinamica che mette in campo sia il dominio sia la sottomissione. La fantasia di dominio erotico incarna sia il desiderio di indipendenza sia quello di riconoscimento; il sadico ricerca tramite il potere sul corpo dell’altro l’affermazione del sé mentre l’individuo che si sottomette al dominio erotico cerca di arrivare alla libertà passando per la sua schiavitù, alla liberazione sottomettendosi al controllo, sogna di dominare subendo prevaricazione. Un bel paradosso!

Vi auguro una buona lettura e un buon approfondimento del tema!

《La voluttà dell’obbedienza. Ordine e sottomissione, non si può sapere quali risultati daranno nell’età adulta. Si può d...
22/04/2026

《La voluttà dell’obbedienza. Ordine e sottomissione, non si può sapere quali risultati daranno nell’età adulta. Si può diventare dei criminali o, per usura, dei benpensanti》

📚 Questo libro, un classico breve, oscuro e disturbante edito da  , è ambientato in un istituto svizzero per ragazze “pe...
15/04/2026

📚 Questo libro, un classico breve, oscuro e disturbante edito da , è ambientato in un istituto svizzero per ragazze “per bene”, con le montagne intorno, il lago, la neve, i refettori silenziosi. Tutto è in ordine, tutto è protetto, e proprio per questo tutto è potenzialmente spaventoso. Nel libro aleggia un’atmosfera da castigo.

La storia si svolge negli anni Cinquanta. La narratrice, dodicenne in collegio, è educata a distanza da una madre che vive in Brasile e da un padre di cui si percepisce appena l’ombra. Le decisioni fondamentali della sua vita arrivano per lettera, come ordini impersonali.

L’evento che rompe la monotonia di questo microcosmo è l’arrivo di una “nuova”, Frédérique: bellissima, impeccabile, severa. La narratrice ne resta ipnotizzata: la osserva da lontano, la spia nei gesti minimi, nelle rigidità, nei silenzi. Il loro rapporto nasce su un crinale ambiguo: ammirazione, amicizia, desiderio, rivalità. La narratrice vuole “conquistarla”, dominarla e insieme esserne dominata. Qui si apre uno squarcio di follia e ossessione, temi dominanti del libro, in cui assistiamo al degenerare del perfezionismo di Frédérique: sotto la sua superficie rigida si intravede qualcosa di “quieto e terribile”, una zona grigia fra ordine e disordine mentale.

Per quanto riguarda lo stile, la prosa di questo libro è volutamente respingente e fredda. L’autrice non cerca un patto empatico col lettore e quello scatto di empatia mancante, che spesso è la molla della lettura, rende il testo spiazzante. Difatti, non ho provato alcun calore, le pagine sembrano quasi non avere appigli emotivi. C’è anche un modo ricorsivo di tornare sui personaggi che non è molto comunicativo nella narrazione.

Un libro graffiante, feroce, dall’atmosfera cupa ma dallo stile scintillante.

Vi auguro una buona lettura!



📖 In questo libro edito  che è un bestseller apprezzato in tutto il mondo,  con pochi mezzi, niente più che pallini e co...
09/04/2026

📖 In questo libro edito che è un bestseller apprezzato in tutto il mondo, con pochi mezzi, niente più che pallini e colori, riesce a creare un libro divertente, interattivo, dinamico ed efficace che stimola l’immaginazione e invita a giocare con i colori.

🎨 Il libro suggerisce al bambino di utilizzare il dito come fosse un pennello e toccare i colori nella pagina che è la tavolozza. All'inizio sono solo tre, il giallo, il rosso e il blu; poi, a poco a poco, si svela la magia dei colori primari che uniti tra loro si trasformano in secondari. E cosa succede se si scuote il libro? E se con la mano si mischiano i colori? E se improvvisamente si aggiungono il bianco e il nero?

📚 Si tratta di un libro semplice, artistico, dal linguaggio universale, che offre un’esperienza appagante. Hervé Tullet si rivolge direttamente al bambino e detta le istruzioni per l’uso. Girando le pagine, i giovani lettori vanno a vedere il risultato. La curiosità cresce, così come il senso di soddisfazione e la contentezza per aver compreso il meccanismo e il modo strano in cui si comportano i colori. Così il libro spinge i bambini a fare, a sporcarsi le mani, a prendere al volo fogli di carta, colori e pennelli (veri) per riprodurre i movimenti delle dita sulla pagina. Per andare a verificare coi propri occhi se succede per davvero. I colori sono il pretesto per pasticciare, guardare, giocare, scoprire, ma soprattutto per divertirsi.

