Percorsi di yoga e meditazione online e in presenza a Bologna e Casalecchio. Incontri di gruppo pers
26/04/2026
La vita è preziosa cosi com’è: tutti gli elementi della nostra felicità sono già presenti.
Non c’è alcun bisogno di correre, sforzarsi, cercare, combattere: occorre solo essere.
Essere, solamente essere nel momento presente, è la più profonda delle pratiche di meditazione.
La maggior parte delle persone non può credere che basti anche solo camminare, senza necessariamente andare da nessuna parte, per godere del momento. Pensiamo che competere e sforzarsi per raggiungere i nostri scopi sia normale e inevitabile.
Tuttavia può essere straordinario praticare l’assenza di scopo e solo concederci di essere, vivi, attenti, mentre respiriamo nella naturalezza di questo gesto, anche solo per pochi minuti. In quegli istanti, alle volte il velo si squarcia e possiamo godere di una piena, meravigliosa, felicità....
Liberamente ispirato al testo di Thích Nhất Hạnh sul cuore dell’insegnamento del Buddha.
Buona domenica ❤️
25/04/2026
LIBERAZIONE
Che significa essere liberi e perché è così importante che la propria libertà sia garantita e nutrita?
Perché la libertà è un valore, e perché senza di essa soffriamo e ci sentiamo spesso perduti?
Qual'è la massima libertà a cui ambire nel nostro intimo?
Alle volte, in verità molto spesso, non possiamo decidere sugli accadimenti del vivere, su cosa ci verrà donato e cosa ci verrà tolto.
Ma forse è possibile iniziare un cammino che ci aiuti a liberarci dagli esiti più o meno felici a cui gli eventi del vivere inevitabilmente ci espongono.
Un cammino per sintonizzarci con qualcosa di più fondamentale, indipendente da cause e condizioni.
Anche nei percorsi spirituali la libertà è perseguita come meta, come valore fondamentale.
È vista come una condizione capace di emanciparci dalla sofferenza e dalla miseria.
Questo ci porta a riflettere sul fatto che, forse, la libertà davvero sensata e duratura da ricercare, sia quella indipendente dagli eventi del mondo.
Quella possibilità dell'animo quando è capace di osservare in maniera equanime ogni accadimento nella consapevolezza che, se c'è, allora è così che deve essere.
La stessa libertà dell'animo che sa slanciarsi oltre il giudizio e la soggettività per abbandonarsi al vivere e alle sue leggi.
È questa la libertà a cui i cammini interiori tendono, una libertà del cuore e della mente dalle forze che oscurano la consapevolezza e la verità.
Ognuno di noi sente massimamente questo bisogno di emancipazione, e nell'intimo sappiamo e sentiamo che la nostra felicità non può dipendere dal conseguimento dei nostri bisogni e desideri, ma sta in ultimo, dal non esserne più così schiavi.
Ciò non significa non tendere a ciò che sentiamo come giusto e desiderabile, ma sapere profondamente che non sarà il suo ottenimento a renderci liberi.
La libertà non può compiersi se non attraversando il vivere nella piena equanimità.
Questo è uno degli aspetti più preziosi della libertà, poter vivere nella piena fiducia, anche rispetto al dolore, solo perché c'è...
Buona liberazione interiore a tutti noi 💗
24/04/2026
MEDITAZIONE VIPASSANA sabato 25 aprile 10-11 online su Zoom
Per festeggiare la liberazione interiore, ci vediamo domani per praticare insieme la consapevolezza del momento presente.
Contributo donazione libera. Per partecipare whatsapp: 3481202025 Patrizia www.tempoyoga.it
23/04/2026
"Harry, se dovessi salvare solo una delle tue lezioni, quale sceglieresti?"
"Rigiro a te la domanda."
"Io salverei L'importanza di saper cadere."
"Mi trovi pienamente d'accordo. La vita è una lunga caduta, Marcus. La cosa più importante è saper cadere."
Joel Dicker
22/04/2026
Lo Yoga non si esaurisce a una religione o a una filosofia, è piuttosto un sentiero di perfezionamento dell'individuo.
La radice della parola indiana, "yui", significa "aggiogare" o anche "unione", riferendosi alla capacità di "soggiogare" e dominare sé stessi o alla facoltà di realizzare l'unione del principio soggettivo con quello universale.
