DisAbili Solari

DisAbili Solari Non è il mondo che cambia: sei tu che cambi il mondo. non sono solo io. Questo è il mio scopo. CONTAGIARE SORRIDENTI PROFESSIONISTI.

E' chiunque si tiri su le maniche e sorrida nei giorni bui, chiunque sia a caccia del lato ilare della vita, chiunque creda nel "se non ci provo, non ci riesco", chiunque ami svegliarsi ed andare alla ricerca della prima risata del mattino. Unisciti a noi! (Abbiamo i biscotti!) ^_^

Quando le mie compagne di classe iniziarono a presentarsi a scuola con un filo di trucco, capii che io funzionavo in mod...
10/02/2026

Quando le mie compagne di classe iniziarono a presentarsi a scuola con un filo di trucco, capii che io funzionavo in modo diverso.
Non era una scelta estetica, era proprio fisica. Non sopportavo la sensazione di avere qualcosa sul viso: avvertivo il peso delle polveri, le consistenze dei rossetti, il mascara come un ostacolo alle palpebre, quasi un freno al ba***re degli occhi.
Il look acqua e sapone non è mai stato una posa, ma una necessità.
Sul palco faccio un’eccezione, giusto il minimo per non sparire sotto i riflettori. Ma appena finisce la scena corro a lavarmi la faccia, a liberarmi da ciò che il mio corpo vive come troppo.
Ci sono gesti che per me valgono più di una vacanza. Il massaggio alla testa, ai capelli, al viso: un interruttore che spegne il rumore.
Per anni non ci ho fatto caso, poi ho notato una cosa curiosa: se uscivo di casa con i capelli legati, nel giro di mezz’ora li scioglievo senza neanche pensarci. Il corpo decideva prima di me.

Racconto tutto questo per dire quanto sia importante conoscersi e darsi risposte.
Oggi so perché da bambina scoppiavo in pianti incontenibili se mi infilavano dei collant o se i calzini avevano la riga sotto al piede. Non ero “esagerata”. Non ero strana. Non ero matta. E non lo sono adesso.
È una questione di sensibilità. Grande, grandissima sensibilità.

E che sollievo scoprire che ciò che per anni avevo archiviato come un difetto può essere, in realtà, un punto di forza.
Non tutti i supereroi volano. Alcuni sentono tutto. ^_^

Qual è il tuo superpotere?

https://www.instagram.com/reel/DUk8_udDJa1/?igsh=MXByMTBwemIzZ3hw

Un articolo molto, molto interessante da leggere con attenzione sulle sindromi di Elhers Danlos e l' autismo. Spoiler: n...
04/02/2026

Un articolo molto, molto interessante da leggere con attenzione sulle sindromi di Elhers Danlos e l' autismo. Spoiler: no, non ti sei inventato una diagnosi: se ti hanno diagnosticato la sindrome di Elhers Danlos è altamente probabile che tu viva sotto lo spettro autistico.

https://www.facebook.com/share/p/1BoYnnsb6b/

AUTISMO E SINDROME DI EHLERS-DANLOS: UNA CO-OCCORRENZA POCO CONOSCIUTA

Negli ultimi anni sta diventando sempre più evidente qualcosa che per molto tempo è rimasto sullo sfondo: autismo e sindrome di Ehlers-Danlos (EDS) compaiono spesso insieme.
Non è solo una sensazione clinica o un racconto che circola tra pazienti: i dati lo confermano.

Una ampia revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2025 da Baeza-Velasco e colleghi ha analizzato i dati disponibili sull’autismo in persone con ipermobilità articolare e sindrome di Ehlers-Danlos, mostrando che la co-occorrenza è significativamente più alta di quanto ci si aspetterebbe per caso. Questo significa che non è un fenomeno isolato o aneddotico, ma si vede ripetutamente in studi con campioni grandi e metodi rigorosi.

Parallelamente, sempre nel 2025, Kindgren et al. hanno pubblicato uno studio che ha confrontato bambini con ipermobilità e diagnosi di EDS rispetto a gruppi controllo, evidenziando una maggiore prevalenza di ASD e ADHD nei primi. Anche qui si parla di numeri, non di impressioni.

