Dott. Roberto Rauso - Psicologo

Dott. Roberto Rauso - Psicologo Consulenza e sostegno psicologico individuale e familiare

Anche quest' anno è agli sgoccioli.Un anno diverso e unico, costellato dalla fatica, dai sacrifici e dal ritrovare le pe...
31/12/2025

Anche quest' anno è agli sgoccioli.

Un anno diverso e unico, costellato dalla fatica, dai sacrifici e dal ritrovare le persone che ci vogliono bene per ciò che siamo, quelle che Contano davvero.

Un anno in cui ho chiuso un percorso professionale e personale Unico nel suo genere.
Psicoterapeuta è solo una parola, a volte è solo un pezzo di carta.
Ma è la strada attraverso cui ci si arriva la vera meta.

"El Camino es la Meta", come dicono sulla via per Santiago.

Quest' anno ho raggiunto vette e abissi che non credevo potessero esistere onestamente.
Li ho frequentati per un po', uscendone malconcio e vivo.

Ci sono cose che nel cammino possono ucciderti, letteralmente.

Ma se non ci riescono al momento poi la Scelta è la tua.

Mi farò uccidere da tutto ciò?
Rinuncerò a cosa farne della mia vita?
Questa cosa chiamata Vita è una esperienza Unica, signori miei.

Quanto spesso lo dimentichiamo e seppelliamo la Vita, seppelliamo lentamente chi siamo.

Questo l'anno in cui la Morte nel senso sacro di Mistero è venuta a dirmi Chi Sono, attraverso chi Non c'è Più.

È questo l'augurio per il prossimo anno.
Non lasciate andare nel vostro cuore chi amate per non lasciarVi andare.

Onorate chi se n'è andato, onorando chi Siete oggi.

E questo che mi è vi auguro per il 2026.

È solo un altro numero che passa.

Ma ciò che si attraversa ognuno lo conosce, ognuno in cuore suo, lo sa.

Non posso scegliere ciò che mi è successo.

Ma posso Scegliere cosa farne.

E che a volte basta un respiro,
Per trasformare una tragedia in un capolavoro.

Siate il capolavoro di Voi stessi.
Chi vi ama comprenderà.

Vi auguro un anno di respiri profondi,
Di dettagli
Di più abbracci
Di dire più "Ti voglio bene" a chi ne volete davvero

E soprattutto Auguro a tutti una cosa

Non nascondetevi al vostro Dolore.
Vi dirà chi Siete.
A me un po' l'ha fatto.

Proviamo un altro anno a vedere che succede.

Proviamoci ancora.

Dott. Roberto Rauso - Psicologo

Ieri è terminata la breve avventura in Hospice, quasi a conclusione dell' anno.Un luogo che non è un luogo, ma forse è i...
02/12/2025

Ieri è terminata la breve avventura in Hospice, quasi a conclusione dell' anno.

Un luogo che non è un luogo, ma forse è il luogo.

Dove la Vita e la Morte, si salutano e si fanno l'occhiolino.

Solo immagini:

Una bara vuota in ascensore con me, si è liberato un posto.

Due fratelli giovani che nel silenzio, incontrano un muro di dolore, dover iniziare a salutare la mamma.
Un dolore che non si sa dove metterlo, si può solo condividere con più persone. sperando che regga.
Un peso enorme.

Una signora non parla, tracheotomia e peg, mi guarda al di là del letto, forse cerca risposte, forse solo qualcuno che possa aiutarla a trovare un senso a tutto ciò, tra le mille sofferenze di ogni giorno che non hanno voce non conoscono direzione.

Ed in tutto ciò uno staff di medici, psicologi. Infermieri
Che ogni giorno stanno lì a fare uno dei mestieri più difficili del mondo: accompagnare il solitario, reggere l'impossibile, provare a finire una Storia, dare un contenitore di Senso che vacilla, trema, tenendo con tutta la competenza e la forza che si ha.

E come tenere tutti insieme con le mani un muro enorme che crolla, e con tutto quello che si ha provare ad adagiarlo quel muro, perché mentre va a terra non schiacci tutto il resto, le persone che rimangono.
Adagiarlo dolcemente, ci vuole una forza enorme credetemi.