👶 Se ne consiglia la lettura a partire dai 2 anni ed è importante che l’adulto faccia in modo che quello del libro non resti un concetto virtuale, offrendo concretamente al bambino colori, fogli di carta, pennelli e lasciandolo sperimentare i movimenti suggeriti da Tullet. Perché ai bambini non bisogna insegnare a disegnare o imporre regole o modelli.

Vi auguro buon gioco e buon divertimento!

08/04/2026

📚 Questo romanzo, "Musica", racconta la storia di Reiko, afflitta da un male peculiarissimo: non riesce a sentire la musica.

🧠 Oggi ho scelto questo saggio, “In armonia” di .toso per parlare dell’effetto della musica sullo sviluppo fetale.

Emiliano Toso è un biologo cellulare che ha iniziato ad indagare il legame che esiste tra le cellule e la musica. Molti studi dimostrano come le cellule si replicano in modo diverso alla presenza di un certo tipo di suono rispetto al silenzio. L’Università di Padova sta studiando come, grazie al suono a cui vengono esposte, le piante crescono ad una velocità doppia, radici incluse, diventando anche più resistenti a certi patogeni.
Emiliano Toso esegue i suoi brani a 432 hz poiché la musica, in questa frequenza, produce armoniche che risuonano in modo più efficace con la natura e le nostre cellule.

In molti ospedali le sue composizioni vengono diffuse nelle sale d’attesa, nelle sale operatorie, durante l’anestesia, nei reparti di maternità.

Toso ha suonato per mamme in dolce attesa, o durante il momento del travaglio, ma la più particolare delle sue esibizioni è stata all’istituto Marquez, il più grosso centro di fertilità di Barcellona, dove il suo pubblico era formato da una platea di embrioni!

E’ ormai accertato da numerosi studi scientifici che l’esposizione alla musica durante la gravidanza, grazie alla sua capacità di creare un ambiente sonoro strutturato, stimola lo sviluppo neurologico del bambino, promuovendo la formazione delle connessioni cerebrali che sosterranno il suo sviluppo cognitivo, linguistico, comunicativo, mnestico ed emotivo nei primi anni di vita.

Il consiglio alle future mamme, soprattutto durante l’ultimo trimestre di gravidanza, è di ascoltare musica classica a 432 hz ad un volume adeguato, senza cuffiette, in una situazione di relax. Non solo per stimolare il rilascio di ossitocina e per favorire lo sviluppo neurologico del bambino, ma anche perchè la riproposizione della stessa musica al bambino dopo la nascita ha generalmente un effetto calmante sul piccolo.

Vi auguro una buona lettura e un buon approfondimento del tema!

“Ci sono persone che si dedicano alla coltivazione dei fiori solo per poterne strappare i petali.”
31/03/2026

“Ci sono persone che si dedicano alla coltivazione dei fiori solo per poterne strappare i petali.”

📖 Questo romanzo tratta la storia di Reiko, afflitta da un male peculiarissimo: non riesce a sentire la musica. Per ques...
30/03/2026

📖 Questo romanzo tratta la storia di Reiko, afflitta da un male peculiarissimo: non riesce a sentire la musica. Per questo motivo la giovane si reca dal Dott. Kazunori, psicanalista, il quale si pone di scavare a fondo nella mente di Reiko per scoprire l’origine di questo disturbo. Ben presto la bizzarra condizione della giovane si rivelerà molto più complessa, finendo per affrontare temi intricati come la salute mentale, l’abuso e la sessualità femminile nella cornice di un mondo maschile. Leggendo pagina dopo pagina, la sensazione è proprio quella di trovarsi nello studio dell’analista, grazie al punto di vista unico del terapeuta, con tutte le difficoltà che l’analisi delle informazioni e del soggetto di studio possono presentare.

🧠 La complessità della psiche della protagonista rivela un profondo interesse dell’autore per la psicologia e per l’inconscio, specialmente per i suoi lati più oscuri e per il complesso contesto relazionale e socio-politico in cui una nevrosi può svilupparsi. Negli anni ’60 il Giappone viveva un periodo politico tumultuoso caratterizzato da significativi cambiamenti sociali, crescita economica e attivismo politico. L’autore analizza questa nuova realtà dominata dall’individualismo e da valori estranei al suo Paese e come essi possono avere un impatto sulla psiche. Inoltre, le teorie di Freud sulla mente inconscia e sul ruolo della sessualità nel comportamento umano risuonavano con l’esplorazione di Mishima di argomenti tabù e desideri nascosti.

