Corpo e Arte

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Yoga per grandi e piccini
Counseling creativo, corporeo e spirituale
Yoga per bambini e adolescenti con bisogni educativi speciali




23/02/2026

Continua il nostro viaggio nel centro energetico del cuore.
Continuano le parole delle poesie a portarci profonde verità.
Non cercare fuori, cerca dentro.
Non cercare prima o dopo, cerca adesso.

.“Non cercare di capire tutto,l’amore non si capisce maie quando la tua vita non funzionanon è come la vuoitu caricala d...
09/02/2026

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“Non cercare di capire tutto,
l’amore non si capisce mai
e quando la tua vita non funziona
non è come la vuoi
tu caricala di questo amore che non si capisce,
non lo cercare chissà dove
tra le braccia dei palazzi,
nell’occhio della notte disperata.
L’amore di tutto l’universo
è in te, donalo agli altri
Solo così sarà tuo veramente.”

Le poesie hanno un potere speciale: ci fanno restare davanti alla verità. Alla luce, così come al buio. Ci accompagnano, ci alleggeriscono e qualche volta ci guariscono.

In queste settimane di lavoro sul centro energetico del cuore ci stiamo dedicando fisicamente ad aprire il corpo ma come sempre accanto a questo lavoro di muscoli e respiro stiamo facendo anche tante riflessioni importanti su di noi e sulle nostre relazioni.

Entrare nelle tematiche del centro del cuore significa innanzitutto spogliarci dalle tante credenze, definizioni e possessi che continuamente diamo all’amore.
Significa accorgerci che lo cerchiamo sempre: anche nei modi più disperati, anche nei luoghi più sbagliati.

Questa poesia è stato il primissimo passo per non dimenticare che il mistero infinito da cui proveniamo abita proprio lì, al centro del nostro petto.

E se non possiamo comprendere l'Amore perché troppo grande per la nostra razionalità, possiamo però liberarlo, possiamo permettergli di guarirci come meglio crede.

Possiamo colmare le nostre voragini distribuendo quell'infinitezza che abbiamo dentro.
E vedere che no- quell'Amore- non è mai andato via.





Perché non riusciamo a fluire con la vita e ad essere gioiosi?Immagino che Patañjali sia partito da questa domanda quand...
23/01/2026

Perché non riusciamo a fluire con la vita e ad essere gioiosi?

Immagino che Patañjali sia partito da questa domanda quando ha deciso di mettere per iscritto quella scienza, allora già antica, che è lo yoga. Immagino che abbia saputo guardare innanzitutto se stesso e che abbia attraversato con umiltà e coraggio le sue fragilità umane come solo i maestri possono fare.

La sua è stata un'analisi così precisa sulla mente che lo ha portato a scovare cinque grandi ostacoli- chiamati kleśa- come cause della nostra continua sofferenza.

Eppure “Il dolore è riducibile” ci assicura Patañjali.

Basta che stiamo attenti. Basta vigilare con gioia sulla nostra interiorità, così quando uno dei kleśa arriva a turbarci il cuore, possiamo utilizzare le tante risorse che instancabilmente siamo chiamati a coltivare.

In sostanza non cambiano le cose se non siamo noi ad attivarci responsabilmente.

Nessuna magia, ma un concreto desiderio di libertà e trasformazione.

Attraversare questi passaggi del testo personalmente mi porta ogni volta a fare tante riflessioni. Su di me, su come in certe cose io sia migliorata, mentre per altre non basterà questa vita; e su quello che veramente lo yoga è, al di là della fama e della pubblicità.

Lo yoga, con tutte le sue pratiche è la risorsa che mi aiuta e che amo condividere.


L'approfondimento dei cinque ostacoli è sul mio sito:

https://corpoearte.it/2026/01/23/i-cinque-ostacoli/

"Tendiamo a pensare alla Creazione come a un evento compiuto, ma il verbo continua a farsi carne, la Creazione non è mai...
17/01/2026

"Tendiamo a pensare alla Creazione come a un evento compiuto, ma il verbo continua a farsi carne, la Creazione non è mai finita. L’universo continua ad espandersi, a mutare. Le nostre parole creano il mondo, lo modificano. Forse ogni volta che pronunciamo la parola amore con sincerità nasce un fiore da qualche parte (…). Ogni volta che siamo gentili, che rispondiamo grazie, si formano dei pianeti chissà in quale galassie. E così il contrario…”

Qualche riga da una lettura che ha accompagnato le prime lezioni di questo nuovo anno.

