Dott.ssa Jessica Caramia

Dott.ssa Jessica Caramia Psicologa psicoterapeuta SPP specializzata nel trattamento degli adolescenti e degli adulti. Mi occupo di depressione, ansia, problemi emotivo-relazionali

16/03/2026

📚 “Acqua sporca” è un romanzo che si muove tra due mondi, due lingue e due identità. Al centro della storia c’è Neela, una donna che ha lasciato lo Sri Lanka trent’anni prima per trasferirsi in Italia e lavorare come badante. Accanto a lei si muove Ayesha, la figlia cresciuta in Italia. È lei a incarnare lo sguardo delle seconde generazioni, quelle che vivono la tensione di avere radici in un luogo ma sentirsi a casa altrove, senza mai appartenere del tutto né a una terra né all’altra.

🧠 In questo libro così pieno si intrecciano molti temi, ma quello su cui mi sono maggiormente focalizzata è la ricerca dell’identità negli immigrati di seconda generazione.
Nel continuo cambiare da una cultura all’altra c’è un senso di sradicamento e uno sfasamento importante perché è difficile riconoscersi. Ayesha porta sulla pagina i conflitti di chi cresce tra due mondi, vuole valorizzare la cultura di origine, ma non si sente mai al proprio posto. Come molti immigrati di seconda generazione, ha un’identità ibrida perchè se non ci troviamo né di qua né di là diventa difficile capire chi siamo e può emergere un senso di smarrimento.

📖 L’Università cattolica ha condotto alcune ricerche per indagare la questione cruciale del processo di trasmissione e di negoziazione dei valori e degli stili di vita tra prime e seconde generazioni di migranti.
Da queste ricerche è emersa in particolare una dialettica complessa tra la forza del legame con la cultura di origine e desiderio di differenziazione. Integrare in modo costruttivo universi culturali differenti non è un compito semplice e scontato. Ciò vale per le prime generazioni, ma soprattutto per le seconde che, nate e cresciute in Italia sono doppiamente sfidate nel loro percorso di crescita da aspettative spesso contraddittorie: in quanto figli di immigrati, vivono delle aspettative e dei mandati della famiglia di origine e, contemporaneamente, in quanto seconde generazioni, sono sollecitate dalle aspettative che la società di accoglienza ha su di loro.

Vi auguro una buona lettura e un buon approfondimento del tema!

14/03/2026

📚 Questo è un romanzo che si muove tra due mondi, due lingue, due identità. Al centro della storia c’è Neela, una donna ...
10/03/2026

📚 Questo è un romanzo che si muove tra due mondi, due lingue, due identità. Al centro della storia c’è Neela, una donna che ha lasciato lo Sri Lanka trent’anni prima per trasferirsi in Italia e lavorare come badante. Dopo decenni, Neela sceglie di tornare a casa, ma il ritorno non è mai semplice: la sua terra natale non è più quella che ricordava, e la sua famiglia non è più la stessa. Accanto a lei si muove Ayesha, la figlia cresciuta in Italia. È lei a incarnare lo sguardo delle seconde generazioni, quelle che vivono la tensione di avere radici in un luogo ma sentirsi a casa altrove, senza mai appartenere del tutto né a una terra né all’altra.

🌏 Nadeesha voleva scrivere un libro sulla lingua, raccontare come la lingua si trasforma in un viaggio migratorio da quella materna alla lingua di adozione. Neela è sola perché non capisce l’italiano e nessuno capisce il singalese. Ma anche Ayesha è sola perché parla un italiano diverso da quello della madre e le due non riusciranno mai a comunicare davvero: Nadeesha si serve delle due lingue, l’italiano e il singalese, per significare il diverso modo di pensare dei personaggi. La scelta di lasciare alcune parole in Singalese spiazza il lettore e lo costringe a sentirsi solo e diverso come Neela.

🎐 Il romanzo è anche un grosso confronto tra oriente e occidente: da una parte c’è un’identità legata a retaggi come il mito, la stregoneria e la magia che a noi sembrano arcaici. Cosa definisce allora l’occidente? Nel romanzo sono i soldi, la classe, ciò che hai per poterti comprare qualcosa che possiederai un altro giorno. Ciò che possiedi ti definisce.

📖 Lo stile di Nadeesha è molto pieno e richiede un giusto tempo per digerire tutto il materiale. Non cerca la consolazione, ma la verità: restituisce dignità alle storie delle donne migranti, alla loro fatica silenziosa, alla forza che spesso resta invisibile. Nella sua prosa c’è delicatezza ma anche fermezza, la capacità di scavare nelle emozioni senza mai cadere nella retorica.

