Dott.ssa Alessandra Di Biase

Dott.ssa Alessandra Di Biase Studio di psicoterapia e di consulenza psicologica

02/02/2026

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*Profondo aforisma dello scrittore e cineasta Michel Houellebecq (Saint-Pierre, 1956), uno dei più importanti letterati francesi contemporanei.

"Un poeta morto non scrive più, di qui l’importanza di restare vivi", afferma in un altro geniale motto che racchiude il suo amore disperato per la vita e l'arte.

Divo ribelle ed anticonformista, l’autore transalpino è acclamato dai media internazionali come personaggio controverso e scandaloso ed i suoi libri sono attesi come grandi eventi.

I numerosi romanzi da lui firmati, infatti, sono oggetto di aspre contestazioni da parte di molti critici per la presenza di scene erotiche descritte con crudo realismo e di dichiarazioni polemiche.

Il poeta Luca Ormelli, secondo cui Houellebecq è "un classico del nostro tempo", lo definisce "il cantore dell’estraneità, in primis del reale al proprio significato, poichè il reale, oggi, ha abdicato al virtuale."

Spiega la francesista Elisabetta Sibilio: "Scrittore tra i più originali del panorama francese contemporaneo e della sua generazione, si è conquistato un posto di rilievo nel mondo letterario internazionale ottenendo numerosi riconoscimenti tra i quali, nel 2010, il prestigioso premio Goncourt. Dal temperamento polemico e provocatorio, ha disegnato un paesaggio letterario cinico e sconsolato, nel quale domina la povertà affettiva e sessuale della società contemporanea."

Oltre ai suoi urticanti racconti e saggi, ha pubblicato, come detto, diverse raccolte di liriche, coltivando sempre la passione per la scrittura in versi: "Nella poesia -confida- non sono unicamente i personaggi a vivere. Sono le parole. Sembrano circondate da un alone radioattivo. Ritrovano di colpo la loro aura, la loro vibrazione originaria."


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🔴LA RICERCA DELLA FELICITÀ
(Michel Houellebecq, pseudonimo di Michel Thomas)

Incapace di nostalgia,
invidio la calma degli anziani,
la piccola morte nei loro occhi,
la loro aria di essere al di là della vita.

Incapace di affermarmi,
invidio la sete dei conquistatori,
la semplicità dei bambini,
il loro modo di piangere.

Il mio corpo, teso fino al delirio,
attende come una conflagrazione,
un divenire, uno schiocco;
di notte mi esercito a morire.

🔴IL TRENO CHE SI FERMAVA IN MEZZO ALLE NUVOLE

Il treno che si fermava in mezzo alle nuvole
avrebbe potuto condurci verso un destino migliore
abbiamo avuto il torto di credere troppo alla felicità
non voglio morire, la morte è un miraggio.

Il freddo scende sulle nostre arterie
come una mano sulla speranza
non è più il tempo dell’innocenza,
sento agonizzare mio fratello.

Gli esseri umani lottavano per pezzi di tempo,
udivo crepitare le armi automatiche,
potevo confrontare le origini etniche
dei cadaveri ammucchiati nello scompartimento.

La crudeltà sale dai corpi
come un’ebbrezza inappagata;
la storia porterà l’oblio,
vivremo la seconda morte.

02/02/2026

Il corsivo è uno stile di scrittura a mano in cui le lettere sono legate tra loro, pensate per essere scritte senza staccare la penna. È la scrittura della velocità, del flusso, del pensiero che non si interrompe.

Nasce tra '400 e '500 per soddisfare un’esigenza pratica: scrivere più in fretta, occupare meno spazio, copiare testi in modo efficiente. Oggi lo consideriamo decorativo, ma all'epoca era un po' una specie di innovazione "tecnologica".

Lo stampatello, il corsivo e la calligrafia sono modi differenti di pensare e organizzare il testo, non solo "grafie diverse". Secondo alcuni studi neuroscientifici, la scrittura a mano, soprattutto quella corsiva, attiva più aree del cervello rispetto alla digitazione. Negli ultimi decenni sono arrivate le tastiere, gli smartphone e i tablet. Oggi scriviamo sempre più, ma sempre meno a mano. Tanto che, in molti Paesi, il corsivo è stato ridotto o eliminato dai programmi scolastici.