In questo senso è evidente che lo Yoga implica uno sforzo verso la realizzazione, sia come dominio di sé e delle proprie spinte, che nei confronti di una comprensione profonda più ampia di sé e della realtà.
In tutto questo Asana, le posture dello Yoga, Pranayama, la respirazione e le tecniche di concentrazione e meditazione Dharana e Dhyana, sono gli strumenti concreti con cui percorriamo il cammino verso tale realizzazione.
Non si tratta dunque di una ginnastica per migliorare la flessibilità del corpo o la postura, né di tecniche per abbassare e gestire lo stress... Questi sono tutti effetti collaterali alla pratica, sicuramente positivi, ma molto marginali rispetto agli intenti ben più profondi e radicali che lo Yoga si prefigge...
Approfondiremo tutto questo nel prossimo appuntamento teorico sullo Yoga sabato 6 giugno e nella pratica estiva di sabato 11 luglio. Per informazioni: whatsapp 3481202025 Patrizia www.tempoyoga.it
foto di Debendra Das su Pexels
21/04/2026
Nell'incontro di approfondimento sullo Yoga sabato scorso, abbiamo ripercorso i primi sutra del testo fondamentale che stiamo studiando, gli Yogasutra di Patanjali, penetrando più a fondo i principi fondamentali alla base dello Yoga.
Lo Yoga, infatti, originariamente nasce come un percorso di liberazione dell'individuo, finalizzato a svincolarsi dalla prigionia della mente per accedere ad una dimensione realizzativa fondamentale.
Oggi lo Yoga moderno che incontriamo nei corsi, sembra finalizzato esclusivamente al benessere fisico, che se pure importante e fondamentale, non esaurisce il senso che lo Yoga può e deve offrire.
Lo Yoga infatti nasce con uno scopo molto preciso: emancipare l'umano dalla sofferenza attraverso la realizzazione della vera natura di cui egli è espressione e parte, spogliata e ripulita dal chiacchiericcio della mente e dalle brame.
E' una filosofia e un percorso sistematico che ci porta a questo fine supremo. Non è solo un modo per migliorare la postura e incrementare il benessere, per quello ci sono i corsi di ginnastica o altre mille proposte che possiamo incontrare nelle palestre.
Lo Yoga è una via di conoscenza, che attraverso il corpo, ci conduce alla mente e alle sue profondità per permetterci di fare esperienza di qualcosa che trascende l'ordinario intendimento di noi stessi e della realtà...
Il prossimo incontro di APPROFONDIMENTO TEORICO sullo YOGA sarà sabato 6 giugno 9.30-12.15 info whatsapp 3481202025 www.tempoyoga.it
20/04/2026
- Quando smetti di resistere alla vita, trovi pace nel momento presente.
Non hai più bisogno che le cose siano diverse per stare bene.
Le condizioni della felicità sono già qui, dentro e intorno a te.
Quando non dipendi più da esse, puoi accoglierle e lasciarle andare con leggerezza.
Le cose nascono, cambiano e passano.
Se non ti aggrappi, non hai paura di perderle.
Respirando consapevolmente, torni a casa in te stesso
e scopri che la serenità è sempre disponibile.
La pace è ogni passo.-
Thich Nhat Hanh
buon lunedì 🪷
19/04/2026
Non possiamo avere tutto.
Essere adulti significa uscire dal mondo magico della fantasia e dell'infinita possibilità ed entrare nel mondo della realtà: tutto ha un costo.
Ci servono delle qualità morali, delle capacità dell'animo per scendere a patti con la Realtà e "morire" alle proprie compulsioni.
Il coraggio di accettare che il dolore alle volte ci venga a visitare perché è lui il protagonista indiscusso.
Sapere che in certi momenti non possiamo sottrarci a provare dolore o a procurarlo, perché è ciò che c'è, è inevitabile ed è giusto così, se non vogliamo tradire noi stessi, se non vogliamo tradire la Realtà.
In virtù di quale forza pagheremo il costo dell'essere vivi, esposti, adulti?