Uno degli studi precedenti più solidi su questo tema è quello di Martin Cederlöf e colleghi (2016), basato su registri sanitari nazionali svedesi. Analizzando un’enorme popolazione, gli autori hanno osservato che le persone con EDS presentano un rischio significativamente più alto di condizioni psichiatriche e del neurosviluppo, tra cui autismo e ADHD, rispetto alla popolazione generale.
Parliamo quindi di numeri grandi, non di casi isolati.

A questo punto la domanda diventa inevitabile: PERCHÉ PROPRIO QUESTE CONDIZIONI SI TROVANO SPESSO INSIEME?

Una parte importante della risposta sta nella genetica e nello sviluppo precoce.
L’EDS è legata a varianti genetiche che coinvolgono il collagene e la matrice extracellulare. Queste strutture non servono solo a “tenere insieme” il corpo: durante lo sviluppo embrionale hanno un ruolo chiave anche nel modo in cui il sistema nervoso si organizza. Influenzano la migrazione dei neuroni, la formazione delle connessioni e la stabilità delle reti cerebrali.

Questo collegamento non è teorico.
Uno studio di Eccles e colleghi (2012) ha mostrato differenze nella struttura cerebrale in persone con IPERMOBILITÀ ARTICOLARE, indicando che le caratteristiche del tessuto connettivo possono riflettersi anche sull’organizzazione del cervello.

In altre parole, alcune varianti genetiche possono aumentare contemporaneamente la probabilità di un corpo ipermobile e di un neurosviluppo atipico.
Non perché una condizione “provochi” l’altra, ma perché partono, almeno in parte, dallo stesso terreno biologico.

C’è poi un secondo livello, molto concreto, che riguarda come il corpo e il sistema nervoso funzionano ogni giorno.

Molte persone con EDS convivono con:
dolore cronico, affaticamento marcato, disautonomia (come la POTS, con tachicardia e intolleranza allo sforzo).

Lo studio di Sinibaldi et al. (2015) descrive chiaramente quanto siano frequenti, nell’EDS, le manifestazioni neurologiche e sensoriali, inclusa un’elaborazione atipica del dolore e dei segnali corporei.

Dall’altra parte, sappiamo che l’autismo è spesso associato a una maggiore sensibilità sensoriale e interocettiva.

Il lavoro di Quattrocki e Friston (2014) mette bene in luce quanto, nelle persone autistiche, l’integrazione dei segnali corporei possa essere complessa e faticosa.

Quando queste due condizioni coesistono, il sistema nervoso si trova a gestire: un corpo che invia segnali intensi, instabili o dolorosi
un cervello che li percepisce in modo molto preciso, con poca possibilità di “abbassare il volume”.

Il risultato, nel tempo, può essere un sovraccarico cronico dei sistemi di regolazione, che si manifesta come: ipervigilanza, ansia che non nasce da pensieri o paure specifiche, rigidità, shutdown, meltdown o burnout.

Un altro tassello importante arriva dagli studi sull’ipermobilità e i tratti neurodivergenti.
Bulbena e colleghi (2017) hanno trovato una relazione significativa tra ipermobilità articolare, tratti autistici e ansia. Anche qui, il punto non è una causalità diretta, ma l’idea che alcuni sistemi biologici siano più vulnerabili in partenza.

Messa così, la co-occorrenza tra autismo ed EDS smette di sembrare strana o casuale. Entrambe coinvolgono: lo sviluppo del sistema nervoso, la regolazione sensoriale e autonomia, l’equilibrio energetico dell'organismo.
Da angolazioni diverse, insistono sugli stessi punti delicati.

Questo aiuta a capire perché molte persone con entrambe le condizioni funzionano bene per anni e poi, a un certo punto, iniziano a crollare.
Non perché “regrediscono” o perché “non ce la fanno più psicologicamente”, ma perché il costo fisiologico accumulato diventa troppo alto.

Riconoscere questa co-occorrenza non serve ad aggiungere etichette, ma a leggere in modo più onesto e rispettoso il funzionamento di sistemi che partono già con un carico maggiore.

E spesso, solo questo, fa una grande differenza.
Dott.ssa Aurora Bellucci

Riferimenti principali:
- Baeza-Velasco C., Vergne J., Poli M., Kalisch L., Calati R. (2025). Autism in the context of joint hypermobility, hypermobility spectrum disorders and Ehlers-Danlos syndromes: A systematic review and prevalence meta-analyses. Autism.

- Kindgren E., Quiñones Perez A., Knez R. (2021). Prevalence of ADHD and Autism Spectrum Disorder in Children with Hypermobility Spectrum Disorders or Hypermobile Ehlers-Danlos Syndrome: A Retrospective Study. Neuropsychiatric Disease and Treatment.

