Dr. Giuseppe Pacelli

Dr. Giuseppe Pacelli Mi chiamo Giuseppe Pacelli e sono un chirurgo ortopedico specializzato in patologie della spalla. Sono “teacher” in Chirurgia Artroscopica della Spalla.

Sono il dr. Giuseppe Pacelli, sono consulente per la F.I.S.I. [Federazione Italiana Sport Invernali].

Le infiltrazioni alla spalla sono una delle diverse soluzioni che vengono adoperate in campo ortopedico per la cura del ...
27/04/2026

Le infiltrazioni alla spalla sono una delle diverse soluzioni che vengono adoperate in campo ortopedico per la cura del dolore alla spalla, dovuto principalmente alla tendinite calcifica.

Le tendiniti calcifiche, o come in passato venivano chiamate, le periartriti, sono patologie riguardanti sempre il complesso della cuffia dei rotatori che vengono però invase da calcificazioni.

La calcificazione non è ad ogni modo il vero problema, non è quindi l’eziopatogenesi [la causa del problema], ma è un effetto che porta il tendine a calcificarsi.

Generalmente in queste patologie, che sono molto frequenti, si tende a combattere la calcificazione come fosse la causa, anche se spesso tali calcificazioni sono delle vere e proprie lesioni con disinserzione del tendine dalla testa omerale, che confluiscono quindi nel grande capitolo delle lesioni tendinee.

Una delle situazioni che più frequentemente mi capita di vedere in ambulatorio è proprio un paziente che ha avuto più episodi di tendinite calcifica, trattati molto spesso con onde d’urto, o ancora con la vecchia metodica dell'infiltrazione di cortisone.

Il beneficio momentaneo non risolve il problema che dopo qualche tempo tenderà a ripresentarsi.

La chirurgia artroscopia permette invece di risolvere la causa del problema, in quanto elimina sì la calcificazione e l’eventuale attrito dell’acromion ricurvo, ma soprattutto ripara il tendine lesionato o disinserito dalla testa omerale.

Curano la conseguenza, ma non la causa.

𝐋𝐞 𝐩𝐚𝐭𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐚𝐥𝐥𝐚5 sono le patologie che più di frequente portano dolore alla spalla:⟶ sindrome da impingement;⟶...
23/04/2026

𝐋𝐞 𝐩𝐚𝐭𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐚𝐥𝐥𝐚

5 sono le patologie che più di frequente portano dolore alla spalla:
⟶ sindrome da impingement;
⟶ tendinite calcifica;
⟶ lesione alla cuffia dei rotatori;
⟶ spalla congelata;
⟶ lussazione.

𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚

I traumi e l’invecchiamento cellulare contribuiscono alla degenerazione delle superfici e dei tessuti che compongono l’articolazione.

Per questo motivo, da alcuni anni gli specialisti della spalla utilizzano alcune tecniche rigenerative che si basano sull’infiltrazione di cellule autologhe [prelevate dallo stesso paziente], purificate, e utilizzate per favorire la rigenerazione dei tessuti danneggiati.

Hanno una doppia azione: contribuiscono a lenire l’infiammazione ed aumentano il naturale potenziale rigenerativo dei tessuti nei quali sono iniettate.

Per questo motivo, nel definire queste tecniche, si parla di medicina rigenerativa.

𝐈𝐥 𝐏𝐑𝐏

Il Plasma Ricco in Piastrine [PRP], anche detto "gel piastrinico", è un preparato che si ottiene centrifugando il sangue prelevato dal paziente stesso per depurarlo e separare la componente piastrinica.

Si tratta quindi di un concentrato di piastrine, ricco di fattori di crescita ed utile a stimolare la rigenerazione dei tessuti danneggiati.

L’infiltrazione di PRP è una tecnica che ha il vantaggio di essere caratterizzata da scarsa invasività, che la rende ripetibile molte volte senza alcuna controindicazione.

Essendo materiale autologo, non può produrre reazioni antigeniche di intolleranza o rigetto.

Si esegue in regime ambulatoriale, senza necessità di ricovero.

𝐋𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐮𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢

La tecnica Lipogems® si basa sul prelievo di cellule staminali mesenchimali del tessuto adiposo, attraverso una piccola liposuzione.

Queste cellule sono poi trattate per filtrazione, con lo scopo di eliminare le impurità eventualmente presenti, prima di essere applicate, sempre per infiltrazione, alla parte anatomica da rigenerare.

