Claudia Corsini Psicoterapeuta

Claudia Corsini Psicoterapeuta Dr.ssa Claudia Corsini, Psicoterapeuta e Consulente Familiare e di Coppia Durante i colloqui (di 50 min.

La consulenza familiare è un'attività professionale di tipo specialistico alla quale individui singoli, coppie o famiglie possono rivolgersi per situazioni o difficoltà che rientrano nelle circostanze ordinarie della vita anzichè nella patologia vera e propria. ciascuno e coperti dal segreto professionale) le persone hanno la possibilità di prendere coscienza della propria realtà e delle loro difficoltà ed acquisiscono gli strumenti necessari per affrontarle. La metodologia è non direttiva e parte da una visione positiva dell'essere umano, dal presupposto, quindi, che ognuno ha in sé le capacità di trovare le proprie risposte. Il consulente ha il compito di accogliere, ascoltare, sostenere e facilitare questo processo, affinché i soggetti mobilitino le proprie risorse, motivazioni ed energie per superare il disagio.

Con oggi chiudo il mio anno lavorativo. Un anno denso di incontri, ascolto, storie.Ci rivedremo il 7 gennaio per cammina...
23/12/2025

Con oggi chiudo il mio anno lavorativo.
Un anno denso di incontri, ascolto, storie.
Ci rivedremo il 7 gennaio per camminare ancora insieme per un nuovo anno.
Felici e serene feste a tutti.

✨ “Essere genitori” non è solo biologico: la forza della fecondità.Ci hanno insegnato che generare significhi solo dare ...
23/12/2025

✨ “Essere genitori” non è solo biologico: la forza della fecondità.
Ci hanno insegnato che generare significhi solo dare alla luce un figlio.
Ma nella mia esperienza clinica so che non è così.

Io distinguo sempre tra fertilità e fecondità.
Una coppia può essere infertile, ma ogni coppia che si ama è feconda cioè capace di generare cura, amore, presenza.

La fertilità riguarda il corpo.
La fecondità riguarda la relazione.

Ogni relazione affettiva può sopravvivere all’infertilità, ma senza fecondità si inaridisce.

La fecondità è ciò che ci rende capaci di accogliere l’altro, prendercene cura, farlo oggetto di un amore che nasce nella coppia e può espandersi oltre la coppia stessa
Un amore che può toccare amici, parenti, persone incontrate lungo il cammino. Un figlio nato nella carne, ma anche un figlio adottato, accolto in affido, o, per alcuni, la scelta consapevole di non diventare genitori, senza per questo rinunciare a una vita piena di senso.

Adozione, affido, o non-genitorialità non sono “ripieghi”.
Sono processi decisionali profondi, carichi di emozioni, lutti, desideri e trasformazioni.
E meritano ascolto, rispetto e accompagnamento.
💬 Essere genitori, a volte, significa soprattutto imparare a essere fecondi nella relazione ricordando sempre che il primo figlio di cui dobbiamo prenderci cure sempre è la coppia.

👉 Ti sei mai chiesta cosa significa, per te, essere feconda nella tua vita e nelle tue relazioni?
Se senti che questo tema ti riguarda, puoi scrivermi o condividere il tuo pensiero nei commenti.






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19/12/2025

✨ Il mio spazio anche a Natale
Riposarsi non è egoismo. È cura.
Il Natale arriva spesso carico di aspettative.
Prima la corsa ai regali, poi gli addobbi, i pranzi da organizzare, i familiari da accontentare.
E così, senza quasi accorgercene, anche le feste diventano un’altra lista infinita di “devo”.

Eppure, il Natale può, e dovrebbe, essere anche un tempo per sé.
Un tempo per rallentare, respirare, chiudere un anno intenso e ricaricare le energie.

Prendersi uno spazio tutto tuo non ti rende egoista.
Ti rende più presente, più centrata, più autentica nelle relazioni.

Una tazza di cioccolata calda gustata lentamente.
Un film sul divano senza sensi di colpa.
Un libro letto con calma, una candela accesa.
Un bagno lungo, silenzioso, rigenerante.
Qualsiasi cosa ti nutra e ti ricarichi ha diritto di esistere anche a Natale.