Sono stato per lo più spettatore silenzioso, e ringrazio tutto lo staff dell' Hospice di Castelfranco Emilia, per la dedizione e attenzione mostrata a quelle anime-pareti
che stavano crollando, secondo la loro natura.

In silenzio, come il silenzio di quel corridoio con poche stanze in cui regna il Rispetto. Come un sovrano silenzioso e giusto.

Regno dove si parla a bassa voce, come in una chiesa, in un tempio, forse si prega anche, ma senza nessuno che lo mostri all' altro.
Si prega dentro di sé.

Questi i templi, queste le chiese, questi i luoghi dove il Sacro si erge ancora, si vede, si manifesta.

Luoghi in cui ancora la Morte ed il Senso possono incontrarsi, compiersi reciprocamente e forse... abbracciarsi 🙏

Dott. Roberto Rauso - Psicologo

Oggi termina per me il breve percorso nell' unità di Cure Palliative, si continuerà nella struttura "degli ultimi passi"...
25/09/2025

Oggi termina per me il breve percorso nell' unità di Cure Palliative, si continuerà nella struttura "degli ultimi passi" mettiamola così.

Breve ma intenso, dicono alcuni.
È importante riconoscere e ricordare.

E così, come ultimo giorno in quell'unità è bene ricordare.

Un signore a cui piacciono i fucili, un cacciatore da generazioni, trovava ancora la forza di sorridere fino a qualche giorno fa.

Oggi non ha più la forza, ne la parola, solo gli occhi e la sua coscienza ancora vigile.

Trova la forza di salutare con la mano e poi si gira verso di me, e mi allunga la mano.
Io gliela stringo serenamente, sapendo probabilmente che è l'ultima volta che lo vedo.

Perché la vita è proprio un darsi la mano, tra chi sta per andare e chi resta.
Una stretta di mano e poi lasciare andare, per dove non si sa.

E poi una ragazza lucente e piena di vita dentro.
È stata lasciata nel buio, ha chiuso il dolore in una valigia e spinto questa in fondo al mare.

La capisco, la paura di un dolore per chi s'è ne andato che sei ancora giovane, e forse impreparato.
Quando rischi di annegare, allora è meglio non sentire più nulla.

Quanto arcobaleno, quanti colori sopiti devono attraversare un gran buio per riemergere, per brillare, per colorare ancora la sua esistenza.

Saprò accompagnarla attraverso luoghi oscuri?
Saprò accendere la lampada ad olio davanti, quando gli occhi sono accecati di buio del sordo ricordo?

Non so quanto dolore si può reggere al mondo,
Ma so quanto ne posso vedere io adesso.

E che i morti se ne vanno veramente solo se li lasciamo andare nell' oblio, se facciamo "finta di"...
E ci dimentichiamo così, di vivere.

E che se camminiamo su un enorme cimitero, come diceva Terzani, i nostri passi vengono retti ancora dai nostri cari.

Si fanno terra perché noi possiamo camminare ancora...ancora adesso.
Perché nel buio del dolore c'è la luce che ci guida.
Il faro che non si spegne.

La luce delle stelle morte, come dice Recalcati.

Non so se sarò la persona giusta, ma vedo che ancora tanta luce c'è, in fondo al buio, in attesa di risplendere.

Teneteli per mano, vi guideranno ancora🫂

Alessandra Amoroso · Tutto accade · Song · 2021

Al Dolore ed alla Gioia come le facce della stessa medaglia, o della stessa moneta.Come esprime poeticamente K. Gibran n...
01/08/2025

Al Dolore ed alla Gioia come le facce della stessa medaglia, o della stessa moneta.

Come esprime poeticamente K. Gibran nel Profeta, pensate ad un vaso che ha il concavo ed il convesso, l'interno e l'esterno e così via.
Così come non ci può essere pieno senza vuoto, convesso senza concavo etc.
Così non ci può essere Gioia senza Dolore.

Molto semplice in parole.