Il corsivo allena la coordinazione, la memoria e l'attenzione, oltre ad aiutare la lettura e favorire l'espressione personale. Certo, non è più indispensabile, ma è ancora interessante. La sua scomparsa ha preoccupato chi si occupa di conservare il patrimonio culturale, tanto che alcuni vorrebbero proporre il corsivo come patrimonio culturale immateriale UNESCO e riconoscere quest'unione di gesto, lingua e pensiero.

Il 23 gennaio si celebra la Giornata mondiale della scrittura a mano, un'occasione importante per recuperare e valorizzare una pratica che rischia sempre di più di cadere in disuso. La scelta di questa data non è casuale e ha un forte significato simbolico: è stata selezionata negli Stati Uniti e corrisponde alla data di nascita di John Hancock, uno dei padri fondatori del Paese e primo firmatario della Dichiarazione d'indipendenza.

02/02/2026

Con grande commozione annuncio a tutti i soci la scomparsa di René Kaës, che va a raddoppiare il dolore della recente perdita di Claudio Neri, amici e solidali in tante battaglie culturali e sociali. Uomo e studioso integerrimo René Kaës è stato e resta per tutti noi una fonte di ispirazione costante, vicino al nostro pensiero e al nostro sentire. Mancherà alla comunità psicoanalitica e scientifica tutta, soprattutto in questi tempi di profondo “malessere”.

Il presidente I.I.P.G
Goriano Rugi

02/02/2026

𝑫𝒐𝒏𝒂𝒍𝒅 𝑾. 𝑾𝒊𝒏𝒏𝒊𝒄𝒐𝒕𝒕 (28 gennaio 1971 - 28 gennaio 2026)

Ogni teoria nasce da un’esperienza. Nel caso di Donald W. Winnicott, dall’osservazione prolungata di ciò che accade tra una madre e il suo bambino, negli spazi minimi della cura quotidiana, dove si giocano le prime possibilità di esistenza psichica. Da questa attenzione nasce un’idea che ha segnato profondamente la psicoanalisi: perché qualcosa possa prendere forma, occorre un ambiente capace di sostenere senza invadere, di essere presente senza imporsi.
Winnicott ha descritto questo spazio come “potenziale”: un’area intermedia tra mondo interno e realtà esterna, in cui il soggetto può iniziare a sentirsi reale, creativo, vivo. È in questo spazio che il gioco assume un valore centrale, non solo per il bambino ma anche per l’adulto, come esperienza fondamentale nella costruzione di un Sé autentico e creativo.

Il contributo di Winnicott ha introdotto una profonda trasformazione nella concezione della relazione analitica, richiamando l’attenzione sulla funzione dell’ambiente e sulla qualità della presenza dell’analista.
Oggi, a distanza di cinquantacinque anni dalla sua morte, il pensiero di Winnicott resta vivo là dove la nostra pratica clinica si confronta con il tempo, l’attesa e la relazione.

Sonia Cirillo

25/01/2026

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*Considerazione sulla poesia della filosofa Hannah Arendt (Hannover, 1906 - New York, 1975) tratta dai suoi diari, pubblicati in italiano nel 2007 dall'editore Neri Pozza.

Nata in una famiglia ebraica, l'autrice tedesca, naturalizzata statunitense nel 1933 dopo essere fuggita dalla Germania per motivi razziali, è stata una importante studiosa di teoria della politica.

Analizzò in particolare il totalitarismo nazista e bolscevico, connotato a suo parere dalla deterrenza del terrore, non solo per neutralizzare gli avversari, come avveniva nei regimi tirannici, ma anche per dominare e manipolare le masse.

"Forma di governo -lo definisce- la cui essenza è il terrore e il cui principio d’azione è la logicità del pensiero ideologico".

Un altro caposaldo della sua speculazione intellettuale è il suo saggio sulla banalità del male, reportage del processo al funzionario nazista Adolf Eichmann, responsabile della morte di milioni di ebrei, da lei considerato non un essere demoniaco ma solo un docile ingranaggio del sistema.