Va bene dedicare tempo agli altri:
alla famiglia, al partner, ai figli, agli amici.
Ma non a costo di arrivare alla fine delle feste pensando:
“Anche quest’anno è andata… meno male che è finita.”

Il tempo non va solo riempito.
Va abitato, magari andando al ritmo del tuo respiro.
💛 Se ti concedi cura, stai insegnando anche ai tuoi figli e a chi ami che il benessere conta.

👉 E tu?
Qual è il tuo piccolo rituale di cura che non vuoi più rimandare questo Natale?
Scrivilo nei commenti o salvalo come promemoria per te ✨






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🎄 “Natale insieme… ma non per forza allo stesso modo”Per noi genitori il Natale rappresenta case addobbate, film sul div...
17/12/2025

🎄 “Natale insieme… ma non per forza allo stesso modo”
Per noi genitori il Natale rappresenta case addobbate, film sul divano, pranzi di famiglia, giochi da tavolo e momenti che mantengono vive le tradizioni di una volta.

Ma i nostri figli adolescenti, spesso, sognano altro:
👉 dormire fino a tardi;
👉 stare con gli amici;
👉 chiudersi in camera a giocare o ascoltare musica;
👉 evitare pranzi infiniti e domande imbarazzanti tipo:
“Come va a scuola?”
“Ce l’hai il fidanzatino/la fidanzatina?”

E qui nasce la frustrazione:
noi cerchiamo connessione, loro sembrano scappare.

💡 Ma se il Natale fosse l’occasione non per fare più cose insieme, ma per incontrarli là dove sono, raggiungendoli nella loro zona di comfort?

Se vuoi davvero avvicinarti a tuo figlio adolescente in questo periodo, ma anche durante tutto l’anno:
• crea momenti speciali partendo dai suoi interessi, non dai tuoi;
• accetta che per lui il tempo con gli amici è nutriente quanto quello in famiglia;
• cerca un equilibrio tra stare insieme e lasciarlo andare.

A volte la connessione nasce:
✨ in un viaggio fatto insieme;
✨ in una giornata di shopping per scegliere i suoi regali;
✨ guardando il film che piace a lui;
✨ giocando ai suoi giochi, anche se non li capisci del tutto.

🤍 Non serve un Natale perfetto.
Serve un Natale abbastanza sintonizzato.

👉Ti riconosci in questa situazione?
Scrivimi nei commenti: qual è la cosa che più ti mette in difficoltà durante il Natale con tuo figlio o tua figlia adolescente?




“Chi sono se non divento genitore?”Quando la fertilità sembra definire il tuo valore.Quando un figlio non arriva, la fer...
16/12/2025

“Chi sono se non divento genitore?”
Quando la fertilità sembra definire il tuo valore.
Quando un figlio non arriva, la ferita non è solo nel corpo o nel progetto di vita.
Spesso tocca qualcosa di ancora più profondo: l’identità.

Viviamo in una società che ci abitua presto a misurarci in base ai risultati.
Da bambini nello studio, poi nel lavoro, nelle relazioni, nelle esperienze, nella casa…
E, a un certo punto, anche nella capacità di diventare genitori.

Così, quasi senza accorgercene, iniziamo a confondere chi siamo con ciò che otteniamo.
E quando un obiettivo così carico di significati non si realizza, l’autostima vacilla.
“Se non riesco in questo… chi sono?”

Ma la fertilità non è una misura del tuo valore.
Non dice nulla sulla tua dignità, sulla tua completezza, sulla persona che sei.
Il tuo valore esiste prima e oltre i risultati, anche quando la vita prende strade diverse da quelle immaginate.

Ritrovare sé stessi, in questi momenti, significa tornare a distinguere che:
👉 io sono è diverso da io riesco;
👉 io valgo è diverso da io ottengo.
È un lavoro profondo, delicato, e spesso necessario per attraversare l’infertilità senza perdere sé stessi.

🧠 Come psicoterapeuta e consulente di coppia mi capita spesso di accompagnare persone e coppie che vivono l’infertilità in questo percorso di ricostruzione dell’identità e dell’autostima.

💬 Cosa ti definisce davvero, al di là dei risultati?
Se ti va, scrivilo nei commenti o prenditi un momento per pensarci.