Vi auguro una buona lettura!



🔥 "La luce è sempre accompagnata dal sacrificio di qualcosa che brucia”Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026  accoglie la ...
09/03/2026

🔥 "La luce è sempre accompagnata dal sacrificio di qualcosa che brucia”

Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026 accoglie la mostra Le Alchimiste di Anselm Kiefer nella Sala delle Cariatidi, una monumentale narrazione pittorica dedicata a 38 donne la cui memoria è stata cancellata dalla storia.

📖 , con questo bellissimo saggio, ci aiuta ad orientarci nella “metafisica del resto” dell’artista, una metafisica che celebra l’immanenza, la terra, il rottame, il detrito come possibilità di mostrare una spiritualità già tutta in atto nella materia e che annuncia una trasformazione possibile.

In questo modo, e credo sia l’insegnamento più profondo che l’opera di Kiefer ci regala, la perdita può capovolgersi in un’occasione per ricominciare poiché la luce viene dalla polvere e l’inizio è reso possibile dalla rovina.

E’ questo il compito dell’arte secondo la metafisica minore: trasformare la ferita del trauma in una poesia. Non di rimuovere il trauma o di riconciliare la vita offesa, quanto di presentificarlo in una forma che sia in grado di mostrarne tutta la tragicità. Ogni volta che l’arte realizza il suo miracolo trasfigura la cicatrice in poesia e dà forma nuova alla catastrofe.

Andate a vedere questa mostra perché è perturbante. E’ uno Stoss che inesorabilmente colpisce e sorprende. Leggete il saggio di Recalcati perché aiuta ad orientarsi nei mondi magici e complessi di Kiefer. E perché no, prendete un cappuccino da giacomo caffè che coccolarsi un po’ è sempre salutare.

📚 Buona visita e buona lettura!

06/03/2026

📖 Questo ironico romanzo, “Affari di cuore”, parla di un matrimonio ed è la vendetta dell’autrice nei confronti del marito che l’ha tradita.

🧠 Ma perché si tradisce il partner?

Da un certo punto di vista, un amante chi non lo vorrebbe? Perché ti allunga la vita, puoi vivere più vite contemporaneamente, sentire più cose. C’è però una legge sociale e morale per cui se ho io l’amante puoi averlo anche tu e siccome non mi sta bene faccio una scelta dolorosa e rinuncio.

📚 Allora qual è il punto per cui si tradisce? Spesso (non sempre) il punto è la dipendenza e ho scelto questo saggio, “la dipendenza affettiva” di Cesare Guerreschi per parlarne. Se io credo che se il mio partner mi lascia io non sopravvivo, allora mi prendo subito un amante per difendermi dalla dipendenza. Può accadere infatti che alcune persone, quando si sentono veramente legate al partner, devono confrontarsi con le antiche angosce di un legame e di sentirlo come necessario a sé. Se abbiamo un problema con la dipendenza affettiva, quando troviamo indispensabile una persona al punto da fare progetti di vita con lei, automaticamente quella persona può diventare qualcuno da svalutare, da rimpicciolire e da sostituire con un doppio al fine di sentirla meno importante per noi e per non soccombere alla dipendenza.

🧠 Poi ci sono tanti altri motivi per cui si tradisce, non c’è solo la questione della dipendenza. Si tradisce perché non si riesce ad integrare la sessualità con l’affettività per cui rimangono due dimensioni separate che vengono vissute con partner diversi; si tradisce perché non si riesce a gestire la quota pulsionale che tutti noi abbiamo; si tradisce perché non c’è un senso del limite, c’è una sorta di avidità che ti impedisce di accettare di non poter avere tutto; si tradisce per un bisogno di trasgressione e di fare le cose di nascosto che può essere la reazione ad un ipercontrollo genitoriale durante l’infanzia.

Vi auguro una buona lettura e un buon approfondimento del tema!

“Purtroppo le energie che possediamo sono limitate e, se cominciamo a disperderle qua e là, finiamo per fare una grande ...
03/03/2026

“Purtroppo le energie che possediamo sono limitate e, se cominciamo a disperderle qua e là, finiamo per fare una grande confusione. Non ci ricordiamo più a chi abbiamo raccontato una certa storia, ci mettiamo a gemere “Morty, Morty, Morty”, quando invece dovremmo dire “Sidney, Sidney, Sidney”, crediamo di essere innamorate di entrambi solo perché ci è stato insegnato che l’unica risposta educata alle parole “Ti amo” è “Ti amo anch’io”, e poi finiamo per sceglierne uno perché l’idea di amare due uomini ci provoca troppi sensi di colpa”.