"Il male -scrive- non è mai radicale. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo. Esso sfida il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua banalità. Solo il bene è profondo e può essere radicale."

Hannah Arendt commise anche alcuni madornali errori di valutazione storici, come quello sul Fascismo di Mussolini, ritenuto un semplice regime nazionalista che degenerò in dittatura solo nel 1938, dopo la promulgazione delle leggi razziali.

È ricordata inoltre per la paradossale relazione affettiva col suo docente universitario Martin Heidegger, con cui continuò ad avere rapporti amicali anche dopo aver scoperto che il grande filosofo esistenzialista simpatizzava apertamente per Adolf Hi**er.

"Nell’inverno 1924-25 Heidegger tenne un corso magistrale su Platone e Aristotele -rievoca lo storico Franco Volpi-, ed il filosofo trentacinquenne rimase colpito, come scriverà nelle lettere, «da quello sguardo che mi rivolgevi mentre parlavo dalla cattedra»."

Poco conosciuta è invece la sua attività di poetessa. Spiega in proposito la scrittrice Fiona Diwan: "Ciò che interessa ad Hannah è il filo d’oro che lega ogni cosa, il senso di un cammino e di un destino. Lei lo sa: le parole dei poeti accendono l’amore per il mondo. Per questo scrive poesie. Solo la poesia sa restituire il respiro intimo del mondo, la sua gioia e le sue lacrime. Cullata da un sorridente disincanto, scrive versi di chi sa farsi piccolo davanti all’universo pieno di stelle."

**er
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🔴QUEL CHE SIAMO
(Hannah Arendt, nata Johanna Arendt)

Quel che siamo e sembriamo,
a chi importa.
Quel che facciamo e pensiamo
nessuno se ne indigna.

Il cielo è in fiamme,
chiaro il firmamento
sopra l’unione
che non conosce la via.

🔴IL TEMPO

Che fretta ha
il tempo,
non si sofferma,
aggiunge
anno dopo anno
alla sua catena.

I capelli
son presto
bianchi e soffiati via.

Ma se il
tempo si divide
ogni anno
in notte e giorno,

se il cuore
si sofferma —
non gioca
all’eternità
col tempo?

🔴COSE PICCOLE

Sono solo una
delle cose,
quelle piccole,
che riuscirono
per esuberanza.

Stringimi fra le Tue mani,
che si espandano
oscillanti
nella riuscita,
quando hai paura.

🔴AMO LA TERRA

Amo la terra
come in viaggio
il luogo straniero,
e non diversamente.

Così la vita mi tesse
piano al suo filo
in una trama sconosciuta.

All’improvviso,
come il commiato in viaggio,
il grande silenzio irrompe nel telaio.

22/01/2026

“Si affaccia sulla soglia con l’aria di chi teme che, prima ancora degli oggetti, a muovergli incontro siano le propaggini della propria ombra. La stanza, in apparenza quieta, si rivela un piccolo teatro carico di insidie domestiche (…). Così entra il lettore – di soppiatto, trattenendo il fiato – palpando l’aria come si fa in un luogo percorso mille volte e mai davvero abitato. Sa – o meglio, subodora – che qualcosa lo riguardi: un riflesso obliquo, un tremolio ai margini, una microfrattura del visibile. E già ne è punto, trafitto da uno spillo senza materia. In questa camera metaforica – che è poi ‘Farsi male. Variazioni sul masochismo’ di Vittorio Lingiardi – si avanza con quella compromessa mistura di circospezione e desiderio che accompagna il passo nei territori del perturbante domestico.”

Succede a tutti di farsi male, ma come distinguere la sofferenza che ci viene inferta da quella, silenziosa e più subdola, che provochiamo inconsapevolmente a noi stessi? Nel volume “Farsi male. Variazioni sul masochismo” (Einaudi editore) Vittorio Lingiardi accompagna il lettore nel labirinto dell’io contemporaneo, tra senso di colpa, autosabotaggio interno e insoddisfazioni croniche, tracciando la storia dei nostri dolori. Per Limina, la lettura di Stella Margoni.
Link all'articolo nel primo commento.