Nell' esperienza clinica le cose cambiano: il dolore spesso è denso, diventa metallo pesante e può diventare come i pesi per i sub,
quando sono troppi la persona tende ad andare a fondo.

D'altro canto la Gioia, quella amorosa ad esempio ha connotazioni di leggerezza:

Fuochi d'artificio, farfalle nello stomaco, etc.
Sensazioni di aria e di leggerezza, di svolazzamento.

Da giostre, da montagne russe ed occhi trasognati per intenderci.

Una bella sfida esistenziale è quella di bilanciare quelle facce:
Il denso dolore,
La leggere Gioia

Creando quella giusta ricetta personale, quel sapore unico di dolore e gioia, che può creare amore, un amore solido ma non pesante, leggero ma non svolazzante,

Un amore con i piedi a terra e la testa rivolta su, verso quel cielo appunto nuvoloso ma:
"Chissà cosa ci sarà oltre?"

In ogni processo clinico questa è una bella traccia esistenziale che mi è capitato di iniziare a percorrere.

Vi lascio con una immagine:

81 anni, e poca voglia di vivere.
Dolori su dolori su dolori e morte pesano come macigni, quasi difficile alzarsi dal letto.

E poi c'è l'amore, l'amore dei 18/19, che chissà ora dov'è, chissà cosa fa, ancora oggi...
81/18

63 anni in mezzo, e qualcosa che ancora si muove per andare a compensare, a reggere quel dolore, quelle mancanze

Qualcosa di nascosto, di soffocato, di seppellito e di antico...
Che ancora c'è.

Perché nel dolore come nell' amore gli anni sono minuti, appena passati.

E dove c'è una perdita
Lì, spesso, c'è stato un Amore.

Con questa immagine vi auguro una buona pausa estiva.

Riprenderò l'attività in settembre, per chi avesse bisogno di essere accompagnato per un pezzo di strada.
Ad equilibrare la bilancia.
A guardare tutti i colori.
A trovare la propria, unica nuance cromatica.

Tante nuvole sì, ma il cielo sopra di esse.

Cari Saluti,
Roberto Rauso

Oggi è stato il mio primo giorno "più operativo" nel reparto di Cure Palliative come tirocinante in Psicoterapia all' ul...
29/05/2025

Oggi è stato il mio primo giorno "più operativo" nel reparto di Cure Palliative come tirocinante in Psicoterapia all' ultimo anno di specializzazione.

Solitamente scelgo storie ed aneddoti per raccontare le cose, solitamente appunto.

Questa volta scelgo il silenzio.
Custodisco gelosamente, come si fa con un tesoro prezioso, il dolore a volte inesprimibile a parole delle persone incontrate.

Dolore immenso, dolore che ti sradica da sotto i piedi, dolore che non ha appoggio, ne equilibrio.

Lo custodisco gelosamente dentro di me, ringraziando, come ho fatto, per il dono ricevuto.

Spesso ci sono parole.

A volte solo il silenzio e l' Esserci, ringraziando
nel profondo,
Perché chi ti dona un dolore, ti fa il regalo più Vero che esista, uno dei più grandi.

Condividere il dolore, e quasi come condividere l'amore.

Forse, in fondo, sono la stessa cosa.

E questa sera silenziosa, fa un po' più paura ed è più vera.

Grato a Chi oggi, mi ha fatto quel Dono.

Lo conservo gelosamente nel profondo, come si fa con un tesoro appunto,
un tesoro prezioso 🙏❤️

Oggi sono 15 anni esatti dal mio primo giorno di lavoro in Emilia-Romagna. Quel primo giorno che, ricordando con affetto...
08/02/2025

Oggi sono 15 anni esatti dal mio primo giorno di lavoro in Emilia-Romagna.

Quel primo giorno che, ricordando con affetto, il mio primo coordinatore dell'epoca mi affidò un ragazzo bello grande, che non parlava e che durante una passeggiatina tranquilla si avviò tranquillamente verso un bar, nel tentativo di "assaltarlo", senza conseguenze fortunatamente, per il bar e per noi.

Sono passati 15 anni, ed io ero un giovane già un po' troppo grande con molti studi e poca esperienza, di lavoro e di vita potrei dire.