“Chi sono se non divento genitore?”Quando la fertilità sembra definire il tuo valore.Quando un figlio non arriva, la fer...
16/12/2025

“Chi sono se non divento genitore?”
Quando la fertilità sembra definire il tuo valore.
Quando un figlio non arriva, la ferita non è solo nel corpo o nel progetto di vita.
Spesso tocca qualcosa di ancora più profondo: l’identità.

Viviamo in una società che ci abitua presto a misurarci in base ai risultati.
Da bambini nello studio, poi nel lavoro, nelle relazioni, nelle esperienze, nella casa…
E, a un certo punto, anche nella capacità di diventare genitori.

Così, quasi senza accorgercene, iniziamo a confondere chi siamo con ciò che otteniamo.
E quando un obiettivo così carico di significati non si realizza, l’autostima vacilla.
“Se non riesco in questo… chi sono?”

Ma la fertilità non è una misura del tuo valore.
Non dice nulla sulla tua dignità, sulla tua completezza, sulla persona che sei.
Il tuo valore esiste prima e oltre i risultati, anche quando la vita prende strade diverse da quelle immaginate.

Ritrovare sé stessi, in questi momenti, significa tornare a distinguere che:
👉 io sono è diverso da io riesco;
👉 io valgo è diverso da io ottengo.
È un lavoro profondo, delicato, e spesso necessario per attraversare l’infertilità senza perdere sé stessi.

🧠 Come psicoterapeuta e consulente di coppia mi capita spesso di accompagnare persone e coppie che vivono l’infertilità in questo percorso di ricostruzione dell’identità e dell’autostima.

💬 Cosa ti definisce davvero, al di là dei risultati?
Se ti va, scrivilo nei commenti o prenditi un momento per pensarci.









✨ Regali o presenza? Il dono che i figli ricordano davvero ✨Si comincia con l’elfo che fa scherzetti ogni notte, si cont...
12/12/2025

✨ Regali o presenza? Il dono che i figli ricordano davvero ✨
Si comincia con l’elfo che fa scherzetti ogni notte, si continua con Babbo Natale che riempie l’albero di doni, poi arriva la Befana con la calza piena di dolci.
Ogni genitore, in questo periodo, fa di tutto: crea tradizioni, corre per trovare “quel” regalo richiesto nella letterina a Babbo Natale, prepara sorprese… tutto con un unico desiderio: rendere i figli felici.

E lo facciamo perché li amiamo.
Li amiamo davvero tanto.

Il rischio però, a Natale come ai compleanni, è confondere l’amore con l’eccesso di doni.

Quando ero piccola ricevevo un solo regalo. Ricordo ancora la gioia per aver ricevuto il mio primo e unico Cicciobello, che trattavo con cura perché per me aveva un valore speciale.
Oggi tanti bambini ricevono molto di più… ma ciò che conta non è la quantità.

Perché nessun gioco ha valore se tuo figlio poi ci gioca da solo.

Il vero regalo sei tu.
Il tuo tempo.
La tua presenza.

✨ I biscotti preparati insieme.
✨ Quel Lego montato con calma.
✨ Il film di Natale guardato tutti insieme stretti sotto una coperta.
✨ Farti insegnare a giocare al suo videogioco preferito.
✨ Ascoltare la sua musica, anche se lontana dai tuoi gusti.

Il Natale è un tempo speciale: trasformalo in momenti di connessione, non di accumulo.
È lì che si costruisce il dialogo. È lì che nasce la magia che i tuoi figli ricorderanno davvero.
A Natale, come tutto l’anno, il dono più grande che puoi fare a tuo figlio… sei tu.

👉 E tu, cosa ricordi dei Natali della tua infanzia?

🎄 NATALE PERFETTO? NO, GRAZIE.Mancano due settimane a Natale e, oltre agli impegni di sempre, casa, lavoro, scuola, arri...
10/12/2025

🎄 NATALE PERFETTO? NO, GRAZIE.
Mancano due settimane a Natale e, oltre agli impegni di sempre, casa, lavoro, scuola, arrivano cene, eventi, regali da scegliere, pacchi da fare, menù da decidere, spostamenti da organizzare.
E poi? La tavola perfetta, il centrotavola, i segnaposti, le candele, il pranzo tradizionale…
Tutto dovrebbe essere impeccabile.

Ma questa corsa alla perfezione spesso porta con sé ansia, fatica e un unico desiderio: “che passi in fretta”.