22/01/2026

[ Chi combatte con i mostri deve guardarsi dal non diventare egli stesso un mostro. E se guarderai a lungo nell'abisso, l'abisso guarderà dentro di te.]

Friedrich Nietzsche, da Al di là del bene e del male - Traduzione di Ferruccio Masini

"Non riuscivo a smettere di pensare, il mio corpo era esausto ma la mia mente correva a mille all’ora."

New York, 22 gennaio 2008 - Heath Ledger muore per una intossicazione acuta provocata dagli effetti combinati di ossicodone, idrocodone, diazepam, temazepam, alprazolam e doxylamine.
Farmaci regolarmente presi sotto prescrizione medica.

Pesava, come una premonizione, l’avvertimento di Jack Nicholson, un altro che col personaggio nella saga di Batman aveva avuto a che fare: «Stai lontano dal Joker», lo aveva esortato. Ma Ledger non gli diede ascolto.

In un'intervista del 2022 Michael Caine (che ha interpretato il maggiordomo di Bruce Wayne Alfred Pennyworth) ha raccontato il suo primo incontro con Ledger nei panni di Joker: «Mi ha spaventato a morte la prima volta che l'ho visto. Abbiamo fatto le prove il primo giorno, prima non ci eravamo incontrati. Quando la dannata porta dell'ascensore si è aperta, è uscito di corsa. Ho dimenticato ogni battuta. Terrificante».

Heath Ledger aveva passato sei settimane chiuso in una stanza d'albergo per riuscire ad impersonare al meglio Joker ne Il cavaliere oscuro. In queste sei settimane aveva tenuto un diario in cui veniva annotato ogni singolo pensiero che gli passava per la testa. Tra le pagine anche immagini di fumetti e fotografie. E, soprattutto, due parole: "Bye Bye". Addio.

Ufficialmente, per i medici, la morte dell'attore 28enne fu causata da un'intossicazione accidentale da farmaci provocata dall'interazione tra medicinali regolarmente prescritti. Di certo si sa che nel periodo delle riprese Ledger aveva iniziato ad assumere calmanti e Ambien, un potente sonnifero, per reagire alla depressione e al dolore per la fine del suo matrimonio e, alcuni dicono pure, per scrollarsi di dosso la negatività del personaggio che sembrava essersi impossessato di lui e riuscire a riposare, giacché non dormiva più di due ore a notte.

§

Per questa sua interpretazione, che l’ha reso immortale, a Ledger nel 2009 fu tributato un Oscar postumo come migliore attore non protagonista

22/01/2026

In questo podcast, Gaetano Pellegrini intervista Franco D’Alberton, Presidente del Centro Psicoanalitico Bolognese, per introdurre il ciclo di seminari intit...

21/01/2026
21/01/2026

Gli inconsci che ci abitano
Psicoanalisi dei legami familiari e di coppia
di Anna Maria Nicolò

Raffaello Cortina Editore

Il libro offre una comprensione teorica e clinica della famiglia e della coppia da una prospettiva psicoanalitica. Discute la psicopatologia presente in questi contesti e illustra casi clinici di conflitti di coppia, traumi, violenza e disturbipsicotici. Particolare attenzione viene data al concetto di legame, che costituisce il palcoscenico entro cui si muovono i membri del gruppo e acquista rilevanza in situazioni patologiche. L’autrice illustra differenti livelli dell’inconscio e principalmente l’inconscio interpersonale presente nella coppia e nella famiglia, mostrando le difese inter e trans-personali con cui questi sistemi si difendono dalla sofferenza mentale. In particolare, il sogno narrato nella seduta da uno dei membri può essere considerato espressione del funzionamento di tutto il gruppo o rappresentazione del legame che unisce i membri. Alla luce di queste riflessioni, alcune patologie sono considerate patologie transpersonali.

Indirizzo

Viale Della Pace N. 291, Quadrivio Di Campagna (Salerno)
Campagna

Orario di apertura

Mercoledì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 20:00

Telefono

+393397456869

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