Però avevo abbastanza entusiasmo, avevo abbastanza voglia di imparare.

L'importante a volte è averne non tanta, ma "abbastanza", e mantenerla soprattutto.

Gli anni sono passati e sono cresciuto, da tutti i punti di vista (ahimè anche quello anagrafico).

Oggi sono consulente, formatore e supervisore da poco.
E le cose cambiano ancora, costantemente,
il futuro chissà cosa ci riserva.

Ma dopo 15 anni ora la domanda è una: Cosa inizio a lasciare agli altri?
Cosa posso continuare a dare agli altri?

Non ho una risposta precisa a questo, ma alcune cose mi sento di dire ai giovani che intraprendono la professione d'aiuto al servizio degli altri.

1-Curiosità, siate curiosi di ciò che vi si pone davanti.
Immaginate il vostro assistito come Istanbul, come San Francisco, come l' Indonesia.

Un luogo da andare a visitare, da scoprire, un luogo che non conoscete, a volte ostico e misterioso, ma dove "chissà cosa ci sarà lì dietro?"

2-Creatività
Non significa siate creativi in senso stretto, come i circensi o i maghi,
Significa "siate diversi", se la soluzione non la trovate, provate altre strade che vi paiono anche assurde, o seguite chi le prova e vedete che succede.

Si perde quando non si provano strade diverse, non quando si prova e si sbaglia.

3-Studiate. Studiate parecchio, ma ricordate che l'essere umano non si riduce a ciò che avete studiato, per fortuna nostra e vostra.

Ciò non vuole dire che è inutile studiare, anzi
Conoscere chi ha avuto intuizioni ed esperito cose è fondamentale per accrescere la propria professionalità ed il proprio bagaglio, SERVE.

4-Sbagliate. E poi riconoscete dove avete sbagliato.
Se riuscite ad ammettere di aver sbagliato con tutto ciò che ne comporta la strada sarà in ascesa, nel senso del successo, della soddisfazione.

5-Coraggio. Buttatevi nelle relazioni, nelle cose, nell' esperienza di aiuto in maniera attiva.
Coraggio di fare ciò che ritenete sia buono e ancora più coraggio a lodare e riconoscere chi lo fa!
Ovviamente il coraggio è connesso alla paura, di solito di sbagliare.

6-Seguite - Seguite gli anziani e poi fate da voi quando è ora. Ma prima seguite chi c'era prima di voi, poi valutate in libertà.

E poi l'ultima, per non annoiare:
-Usate la mente, ma usate anche il cuore.
Giocate a ping-pong tra i due, che si scambino la palla, una battuta uno, una battuta l'altro.
"Cosa dice la mia testa?
E cosa mi dice il cuore?"

L'importante è lo scambio, 1 e 1, nessuno deve vincere,
L'obiettivo è continuare lo scambio, più lo scambio è lungo più bravi e capaci diventerete.

E con queste poche righe che voglio "festeggiare" si fa per dire, i miei 15 anni di lavoro nel campo dell' educazione e della relazione d'aiuto.

E ringraziare naturalmente chi mi ha dato fiducia, chi ha mostrato disponibilità ed ha creduto in me.

E ringrazio me stesso perché ho creduto in me, almeno quell' "abbastanza"

Proviamo, con fatica e dedizione, a metterci avanti per i prossimi 15.
Coltivando ed augurandomi le cose di cui vi ho accennato prima.

Perché più si va avanti, più ci si rende conto che i luoghi inesplorati sono tanti, che tante possibilità ancora ci sono.

Che oggi, più che mai oggi, c'è bisogno di professionisti della relazione d'aiuto che sappiano coltivare, che sappiano coltivarsi.

Così festeggio i miei 15 anni esatti da quel primo giorno, in cui c'era l'ignoto davanti a me.

Ancora oggi l' ignoto c'è, ma qualche lucina piccola l'ho accesa.

Vi saluto con una frase di uno dei miei poeti preferiti, Franco Arminio, che più o meno parafrasando fa così:

"Ho visto un' altra persona e non ci ho trovato niente di bello, vuol dire che dovevo guardare meglio"

Grato per questo🙏.
Andiamo avanti, assieme.

