Quadrifoglio Lab

Quadrifoglio Lab STUDIO SPECIALISTICO PER IL SOSTEGNO ALLA PERSONA E ALLA FAMIGLIA Lo studio specialistico Pronto Intervento scuola é uno studio di Logopedia.

Pedagogia clinica, Psicoterapia e Psicologia dell’apprendimento nel quale viene svolta attività clinica e di consulenza rivolta a persone di ogni età: singoli coppie e gruppi.

𝗦𝗧𝗘𝗥𝗘𝗢𝗧𝗜𝗣𝗜𝗘 𝗡𝗘𝗟𝗟’𝗔𝗨𝗧𝗜𝗦𝗠𝗢: 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗘 𝗣𝗘𝗥𝗖𝗛É 𝗩𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗘 🧠✨Le stereotipie sono comportamenti ripetitivi che possono coi...
27/04/2026

𝗦𝗧𝗘𝗥𝗘𝗢𝗧𝗜𝗣𝗜𝗘 𝗡𝗘𝗟𝗟’𝗔𝗨𝗧𝗜𝗦𝗠𝗢: 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗘 𝗣𝗘𝗥𝗖𝗛É 𝗩𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗘 🧠✨

Le stereotipie sono comportamenti ripetitivi che possono coinvolgere il corpo, la voce o l’uso degli oggetti.

Un bambino può agitare le mani, dondolarsi, girare su sé stesso, ripetere parole o frasi, allineare giochi, aprire e chiudere sportelli, osservare oggetti in movimento. 👀

Questi comportamenti, soprattutto nell’autismo, hanno spesso una funzione precisa: aiutano il bambino a gestire stimoli, emozioni, attese, cambiamenti o situazioni difficili da prevedere.

🌿 In pratica, la stereotipia può servire a regolare il livello di attivazione del bambino.

Quando l’ambiente è molto ricco di rumori, luci, richieste o informazioni, ripetere un movimento o un suono può aiutare a ritrovare stabilità, in particolare a livello sensoriale. In altri casi può comparire durante momenti di piacere, concentrazione o forte interesse. 🔁

Per questo è importante osservare il comportamento nel contesto.

La domanda utile non è soltanto “che cosa fa?”, ma anche:

🔎 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗼 𝗳𝗮?
📍 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗿𝗲?
➡️ 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗼?
🧩 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮 𝗰𝗮𝗹𝗺𝗮𝗿𝗹𝗼, 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝗿𝗹𝗼, 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝘀𝗶?

Questa osservazione permette di capire se la stereotipia è una forma di autoregolazione, una risposta sensoriale, un modo per comunicare un bisogno o una modalità personale di espressione. 💬

✨ Di solito non è necessario intervenire se il comportamento non crea pericolo, dolore o forte interferenza con le attività quotidiane.

Quando invece la stereotipia diventa rischiosa, molto invasiva o limita il bambino, l’obiettivo non dovrebbe essere eliminarla bruscamente, ma comprenderne la funzione e proporre alternative più adatte. 🤲

Per esempio si possono offrire materiali sensoriali, pause prevedibili, spazi più tranquilli, attività motorie organizzate o strategie comunicative più efficaci.

L’approccio più utile è quindi osservare, capire e accompagnare. 🌈

Le stereotipie non vanno lette solo come comportamenti da correggere, ma come segnali che possono aiutarci a comprendere meglio il modo in cui il bambino percepisce, elabora e organizza la propria esperienza.

🆕 SERVIZIO DI NEUROPSICOMOTRICITÁ INFANTILE
27/03/2026

🆕 SERVIZIO DI NEUROPSICOMOTRICITÁ INFANTILE

Oggi vi presentiamo la Dr.ssa Cristina Binda,  psicologa esperta in neuropsicologia e psicoterapeuta in formazione.
08/03/2026

Oggi vi presentiamo la Dr.ssa Cristina Binda, psicologa esperta in neuropsicologia e psicoterapeuta in formazione.

18/02/2026

💥📣🎯 𝗨𝗻 𝗣𝗘𝗜 𝗲̀ 𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼:

✨ mette al centro la persona, non la diagnosi
✨ l’alunno/a partecipa e sceglie
✨ guarda ai contesti, ai tempi, al progetto di vita
✨ la scuola e la famiglia sono alleate
✨ la comunità entra in gioco e tutti se ne prendono cura.
Un PEI è inclusivo quando apre possibilità.

08/01/2026

PREVENIRE!

👇L'immagine che vi mostro oggi è di una bambin* che frenquenta la terza primaria.

🕛Nonostante la sua grafia sia leggibile, il movimento di rigidità che accompagna il gesto grafico è davvero importante e comporta tensioni muscolari che portano a interrompere la scrittura.

👉Ecco perché la PREVENZIONE all'infanzia e l'attenzione verso la presa dello strumento grafico non deve essere considerata come un "l'importante è che sappia scrivere" ma venga vista in previsione di queste conseguenze che risultano, con il passare del tempo, più complesse da modificare.

Carla Dr.ssa Lanfranconi

29/12/2025
  oltre..
03/12/2025

oltre..

02/11/2025

, cioè “nel suo tempo e nel suo spazio”: il popolo ha coniato una parola bellissima e inclusiva per riferirsi all’ , dando una grande lezione all’umanità. Troppo spesso chi è autistico viene considerato strano e incapace di adattarsi al “nostro” mondo e quindi emarginato.

E se cambiassimo prospettiva? Se imparassimo noi ad entrare nel “loro tempo e nel loro spazio”?🌈🌏

Per saperne di più: https://www.greenme.it/.../autismo-in-maori-takiwatanga/

🆕 SERVIZIO di NUTRIZIONE
19/09/2025

🆕 SERVIZIO di NUTRIZIONE

07/08/2025

📚 Ha senso insegnare le vocali a un bambino con autismo a scuola?❓ DOMANDABambino di 4 anni e mezzo, con pochissime abil...
08/05/2025

📚 Ha senso insegnare le vocali a un bambino con autismo a scuola?

