Info Alzheimer Carsoli

Info Alzheimer Carsoli pagina web da cui è possibile reperire informazioni sulla gestione della patologia, attraverso manu

Aver avuto un familiare con demenza di Alzheimer è un’esperienza che certamente cambia la tua vita, ma la volontà di reagire, soprattutto per assicurare assistenza e cure adeguate, può farti incontrare chi sta vivendo, o ha vissuto la tua stessa esperienza, e quello che era inizialmente un momento negativo, diventa un’importante esperienza costruttiva, propositiva, dalla quale possono nascere importanti realtà di auto aiuto, e proposte per migliorare la realtà Socio-Assistenziale del proprio territorio. In questi anni, le autorità politiche ed amministrative abruzzesi, sono state esortate più di una volta ad istituire quei presidi Socio-Assistenziali e Socio-Sanitari per l’aiuto al paziente con demenza, ma il panorama, nell’intero territorio della Marsica, è rimasto invariato, anzi, sensibilmente peggiorato. Di fronte a questo stato di cose un’azione possibile è quella della solidarietà, della condivisione della propria esperienza. Auspichiamo sinceramente la nascita di gruppi di auto aiuto, nel territorio della Piana del Cavaliere, ad opera di familiari che vivono o hanno vissuto un momento così delicato, come quello dell’assistenza al paziente con demenza, esperienza che potrebbe proseguire nel percorso di miglioramento della realtà Socio Assistenziale di Carsoli e del territorio circostante. Dedicato ad Adriana e Raffaele

Mario Mazzetti Luigi Michetti

Breve documentario sul “Decadimento cognitivo” realizzato nel 2005.La carenza della dimensione Socio-assistenziale, anco...
15/05/2025

Breve documentario sul “Decadimento cognitivo” realizzato nel 2005.
La carenza della dimensione Socio-assistenziale, ancora oggi non è stata colmata, in modo uniforme, sul territorio nazionale.

PRESSO IL CENTRO ANZIANI "CSAQ CIRICILLO"; VIA DEGLI IRLANDESI, 47 -00149- ROMAVenerdì 8 novembre 2024 ore 16 Presentazi...
06/11/2024

PRESSO IL CENTRO ANZIANI "CSAQ CIRICILLO"; VIA DEGLI IRLANDESI, 47 -00149- ROMA
Venerdì 8 novembre 2024 ore 16 Presentazione del corso gratuito:
Pratica filosofica nello specifico filmico
“Entrare in relazione con un film”
Saranno presenti:
Franco Laudenzi (CSAQ Ciricillo); Patrizia Cipolletta (Daimon - Consulenza Filosofica/UniRoma3); Luigi Michetti (Daimon - Consulenza Filosofica/facilitatore del corso).

“Arrestare lo smantellamento dei servizi pubblici”https://www.raiplaysound.it/audio/2024/04/Pagina-3-del-29042024-c2e8de...
02/05/2024

“Arrestare lo smantellamento dei servizi pubblici”

https://www.raiplaysound.it/audio/2024/04/Pagina-3-del-29042024-c2e8deb6-a8cd-4235-ab58-1a0e6acf0d49.html

Provincia Alzheimer, 2005 (trascrizione testo)
http://luigimichetti.altervista.org/provincialzheimer2.html

Il vinaio da cui andava mamma ci disse: “stai attenta perché tua madre va in giro con tanti soldi dentro al borsellino, poi ci mostra il borsellino e ci chiede di prendere i soldi”. Allora sono andata a vedere il portafogli, in effetti aveva due milioni di lire dentro il portafogli. Una cosa as...

https://youtu.be/NfJLrLhsi6AUna visione, anche se grande,  sempre tale può restare:Ho immaginato per un attimo che “tutt...
23/05/2022

https://youtu.be/NfJLrLhsi6A

Una visione, anche se grande, sempre tale può restare:
Ho immaginato per un attimo che “tutte le forze” della nostra piana del Cavaliere, istituzionali, associazionistiche, individuali, si uniscano nel realizzare progetti permanenti affinché quel luogo possa proporre:

un grande spazio di esposizione realizzato con installazioni, che possa essere espressione di ogni arte e dedizione umana all’altro da se. Ad esempio:
un’installazione video cinematografica che ci racconti l’esperimento sociale di Danilo Dolci in Sicilia.

Altre installazioni audiovisive potrebbero riportare l’esperienza umana e professionale come personaggi quali: Franco Basaglia, Aldo Capitini; Sergio Fubini con il suo ciclosincrotrone per la pace in Palestina; Irene Bernasconi, La maestra di Palidoro; Henrietta Swan Leavitt, la donna che misurò e catalogò la luminosità delle stelle;
Molti altri sono gli esempi di figure che hanno assunto un ruolo nella realizzazione di una grande comunità d’intenti condivisi.
Tutto questo sicuramente darebbe a questo nostro territorio un grande valore ed una valenza culturale ed umana, che andrebbe al di là degli eventuali ritorni di immagine.
Non in secondo piano la creazione di spazi dedicati ai ragazzi.