Al dolore.In una società occidentale e moderna soprattutto che si è data totalmente al culto del piacere e della riduzio...
10/11/2024

Al dolore.

In una società occidentale e moderna soprattutto che si è data totalmente al culto del piacere e della riduzione della sofferenza in quanto tale, che ha idolatrato la giostra, il divertimento, il nascondere i peccati mortali, se di peccati si può parlare.

Il dolore è un personaggio scomodo, è un brutto ceffo che ti toglie tutto e ti fa del male, ma cosa ci toglie veramente?

Si rifugge il dolore semplicemente per un motivo: fa male, fa molto male.

"Ma il dolore fa parte della vita..."
Frasi fatte finché il dolore non si vive sulla propria pelle, per i propri cari ad esempio: lutti e malattie, conflitti e tutto l'armamentario di ciò che chiamiamo vita.

Ma anche per ciò che si è, il dolore ineliminabile dell' esistenza umana.

Ed è proprio da quello che parte una rinascita, una crescita della persona.

"Scegli il tuo dolore, scegli la tua sofferenza" dice Mark Manson, nel libro
"La sottile arte di fare quel che ca...o ti pare".

Il piacere è come una giostra, come le montagne russe, come una droga assunta in mille modi.

Chi vi rinuncerebbe?
Ma il solo piacere è euforia.
Il dolore invece è la strada impervia della crescita.

Come una pianta che per sbocciare deve spezzarsi, tendere il suo fusto e soffrire per innalzarsi, per crescere.

C'è il dolore, e la Paura del dolore.
E quella è davvero una Paura nera.

Michela Marzano una volta disse:" Il vuoto non si riempie, si attraversa".

Ed anche il dolore è così.
Si attraversa a piccole dosi,
Per quello che si può in quel momento.
Lentamente e costantemente.

Ma dapprima bisogna riconoscerlo,
Bisogna andarlo a scovare
Lì dove è sepolto,
Lì dove lo abbiamo sepolto

Per non vedere,
Per non sentire
Perché faceva troppo male.

E lì, un terapeuta può aiutarvi,
In un percorso di presa di consapevolezza del proprio dolore ed un accompagnamento a guardare in che modi l'evitamento di questo boicotta i propri bisogni, i propri progetti ed anche i propri sogni.

Ad ognuno il proprio dolore, e se non riuscite, farsi aiutare è il primo passo.
Con consapevolezza e da un professionista naturalmente.

Detto ciò,
Vi auguro di prendervi cura del vostro dolore.
Così per guardare, così per rinascere, così anche per volare.

Come un uc***lo che per volare ha bisogno di spezzare le proprie ossa ed allungare le sue ali, solo così potrà librarsi nel cielo della vita.
A piccoli passi.

Dott. Roberto Rauso - Psicologo

Chiusure dell' anno.Va a terminare un anno professionale per me intenso e ricco di soddisfazioni al contempo.In attesa d...
25/07/2024

Chiusure dell' anno.

Va a terminare un anno professionale per me intenso e ricco di soddisfazioni al contempo.

In attesa delle meritate vacanze estive ed al di là dei bilanci ci sono diverse cose nel Processo di Cura che ho vissuto e che mi sembra bello condividere:

La Responsabilità: Essere responsabili di sé stessi è contagioso, educa alla responsabilità altrui.
Nella responsabilità la patologia si slatentizza, perde le sue forze, il suo vigore e l'individuo ha la possibilità di ritrovarsi, e scegliere, per quanto può, del suo futuro e del suo presente.

L' accettazione del limite:
Accettare il limite causa frustrazione inizialmente ma è la porta d'ingresso della libertà.
Non posso andare e arrivare ovunque, ma posso andare ed arrivare in molti posti, ed a molte persone.

La pratica: Praticare costa fatica ma la costanza è un ingrediente base del successo, quello solido e non il fuoco d'artificio di un colpo di genio isolato, che poi va a spegnersi così come è arrivato.