Gli svantaggi del Lipogems, rispetto al PRP, consistono invece nell’invasività, leggermente maggiore, e nella necessità di affrontare la procedura in sala operatoria.

𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐝𝐞𝐚𝐥𝐞

Idealmente, non esistono pazienti cui la medicina rigenerativa non sia di giovamento.

È però vero che le potenzialità di rigenerazione si riducono gradualmente con l’età e, nei pazienti più anziani, è quindi prevalente l’azione antinfiammatoria, rispetto a quella rigenerativa.

D’altra parte, la bassa invasività e gli effetti secondari quasi inesistenti rendono la medicina rigenerativa estremamente sicura, se è praticata da specialisti.

Le uniche vere controindicazioni sono per i pazienti che soffrono di infezioni serie, malattie autoimmuni o tumori, perché i trattamenti potrebbero avere effetti negativi su queste patologie.

𝐈 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚

Le tecniche di medicina rigenerativa sono in grado di massimizzare il potenziale rigenerativo e placare l’infiammazione presente nelle articolazioni.

Come abbiamo detto, la seconda proprietà è sempre riscontrabile, mentre la prima può essere notevolmente limitata dall’età avanzata del paziente e questa è una caratteristica da tenere in considerazione nel valutare gli esiti di una procedura.

Trattandosi di tecniche relativamente nuove, che probabilmente hanno ancora molte potenzialità da sviluppare, è normale che abbiano stimolato l’immaginazione di molti tra voi.

Considerando “l’altra faccia della medaglia”, è doveroso specificare che la medicina rigenerativa non consente di ricreare dal nulla strutture anatomiche troppo deteriorate o addirittura non più esistenti.

«Specialmente se viene effettuato in modo diligente ed attento, attenendosi alle indicazioni del team medico specializza...
20/04/2026

«Specialmente se viene effettuato in modo diligente ed attento, attenendosi alle indicazioni del team medico specializzato, l’esercizio fisico è senz’altro una delle armi più efficaci per il controllo del dolore alla spalla.»

Ecco il motivo che mi ha spinto ad approfondire questo argomento: darvi una guida - una traccia - per effettuare 4 esercizi davvero utili per il controllo del dolore.

Dolore alla spalla: l'esercizio fisico è il nostro migliore alleato per il controllo del dolore. Ecco 4 esercizi davvero utili.

Il dolore alla spalla è uno dei sintomi più comuni nelle persone che hanno superato i 40 anni di età: per diffusione nel...
16/04/2026

Il dolore alla spalla è uno dei sintomi più comuni nelle persone che hanno superato i 40 anni di età: per diffusione nella popolazione è secondo solo al mal di schiena.

𝐈𝐧𝐭𝐫𝐨

Può essere di intensità differenti, manifestandosi come un leggero fastidio quando si muove il braccio, oppure come un dolore intenso presente anche di notte, di solito accompagnato da una limitazione dei movimenti.

𝐂𝐚𝐮𝐬𝐞

La causa più frequente del dolore alla spalla è l’infiammazione di uno [o più] tra i tendini che permettono la maggior parte dei movimenti del braccio.
Questi tendini sono quattro:
1️⃣ il sovraspinato;
2️⃣ il sottoscapolare;
3️⃣ il piccolo rotondo;
4️⃣ il sottospinato.

A questa si aggiungono le 5 principali patologie:
⟶ sindrome da impingement;
⟶ tendinite calcifica;
⟶ lesione alla cuffia dei rotatori;
⟶ spalla congelata;
⟶ lussazione.

𝐒𝐢𝐧𝐭𝐨𝐦𝐢

Spesso il dolore sveglia di notte e nessuna posizione sembra dare sollievo; oppure si manifesta nel compiere movimenti normalissimi, come sollevare il braccio per prendere un barattolo o indossare la giacca.

Una volta escluso che i sintomi possano derivare da una causa non meccanica [ad esempio l’artrite reumatoide, una patologia autoimmune che può determinare dolore articolare], identificare la sede del dolore con l’aiuto di uno specialista ci può essere d’aiuto nel comprendere quale sia il rimedio più opportuno da adottare per risolvere il problema.

Il dolore può infatti interessare diverse parti della spalla:
⟶ localizzato sul lato esterno, riguarda spesso la cuffia dei rotatori e può essere causato da borsite o tendinite;
⟶ nella parte posteriore può interessare il muscolo trapezio: talvolta scaturisce da una borsite o da una contrattura muscolare;
⟶ nella parte anteriore può derivare da una tendinite o dalla sindrome di impingement ed è spesso conseguenza di problemi nell’articolazione con il bicipite;
⟶ nella parte superiore riguarda solitamente muscoli, cartilagine o legamenti e può essere di natura infiammatoria.

