07/02/2026
Silvio Garattini è un farmacologo e ricercatore di fama internazionale, nonché fondatore e direttore, fino al 2018, dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri. Alcuni suoi video girano sul web, video dove il professore parla di sanità e fa affermazioni fortissime che solo la sua caratura scientif**a può sostenere impunemente . Prendo a prestito qualcuno degli argomenti che ha trattato.
Garattini parte da un presupposto e dice che l’informazione, tutta . è sempre guidata dal mercato, cioè dal business, e la medicina non si sottrae a questa regola perché è stato creato un grande mercato della salute. Un mercato che deve sempre crescere, e come si fa a farlo crescere? Creando la necessità di assumere farmaci. Prediamo ad esempio il colesterolo. Quando io ho studiato, dice Garattini, il colesterolo era considerato normale a 240, poi il valore è stato portato a 220, poi ancora abbassato a 200 e oggi si dice che deve anche essere meno di 200, deve essere il più basso possibile. Perché? Perché così diventa sempre più ampia la platea di persone che devono assumere le statine per rientrare in quel valore. E per quanto tempo le devono prendere? Per sempre. Ma è veramente necessario? No, ma fa molto comodo al mercato.
Ma fate attenzione, aggiunge Garattini. A noi in fondo del valore del colesterolo non ce ne importa granché, a noi interessa non avere un infarto cardiaco. Ma il mercato non ci dice, diminuendo il colesterolo, di quanto si abbassa la probabilità di avere un infarto. L’informazione ci fa pensare che diminuendo il colesterolo riduco automaticamente la probabilità di avere quell’infarto e quindi per sillogismo è un’ottima cosa assumere le statine. Beh, allora ve lo dico io di quanto si riduce il rischio di avere un infarto cardiaco assumendo le statine. Per la popolazione a basso rischio le possibiità di non avere un infarto si riducono in 5 anni dello 0,4% . Ma in compenso devo prendere la statina, tutti i giorni per tutta la vita.
Allora vi suggerisco una cosa. Prendiamo il buono che il covid ha involontariamente portato con sé squarciando il velo sugli interessi delle aziende farmaceutiche , interessi che, ricordate, solo raramente si sovrappongono a quelli dei pazienti. Per cui , signori, cerchiamo di assumere farmaci solo quando sono veramente necessari in rapporto ai vostri personali fattori di rischio. Perché, non dimenticate, che ci sono sempre i famosi effetti collaterali a cui, nello specifico, non ho fatto nemmeno cenno. Che vanno sempre considerati invece e valutati. E mi permetto un piccolo suggerimento . Smettete di pensare che un persona, solo perché laureata in medicina sia eticamente irreprensibile e abbia lo stesso status morale di un prete che va a fare il missionario in Africa. Sono i soldi che muovono il mondo. Anche quello della Sanità.
Roy De Vita