- Cederlöf M. et al. (2016). Nationwide population-based cohort study of psychiatric disorders in individuals with Ehlers-Danlos syndrome. Journal of Child Psychology and Psychiatry
Eccles J. A. et al. (2012).

- Brain structure and joint hypermobility. NeuroImage
Bulbena A. et al. (2017). Joint hypermobility, anxiety and neurodevelopmental traits. CNS Spectrums

- Sinibaldi L. et al. (2015). Neurological manifestations in Ehlers-Danlos syndrome. American Journal of Medical Genetics

- Quattrocki E., Friston K. (2014). Autism, oxytocin and interoception. Neuroscience & Biobehavioral Reviews

C’è una domanda che mi accompagna ovunque, come un ritornello che non si stanca mai.Ogni spettacolo, ogni data, senza ec...
02/02/2026

C’è una domanda che mi accompagna ovunque, come un ritornello che non si stanca mai.
Ogni spettacolo, ogni data, senza eccezioni.
“Ma sei guarita? Qual è il miracolo?”
“Hanno trovato una terapia?”
A volte è una domanda gentile. Altre volte no.
A volte suona più come un’accusa che come una carezza. Come se sotto ci fosse un sospetto: ma ci stai prendendo in giro?
La risposta è sempre la stessa, anche se ogni volta pesa un po’ di più.

Non sono guarita.

Sono viva grazie alla morfina, agli oppioidi pesanti, alla terapia del dolore. Posso concedermi una “dose di emergenza” per salire su un palco, una o due volte al mese, sotto il controllo di un hospice di cui sono paziente.

Sì, hospice. Non è una parola che ci si aspetta di sentire associata a un microfono acceso e a un applauso. Se la sera sono su un palco, il giorno dopo so che lo passerò a letto, senza potermi muovere o permettermi di camminare.
La "dose extra" è un barbatrucco calibrato dall' équipe e mi permette ancora di fare vita d'artista stando fuori una giornata fino alle ore piccole tra soundcheck, prove, mo***re e smo***re dal palco.

Non esiste una cura per la malattia che ho.
Non esiste un “poi passa”.
Non esiste un lieto fine clinico.

È una malattia che non si vede da fuori, ma che divora da dentro. Che scava, consuma, ruba energia, tempo, futuro. Una di quelle che non fanno scena, e proprio per questo vengono messe in dubbio.
Ed è questo che fa più male.

Non il dolore in sé, ma lo sguardo che ti attraversa come se stessi mentendo. La sensazione di doverti giustificare per essere ancora in piedi. Di dover dimostrare che il tuo dolore è reale, solo perché non è esposto in vetrina.

Per questo, per favore, fate attenzione alle domande che fate.
Anche quando nascono dalla curiosità.
Anche quando pensate di avere diritto a una risposta.
Lasciate che il non sapere vi resti accanto, ogni tanto. È un compagno molto più gentile dell’incredulità. Perché non c’è niente di più devastante che sentirsi chiamare impostore quando già stai combattendo per restare.

(Grazie ai miei amorevoli compagni di viaggio de Il Camper delle Berve )

I giorni non sono mai tutti uguali.Ci sono quelli in cui ti senti quasi miracolata da un’ondata di energia dal nulla, e ...
27/01/2026

I giorni non sono mai tutti uguali.
Ci sono quelli in cui ti senti quasi miracolata da un’ondata di energia dal nulla, e poi quelli in cui capisci subito che anche una doccia o una pasta all’olio saranno un traguardo olimpico.

Nei giorni buoni mi piace trovare qualcosa che vada un po’ oltre me stessa: scrivere musica mi fa incontrare tante anime, tiene compagnia e mi mette in contatto con un mondo che, altrimenti, resterebbe lì a salutarmi da lontano. 👋🎶

La voce del Camper delle Berve si racconta a Radio Materia in un'intervista che ripercorre la sua prima vita, il buio della malattia e la ripartenza grazie ai medici ma anche grazie al suo lato artistico

Vi siete persi l'intervista a Radio Materia? Eccola! Si para anche di noi DisAbili Solari. Nel primo commento troverete ...
22/01/2026

Vi siete persi l'intervista a Radio Materia? Eccola! Si para anche di noi DisAbili Solari. Nel primo commento troverete il link alla camzone che è andata in onda.