Desidero riprenderle per iniziare questo giorno con la salda intenzione di creare il Bello, il Buono.il Giusto.
Per ricordarmi che un piccolo punto può muovere un intero universo.
Per ritrovare la mia responsabilità nella meraviglia delle cose.

Chissà quanti pezzettini di noi sono sparsi qua e là e non lo sappiamo.

Che sia una giornata piena di parole e pensieri che fanno nascere fiori, sorrisi, pianeti, galassie.



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.Quando i miei figli erano piccoli c’erano sempre dei racconti ad accompagnarci durante l'anno.Avevamo storie per l’Avve...
09/01/2026

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Quando i miei figli erano piccoli c’erano sempre dei racconti ad accompagnarci durante l'anno.
Avevamo storie per l’Avvento, per Natale, per Pasqua, per S. Michele.
Poi un lungo periodo durante tutto il percorso della scuola staineriana, mi ha vista immersa nello studio delle fiabe. In quei racconti, a volte apparentemente duri, ciò che succede ha sempre l’arduo compito di parlarci dentro, in profondità, per farci crescere e riconoscere la strada, proprio come i personaggi di quelle storie.

Oggi, forse complici le lezioni su maṇipūra e la volontà, mi è ritornato alla mente un antichissimo apologo vedico raccontatoci alla formazione dal nostro professore di filosofia.
Parla di Prajāpati, il signore di tutte le creature, che con voce di tuono insegna rispettivamente agli dei (Deva) agli uomini e ai demoni (Asura) come deve essere una giusta condotta.

Interrogato da tutti e tre su quale potesse essere l'insegnamento supremo, Prajāpati risponde ad ognuno utilizzando una sola sillaba: DA
Ma ogni volta questa risposta viene recepita in modo diverso.
I Deva comprendono "damayata", controllatevi; gli umani comprendono "datta", siate caritatevoli; gli asura "dayadhvam “ siate misericordiosi.
E ogni volta però Prajāpati conferma loro: "Si, avete capito bene."

Tre personaggi, tutti dentro di noi. Tre consapevolezze diverse e perciò tre comprensioni diverse.
Tre risposte che però racchiudono il nostro percorso qui.

Autocontrollo è non lasciare che la mente si perda nell'oscurità.
Dono di sé è non ricadere nella trappola dell'egoismo.
Compassione è portare avanti incessantemente il cuore.

Da, Da, Da.





Nella loro leggerezza questi giorni di fine anno mi portano incontro ogni volta anche piccole prove, come se qualcosa di...
31/12/2025

Nella loro leggerezza questi giorni di fine anno mi portano incontro ogni volta anche piccole prove, come se qualcosa di grande volesse richiamarmi alla promessa che mi sono fatta anni fa.

È come se il mio "Chi sono?" avesse sempre bisogno di una nuova ridefinizione a fine anno, di un nuovo ricollocamento e nello stesso tempo di ricentrarsi in quel "Chi sono davvero" che è la risposta.

È come se la domanda avesse bisogno di non perdersi più mille volte fuori e in mille altre domande, ma di ritrovarsi piuttosto dentro, perché è lì, sempre, la risposta.

Che sia un passaggio al nuovo anno di congedo e gratitudine, di fiducia e amore.

Che siano questi nuovi 365 giorni la ricerca più libera e appassionata che possiamo desiderare.

.Mi capita sempre affacciandomi al fine settimana. Mi ritrovo a ripensare alle cose emerse durante le lezioni o durante ...
20/12/2025

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Mi capita sempre affacciandomi al fine settimana.
Mi ritrovo a ripensare alle cose emerse durante le lezioni o durante gli incontri di counseling; a quei piccoli doni che riceviamo tutti, indistintamente, dal nostro praticare insieme lo yoga e la vita.

Quanto coraggio ci occorre per entrare davvero dentro di noi e quanta bellezza scorre nel nostro sguardo quando iniziamo ad amare le noste fragilità, così come quando cominciamo a riconoscere le nostre qualità.

Di queste ultime due settimane mi rimangono dentro varie cose.
Una danza improvvisa e gioiosa, nata dal cuore del nostro fuoco interiore.
Le piccole condivisioni fatte di sincerità, profondità, desiderio di comprendersi e fare del proprio meglio per il bene del tutto.
Le parole di una cara signora dette a una parte di sè sul finire di una meditazione:
“Io ti proteggerò”.