Perché non cominciamo anche ad occuparci delle persone con decadimento cognitivo, che purtroppo non trovano i posti adeguati.
C’è un disperato bisogno di prendersi veramente cura di loro, almeno nelle ore diurne? Nella piana del Cavaliere lo spazio esiste.

Dai cominciamo, magari un passo la volta, diamo una possibilità allo sviluppo di una comunità d’intenti condivisi, sentiti necessari, al di là delle etichette, senza nulla togliere, assolutamente, al grandissimo lavoro fatto di abnegazione e sacrifici personali, delle realtà associative già esistenti, fatte da donne e uomini, che anzi, saranno proprio loro l’energia luminosa che farà sbocciare una comunità unita, dove l’unica etichetta che vorremo abbracciare sarà quella del cuore e dell’anima. Proviamoci!
Gli spazi ci sono. La logistica viene e verrà da se.
E queste sono solo alcune delle cose che si potrebbero fare, tutte in funzione della realizzazione di una vera comunità, che quanto meno, ci potrà dare una possibilità in più per non restare da soli, isolati.
Il modello delle strutture “per il vecchio”, va superato, abbandonato.
Già mi immagino le mille obiezioni, con l’etichetta utopica attaccata al centro della fronte. Ma sono cose già fatte in altre zone della nostra piccola Italia.
Quando scrivo lo faccio per estendere, per farla respirare l’anima, non per affogarla nell’ego. Immaginiamolo come un semplice esercizio spirituale Stoico di 3000 anni fa.
Coraggio andiamo avanti.

Una visione, anche se grande, sempre tale può restare:Ho immaginato per un attimo che “tutte le forze” della nostra piana del Cavaliere, istituzionali, asso...

Si avvicina una data dall’aggettivo indefinibile e inafferrabile. Quando il tempo è passato attraverso piani diversi, tr...
28/04/2022

Si avvicina una data dall’aggettivo indefinibile e inafferrabile. Quando il tempo è passato attraverso piani diversi, tra noi e loro. Si è vero! Abbiamo continuato a parlargli nonostante quell’assenza irrimediabile, irrevocabile. È stato un andarsene, a volte lento, durato anni, anche più di dieci, a volte velocissimo, ed il saluto non c’è mai stato. Abbiamo continuato a parlare ai nostri papà, alle nostre mamme, a chiunque venisse avvolto da quel qualcosa di improrogabile. Ci siamo sempre detti “ma loro sono ancora vivi, e sentono, anche se non sembra”. Nonostante tutto è stato un lutto adagiato sul tempo che se li portava via. Non un solo giorno, ma anni. E di questo lutto è difficile l’elaborazione. Davvero difficile. Per questo ne ho scritto molto, e continuerò, come i tanti caregiver che hanno reagito come me, ma non credo che ci sarà mai un’accettazione completa ed incondizionata. Quello che conta è che prevalga la coscienza di un impegno, che 15 anni fa era solo un sogno. Molto è cambiato sul terreno dell’assistenza, ma non basta perché la comunità non esiste. Per dirla con Ernst Bloch, è una comunità che verrà, come potrebbe non arrivare mai.

05/03/2022

Che cosa è successo a chi soffre di Deterioramento Cognitivo (Alzheimer, tutte le forme di demenza) ed alle loro famiglie in questi due anni (di emergenza Peste 2.0)?
Credo che più di qualcuno se lo sia anche chiesto, soprattutto gli operatori del settore Socio-Sanitario e Socio-Assistenziale, ed i professionisti dell’informazione, che troppo spesso non corrispomde alla “Comunicazione”
Quali le risposte?

21/09/2021

21 settembre 2021
Giornata Mondiale Alzheimer

“1 medico su 3 pensa che la diagnosi sia inutile perché non esiste una cura per la demenza.”

Se a fronte di una simile diagnosi poi non c’è niente che possa aiutare la persona con decadimento cognitivo ed i suoi familiari, allora effettivamente la diagnosi di demenza, di qualunque forma, che all’atto pratico va a diagnosticare l’inesorabile decadimento cognitivo, può avere solo l’effetto di peggiorare le cose in un equilibrio familiare, magari già provato da anni di disorientamento e turbamento di tutta la famiglia, vuoi per le diagnosi palliative (depressione etc..), vuoi per l’assunzione di farmaci non adeguati e tanto meno efficaci.
Quello che invece serve in questi casi sono i Centri Diurni specializzati al mantenimento delle capacità residue, strutture adeguate, ADI specializzata, una comunità che abbia preventivato l’invecchiamento della popolazione, dove la solidarietà prevalga ai calcoli contabili delle amministrazioni locali, riuscendo a prendersi cura di chi non ha più l’autonomia cognitiva e che velocemente si distacca dalla realtà.
Luigi Michetti

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Carsoli

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