https://www.spreaker.com/episode/la-storia-di-lila-madrigali-la-cura-della-musica-per-se-e-per-gli-altri--69530473?utm_medium=app&utm_source=widget&utm_campaign=episode-title&deep_link_value=https%3A%2F%2Fwww.spreaker.com%2Fepisode%2Fla-storia-di-lila-madrigali-la-cura-della-musica-per-se-e-per-gli-altri--69530473%3Futm_medium%3Dapp%26utm_source%3Dwidget%26utm_campaign%3Depisode-title&af_channel=widget

Lila è cantante e musicista, promotrice della pagina social Disabili Solari. Ad un certo punto della sua vita ha scoperto di avere una malattia rara e dal pren

Oggi parto, ho già il biglietto! Non è una vacanza qualunque, è uno di quei viaggi che si fanno dentro se stessi, quelli...
21/01/2026

Oggi parto, ho già il biglietto!
Non è una vacanza qualunque, è uno di quei viaggi che si fanno dentro se stessi, quelli che promettono panorami interessanti ma anche qualche inevitabile imprevisto.

Perché sarà capitato anche a voi, no?
Parti piena di entusiasmo e poi scopri che il b&b non è proprio come nelle foto, perdi gli occhiali il secondo giorno o qualcuno decide che il tuo zaino, lasciato sotto al tavolo mentre aspetti il pranzo, sarebbe meglio nelle sue mani. Ti arrabbi, sbuffi, trovi una soluzione e, una volta tornata a casa, diventa una storia da raccontare ridendo.

Dentro di noi accade esattamente la stessa cosa. Ci si mette in cammino alla ricerca di risposte e bellezza e lungo la strada si inciampa in cose spiacevoli, fastidiose, a volte persino incomprensibili. Conoscere significa poter andare avanti.

Un esempio pratico? Ho scoperto che esistono capi di abbigliamento che mi drenano energia. Me ne accorgo perché, quando li tolgo, invece di appoggiarli sulla sedia mi viene voglia di bruciarli direttamente in discarica.
Eppure sono carini, bellissimi persino!

Quello che non è affatto carino è la sensazione di esaurimento che mi lasciano addosso: i jeans di cui percepisco ogni singola cucitura, le cinture che in piedi stanno larghe e da seduta cercano di stritolarti, l’intollerabile sensazione di avere le labbra sporche ogni volta che metto un b***o di cacao, figuriamoci un rossetto.

Per anni mi sono sforzata di aderire a rituali che non mi somigliavano, fino a soffrirne. Oggi si usa la parola “iperstimolazione” per descrivere questa fatica psicofisica.

Io so solo che ignorare ciò che sento mi costa carissimo.

A 50 anni sto imparando a scegliere vestiti che profumano di pace, abiti che non mi viene voglia di strapparmi di dosso. Imparo che ho bisogno di capi che coprano più taglie, perché il peso del mio corpo oscilla e non posso, né voglio, farci nulla. Ho scoperto a mie spese che i capelli lunghi che mi solleticano la faccia mi fanno letteralmente sclerare, e che coi capelli corti mi sento molto, molto più serena. Ho scoperto che la serenità è MOLTO più importante del fatto che mi piacciano i capelli lunghi: se sono stressata non me li godo affatto.

Queste sono le scelte con il segno “non”.
Domani vi racconterò quelle con il segno “sì”, le decisioni che hanno portato una ventata di gioia inattesa nelle mie giornate.
Mi racconti il viaggio più bello che hai fatto alla scoperta di te stess*?

Io intanto parto!
Libertààà! ^_^

A song of mine, my own original composition, dedicated to the meaning of being free.Music, words, guitar and voice: Lila Madrigali O'SheaDobro: Adalberto Zap...

https://lnk.xdevel.com/cde01d08be dalle 18 sarò on the air (quanto fa figo dirlo!) con la mia SOFTIES! Mia e di Maurizio...
20/01/2026

https://lnk.xdevel.com/cde01d08be dalle 18 sarò on the air (quanto fa figo dirlo!) con la mia SOFTIES!
Mia e di Maurizio Bigongiali 😍
Quattro chiacchiere su quel bel casino che sono, intervistata da Radio Materia. Si parlerà di tutt'un po' e anche di DisAbili Solari, di zucche dure che risalgono le chine più impervie in un soffio e di come sia difficile invece scavalcare piccoli dossi che appaiono insormontabili. Ci sentiamo su Radio Materia!