In virtù di quali risorse saremo capaci di scegliere il dolore, con gli occhi aperti, senza rimozioni, per affrontare le sfide che la vita a volte ci consegna?
Questa è una delle più grandi sfide dell'umano che cerca di compiersi nel suo cammino verso l'adultità, verso l'integrità e la verità.
(...)
Prossimi incontri di MEDITAZIONE ogni mercoledì h 18, sabato 9 e 23 maggio, approfondimento Yoga: sabato 9 giugno. www.tempoyoga.it
18/04/2026
Aprire le mani
Lasciarsi cadere.
Sentire l'ignoto sulla pelle e
Tremare.
Nel brivido aprire le porte
E poi...
Lasciar fare...
Avere fiducia
Sperare e sapere
Che in fondo
Se accade
Forse è per il mio bene...
Sapere e sperare.
E poi mentre tremo
Mi lascio cadere.
💗
17/04/2026
Domani nel secondo incontro di approfondimento sullo Yoga riprenderemo il nostro testo di studio, gli Yogasutra di Patanjali per proseguire insieme il cammino verso la conoscenza della filosofia dello Yoga.
Lo Yoga non si esaurisce ad una ginnastica dolce e ad una serie di esercizi per rendere il corpo più flessibile e allenato. Lo Yoga è uno strumento di conoscenza di sé stessi e della natura stessa dell'esistenza.
Purtroppo nei corsi che incontriamo nelle strutture moderne, questo aspetto profondo della disciplina viene completamente trascurato e ignorato. Persino nelle formazioni per insegnanti, viene data importanza alla tecnica corporea e respiratoria, ma gli aspetti filosofici restano del tutto esclusi, come se non fossero utili o interessanti ai fini del praticante occidentale.
Fare yoga non è come iscriversi a ginnastica o in palestra, intraprendere lo Yoga significa intraprendere un percorso conoscitivo profondo, incontrare se stessi nell'essenza e così incontrare il Reale e le sue leggi.
L'incontro di domani sarà particolarmente interessante, oltre a riprendere i primi sutra del Samadhi Pada già introdotti, parleremo di alcuni elementi fondamentali per la buona riuscita del cammino: l'esercizio costante, abhyasa e il non-attaccamento, vairagya.
Non sarà solo un incontro frontale e filosofico, porteremo esempi tratti dalle nostre vite e dalla stessa pratica per penetrare il senso profondo di ciò di cui facciamo esperienza.
La parte teorica è preceduta dalla pratica Yoga preliminare, utile a predisporre la mente e il cuore all'ascolto e all'indagine, non è obbligatorio partecipare, ma vivamente consigliato. Ci sarà spazio per le vostre domande e riflessioni.
Sotto le informazioni pratiche.
Sabato 18 aprile (domani) 9.30 -10.30 YOGA - 10.40 - 12 APPROFONDIMENTO TEORICO.
A Casalecchio di reno e online su Zoom in diretta e in differita. Per partecipare scrivere un messaggio su whatsapp: Patrizia 3481202025
16/04/2026
Secondo le neuroscienze la durata naturale di un'emozione (la media temporale che richiede per muoversi attraverso il sistema nervoso e il corpo) è solo di un minuto e mezzo, solo novanta secondi. Successivamente abbiamo bisogno di pensieri per mantenere attiva l'emozione.
Ecco che, se ci chiediamo perché rimaniamo rinchiusi in stati emotivi dolorosi tanto a lungo, non dobbiamo cercare molto lontano... ciò è dovuto all'incessante dialogo interno che produciamo in maniera automatica in risposta all'emozione che proviamo.
La neuroscienza moderna ha scoperto una cosa molto interessante: i neuroni che si accendono insieme, si collegano tra loro.
Quando cadiamo ripetutamente in una serie di pensieri ed emozioni, creiamo inconsciamente degli schemi profondi di reattività emotiva.
Questo significa che più pensiamo e ripensiamo a determinate esperienze, più forte sarà la memoria di queste e più facilmente si attiveranno i sentimenti ad esse associati.
A nostro favore, la scoperta del ricercatore Benjamin Libet ci dice che la parte del cervello responsabile del movimento si attiva un quarto di secondo prima che la persona diventi consapevole dell'intenzione di muoversi. Poi, passa un altro quarto di secondo prima che il movimento inizi.