📚 Questo romanzo offre dunque uno sguardo su un mondo coinvolto in cambiamenti importanti; cambiamenti talmente radicali da scuotere le stesse fondamenta della società e, così facendo, anche le menti delle persone che la abitano. Questa capacità di sentire la “musica” può, secondo molti critici, non essere altro che l’ardua, in questo nuovo mondo, capacità di stabilire profonde connessioni tra esseri umani.

Vi auguro una buona lettura!

《Il mondo esterno esistecome un attore su di un palco:sta lì, ma è un'altra cosa》Fernando Pessoa,Il libro dell'inquietud...
25/03/2026

《Il mondo esterno esiste
come un attore su di un palco:
sta lì, ma è un'altra cosa》
Fernando Pessoa,
Il libro dell'inquietudine.

Il museo è un luogo metafisico per vocazione. Sospende il ritmo del mondo nell'incanto del proprio fuori tempo che, insieme, è tutto il tempo delle visioni, delle fantasie e di quei gesti che gli artisti hanno prodotto in una poetica eccedenza dal mero subire della vita.

Giorgio de Chirico invita lo spettatore a guardare "oltre" l'apparenza delle cose, suggerendo l'esistenza di una dimensione nascosta, misteriosa, che si annida nel cuore stesso della materia. Questa visione ha avuto un impatto determinante sull'arte del Novecento e su tutte le discipline visive: architettura, design, cinema d'autore, teatro, moda, fotografia. E la mostra dedica una sezione a ciascuna di esse.

La metafisica è più di un movimento artistico. È un varco tra realtà e mistero, uno spazio sospeso in cui gli oggetti si caricano di interrogativi e il tempo sembra arrestarsi, in attesa di una possibile interpretazione.

Prima della conoscenza diretta di Freud (e in un periodo grossomodo contemporaneo) De Chirico elabora un sistema di riferimenti simbolici, psichici, archetipici che riassumono il senso (sempre misterioso e inspiegabile) dell'esistenza umana, del peso dell'infanzia, riuscendo ad attingere alla medesima intuizione primordiale che guido' la nascita delle favole omeriche e delle tragedie greche.

Andate a vedere la mostra "Metafisica/Metafisiche, modernità e malinconia" allestita e perché è un'esperienza visiva e concettuale che genera meraviglia e talvolta persino inquietudine. La metafisica ci ricorda che dietro le apparenze del reale si cela sempre un'altra verità: più silenziosa, più intensa, più autentica.

16/03/2026

📚 “Acqua sporca” è un romanzo che si muove tra due mondi, due lingue e due identità. Al centro della storia c’è Neela, una donna che ha lasciato lo Sri Lanka trent’anni prima per trasferirsi in Italia e lavorare come badante. Accanto a lei si muove Ayesha, la figlia cresciuta in Italia. È lei a incarnare lo sguardo delle seconde generazioni, quelle che vivono la tensione di avere radici in un luogo ma sentirsi a casa altrove, senza mai appartenere del tutto né a una terra né all’altra.

🧠 In questo libro così pieno si intrecciano molti temi, ma quello su cui mi sono maggiormente focalizzata è la ricerca dell’identità negli immigrati di seconda generazione.
Nel continuo cambiare da una cultura all’altra c’è un senso di sradicamento e uno sfasamento importante perché è difficile riconoscersi. Ayesha porta sulla pagina i conflitti di chi cresce tra due mondi, vuole valorizzare la cultura di origine, ma non si sente mai al proprio posto. Come molti immigrati di seconda generazione, ha un’identità ibrida perchè se non ci troviamo né di qua né di là diventa difficile capire chi siamo e può emergere un senso di smarrimento.

📖 L’Università cattolica ha condotto alcune ricerche per indagare la questione cruciale del processo di trasmissione e di negoziazione dei valori e degli stili di vita tra prime e seconde generazioni di migranti.
Da queste ricerche è emersa in particolare una dialettica complessa tra la forza del legame con la cultura di origine e desiderio di differenziazione. Integrare in modo costruttivo universi culturali differenti non è un compito semplice e scontato. Ciò vale per le prime generazioni, ma soprattutto per le seconde che, nate e cresciute in Italia sono doppiamente sfidate nel loro percorso di crescita da aspettative spesso contraddittorie: in quanto figli di immigrati, vivono delle aspettative e dei mandati della famiglia di origine e, contemporaneamente, in quanto seconde generazioni, sono sollecitate dalle aspettative che la società di accoglienza ha su di loro.

Vi auguro una buona lettura e un buon approfondimento del tema!

Indirizzo

Via Toti 7 Bresso
Bresso
20091

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