𝟑 𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

Uno studio ha dimostrato come l’esercizio fisico regolare abbia effetti benefici pari, o superiori, all’assunzione di farmaci antinfiammatori [FANS].

Dedicare 10/15 minuti alla salute delle proprie spalle può essere utile sia a chi è nella fase di riabilitazione da un infortunio, sia a chiunque voglia lavorare sulla prevenzione di simili problemi.

𝟏° 𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐨: 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐧𝐝𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐝𝐦𝐚𝐧

È un esercizio che ha un obiettivo chiaro: aumentare lo spazio tra la testa dell’omero e l’acromion della spalla in modo da permettere ai muscoli e ai tendini – in particolare al sovraspinato – di non essere compressi, scivolare in modo naturale, e alle braccia di compiere movimenti completi senza avvertire dolore.

Per effettuare l’esercizio, bisogna appoggiarsi a un tavolo o sdraiarsi proni, ossia a pancia in giù, avendo l’accortezza di tenere il braccio fuori dal letto.

Se possibile, sarebbe meglio indossare una polsiera con un peso di circa mezzo chilo; in alternativa è possibile impugnare una bottiglietta d’acqua sempre dello stesso peso.

A questo punto bisogna effettuare dei movimenti circolari, come se il braccio fosse un pendolo, appunto.

Bisogna eseguirlo per circa 2 minuti in senso orario e 2 minuti in senso antiorario, 3 volte al giorno.

𝟐° 𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐨: 𝐬𝐨𝐥𝐥𝐞𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐜𝐚𝐩𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞

Da seduti, con la schiena aderente allo schienale della sedia o comunque diritta, impugnare il manubrio [o la bottiglia d’acqua] tenendo il braccio teso e sollevarlo fino al piano delle spalle.

È importante non tenere il braccio troppo parallelo allo schienale ma nemmeno troppo frontale: circa a metà fra queste due posizioni sarebbe l’ideale.

Come per il precedente esercizio, va bene ripetere il movimento 10 o 15 volte, per tre serie, con due minuti di riposo fra l’una e l’altra.

𝟑° 𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐨: 𝐚𝐥𝐥𝐮𝐧𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞

Lo stretching [allungamento muscolare] può essere utile per smorzare i sintomi dolorosi.

Da sdraiati proni [pancia in giù] stendere completamente il braccio interessato, in modo che aderisca al terreno, con il palmo della mano rivolto verso il basso.

Con l’altro braccio, spingere progressivamente in modo da sollevare la spalla opposta a quella del braccio dolente, in modo da “stirare” gradualmente l’intera muscolatura dell’arto.

L’ideale sarebbe mantenere la posizione per 20-40 secondi ma è necessario fare attenzione: se quest’esercizio risulta troppo doloroso è bene lasciar perdere subito ed attendere che i muscoli siano nella condizione adatta per tornare a metterlo in pratica.

La SLAP, dall’inglese “Superior Labral tear from Anterior to Posterior”, è una lacerazione che interessa il cercine glen...
13/04/2026

La SLAP, dall’inglese “Superior Labral tear from Anterior to Posterior”, è una lacerazione che interessa il cercine glenoideo - o labbro glenoideo - la cui parte superiore si strappa.

Questo utile articolo ne analizza i tratti salienti, dividendo lo studio in 3 approfondimenti correlati:
⟶ i sintomi;
⟶ il percorso di cure;
⟶ la riabilitazione.

La lesione SLAP è una lacerazione del cercine glenoideo.

𝐋𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐫𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐧𝐠𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭La  , o conflitto subacromiale, è la patologia della spalla forse più conosciuta, ma anche più...
09/04/2026

𝐋𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐫𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐧𝐠𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭

La , o conflitto subacromiale, è la patologia della spalla forse più conosciuta, ma anche più ingannevole poiché molto spesso viene data come unica causa del dolore articolare.

È dovuta all'aumento dell'attrito dei tendini della cuffia dei rotatori - in particolare del sovraspinato - causato dal restringimento dello spazio fra la testa omerale e l’acromion, spazio dove scorrono proprio i tendini.
Gesti atletici o normali mansioni lavorative ripetute, squilibri muscolari o irregolarità del profilo acromiale, provocano l’aumento dell’attrito all’interno di questo spazio causando fenomeni infiammatori o vere e proprie lesioni tendinee.