Io le chiamo "le nostre piccole conquiste" queste.
Conquiste perché dare spazio a cio che siamo davvero deve essere il nostro impegno costante; conquiste perché non c'è potere più grande che esprimere quell'immenso che vive dentro di noi.

Nostre perché è insieme, nel confronto, nel supporto, nell' intreccio che riusciamo a crescere e a metterci al servizio; nostre perché luce richiama luce.

Mi affaccio a questo weekend prenatalizio piena di gratitudine e di piccole meravigliose conquiste che mi riscaldano il cuore.





.C’è un breve momento della mattina in cui la luce del sole entra dalla finestra e illumina questo delicato angelo bianc...
14/12/2025

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C’è un breve momento della mattina in cui la luce del sole entra dalla finestra e illumina questo delicato angelo bianco che mi è stato donato.. Per me è come un invito ad aprire gli occhi alla bellezza del giorno, così come sarà, invece di lasciarmi intrappolare da ciò che la mia mente stabilisce già in anticipo.

Quanto interferisce quello che sappiamo sulla realtà?

Patañjali afferma che il nostro sguardo è sempre offuscato. Le nostre esperienze (e le nostre ferite) influenzino continuamente il modo in cui guardiamo la vita, le cose, le persone: non vediamo mai la pura e semplice verità.

Per questo, ci dice, occorre meditare, e farlo nel modo che sentiamo a noi più affine. Occorre dare alla mente una direzione ben precisa. Occorre lasciare che le idee e i ricordi si mettano da parte.

“Quando la mente è libera da distrazioni è possibile che tutti i processi mentali siano coinvolti nell’osservazione dell’oggetto (…) allora la mente- come un diamante perfetto – riflette solo gli aspetti dell’oggetto e niente altro.”

Come mi piace questa metafora usata in Yoga-sūtra: una mente diamante. Una mente trasparente, raffinata, non appannata da rabbie, paure, rimpianti o dissapori; una mente che si fa semplice strumento e si lascia permeare da una luce non sua.

Ripulire quel diamante ha diverse sfaccettature.
E’ essere capaci di accantonare i pregiudizi e incontrarsi dal cuore;
è accorgersi delle tante forme d’amore che ci circondano sempre;
è ricordarci che abbiamo un valore profondissimo che non dipende da nulla e da nessuno;
è ritrovare ogni volta che ci perdiamo quell’Amore da cui tutti siamo venuti.

Una mente diamante.
Che sia una domenica di piccole nuove illuminanti riflessioni









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"Bracciata dopo bracciata il mio corpo ricorda quella vita e reclama le parti perdute di sé..."Il lavoro sul secondo cak...
08/12/2025

"Bracciata dopo bracciata il mio corpo ricorda quella vita e reclama le parti perdute di sé..."

Il lavoro sul secondo cakra ha davvero smosso tante cose in questo ultimo mese.
Riflessioni, emozioni, ricordi, ma soprattutto il piacere di sentire che il corpo che abbiamo non ci serve solo per sperimentare āsana forti e direzionate ma anche per ritrovare la nostra intima, innata, fluidità.

"Distesa in quel grembo materno, in quella casa dei sogni, di sale e movimento, che versamento di nostalgia implora dalle ossa stesse! "

Ci siamo mossi tante volte come quando ci abbandoniamo all'acqua, lasciando che il respiro si accordi a gesti più liberi e spontanei e che prenda ampiezza tra le anche, in quel luogo in la vita ha inizio.

"come anelano a rinunciare alla lunga marcia nell'entroterra, la fragile bellezza dell'intelletto per tuffarsi e semplicemente tornare a essere un corpo fiammante di sensibilità cieca che scivola via.. "

Lasciare che l'onda del corpo sorpassi il fare del pensiero, abbracciare le paure, danzare il cambiamento.
Tornare ad essere un corpo fiammante di sensibilità pura, coraggiosa, creativa.

Tornare ad essere acqua.








.Lo so che rischio di ripetermi, eppure lo sento così importante e vero: abbiamo tanti sostegni utili sempre a nostra di...
23/11/2025

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Lo so che rischio di ripetermi, eppure lo sento così importante e vero: abbiamo tanti sostegni utili sempre a nostra disposizione; occorre ricordarcene, occorre ripercorrerli con tanta fiducia e impegno.