Radio Materia suona Radio Materia - La nuova programmazione

"Senta lei, guardi che quello è il bagno per i disabili, eh!" gracchia e mi addita la guardiana del tempio — la Responsa...
08/01/2026

"Senta lei, guardi che quello è il bagno per i disabili, eh!" gracchia e mi addita la guardiana del tempio — la Responsabile Toilettes — con lo sguardo di chi ha appena sventato una rapina a mano armata.
A quel punto ho sorriso. Quel sorriso sereno di chi sta per impartire una lezione di anatomia non richiesta. Le ho snocciolato un elenco talmente lungo di disabilità invisibili che, a metà della fiera, ho temuto che la signora iniziasse a vedere i santi. Cateteri vescicali, stomie, schiene che gridano vendetta, nonnine che senza il maniglione-salvavita rischiano di restare sul "trono" fino al prossimo Giubileo.
Ma niente. Per certa gente, se non hai un cartello al neon sulla fronte, sei solo un imboscato.

Visto che il buonsenso è merce rara quanto un Autogrill senza panini gommosi a dieci euro, forse dovremmo adeguarci. Ecco le mie proposte.

Pettorina fluorescente: Con la scritta "Certificato dall'ASL" in catarifrangente, così mi vedono anche nella nebbia della Cisa.
Girasoli e cordini vari: Da avvolgersi intorno al collo tipo ghirlande polinesiane, sperando che qualcuno sappia cosa significano (spoiler: no).
Disability Card: Da agitare freneticamente come un esorcista con la croce davanti al demone della "Signora della Scopa".

Siamo nel 2026 e siamo ancora qui a spiegare che "disabile" non è un sinonimo di "persona in sedia a rotelle". È incredibile come tutti abbiano una laurea honoris causa in Medicina Legale appena ti vedono puntare la porta larga del bagno.
Uscire dal buio dell'ignoranza sarebbe fantastico, ma il problema è che molti, in quel buio, ci si sono arredati la cucina. Parlarne è fondamentale, certo, ma servirebbe anche che qualcuno accendesse il cervello prima di fare la guardia giurata ai sanitari.
E che C***o. (Sì, con la 'C' maiuscola, perché la pazienza ha un limite, diversamente dall' ignoranza).

Lila Madrigali

01/01/2026

Buon anno nuovo a tutti!

A proposito di anni: cosa avete fatto nel tempo in cui questa pagina è stata ferma?
Io ho lavorato a un disco che potete ascoltare gratis su YouTube. È una passeggiata in punta di piedi attraverso quell' intricatissimo labirinto che è la mente neurodivergente.
Sono stata esploratrice e maga, protagonista e spettatrice. Alla fine del viaggio sono nati questi 5 brani.
Grazie al prezioso aiuto di Maurizio Bigongiali e della sua Calasole Records, i brani ascoltati in cuffia hanno capacità stimolatrici sull'attività celebrale: un vero viaggio onirico.
Ascoltate, sognate, fluttuate in questo universo fragrante con me; sarò felice di ascoltare a mia volta i vostri pensieri sull'argomento. Chissà dove vi porterà questo disco, quali mondi visiterete!

(Artwork credits ©️ Samuele Roncaglia )

"Our Crispy Universe" EP Official Playlist. A place for highly sensitive people. Make yourself at home.

Un grazie speciale a VareseNews , nella fattispecie a Marco Giovannelli  , per questo emozionante articolo. Ieri, del tu...
30/12/2025

Un grazie speciale a VareseNews , nella fattispecie a Marco Giovannelli , per questo emozionante articolo. Ieri, del tutto inaspettatamente, il cammino mi ha regalato questo splendido passaggio per risalire la china dopo il silenzio durato tanti anni.
È tempo di rimettersi in marcia verso temi di utilità quotidiana: le disabilità dinamiche non marcate da ausili esterni, la percezione del mondo da parte di chi abita sotto l'ombrello della neurodiversità non riconosciuta, le cose belle delle quali raramente si parla perché è più facile dar fiato alle trombe dei lamenti.
..si va? Pronta!
🤗 🚎

Cantautrice, attivista e fondatrice di Disabili Solari. Lila Madrigali racconta la disabilità come esperienza quotidiana, ma soprattutto come occasione di cambiamento culturale

23/07/2025
23/07/2025

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