𝐋'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐫𝐨𝐦𝐢𝐨𝐧𝐩𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚

Ripristinare lo spazio più ampio acromion-omerale come unico intervento, non è la risoluzione del problema, ma è parte di un intervento che generalmente riguarda la riparazione dei tendini della cuffia dei rotatori.

L’acromionplastica quindi, nella stragrande maggioranza dei casi, non deve essere un atto chirurgico isolato, ma una fase dell’intervento che permette di avere un miglior spazio di scorrimento dei tendini della cuffia dei rotatori.

𝐋𝐚 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐞𝐧𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐟𝐟𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐨𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢

Questa patologia è quella che vede intervenire più spesso – come “second look” – gli ortopedici esperti, poiché il problema della risalita della testa omerale conseguente alla lesione tendinea, viene risolta da chirurghi poco esperti soltanto attraverso la limatura dell’osso acromiale [l'acromionplastica appunto] che allevia solo per pochi mesi la sintomatologia, portando però i pazienti a provare lo stesso dolore e ad avvertire una forza ridotta per la mancata riparazione della lesione tendinea, spesso conseguente a tale attrito.

«[...La  ] si paragona al congelamento per il graduale blocco dell’articolazione della spalla, è abbastanza frequente, e...
08/04/2026

«[...La ] si paragona al congelamento per il graduale blocco dell’articolazione della spalla, è abbastanza frequente, e può verificarsi in correlazione ad una patologia primaria, come il diabete, o in relazione alla somatizzazione di alcune patologie psicologiche.»

Può però anche essere correlata a una patologia secondaria come una lesione tendinea, della cuffia dei rotatori.

Diventa quindi un meccanismo di autodifesa messo in atto dall’organismo che previene l’aggravarsi della lesione, di fatto bloccando la spalla.

Il benefico fisioterapico è molto spesso limitato perché la rigidità della spalla è sempre correlata ad una causa patologica diversa.

In questo approfondimento analizzo proprio le cause e i sintomi più comuni della spalla congelata [o capsulite adesiva] e approfondisco l'importanza della diagnosi precoce e degli esercizi fisici di prevenzione.

La diagnosi precoce permette una terapia conservativa con esercizi di prevenzione.

02/04/2026

Dolore alla spalla? Non ignorarlo.

In questa intervista, spiego in modo semplice quali sono i problemi più comuni della spalla e quando è il momento di rivolgersi a uno specialista.

🎥 Guarda il video e scopri come proteggere una delle articolazioni più importanti del tuo corpo.

La capsulite adesiva [o spalla congelata] è una patologia infiammatoria molto dolorosa della spalla.Ma perché, se solita...
30/03/2026

La capsulite adesiva [o spalla congelata] è una patologia infiammatoria molto dolorosa della spalla.

Ma perché, se solitamente un'infiammazione viene associata al caldo, in questo caso avviene il contrario e addirittura si associa al congelamento?

Presto detto: l'infiammazione causa un ispessimento del tessuti così doloroso che il nostro organismo mette in atto un meccanismo di autodifesa che di fatto blocca [congela] la spalla, prevenendo l'aggravarsi della lesione.

Analizziamo insieme, grazie a questo approfondimento dedicato, le fasi, i sintomi, le cause, il percorso di cure e i tempi di recupero.

Le soluzioni per eliminare il dolore e i tempi di guarigione.

𝐋𝐚 𝐥𝐮𝐬𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐚𝐥𝐥𝐚La lussazione della spalla si verifica quando la testa dell’omero fuoriesce totalmente o parzi...
26/03/2026

𝐋𝐚 𝐥𝐮𝐬𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐚𝐥𝐥𝐚

La lussazione della spalla si verifica quando la testa dell’omero fuoriesce totalmente o parzialmente [sublussazione] dalla cavità glenoidea, ovvero il punto in cui si articola con la scapola.

A seconda della posizione assunta dalla testa dell’omero, si può parlare di lussazione anteriore, più comune e più facilmente guaribile, oppure di lussazione posteriore, meno frequente nonché più complessa da curare.

Gli atleti sono i soggetti più a rischio per questo tipo di infortunio: la lussazione della spalla nella maggior parte dei casi, infatti, si verifica per colpa di un evento traumatico: solo raramente, è causata da una patologia degenerativa.

