19/03/2026
Una lesione alla cuffia dei rotatori può essere un disturbo molto fastidioso, che spesso influisce sulla qualità di vita di chi ne è affetto.
Molto frequentemente chi presenta questo tipo di lesioni ha difficoltà a svolgere azioni abituali e accusa dolore, anche di notte.
Se anche tu hai avuto, oppure accusi i primi sintomi di una lesione alla cuffia dei rotatori, prosegui con questo post: ti spiegherò prima la sua struttura, per poi andare più nel dettaglio sulle possibili soluzioni.
Iniziamo!
𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬'𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐟𝐟𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐨𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢?
Il termine cuffia dei rotatori indica il complesso muscolo-tendineo della spalla, costituito da quattro muscoli e dai loro tendini:
⟶ sottoscapolare;
⟶ sovraspinato;
⟶ sottospinoso;
⟶ piccolo rotondo.
Si utilizza il termine “cuffia della spalla” in quanto i tendini che proteggono l’intera articolazione formano una vera e propria copertura, che ripara la testa omerale.
La cuffia dei rotatori è fondamentale poiché permette i movimenti di sollevamento e rotazione del braccio, oltre a mantenere stabile tutto il complesso della spalla.
Quando questa si lesiona, si possono manifestare semplici infiammazioni, come le tendinopatie alla spalla, una rottura parziale o completa di uno o più tendini.
La lesione alla cuffia dei rotatori può essere data da:
⟶ tendinopatia della cuffia dei rotatori, in cui si presentano infiammazione, irritazione e gonfiore;
⟶ borsite alla spalla;
⟶ rottura della cuffia dei rotatori, provocata da una degenerazione dei tendini.
Il sintomo principale è senza dubbio il dolore, che si percepisce nella parte anteriore della spalla, lungo tutto il braccio e a livello del bicipite, come se si fosse avuto uno "strappo" alla spalla.
Inizialmente i sintomi sono lievi, manifestandosi solamente a seguito di sforzi intensi.
Con il passare del tempo, i dolori iniziano a manifestarsi anche durante lo svolgimento delle attività giornaliere oppure durante il sonno.
Oltre al dolore, alcuni sintomi comuni sono:
⟶ debolezza;
⟶ indolenzimento della parte interessata;
⟶ limitata funzionalità articolare della spalla;
⟶ anchilosi [limitazione grave] del braccio.
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞?
Esistono vari accorgimenti che si possono mettere in atto per diminuire le probabilità di sviluppare un’infiammazione della cuffia dei rotatori.
Il primo e più importante è senz’altro quello di esercitare regolarmente i muscoli delle spalle [ovviamente senza eccedere!]: più questi diventeranno tonici e flessibili, minore sarà il rischio.
Consiglierei inoltre di fare molta attenzione ai movimenti ripetuti e di fermare la propria attività non appena si manifesta il dolore o si percepisce una sensazione di calore alla spalla.
È bene, infine, non esitare a sottoporsi ad una visita specialistica, quando si sospetta un’infiammazione alla cuffia dei rotatori.
La diagnosi tempestiva di questa patologia è importantissima perché consente, nella maggioranza dei casi, di risolverla senza far ricorso a trattamenti chirurgici.
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐚𝐫𝐥𝐚?
Nei casi più lievi d’infiammazione della cuffia dei rotatori, la patologia si risolve facilmente attraverso il riposo e l’assunzione di farmaci antinfiammatori [FANS].
L’infiammazione si attenua di solito nel giro di un paio di settimane.
Quando invece la patologia progredisce perché viene trascurata per qualche tempo, o quando è causata da un trauma, può rendersi necessaria una soluzione di tipo chirurgico.
In genere, dunque, il primo trattamento che viene prescritto è di tipo conservativo.
Inizialmente si agisce con una terapia basata su FANS e fisioterapia.
Si svolgono esercizi di allungamento e di potenziamento dei muscoli per aumentarne la tonicità e la qualità.
Questi possono essere affiancati, se lo specialista lo ritiene utile, a trattamenti di Tecarterapia e ad infiltrazioni di acido ialuronico, di gel piastrinico [PRP] o di Lipogems.
Sono tutte tecniche che, attraverso diversi meccanismi, hanno lo scopo di stimolare la naturale capacità di rigenerazione dei tessuti.
In una piccola percentuale di casi, specialmente quelli in cui si riscontrano danni significativi ai tendini o alle altre strutture connettive che fanno parte dell’articolazione, sarà necessario ricorrere ad un intervento chirurgico ricostruttivo.
In questi casi, quando possibile, si utilizza la tecnica artroscopica, che aiuta a minimizzare i tempi di recupero dall’intervento e rendere meno faticoso il periodo di riabilitazione.
Anche nel caso di un intervento chirurgico, il ruolo della riabilitazione attraverso la fisioterapia e l’esercizio fisico è centrale nel garantire il miglior esito possibile della procedura.