📖 Questa è la storia autobiografica di un matrimonio ed è anche una vendetta per il tradimento che Nora Ephron ha subito...
26/02/2026

📖 Questa è la storia autobiografica di un matrimonio ed è anche una vendetta per il tradimento che Nora Ephron ha subito dal marito. Ma non si tratta di un romanzo di trama perché la trama è esile e sebbene veniamo a sapere già dalla prima pagina che è avvenuto un tradimento, il libro rimane avvincente e brillante mantenendo comunque intrattenuto il lettore.

La forza di Nora Ephron è la sua capacità di trasformare il niente in un racconto e anche in una burla: lei è una sceneggiatrice di commedie e quindi tutto quello che vive viene percepito col filtro della commedia. Di conseguenza, anche la sua vita diventa una commedia. Tuttavia si percepisce chiaramente il dolore che si cela dietro: Nora usa la risata e l’ironia per soffrire meno e lo dice esplicitamente, fa meno male se trasformo tutto in una storia ironica. C’è un cinismo costante in questo libro che ricorda il Woody Allen di quel tempo e un certo tipo di narrazione americana ebraica, e c’è anche una leggerezza meravigliosa. E’ bello e difficile trovare un libro che faccia sorridere e un libro leggero fa bene ogni tanto (bellissimo il capitolo sulle patate e le relazioni). Nora è stata capace anche di scrivere la recensione seria di un film p***o oltre ad un articolo sulle donne con le t***e piccole, che è un suo complesso, mostrando di saper essere ironica su un suo aspetto fisico che percepisce come un difetto.

Nora ha un immaginario rivendicato e reiterato nelle sue varie produzioni, qui racconta cosa significa essere donna per lei e parla anche del corpo femminile che cambia, che invecchia, dando una voce caustica a questo aspetto spesso taciuto. Tuttavia, essendo stato scritto tra gli anni ’70 e gli anni ’80, è un romanzo un po’ datato: oggi un romanzo sulla coppia e sul tradimento non verrebbe scritto così. La cosa più datata che emerge è dire che tradire è una prerogativa maschile e prima o poi te lo devi aspettare. Datata è anche la visione del matrimonio come realizzazione ultima di sé, difatti questo romanzo racconta la coppia in cui l’obiettivo è sposarsi e fare figli e in questo contesto il tradimento è inconcepibile
📚Vi auguro una buona lettura!


23/02/2026

Questo romanzo, “Una questione di famiglia”, parla del difficile divorzio di una coppia quando lei si innamora di un’altra donna.
Jung ha suddiviso l’innamoramento in 3 fasi:

La prima è quella dell’idealizzazione: all’inizio di una relazione non incontriamo davvero l’altro, incontriamo ciò che il nostro inconscio proietta su di lui: gli ideali, i bisogni, le ferite non risolte, così vediamo l'altro come vorremmo che fosse. In questo delirio, si tende a non notare i difetti dell'altro e crediamo che possa soddisfare i nostri bisogni infantili trascurati. Per Jung finchè l’altro coincide con le nostre proiezioni, non c’è un vero incontro, c’è solo inganno e fascinazione.

La seconda è quella della Disillusione: è quando ci rendiamo conto che l'altro non è come lo avevamo immaginato, l’illusione cade e si inizia a non gradire tutte le sue parti. A questo punto, molte relazioni finiscono perché si può decidere di lasciare la relazione e cercare qualcosa di nuovo per riattivare quella fase precedente di innamoramento, una ricerca regressiva che potrebbe essere disfunzionale se portata avanti costantemente.

La terza è quella dell’Amore: è la più rara, la coppia accetta che l'altro non è come è stato idealizzato e si cerca l'altro nella sua imperfetta unicità. Solo qui, per Jung, l’amore smette di essere una ripetizione dell’inconscio e diventa una scelta.

Molti pensano di scegliere sempre le persone sbagliate. In realtà, spesso è la stessa fase che non viene mai superata: il momento in cui l’illusione cade e l’altro smette di coincidere con ciò che abbiamo proiettato su di lui.

Vi auguro una buona lettura e un buon approfondimento del tema!