L’instabilità è sì legata ad un trauma, anche se esistono casi in cui una spalla può risultare instabile a causa di iperlassità articolare dovuta a micro-traumi ripetuti nel tempo, senza il verificarsi necessariamente una lussazione.

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨

Se si sospetta un simile problema, sarà importante recarsi al pronto soccorso più vicino, dove potranno intervenire tempestivamente.

La complessità della lussazione è proprio questa: più volte capita e più tempo viene impiegato per risolverla, maggiore è la probabilità di incorrere in una recidiva e nell'instabilità cronica della spalla.

Dopo che il medico avrà effettuato la procedura di riduzione e ripristinato la situazione normale, si procederà a valutare la situazione e scegliere la strategia più vantaggiosa perché il paziente possa recuperare pienamente la stabilità e la forza dell’arto.

𝐈 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐦𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐮𝐬𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐚𝐥𝐥𝐚

I sintomi più comuni, sono:
⟶ forte dolore alla spalla;
⟶ braccio “dondolante”;
⟶ deformità della spalla;
⟶ perdita di sensibilità dell’arto;
⟶ formicolio a spalla e braccio;
⟶ difficoltà nello svolgere qualsiasi movimento.

Si tratta, come per ogni tipologia di lussazione, di un infortunio molto doloroso che rende impossibile eseguire anche i normali movimenti del braccio.

𝐈 𝟔 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐭𝐞𝐫 𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐞𝐮𝐭𝐢𝐜𝐨

Il momento più delicato del trattamento di una lussazione della spalla è proprio quello durante il quale si valuta la strada più efficiente per la riabilitazione.

La risposta alle sei domande che ho elencato qui sotto è determinante nel formare una strategia efficace:
𝟏] È la prima lussazione o una recidiva?
𝟐] Quanti anni hai?
𝟑] Il tuo lavoro prevede attività manuali?
𝟒] Sei una persona attiva dal punto di vista sportivo?
𝟓] Quali sono le condizioni delle superfici articolari, dei tendini e dei legamenti?
𝟔] Ossa e cartilagini hanno subito danni significativi?

La decisione più complessa riguarda spesso l’opportunità di un intervento chirurgico di ricostruzione, che da una parte potrebbe allungare i tempi e rendere più impegnativa la riabilitazione, dall’altra consente però maggiori garanzie di un risultato ottimale, specialmente nei pazienti giovani.

𝐈 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐨

Come mi ritrovo spesso a spiegare ai miei pazienti, la migliore “medicina” per chi deve effettuare una riabilitazione ortopedica è l’impegno.

Anche per questa patologia, una simile affermazione è assolutamente valida: che si renda necessario un intervento o meno, il recupero e la prevenzione delle recidive passano dalla fisioterapia e dall’esercizio fisico di potenziamento dei muscoli della spalla.

Di regola, la riabilitazione da una lussazione non è breve. Dopo una breve fase di immobilizzazione [che dura qualche giorno in più se si è resa necessaria una procedura chirurgica], si passa alle mobilizzazioni passive assistite, quindi agli esercizi per ritrovare una corretta postura e per potenziare i muscoli danneggiati.

La fase riabilitativa può durare fra i 3 ed i 6 mesi.

«Le tendiniti calcifiche [morbo di Duplay] o come in passato venivano chiamate le periartriti, sono patologie riguardant...
23/03/2026

«Le tendiniti calcifiche [morbo di Duplay] o come in passato venivano chiamate le periartriti, sono patologie riguardanti sempre il complesso della cuffia dei rotatori che vengono però invase da calcificazioni.»

La miglior ricetta di prevenzione è senza dubbio effettuare un moderato esercizio fisico.

Ecco quindi 3 buoni esercizi per mantenere forte e flessibile l'articolazione della spalla, in pochi minuti al giorno.

3 esercizi di prevenzione contro il dolore della periartrite che riguarda la cuffia dei rotatori con calcificazioni.

Una lesione alla cuffia dei rotatori può essere un disturbo molto fastidioso, che spesso influisce sulla qualità di vita...
19/03/2026

Una lesione alla cuffia dei rotatori può essere un disturbo molto fastidioso, che spesso influisce sulla qualità di vita di chi ne è affetto.

Molto frequentemente chi presenta questo tipo di lesioni ha difficoltà a svolgere azioni abituali e accusa dolore, anche di notte.

Se anche tu hai avuto, oppure accusi i primi sintomi di una lesione alla cuffia dei rotatori, prosegui con questo post: ti spiegherò prima la sua struttura, per poi andare più nel dettaglio sulle possibili soluzioni.