Quando sto attraversando una fase di passaggio mi tornano alla mente tre parole chiave dell’antica saggezza vedica capaci di indirizzarmi quasi subito.

Sono tratte dal mito delle origini, ma poiché nulla è mai distinto veramente, esse riguardano il grande e contemporaneamente la coscienza dell’essere

Tapas: il fuoco, l’ardore, da cui emerse l’universo.

Ṛta: l’ordine, la trama, l’armonia che sostiene tutte le cose.

Satya: la Verità che rende questa stessa creazione non frutto del caso ma concretezza, desiderio e responsabilità. .

Sono queste tre parole a farmi riflettere quando ho urgenza di ricordarmi che sono qui per stare nel movimento che mi porta la vita e di ripartire ogni volta –certo con i miei tempi di pausa e riflessione- per creare la nuova me.

E così queste stesse parole che hanno dato forma al grande sono anche per me.
Sono per tutti noi.

Fuoco. Ho bisogno di coltivare l’entusiasmo, di essere innamorata costantemente di questo viaggio esistenziale, con tutti i suoi alti e bassi.

Ordine. Mi fido di quel sottile e nascosto “ordine delle cose” che è sempre presente, anche nel mio disordine, anche nella vita più difficile e complicata, anche se non posso vederlo.

Verità. È il mio impegno a guardarmi davvero dentro per riconoscere e portar fuori il mio sentire e i miei bisogni. Senza fuggire. Senza dirmi “domani”.

Fuoco, ordine, verità: tre gigantesche parole per non smettere mai di dare vita alla Vita.









.Al buio, seduta sul mio tappetino, in quella piccola stanza della casa tutta per me, ho riaperto gli occhi spazientita....
16/11/2025

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Al buio, seduta sul mio tappetino, in quella piccola stanza della casa tutta per me, ho riaperto gli occhi spazientita.

Non sempre riesco a meditare, a contattare quello spazio di silenzio e quiete come vorrei. A volte occorre tempo e i pensieri sono sempre troppo forti e il fuori mi chiama in modo così insistente che alla fine cedo.

La luce della luna entrava dalla finestra e illuminava la mia libreria. Due giorni prima c’era stata la luna piena e quel chiarore era ancora così meraviglioso e limpido.

A volte il “ciò che vorrei” è davvero molto distante dal “ciò che c’è” ma è bastato quel bagliore per farmi sentire in pace.

È stata quella luce a portarmi lontana dal desiderio e dalla fretta, a sospendermi lì per ricordarmi il segreto di dhyāna- la meditazione.

C’è qualcosa di importante che non riuscirò mai a vedere se rimango intrappolata nel costante gioco della mente, nella sua incessante insaziabilità, nella sua perenne insoddisfazione.

E non servono tecniche complesse.
Dhyāna è essa stessa un impegno di semplificazione.
E’ risparmiare l’energia del giudizio, del rifiuto, della conquista e in quella libertà lasciarsi raggiungere da cio che è già dentro di noi.

La luna me l’ha ricordato un po’ di giorni fa.

E oggi, con questo tempo grigio e questa pioggia che ha cambiato i piani; oggi, risparmio energia e mi impegno ad essere semplice.







.Sentire.Dovrebbe essere l'atto più semplice, eppure sembra sempre il più difficile, tanto la mente controlla e tanto l'...
11/11/2025

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Sentire.

Dovrebbe essere l'atto più semplice, eppure sembra sempre il più difficile, tanto la mente controlla e tanto l'esterno ci chiama.
Per quello ritorniamo con costanza al corpo. Usiamo il corpo perché è il luogo in cui ritrovarsi, in cui ricordarsi questa prima azione elementare e re-imparare da qui la misura del nostro muoverci.

Che sensazione c'è in me in questo momento?
Come mi fa stare questa persona, questa situazione, questo ambiente?
Quale bisogno si nasconde sotto l'emozione che provo?

È il nostro bacino ad essere il luogo della svolta. Lì risiede il secondo centro energetico, Svādhiṣṭhāna. Lì la sede del nostro sentire emotivo, della nostra creatività, del nostro fluire con la vita.

Se non contatto, se non ascolto, se non armonizzo, come farò a fare passi nuovi?

Sentire e fare diventare questo fluire parola, riflessione saggia, azione giusta.







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