《Lei deve comprendere che è proprio questa la più grande difficoltà della vita. Le situazioni che cambiano, le scelte ch...
11/02/2026

《Lei deve comprendere che è proprio questa la più grande difficoltà della vita. Le situazioni che cambiano, le scelte che con il tempo risultano sbagliate, o che si rivelano per ciò che sono》.

Con il suo esordio nella narrativa, Claire Lynch si afferma come una nuova voce nel panorama della narrativa LGBTQ+ ingl...
10/02/2026

Con il suo esordio nella narrativa, Claire Lynch si afferma come una nuova voce nel panorama della narrativa LGBTQ+ inglese, trattando temi universali come identità, appartenenza e relazioni familiari con uno stile elegante, misurato seppur con una temperatura emotiva elevata, senza cadere mai nel patetico.

Questo romanzo parla di come l’inadeguatezza legale e pedagogica del sistema di tutela dei minori negli anni ’80 abbia distrutto un rapporto madre-figlia. E’ l’anno 1982, Dawn ha solo ventitré anni, ma ha già una figlia, Maggie, un marito, Heron, e un futuro semplice ma stabile. Durante una giornata qualsiasi, Dawn conosce Hazel, una donna che le fa provare qualcosa di sconosciuto, così confessa tutto al marito. Heron non è un uomo cattivo, è piuttosto un uomo banale e limitato. Si rivolge ad un legale e si tutela in una cosa standard che è tutelata dalla legge dell’epoca. E la giustizia di quel tempo prevede che la figlia stia con il padre e non veda più la madre, considerata dalla legge, aprioristicamente in quanto omosessuale, inadeguata e deviante. Maggie cresce credendo di essere stata abbandonata dalla madre finchè non rinviene tra le scartoffie del padre il fascicolo del divorzio, scoprendo che in realtà la figura della madre le è stata alienata.

Il romanzo si muove su due piani temporali: quello di Maggie ed Heron, figlia e padre oggi, e quello di Dawn ed Hazel negli anni ’80 avvicinando cose che sembrano agli antipodi, si fa molta fatica a decostruire la realtà odierna per entrare in quella realtà che, seppure non così lontana nel tempo, è così diversa, quasi inimmaginabile. Oggi la situazione è cambiata non solo dal punto di vista legale, ma anche pedagogico. La cultura nei confronti dei bambini si è radicalmente modificata: sapere da dove vieni è diventato un diritto inalienabile, difatti si dice ai bambini fin da piccolissimi che sono stati adottati e oggi è sempre più facile per i figli di fecondazione assistita risalire ai genitori biologici.

Una storia che è un dramma difficile da dimenticare e una denuncia spietata contro l’omofobia che costringeva le donne lesbiche a rinunciare al loro ruolo di madri e di persone perché giudicate diverse.

05/02/2026

COME FUNZIONA L’EFFETTO PLACEBO?

Nathan Hill è uno scrittore che fa ricerca e che non lesina in dettagli. La bibliografia è sterminata perché il libro è pieno di letteratura scientifica: per avere il materiale per scrivere questo romanzo va sulla sociologia, la psicologia, l’informatica, la genetica, l’arte, l’agrotecnica e ancora oltre, creando un vero e proprio libro-mondo. Il libro stesso infatti è un ipertesto con link da cliccare per aprire ulteriori finestre a seconda degli interessi personali e io ho deciso di aprire quella sull’effetto placebo.

Ma come funziona davvero l’effetto placebo?

Innanzitutto il placebo è una sostanza priva di principi attivi specifici, ma che viene somministrata come se avesse veramente proprietà curative o farmacologiche. Lo stato di salute del paziente che ha accesso a tale trattamento può migliorare, a condizione che il paziente riponga fiducia in tale sostanza o terapia. Questo miglioramento indotto dalle aspettative positive del paziente è detto effetto placebo.

Ma perché le aspettative agiscono sull’efficacia del placebo?

Nathan Hill lo spiega bene: perché le aspettative creano una narrazione, determinano una forte sensazione di significato e di sostanzialità attorno al placebo. L’effetto placebo è quindi la risposta del cervello alla ricerca di un significato. Una storia può agire con la stessa forza di un farmaco. E così Elizabeth, la protagonista di questo romanzo, inizia a creare esperienze fittizie che provocano reazioni fisiche e psicologiche reali dandosi al mercato delle pozioni d’amore.

Vi auguro una buona lettura e un buon approfondimento del tema!



Indirizzo

Via Toti 7 Bresso
Bresso
20091

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Jessica Caramia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare