24/05/2022
"Con il tempo avremmo imparato a conoscerci e io, avrei saputo darle, come ogni madre alla figlia, un amore imperfetto e senza radici. Qual'è la relazione tra ricevere e dare amore in particolare nel rapporto con un figlio naturale o adottivo?"
Quand'ero a circa tre quarti della stesura del libro, mi capitò a una cena di cominciare a parlare del musco e dell'amore materno e un amico che fa il biologo intervenne dicendo: " Questo mi piace molto! Perchè i mu**hi sono le uniche piante che crescono senza radici" . Ho capito all'istante che questo concetto sarebbe andato a costruire il finale del libro. L'idea che il musco (l'amore materno), cresca senza radici, separato da tutto ciò che lo circonda, mi è sembrata liberatoria, quasi rivoluzionaria. Victoria crede che l'amore che nutre verso sua figlia non sia sufficiente, di non essere in grado di amare perchè non è stata amata. Nella nostra società è diffusa la credenza che si diventi madre simili alla madre che abbiamo avuto, che sia l'amore sia gli abusi passino da una generazione all'altra come acqua che nutre le radici di una pianta. Ma la verità è che l'amore come l'odio è autonomo, non sgorga nè dal nostro passato nè dal nostro futuro. E' separato persino dalle persone che amiamo, si proietta verso l'esterno, rimane integro in se stesso e non mette radici. Guardando l'amore in questo modo, riusciamo a capire che tutti sono in grado di amare, tutti sono in grado di amare i propri figli di un'amore profondo e completo, indipendentemente dal proprio passato e dalle circostanze"
Vanessa Diffenbaugh "Il linguaggio segreto dei fiori"