19/11/2023
𝗔𝗰𝗾𝘂𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗿𝘂𝗯𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲... 𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗲 "𝗽𝗼𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲"
In bottiglia, in caraffa, da rubinetto, microfiltrata... tante possibili soluzioni per consumare acqua al ristorante, ma chi decide? 𝑰𝒍 𝒓𝒊𝒔𝒕𝒐𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒐𝒇𝒇𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒐𝒑𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒐 𝒍𝒆 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒏𝒆? 𝑰𝒍 𝒄𝒍𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒑𝒖𝒐' 𝒄𝒉𝒊𝒆𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒐 𝒓𝒊𝒇𝒊𝒖𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒂𝒄𝒒𝒖𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒓𝒖𝒃𝒊𝒏𝒆𝒕𝒕𝒐?
Ad oggi non esistono norme che obblighino o vietino ai ristoratori di offrire ai clienti acqua del rubinetto. Il dibattito è focalizzato sul costo, ovvero se l'acqua del rubinetto debba essere gratis o pagata, oppure sulla sostenibilità, ovvero offrire acqua da rubinetto in bottiglia o brocca riutilizzabili, ridurrebbe l'impatto ambientale. 𝑴𝒂 𝒍𝒂 𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒊𝒈𝒊𝒆𝒏𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍'𝒂𝒄𝒒𝒖𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒐𝒔𝒕𝒂 𝒆' 𝒈𝒂𝒓𝒂𝒏𝒕𝒊𝒕𝒂?
Da un lato il ristoratore si giustifica affermando che "il locale è allacciato alla rete idrica pubblica, quindi potabile", dall'altro lato il cliente comune considera un prerequisito implicito che l'acqua proposta sia potabile ovvero igienicamente sicura. 𝗠𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮!!!
Certamente l'acqua approvvigionata tramite allaccio alla rete idrica pubblica, deve essere garantita in termini di potabilità (D.Lgs. 23 febbraio 2023 n.18), ma ne segue che 𝐥’𝐎𝐒𝐀 (𝐢𝐥 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨) 𝐞' 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚' 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐢𝐝𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚, in quanto è riconosciuto che 𝒍𝒂 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊𝒕à 𝒄𝒉𝒊𝒎𝒊𝒄𝒂 𝒆 𝒎𝒊𝒄𝒓𝒐𝒃𝒊𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒄𝒒𝒖𝒂 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂 𝒕𝒓𝒂 𝒊𝒍 𝒑𝒖𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒆𝒈𝒏𝒂 𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒖𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒖𝒕𝒆𝒏𝒛𝒂 e, di conseguenza, un’adeguata gestione degli impianti risulta essere fondamentale per mantenere le condizioni di acqua potabile.
L'acqua è un alimento a tutto gli effetti e come tale rientra nel campo di applicazione dell'analisi dei rischi prevista da metodo HACCP, pertanto vanno messe in atto azioni di prevenzione (es.: pulizia e disinfezione dei terminali, lavaggio dopo ogni uso delle caraffe e bottiglie, manutenzione e disinfezione di eventuali impianti di trattamento, ...) e di controllo con l'esecuzione periodica di analisi per verificarne il rispetto dei limiti di legge.
Inoltre, in riferimento al citato D.Lgs. 18/2023 l’attività di Ristorazione pubblica e collettiva ricade nella 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭à 𝐂𝟐 e, per le strutture identificate in tale classe di priorità, è prevista la predisposizione e l’attuazione di un “Piano di Autocontrollo” sito-specifico degli impianti idrici interni, da integrare nei documenti di analisi del rischio adottati dalla struttura, finalizzati alla prevenzione sanitaria (Manuale di Autocontrollo-HACCP) entro il 12 gennaio 2029.
Quindi non basta 𝐃𝐈𝐑𝐄 ma serve 𝐃𝐈𝐌𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀𝐑𝐄 la sicurezza dell'alimento acqua.