08/04/2026
Un’antica cornice con sessantadue fili collega simbolicamente Verona e Londra: ogni filo rappresenta un volo settimanale compiuto dall’artista durante un anno accademico, divisa tra il lavoro come docente in Inghilterra e la vita familiare in Italia. L’opera, Lo spazio transizionale, dà forma a un attraversamento continuo fatto di cura, assenza e resistenza.
Il progetto si sviluppa come trittico. In Lo spazio del contenimento, un modellino di aereo colmo d’acqua raccoglie simbolicamente le lacrime, diventando luogo psichico in cui il dolore può emergere e trovare forma. In Lo spazio distante da te, una scultura raffigura un torso femminile dal quale emerge un cordone ombelicale, rendendo visibile il dolore fisico e viscerale della separazione madre-figlia.
In dialogo con il tema “Utopia – La cura dell’arte per immaginare futuri possibili”, il lavoro nasce da una tensione reale: tra un paese in cui l’arte terapia è riconosciuta e uno in cui resta ancora sospesa. Il trittico diventa così una mappa affettiva e politica, in cui l’arte si configura come spazio di trasformazione e possibilità, capace di immaginare un futuro in cui la cura attraverso l’arte terapia sia pienamente riconosciuta.