E allora chiediamoci: è davvero la perfezione a rendere speciale il Natale?

✨ Io credo di no.
Ho imparato negli anni che ciò che conta davvero, oltre naturalmente l’aspetto religioso, che non tutti però condividono, è lo sguardo sull’altro.

A Natale facciamo gesti semplici: salutiamo, ci scambiamo auguri autentici, pensiamo a cosa può rendere felice una persona, ci prendiamo più tempo, più attenzione.
Rallentiamo.
Facciamo cose che durante l’anno non facciamo mai: giochi in scatola, film di Natale tutti uguali (e un po’ scontati), ma visti insieme.

Perché la magia, quella vera, è essere presenti, non perfetti.
Forse il Natale “sufficientemente buono” è proprio questo: fare meno, ma esserci di più.

👉 E tu? Qual è la tua idea di un Natale “sufficientemente buono”?

✨ Come rispondere alle domande invadenti come: “Quando fate un figlio?”.Le feste, i pranzi in famiglia, gli incontri con...
09/12/2025

✨ Come rispondere alle domande invadenti come: “Quando fate un figlio?”.
Le feste, i pranzi in famiglia, gli incontri con parenti che vediamo una volta l’anno.
Ed ecco che torna lei, la domanda più temuta:
“E voi quando fate un figlio?”

Una domanda che spesso nasce da leggerezza, abitudine o mancanza di consapevolezza…
ma che può ferire profondamente chi sta affrontando infertilità o percorsi di PMA.

Come rispondere, quindi, ad una domanda apparentemente innocente, ma che può generare tanti sentimenti dolorosi e contrastanti?
Non esistono risposte “giuste” per tutti.
Esiste ciò che tutela te, i tuoi tempi e la tua sensibilità.

💬 Se la persona è significativa nella tua vita, puoi scegliere di condividere un accenno, aprendo uno spazio di rispetto:
• “È un tema delicato per noi. Se vuoi, ne parliamo con più calma un’altra volta.”
• “Non è un momento semplice, ti chiedo gentilezza.”

💬 Se non desideri entrare nel personale puoi proteggerti senza spiegare nulla:
• “Preferisco non parlarne.”
• “È una domanda più intima di quanto sembri.”

💬 Se vuoi usare leggerezza e autoironia con quelle persone che non meritano la tua energia puoi usare frasi del tipo:
• “Appena accade, facciamo un annuncio ufficiale!”
• “Sto ancora cercando il manuale per capire come si fa, ti aggiorno.”
• “È in alto mare, ma ti farò sapere.”
• “Per ora niente spoiler!”

💬 Se vuoi chiudere con eleganza:
• “Grazie dell’interesse, ma preferisco spostare la conversazione su altro.”

Ricorda: non devi giustificarti. Non devi spiegare. Non devi rispondere a tutto o a tutti.
Proteggere il tuo spazio emotivo è un atto di cura verso te stessa.

Ti è mai capitato di sentirti fare questa domanda?
Se vuoi, puoi condividere nei commenti come hai risposto (o come avresti voluto rispondere).



🎯 “SE IL NATALE TI PESA, PIÙ CHE ILLUMINARTI”.Lo scorso weekend sono andata in montagna a respirare un po’ di quiete: ho...
05/12/2025

🎯 “SE IL NATALE TI PESA, PIÙ CHE ILLUMINARTI”.
Lo scorso weekend sono andata in montagna a respirare un po’ di quiete: ho fatto l’albero, acceso il camino, letto un libro e mi sono preparata ad accogliere il clima delle prossime settimane.
Mi sono sentita bene, presente, serena.

Poi, in paese, ho incontrato un signore anziano con la sua cagnolina. Ha detto al negoziante che, senza di lei, sarebbe già morto.
In quell’attimo ho percepito tutta la sua solitudine, la fatica a mettere un passo davanti all’altro.
E mi è tornato chiaro qualcosa che spesso dimentichiamo: per alcune persone il Natale non è luce, ma un peso.

Quando l’esistenza è già segnata dalla malattia, dalla perdita, dalla separazione o dalla solitudine, le feste possono diventare una lente d’ingrandimento sul dolore.