❓ DOMANDA

Bambino di 4 anni e mezzo, con pochissime abilità di mand, scarse autonomie, e nessuna capacità di auto-intrattenimento, ma che a scuola lavora insieme al gruppo classe sulla discriminazione delle vocali...

👉 Ha senso per lui fare questa attività o dovremmo dare, nel contesto scolastico, priorità ad altro?

✅ RISPOSTA

🎯 SÌ, PUÒ AVERE SENSO... MA DIPENDE DA COME VIENE FATTO

Sicuramente può essere utile sviluppare un repertorio di mand, cioè insegnare al bambino a fare richieste.
In questo senso, far sì che il bambino dica una vocale alla sua presentazione (textual) può essere funzionale.

🔺 Ma il problema non è tanto l’obiettivo in sé...
Il problema è: come viene insegnato?

⚠️ ATTENZIONE ALLE MODALITÀ D’INTERVENTO!

Quando si dice “a scuola ci lavorano”…
Cosa significa esattamente?

❌ Non possiamo improvvisare: non basta inventarsi un esercizio sulle vocali al mattino.
📌 Esistono procedure specifiche evidence-based per insegnare questi comportamenti.
Senza seguirle, si rischia di fare più danno che altro.

🛠️ UN ESEMPIO PRATICO: IL CACCIAVITE

Pensiamo a questo scenario:

“Devo avvitare una vite per costruire un tavolo.”

✔️ Servirà un cacciavite a stella,
❌ Non un pezzo di legno che uso come mazza.

Se uso lo strumento sbagliato:

• Posso spezzare la vite

• Piegarla

• Spanare il buco

• Rompere la mazza

👉 Ecco, questo non è l’obiettivo il problema, ma gli strumenti e le strategie usate per raggiungerlo.

💣 RISCHI DI UN INTERVENTO APPROSSIMATIVO

Se l’insegnante non è formato e agisce in autonomia:

❗ Potrebbe:

• Insegnare comportamenti problema

• Insegnare a leggere in modo errato

• Complicare le difficoltà del bambino invece di risolverle

🔍 Serve una supervisione accurata e continua da parte di un professionista.

🧩 E LA SOCIALIZZAZIONE A SCUOLA?

Attenzione: dire che un bambino “socializza” perché sta in classe con gli altri è un’illusione.

💭 In molti casi, i bambini con autismo:

• Non fanno lezione con gli altri

• Non partecipano alle attività comuni

• Non seguono le istruzioni collettive

• Hanno bisogno di supporto individuale continuo

• Mostrano comportamenti problema frequenti

🏗️ COSA SIGNIFICA DAVVERO INCLUSIONE?

Non stiamo dicendo che i bambini autistici non debbano essere inclus, anzi..

Stiamo dicendo che:
✅ Potrebbe essere necessario lavorare su alcune abilità fuori dalla classe
✅ Per poi favorire l’inserimento reale e attivo nella classe

🎯 QUALI COMPETENZE INSEGNARE?

È fondamentale insegnare le basi dell’interazione sociale, ad esempio:

• ✋ Rispondere a domande fatte al gruppo

• ✏️ Scrivere e colorare insieme agli altri

• 🎒 Prendere materiali richiesti

• 🗣️ Fare richieste ai compagni

• 🤝 Eseguire richieste dei pari

❗ CONCLUSIONE: L’INCLUSIONE REALE RICHIEDE COMPETENZE

👦 Se mancano queste competenze base, possiamo tenere il bambino in classe quanto vogliamo, ma:

📉 È una presa in giro educativa:
Più per far contenti gli adulti che per aiutare realmente il bambino.

🎧 Audio di Micheal Michael Nicolosi – Direttore Area Autismo e Disabilità
🖋 Trascrizione a cura di Sara Ottini, Genny Scudieriri, Angela Vanacore

📍Le Funzioni Esecutive sono abilità cognitive necessarie per programmare, mettere in atto e portare a termine con succes...
03/05/2025

📍Le Funzioni Esecutive sono abilità cognitive necessarie per programmare, mettere in atto e portare a termine con successo un comportamento finalizzato ad uno scopo.

📍 Riguardano tutti i comportamenti che mettiamo in atto nella vita quotidiana.

Indirizzo

Via Italia 52
Carlazzo
22010

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la nostra storia...

Pronto Intervento Scuola nasce come studio specialistico per il sostegno scolastico, con il passare degli anni ha ampliato l’equipe per poter rispondere prontamente alla crescente e variegata domanda territoriale. Ad oggi lo studio specialistico vanta la presenza costante della pedagogista clinica Dott.ssa Lanfranconi Carla, dello psicologo dell’apprendimento, Dott. Clerici Mattia (attivo anche presso la nostra equipe privata, abilitata alla certificazione DSA, composta dal neuropsichiatra Dott. Distefano Marco Antonio e dalla logopedista Dott.ssa Prioni Laura), della psicologa clinica Dott.ssa Peduzzi Nadia e della logopedista Dott.ssa Del Fante Valeria. L’equipe propone progetti e interventi rivolti non esclusivamente al contento scolastico ma ad ogni fase di sviluppo (bambini, adolescenti, adulti, anziani e gruppi). Ogni azione di aiuto viene progettata successivamente ad un primo incontro (gratuito) che si propone di verificare le reali necessità del soggetto. Questo permette di definire al meglio e in modo chiaro l’intervento specifico e personalizzato.