02/02/2026
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*Profondo aforisma dello scrittore e cineasta Michel Houellebecq (Saint-Pierre, 1956), uno dei più importanti letterati francesi contemporanei.
"Un poeta morto non scrive più, di qui l’importanza di restare vivi", afferma in un altro geniale motto che racchiude il suo amore disperato per la vita e l'arte.
Divo ribelle ed anticonformista, l’autore transalpino è acclamato dai media internazionali come personaggio controverso e scandaloso ed i suoi libri sono attesi come grandi eventi.
I numerosi romanzi da lui firmati, infatti, sono oggetto di aspre contestazioni da parte di molti critici per la presenza di scene erotiche descritte con crudo realismo e di dichiarazioni polemiche.
Il poeta Luca Ormelli, secondo cui Houellebecq è "un classico del nostro tempo", lo definisce "il cantore dell’estraneità, in primis del reale al proprio significato, poichè il reale, oggi, ha abdicato al virtuale."
Spiega la francesista Elisabetta Sibilio: "Scrittore tra i più originali del panorama francese contemporaneo e della sua generazione, si è conquistato un posto di rilievo nel mondo letterario internazionale ottenendo numerosi riconoscimenti tra i quali, nel 2010, il prestigioso premio Goncourt. Dal temperamento polemico e provocatorio, ha disegnato un paesaggio letterario cinico e sconsolato, nel quale domina la povertà affettiva e sessuale della società contemporanea."
Oltre ai suoi urticanti racconti e saggi, ha pubblicato, come detto, diverse raccolte di liriche, coltivando sempre la passione per la scrittura in versi: "Nella poesia -confida- non sono unicamente i personaggi a vivere. Sono le parole. Sembrano circondate da un alone radioattivo. Ritrovano di colpo la loro aura, la loro vibrazione originaria."
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🔴LA RICERCA DELLA FELICITÀ
(Michel Houellebecq, pseudonimo di Michel Thomas)
Incapace di nostalgia,
invidio la calma degli anziani,
la piccola morte nei loro occhi,
la loro aria di essere al di là della vita.
Incapace di affermarmi,
invidio la sete dei conquistatori,
la semplicità dei bambini,
il loro modo di piangere.
Il mio corpo, teso fino al delirio,
attende come una conflagrazione,
un divenire, uno schiocco;
di notte mi esercito a morire.
🔴IL TRENO CHE SI FERMAVA IN MEZZO ALLE NUVOLE
Il treno che si fermava in mezzo alle nuvole
avrebbe potuto condurci verso un destino migliore
abbiamo avuto il torto di credere troppo alla felicità
non voglio morire, la morte è un miraggio.
Il freddo scende sulle nostre arterie
come una mano sulla speranza
non è più il tempo dell’innocenza,
sento agonizzare mio fratello.
Gli esseri umani lottavano per pezzi di tempo,
udivo crepitare le armi automatiche,
potevo confrontare le origini etniche
dei cadaveri ammucchiati nello scompartimento.
La crudeltà sale dai corpi
come un’ebbrezza inappagata;
la storia porterà l’oblio,
vivremo la seconda morte.