21/02/2026
Mario Lodi
Piadena, 17 febbraio 1922 – Drizzona, 2 marzo 2014
il maestro elementare che tutti avremmo voluto avere
[ La scuola la vorrei senza pagelle e con tante cordiali chiacchierate coi genitori, perché, alla fine, invece di una bella pagella, si abbia un bel ragazzo, cioè un ragazzo libero, sincero, migliore comunque.]
Pochi giorni fa, in una scuola elementare, domandai ai bambini quali erano i loro sogni per il futuro. Ha risposto subito Massimo: "diventare miliardario!". Sogno, condiviso dagli altri bambini, che ci fa riflettere. Oggi è difficile educare perché il nostro impegno di formare, a scuola, il cittadino che collabora, che antepone il bene comune a quello egoista, che rispetta e aiuta gli altri, è quotidianamente vanificato dai modelli proposti da chi possiede i mezzi per illudere che la felicità è nel denaro, nel potere, nell'emergere con tutti i mezzi, compresa la violenza. A questa forza perversa noi dobbiamo contrapporre l'educazione dei sentimenti: parlare di amore a chi crede nella violenza, parlare di pace preventiva a chi vuole la guerra. Dobbiamo imparare a fare le cose difficili, come disse Gianni Rodari in una delle sue ultime poesie: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco, liberare gli schiavi che si credono liberi.
dal Saluto al Convegno "Educare è difficile", Legambiente – MCE Perugia marzo 2003
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"Nata nel 1961 in una elementare del cremonese, l'opera di Mario Lodi fu un'innovazione nel settore ragazzi. L'originalità di un libro come Cipì fu quella di essere un prodotto di gruppo, un'elaborazione collettiva di un racconto prima solo orale, diventato poi scritto e disegnato."
Goffredo Fofi
Cipí è un passerotto un pò birichino che fin dalla nascita dimostra una grande curiosità per il mondo. Dapprima imprudente e sventato, impara a sue spese a essere saggio e ragionevole. A crescere e a maturare lo aiutano, insieme alle avventure cui va incontro, tanti personaggi ora buoni ora cattivi: la passeretta Passerí, un gatto, un gufo, una margherita, ma anche il sole, le nuvole, il vento. Testo di narrativa diventato ormai un classico della letteratura per ragazzi, coinvolge nella lettura i bambini perché ne rispecchia le emozioni e le prime scoperte.
Quale fu l'originalità profonda di Cipì? Di essere un prodotto di gruppo, l'opera di una classe stimolata all'osservazione della vita animale e vegetale, della natura, e aiutata, secondo le tecniche Freinet, all'elaborazione collettiva di un racconto prima orale e poi scritto e disegnato. Un maestro e i suoi allievi, co-autori. Questo modo di procedere influenzò don Milani, che era in corrispondenza con Lodi, e la scrittura collettiva di Lettera a una professoressa, ma questi modelli non hanno avuto purtroppo gran seguito, nella progressiva decadenza della nostra scuola pubblica.