La creatività:
Creatività che si può tradurre nell' esercitare la propria personale forma di libertà.
Libertà di dire ed esprimere chi sono senza sovrastare gli altri necessariamente.

Ed infine ma non per ultime:

La Compassione, che costa poco e rende tanto,
Che è figlia dell' accettazione dell' essere umano in quanto tale da un lato, e nell' esercizio della gentilezza dall' altro.
"Non fare agli altri quello che non vuoi che ti facciano" recita un detto biblico ma si potrebbe aggiungere:
"Fai agli altri quello che ti piacerebbe fosse fatto a te"

La Gratitudine, che personalmente è una strada alquanto difficile.
Ma è la strada dei frutti,
E dove possono convergere tante cose.
Una strada irta, come un sentiero bellissimo e solitario, e per questo pieno di pace.

Ed è con questo che intendo ringraziare coloro che quest' anno mi sono stati di fianco, coloro che mi hanno ascoltato, accolto, compreso.

E ringrazio me stesso per quelle volte che ho ascoltato, accolto e compreso, per quello che sono riuscito.

Perché è nell' altro che scopriamo la parte migliore di noi stessi,
come è da soli che scopriamo le parti peggiori.

Ed è nello scambio che, forse, risiede la vita.

Questi gli ingredienti che ho scoperto quest' anno, ingredienti concreti come un masso, una pianta o una casa. Ingredienti che possiamo trovare quotidianamente, se lo sguardo rimane ad altezza di noi, ne sopra ne sotto.

Vi auguro una buona estate,
Augurandovi di scambiare ciò che è giusto con ciò che è Bello per voi.
Grazie.

La vita di Terzani è un monito, un passaggio, una trasformazione dall' essere esterno all' essere interno.Una buona lett...
16/07/2024

La vita di Terzani è un monito, un passaggio, una trasformazione dall' essere esterno all' essere interno.
Una buona lettura d'incontro tra l'Occidente e l'oriente, con le loro differenze, peculiarità e irregolarità reciproche.
Un bel Viaggio nell' umano.

Tiziano Terzani diceva:
Oggi l'economia è fatta per costringere tanta gente a lavorare a ritmi spaventosi per produrre delle cose per lo più inutili, che altri potranno acquistare lavorando anch'essi a ritmi spaventosi.

E se imparassimo a vivere di piccole cose, nell'essenziale, del cibo semplice, magari imparando anche l'arte del riciclo, del baratto, acquistando anche cose usate, non ci sarebbe povertà, soprattutto ci sarebbe più ricchezza di animo, e di tempo, che è il bene più prezioso che abbiamo, per viverci le persone amate, per vivere la natura.

Al termine di un percorso formativo in clinica psichiatrica, in uno degli ultimi gruppi terapeutici.Gruppo espressivo, m...
28/03/2024

Al termine di un percorso formativo in clinica psichiatrica, in uno degli ultimi gruppi terapeutici.

Gruppo espressivo, musicale.
C'è un ragazzo bassino, silenzioso, poco curato, sembra vagare per il reparto, risponde con poche parole, sembra chiuso lì.

La chiamano psicosi, la chiamano schizofrenia
La chiamano un altro mondo.
E da quel mondo forse che il ragazzino dice:" Oggi partecipo anche io".

E poi, in gruppo, dal nulla
Si espone:
"Anche io ho una canzone"
Sbaglia il titolo, ma la troviamo.

Ed è un colpo al cuore.
Grazie Davide, perché mi hai ricordato perché faccio quello che faccio.

A volte le parole non servono, però di più serve esprimere quello che uno ha dentro.

Al di là delle diagnosi, delle valutazioni e delle patologie, che fanno il nostro mestiere
Al di là di queste, lì in fondo, ci sono le persone.

E le persone possono vedersi, possono esprimersi,
E a volte, per un momento, anche incontrarsi,
anche da pianeti diversi, anche da un altro mondo.

La chiamano psicosi,
La chiamano schizofrenia.

Io dico Grazie Davide,
Grazie a tutti i pazienti, alle vite al limite, alle cose disperate, che mi dicono dove sono nel mondo

E, ogni tanto, mi ricordano e raccontano perché faccio quel che faccio.
Grazie.

