08/02/2025
Oggi sono 15 anni esatti dal mio primo giorno di lavoro in Emilia-Romagna.
Quel primo giorno che, ricordando con affetto, il mio primo coordinatore dell'epoca mi affidò un ragazzo bello grande, che non parlava e che durante una passeggiatina tranquilla si avviò tranquillamente verso un bar, nel tentativo di "assaltarlo", senza conseguenze fortunatamente, per il bar e per noi.
Sono passati 15 anni, ed io ero un giovane già un po' troppo grande con molti studi e poca esperienza, di lavoro e di vita potrei dire.
Però avevo abbastanza entusiasmo, avevo abbastanza voglia di imparare.
L'importante a volte è averne non tanta, ma "abbastanza", e mantenerla soprattutto.
Gli anni sono passati e sono cresciuto, da tutti i punti di vista (ahimè anche quello anagrafico).
Oggi sono consulente, formatore e supervisore da poco.
E le cose cambiano ancora, costantemente,
il futuro chissà cosa ci riserva.
Ma dopo 15 anni ora la domanda è una: Cosa inizio a lasciare agli altri?
Cosa posso continuare a dare agli altri?
Non ho una risposta precisa a questo, ma alcune cose mi sento di dire ai giovani che intraprendono la professione d'aiuto al servizio degli altri.
1-Curiosità, siate curiosi di ciò che vi si pone davanti.
Immaginate il vostro assistito come Istanbul, come San Francisco, come l' Indonesia.
Un luogo da andare a visitare, da scoprire, un luogo che non conoscete, a volte ostico e misterioso, ma dove "chissà cosa ci sarà lì dietro?"
2-Creatività
Non significa siate creativi in senso stretto, come i circensi o i maghi,
Significa "siate diversi", se la soluzione non la trovate, provate altre strade che vi paiono anche assurde, o seguite chi le prova e vedete che succede.
Si perde quando non si provano strade diverse, non quando si prova e si sbaglia.
3-Studiate. Studiate parecchio, ma ricordate che l'essere umano non si riduce a ciò che avete studiato, per fortuna nostra e vostra.
Ciò non vuole dire che è inutile studiare, anzi
Conoscere chi ha avuto intuizioni ed esperito cose è fondamentale per accrescere la propria professionalità ed il proprio bagaglio, SERVE.
4-Sbagliate. E poi riconoscete dove avete sbagliato.
Se riuscite ad ammettere di aver sbagliato con tutto ciò che ne comporta la strada sarà in ascesa, nel senso del successo, della soddisfazione.
5-Coraggio. Buttatevi nelle relazioni, nelle cose, nell' esperienza di aiuto in maniera attiva.
Coraggio di fare ciò che ritenete sia buono e ancora più coraggio a lodare e riconoscere chi lo fa!
Ovviamente il coraggio è connesso alla paura, di solito di sbagliare.
6-Seguite - Seguite gli anziani e poi fate da voi quando è ora. Ma prima seguite chi c'era prima di voi, poi valutate in libertà.
E poi l'ultima, per non annoiare:
-Usate la mente, ma usate anche il cuore.
Giocate a ping-pong tra i due, che si scambino la palla, una battuta uno, una battuta l'altro.
"Cosa dice la mia testa?
E cosa mi dice il cuore?"
L'importante è lo scambio, 1 e 1, nessuno deve vincere,
L'obiettivo è continuare lo scambio, più lo scambio è lungo più bravi e capaci diventerete.
E con queste poche righe che voglio "festeggiare" si fa per dire, i miei 15 anni di lavoro nel campo dell' educazione e della relazione d'aiuto.
E ringraziare naturalmente chi mi ha dato fiducia, chi ha mostrato disponibilità ed ha creduto in me.
E ringrazio me stesso perché ho creduto in me, almeno quell' "abbastanza"
Proviamo, con fatica e dedizione, a metterci avanti per i prossimi 15.
Coltivando ed augurandomi le cose di cui vi ho accennato prima.
Perché più si va avanti, più ci si rende conto che i luoghi inesplorati sono tanti, che tante possibilità ancora ci sono.
Che oggi, più che mai oggi, c'è bisogno di professionisti della relazione d'aiuto che sappiano coltivare, che sappiano coltivarsi.
Così festeggio i miei 15 anni esatti da quel primo giorno, in cui c'era l'ignoto davanti a me.
Ancora oggi l' ignoto c'è, ma qualche lucina piccola l'ho accesa.
Vi saluto con una frase di uno dei miei poeti preferiti, Franco Arminio, che più o meno parafrasando fa così:
"Ho visto un' altra persona e non ci ho trovato niente di bello, vuol dire che dovevo guardare meglio"
Grato per questo🙏.
Andiamo avanti, assieme.