Questo significa che tra l'impulso di compiere un gesto e l'azione stessa, c'è un tempo di latenza in cui si gioca l'esito dei nostri comportamenti. Se siamo in grado di portare consapevolezza sui processi che si generano in quel tempo di latenza, possiamo letteralmente cambiare l'esito di un'azione o quantomeno agirla in piena consapevolezza.
Occorre imparare a riconoscere i pensieri fondati sulla paura e la tensione nei nostri corpi con un'attenzione accogliente, curiosa e gentile. Il frutto di questa esperienza è la capacità di liberarsi dalla reattività abituale, rispondere alle circostanze della nostra esistenza con un cuore saggio e uscire dalla morsa delle emozioni oppressive...
L'opportunità del “Quarto di secondo magico”. Fare una pausa... utilizzare il quarto di secondo magico, scegliere di essere presenti.
Tara Brach
15/04/2026
Il male del nostro tempo: lo stress
Lo stress è una manifestazione fisica del nostro meccanismo di sopravvivenza "Combatti o fuggi".
Una situazione di minaccia scatena una risposta allo stress che ci prepara ad affrontare o scappare da un possibile pericolo. Questo ci aiuta davanti a un pericolo imminente ma, sfortunatamente, la risposta allo stress è scatenata anche da situazioni di tensione che non sono effettivamente minacciose per noi, situazioni in cui, ad esempio, una risposta fisica non rappresenta sempre l’alternativa più appropriata.
Lo stress agisce anche a livello ormonale, squilibri di cortisolo e altri ormoni legati allo stress indeboliscono la salute nel tempo anche se gli effetti non sono immediatamente visibili.
Praticare delle tecniche di gestione dello stress o discipline come lo yoga e la meditazione, può contribuire a ridurre gli effetti dello stress sulla salute.
Se praticate con costanza e determinazione, imparando a padroneggiarle, queste pratiche possono aiutarci a modificare il nostro stato energetico ed emozionale, influendo profondamente sulla capacità di rispondere agli eventi stressogeni nella maniera più appropriata.
Occorre iniziare un percorso serio per invertire una tendenza automatica e iniziare a mettere le basi per un cambiamento.
Per partecipare ai miei corsi: www.tempoyoga.it info: 3481202025 Whastapp Patrizia
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Sono sempre stata una bambina esuberante, molto dolce ma anche irascibile. Un’infanzia sicuramente non idillica per via delle tensioni molto accese tra i miei genitori, acuite dal contesto popolare del sud Italia in cui sono cresciuta. Fortunatamente la mia famiglia non si è mai opposta a farmi studiare e permettermi di incanalare tutta quell’energia esplosiva che mi caratterizzava, nell’espressività e, anche se la mia passione per il canto e la scrittura non è stata accolta dalla mia famiglia, a sei anni mi sono iscritta ad un corso di danza. Il mio carattere esuberante e la mia indole creativa spingono mia madre ad incoraggiare il mio interesse che durerà 10 anni con lo studio della danza moderna e 4 con la danza classica. Nonostante le mie doti fisiche nelle discipline del movimento, in adolescenza decido di accantonare lo studio della danza per dedicarmi agli studi, così mi iscrivo al liceo linguistico dove, con la letteratura e la filosofia, riprendo a coltivare l’interesse per la poesia a cui mi dedicavo fin da bambina.
Le grandi domande filosofiche che da sempre mi accompagnavano, mi portano ad appassionarmi alla lettura dei poeti tra Ottocento e Novecento (Baudelaire, Rimbaud, D’Annunzio, Leopardi, Montale, Calvino, etc) e alla composizione poetica che ancora oggi mi accompagna e mi alimenta nei momenti più salienti della mia vita. Durante il liceo inizio ad appassionarmi alle letture di Pascal, Schopenauer, Kant, Kierkegaard, Cartesio e ai presocratici, cercando risposta alle mie domande esistenziali e sulla natura della mia esperienza come essere umano.
Nel 2005 mi iscrivo al corso di studi in Filosofia presso l’Università di Bologna laureandomi nel 2011 in Estetica con una tesi su “La danza: forma significativa del sentire” un approfondimento alle teorie di S. Langer.