Iniziamo!

𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬'𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐟𝐟𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐨𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢?

Il termine cuffia dei rotatori indica il complesso muscolo-tendineo della spalla, costituito da quattro muscoli e dai loro tendini:
⟶ sottoscapolare;
⟶ sovraspinato;
⟶ sottospinoso;
⟶ piccolo rotondo.

Si utilizza il termine “cuffia della spalla” in quanto i tendini che proteggono l’intera articolazione formano una vera e propria copertura, che ripara la testa omerale.

La cuffia dei rotatori è fondamentale poiché permette i movimenti di sollevamento e rotazione del braccio, oltre a mantenere stabile tutto il complesso della spalla.

Quando questa si lesiona, si possono manifestare semplici infiammazioni, come le tendinopatie alla spalla, una rottura parziale o completa di uno o più tendini.

La lesione alla cuffia dei rotatori può essere data da:
⟶ tendinopatia della cuffia dei rotatori, in cui si presentano infiammazione, irritazione e gonfiore;
⟶ borsite alla spalla;
⟶ rottura della cuffia dei rotatori, provocata da una degenerazione dei tendini.

Il sintomo principale è senza dubbio il dolore, che si percepisce nella parte anteriore della spalla, lungo tutto il braccio e a livello del bicipite, come se si fosse avuto uno "strappo" alla spalla.
Inizialmente i sintomi sono lievi, manifestandosi solamente a seguito di sforzi intensi.
Con il passare del tempo, i dolori iniziano a manifestarsi anche durante lo svolgimento delle attività giornaliere oppure durante il sonno.

Oltre al dolore, alcuni sintomi comuni sono:
⟶ debolezza;
⟶ indolenzimento della parte interessata;
⟶ limitata funzionalità articolare della spalla;
⟶ anchilosi [limitazione grave] del braccio.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞?

Esistono vari accorgimenti che si possono mettere in atto per diminuire le probabilità di sviluppare un’infiammazione della cuffia dei rotatori.

Il primo e più importante è senz’altro quello di esercitare regolarmente i muscoli delle spalle [ovviamente senza eccedere!]: più questi diventeranno tonici e flessibili, minore sarà il rischio.

Consiglierei inoltre di fare molta attenzione ai movimenti ripetuti e di fermare la propria attività non appena si manifesta il dolore o si percepisce una sensazione di calore alla spalla.

È bene, infine, non esitare a sottoporsi ad una visita specialistica, quando si sospetta un’infiammazione alla cuffia dei rotatori.

La diagnosi tempestiva di questa patologia è importantissima perché consente, nella maggioranza dei casi, di risolverla senza far ricorso a trattamenti chirurgici.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐚𝐫𝐥𝐚?

Nei casi più lievi d’infiammazione della cuffia dei rotatori, la patologia si risolve facilmente attraverso il riposo e l’assunzione di farmaci antinfiammatori [FANS].

L’infiammazione si attenua di solito nel giro di un paio di settimane.

Quando invece la patologia progredisce perché viene trascurata per qualche tempo, o quando è causata da un trauma, può rendersi necessaria una soluzione di tipo chirurgico.

In genere, dunque, il primo trattamento che viene prescritto è di tipo conservativo.

Inizialmente si agisce con una terapia basata su FANS e fisioterapia.

Si svolgono esercizi di allungamento e di potenziamento dei muscoli per aumentarne la tonicità e la qualità.

Questi possono essere affiancati, se lo specialista lo ritiene utile, a trattamenti di Tecarterapia e ad infiltrazioni di acido ialuronico, di gel piastrinico [PRP] o di Lipogems.

Sono tutte tecniche che, attraverso diversi meccanismi, hanno lo scopo di stimolare la naturale capacità di rigenerazione dei tessuti.

In una piccola percentuale di casi, specialmente quelli in cui si riscontrano danni significativi ai tendini o alle altre strutture connettive che fanno parte dell’articolazione, sarà necessario ricorrere ad un intervento chirurgico ricostruttivo.

In questi casi, quando possibile, si utilizza la tecnica artroscopica, che aiuta a minimizzare i tempi di recupero dall’intervento e rendere meno faticoso il periodo di riabilitazione.

Anche nel caso di un intervento chirurgico, il ruolo della riabilitazione attraverso la fisioterapia e l’esercizio fisico è centrale nel garantire il miglior esito possibile della procedura.

Indirizzo

Via L. Da Vinci, 1/A
Busto Arsizio
21052

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