29/04/2026
📚 In un paesino della bassa emiliana, in un certo condominio e all’interno di una certa famiglia in cui più generazioni convivono, le persone non muoiono più. Da questo assunto narrativo surreale l’autore parte delineando conseguenze da realismo magico che tuttavia reggono, per quanto bizzarre.
Alessandro Della Santunione ha impiegato tre anni e mezzo per scrivere questo libro e ha frequentato alcune scuole tra cui quella di .nori , che è noto per una scrittura molto diretta. E ha scritto un bel libro con uno stile sicuramente diretto in cui c’è un continuo saliscendi tra elementi lirici ed elementi ridanciani con una giusta intersezione tra poetica, grand’angolo fotografico e tenero umorismo.
E’ composto da 44 piccoli capitoletti autoreggenti che possono funzionare anche a sé stanti; già solo dai titoli il lettore si può fare un’idea del contenuto.
C’è molto in questo libro il tema della morte, trattato sempre in modo surreale, divertente ma anche attraverso opinioni inquietanti, come quando il narratore, un giorno, irrompe con una notizia sensazionale, che riprende il tema affrontato in un celebre canzone di Francesco Guccini: dio è morto.
C’è anche molta nostalgia del passato, ma delle cose belle e degli oggetti del passato: la 127, una radiolina sempre accesa sulla credenza in cucina, le abitudini che si perpetuano nel tempo tra ballo liscio, polke e mazurke, le vecchie fotografie, le vecchie previsioni metereologiche che ricorrono anche nel titolo.
Centrale è il tema del tempo, dello scorrere del tempo che va avanti “a fisarmonica”, in un continuo accelerare e frenare, rimpiangere e guardare al futuro, vivere e morire.
Un libro originale, divertente, surreale, profondo ma in un modo meravigliosamente leggero.
Vi auguro una buona lettura!