Delusa dall’ambiente universitario che non sembrava accogliere e far fiorire i quesiti filosofici che restavano invece relegati all’ambito testuale, decido di non proseguire la magistrale (che concluderò solo successivamente) e di approfondire lo studio attraverso il corpo, cercando nell’arte quelle risposte che non trovavo nella sola speculazione filosofico-accademica. Seguo stage di danza contemporanea, arti marziali, contact improvisation. Mi appassiono ai linguaggi del teatro fisico e di strada e prendo parte a progetti teatrali (Living Theatre Europa) e a residenze creative di teatro danza (Biennale di Venezia 2012 e 2013 con Peeping tom e Arkradi Zaides).
Decisivo nel 2009 l’incontro con Paolo Nicolini (Il volo) ricercatore nel teatro danza e nelle discipline orientali, con cui nasce un’intensa e proficua collaborazione durata diversi anni, sia sull’improvvisazione che nello studio delle pratiche di hatha yoga, tai chi chuan, tecniche di eutonia, rilassamento e meditazione. Da questo momento capisco che, per cercare le risposte alle mie domande, devo procedere verso l’integrazione tra conoscenza filosofica e pratica corporea (cosa che le filosofie-pratiche orientali da sempre cercano di fare), confermando ciò che da tempo intuivo riguardo alle lacune sia della sola indagine speculativa occidentale che dell’arte per l’arte: la prima non poteva restare ancorata al solo intellettualismo per essere soddisfacente, la seconda non poteva fare appello al solo sensimo del corpo o alla catarsi per compiersi. La ricerca doveva integrare i due aspetti: la riflessione filosofica e la consapevolezza corporea degli stati e dei processi mentali; doveva essere rigorosa e allo stesso tempo restare aperta, fluida. Doveva attingere dall’esperienza in atto e consapevole di ciò andare alla ricerca del significato profondo di tutto questo.
Inizio così ad avvicinarmi alla pratica dello yoga e la meditazione e ad intuire l’esistenza di una sensibilità più interna, una capacità di osservazione e di ascolto che nella lentezza poteva essere più precisa, più chirurgica e che metteva in luce aspetti che, nel movimento e nella velocità della danza, restavano celati.
Dopo aver frequentato per diversi anni lo yoga della scuola Iyengar con Bruno Baleotti e Paola Palmi (Parinama), nel 2013 inizio la scuola per insegnanti di yoga Sadhana, con Carlos Fiel e Gualtiero Vannucci (Unione Europea di Yoga). Nello stesso anno incontro il Tai ki Kung con il maestro Ming Wong e inizio a praticare con Alessandro Conte (Centro Naturista).
Nel 2014 l’incontro con la meditazione Vipassana a seguito di un ritiro con il monaco Bhante Sujiva, segna il punto di svolta che direziona la mia pratica di yoga verso la meditazione.
Nello stesso anno, spinta da questo interesse mi iscrivo alla formazione triennale per insegnanti di yoga condotta da Beatrice Benfenati (A.s.i.a.) che propone uno yoga improntato alla meditazione. Dal 2015 divento allieva del Maestro Franco Bertossa in meditazione e aikido, trovando di fondamentale importanza l’esigenza di creare un ponte proficuo tra filosofia orientale e occidentale, capace di veicolare i contenuti profondissimi della tradizione orientale, nel nostro contesto culturale. Nel 2017 conseguo il diploma di insegnante di yoga in gravidanza e dopo parto con Beatrice Benfenati. Nello stesso anno incontro Bruno Lomele, ricercatore nell’ambito della relazione amorevole, uno studio sistemico integrato sulla comunicazione interpersonale. Inizio a seguire il suo lavoro e a collaborare attraverso un confronto tra la sua pratica e la meditazione/filosofia buddhista, sul tema della compassione.
Il mio lavoro, nel campo dell’insegnamento, prende le mosse da tutto questo. È innanzitutto un percorso di crescita e di ricerca che conduco attraverso il rapporto con i miei maestri e i miei allievi. Per questo ringrazio tutti coloro che incontro sul percorso, perché mi aiutano sempre meglio a capire e a chiarire il mio cuore, senza il quale non sarei capace di realizzare e portare avanti la via.