"Che sia Benedetta"

Dott. Roberto Rauso - Psicologo

Video Ufficiale di "Che sia benedetta" Ascolta ora il brano in gara a Sanremo 2024 “Mariposa": https://Epic.lnk.to/MariposaChe sia benedetta è disponibile in...

Questa pagina di rara bellezza mi fa pensare alla peculiarità di un essere umano di vivere di risposte.E di Attese.Attes...
28/02/2024

Questa pagina di rara bellezza mi fa pensare alla peculiarità di un essere umano di vivere di risposte.

E di Attese.

Attesa di un nuovo lavoro

Attesa di un nuovo amore

Di un consiglio, di un suggerimento

Di una risposta che cerchiamo spesso da qualcuno, o da qualcosa.

"Stolti come falene, attendiamo la notte e tendiamo chiuse le ali, perdendoci tutto il cielo che c'è"

Parte di un percorso psicologico non è dare risposte, buone per il tempo di un film o di una stagione,
Ma riappropriarsi lentamente del proprio cielo, dei propri orizzonti, del proprio scegliere se essere farfalle o falene, o qualsiasi altro animale
Con quello che costa e con quello che c'è da gioire.

Meno risposte pronte, ma più domande giuste...

Domande a cui si apre un racconto, un' alternativa, una possibilità.

Che è già dentro, ma abbisogna di un Altro per scoprirla, per conoscerla per farla e rifarla propria.

Una volta qualcuno mi ha detto:
"Nell' aspettativa si attende"

Beh nella Vita no

Per non attendere e darsi delle possibilità,
Ed ancora di più per darsi un nuovo modo possibile di affrontare le cose del proprio mondo, del proprio vivere.

Dott. Roberto Rauso - Psicologo

28/01/2024

Potere e Possibilità.

Ieri, al termine di una lezione-prova di arti marziali, mi sono trovato a pensare al concetto di potere e dell'uso di questo.

Il potere, che oggi giorno spesso si confonde con Potenza, forza, ed ahimè, abuso di questa nelle ultime tragiche cronache.

Spesso le persone riferiscono di sentirsi impotenti, in un vicolo cieco, senza energie, e quindi sfiduciati sul futuro ancora da scrivere.

Mi piace tradurre invece il concetto di potenza in Possibilità.
La vera forza connessa a trovare strade nuove, strade diverse da quelle percorse abitualmente.

La terapia è il luogo anche delle possibilità, il luogo dove poter sperimentare qualcosa di diverso, e di trovare fiducia nella capacità di percorrere nuove strade, nuove sentieri nella vita quotidiana.

Sentieri che spesso sono interni oltreché esterni.

Scoprire il proprio Potere è fidarsi della propria forza interiore, di qualcosa che spinge dapprima verso l'interno per poi "fiorire" all'esterno.

Il potere è anche darsi una possibilità diversa.

Il Potere basato sull' uso della forza verso gli altri e verso il mondo esterno è quasi una abdicazione al proprio potere personale, al proprio sviluppo.

Quindi la consapevolezza del proprio potere comporta un mondo di possibilità in cui l'Altro diventa risorsa, diventa Possibilità di crescita.

E proprio di questi tempi è necessario un potere "gentile" , che adotti la fragilità come sua arma e che cresca nelle possibilità di armonia, di fluire fuori in maniera creativa.

In tempi di Poteri forti lavoriamo sui poteri consapevoli che acuiscono gentilezza e rispetto, prima di tutto per se stessi e ,di conseguenza, per il mondo circostante.

Da curare e "creare" ogni giorno nella Possibilità, davvero un grande Potere🙏

Dott. Roberto Rauso - Psicologo

Ricevo previo appuntamento presso Fondazione Progetto per la Vita - Casa del Volontariato- Carpi
E presso il Poliambulatorio medico- Nubra Medica, sempre a Carpi.

Indirizzo

Via Gusmea N. 6
Carpi
41012

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 13:00
Giovedì 10:00 - 15:00
Venerdì 10:00 - 13:00

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