🎄 E allora: come attraversare questo periodo senza esserne travolti?
Ecco tre piccoli passi che possono riaccendere una scintilla, anche minima, ma reale:
✨ 1. Concediti il permesso di non forzare la gioia.
Non esiste un modo “giusto” di vivere il Natale. Anche la tristezza merita spazio e dignità.
✨ 2. Cerca un micro-gesto di cura al giorno.
Una passeggiata breve, una telefonata sincera, una candela accesa. Non serve molto per ricordare a mente e corpo che esisti, che meriti attenzione.
✨ 3. Chiedi presenza, non perfezione.
A volte una persona che ascolta, un’amica, una sorella, un professionista, può essere l’ancora che evita di affondare. Chiedere aiuto non è debolezza, è lucidità.

Il Natale non è un test da superare.
È un tempo che si può attraversare come si è, con la storia che si porta nel cuore.
E anche quando sembra buio, una piccola luce può bastare per non perdere la strada.

👉 E tu, come ti senti arrivando a questo Natale?
Se vuoi, puoi raccontarmelo nei commenti o in privato.

🎯 NATALE IN COPPIA: QUANDO LE FESTE DIVENTANO UN CAMPO MINATO.Il Natale è magia, calore, famiglia.Per me lo è sempre sta...
03/12/2025

🎯 NATALE IN COPPIA: QUANDO LE FESTE DIVENTANO UN CAMPO MINATO.
Il Natale è magia, calore, famiglia.
Per me lo è sempre stato, amo le luci, l’albero, il presepe, i pranzi interminabili con la tavola curata come in nessun altro momento dell’anno. Amo i doni scartati la mattina di Natale, i canti, i giochi da tavolo con mia sorella e i miei nipoti.
Ma non è sempre stato semplice.

Prima dei figli, prima della nostra casa, il Natale significava anche scelte difficili e discussioni con mio marito:
🎄 Natale dai miei o dai tuoi?
🎉 Capodanno con gli amici o in famiglia?
🎁 Come facciamo i regali senza svuotare completamente il portafoglio?
👨‍👩‍👧‍👦 E se ospitiamo noi, come dividiamo i compiti senza trasformare tutto in un litigio perché “lo fai a modo tuo e non a modo mio”?

Le feste sono bellissime, sì… ma mettono alla prova.
La verità è che per viverle bene serve stabilire delle priorità:
✨ Le persone sono più importanti dei regali.
✨ Lo stare insieme è più importante del menù perfetto.
✨ La relazione di coppia è più importante delle aspettative di genitori, parenti e amici.
✨ Le tradizioni possono essere cambiate, non esistono regole incise nella pietra.

Non fate le cose “perché si deve” o “perché altri si aspettano che le facciate”.
Fate ciò che sentite essere giusto per voi, per la vostra storia, per chi amate.
Il Natale non dev’essere perfetto: dev’essere vero, dev’essere vostro.

👉 Tu e il tuo partner avete mai discusso su dove passare il Natale? Raccontamelo nei commenti.

Indirizzo

Via Di Prato 26
Calenzano
50041

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Giovedì 15:00 - 20:00
Venerdì 15:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 12:00

Sito Web

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La mia storia

Mi chiamo Claudia e sono una Psicoterapeuta, una professione che mi appassiona davvero tanto, perché mi permette di entrare in contatto con le persone, le loro storie, le loro sofferenze e aiutarle a risolvere quei problemi che magari le tormentano da anni, ed ogni volta ne esco arricchita umanamente e professionalmente.

In anni di professione, ho potuto constatare quanto la psicologia possa aiutare le persone a vivere meglio e più pienamente la vita, a costruire relazioni significative e appaganti sul piano affettivo e quanto spesso esse soffrano per un rapporto che non funziona, fra genitori e figli, fra marito e moglie, fra fratelli o nell’ambiente di lavoro.

Ascoltando le storie dei miei pazienti mi sono resa conto di come, molto spesso, dietro al problema che mi viene raccontato, c’è una storia di relazione dolorosa. Anche quando la persona mi chiede aiuto per un problema di ansia, di depressione, o per attacchi di panico, per non parlare di anoressia o bulimia, dietro si cela spesso tanta sofferenza per una relazione dolorosa, se non addirittura traumatica, o comunque la sensazione da parte del paziente di non essere amato abbastanza da persone per lui o per lei significative, come uno dei genitori o il partner.