Tempo Yoga

Tempo Yoga Percorsi di yoga e meditazione online e in presenza a Bologna e Casalecchio. Incontri di gruppo pers

OSSERVATORE E OSSERVATO Nella pratica meditativa, quando il corpo viene opportunamente pacificato dalle tensioni, e la m...
24/12/2025

OSSERVATORE E OSSERVATO

Nella pratica meditativa, quando il corpo viene opportunamente pacificato dalle tensioni, e la mente si acquieta attraverso l'attenzione e la focalizzazione sul respiro, iniziamo a sperimentare e a riconoscere che esiste in noi uno "sguardo" che osserva e percepisce l'esperienza.

Gli occhi sono chiusi, eppure ci accorgiamo che qualcosa "sta guardando" e "sta sentendo" i fenomeni che si presentano alla nostra attenzione.

Quando riconosciamo in noi l'esistenza di questo testimone silenzioso, siamo portati ad affermare che quel qualcosa che guarda sono Io, è la mia coscienza.

In un certo senso è così: facciamo esperienza del fatto che in noi vi è un osservatore, un "nucleo" di presenza, attenzione e percezione, capace di riconoscere, osservare, percepire gli osservati, ovvero i fenomeni che compongono la nostra esperienza del mondo.

Così inizio a percepire e riconoscere i fenomeni periferici a partire dallo sguardo interiore: mi accorgo dei rumori ambientali, delle sensazioni corporee, del respiro.
Fino a questo punto riesco abbastanza facilmente a distinguere il fatto che:
c'è un Io che osserva e c'è un oggetto osservato.

Tuttavia, quando iniziamo a sperimentare le tonalità emotive che ci abitano, i pensieri, le convinzioni e i giudizi di valore che compongono la nostra soggettività e identità, ecco che l'osservatore tende a perdersi e a confondersi con l'osservato.

Questo è ciò che chiamiamo distrazione, immedesimazione, ignoranza o mancanza di consapevolezza: l'osservatore "viene trascinato via dall'osservato", non è più capace di coglierne l'esistenza e si confonde con l'oggetto che in quel momento si è presentato all'esperienza.

Man mano che pratichiamo e sviluppiamo la forza della consapevolezza, crescono in noi alcune capacità ad essa legate: la facoltà di portare attenzione per un tempo prolungato e con precisione, la sensibilità, la concentrazione, la capacità di stare, di discernere, di comprendere, fino alla capacità di accogliere e lasciar andare in piena consapevolezza e liceità.

Occorre partire dal punto iniziale... riconoscere e sperimentare in noi uno sguardo che osserva, riconoscere e percepire che lo sguardo ha sempre a che fare con degli oggetti che incontra e poi permanere a lungo in questa osservazione, fino a che le forze della consapevolezza iniziano a schiudersi... ❤

Ci troviamo sabato 27 dicembre dalle 8 alle 9 per una pratica di yoga e meditazione in diretta Zoom, partecipazione libera su donazione facoltativa.
info: 3481202025 Patrizia
foto di Alexander Popadin: Pexels

Cari/e,siamo giunt* alle nostre vacanze natalizie,  i corsi in presenza continuano fino a martedì 23 dicembre, poi ci fe...
21/12/2025

Cari/e,
siamo giunt* alle nostre vacanze natalizie, i corsi in presenza continuano fino a martedì 23 dicembre, poi ci fermeremo per due settimane dalle lezioni in presenza.

Tuttavia in queste settimane proporrò delle pratiche aperte a tutti, online in diretta Zoom, di Yoga e Meditazione di un'ora.
Per partecipare non chiedo un contributo economico, ma chi vorrà potrà fare una donazione libera, appunto come dono se ne sente il desiderio, ma è completamente facoltativa e a discrezione dei partecipanti.

Via via che mi organizzerò con gli spostamenti, pubblicherò sui social le date a cui sarà possibile partecipare. Chi vorrà collegarsi potrà scrivermi in privato per ricevere il link Zoom a cui collegarsi.
Le prossime date saranno:

Mercoledì 24 dicembre h 8-9 su Yoga e Meditazione su Zoom 🎄
Lunedì 26 dicembre h 8-9 su Yoga e Meditazione su Zoom ✨

Buon Natale e buone feste 🌟

Per altre info: www.tempoyoga.it o puoi mandare messaggio su whatsapp 3481202025 Patrizia ❤
Foto di Char su Pexels

IL CARBURANTE DELLA VITA SPIRITUALEdi Vito Mancuso-Ci sono momenti nella vita in cui dobbiamo remare contro corrente. Pe...
19/12/2025

IL CARBURANTE DELLA VITA SPIRITUALE
di Vito Mancuso

-Ci sono momenti nella vita in cui dobbiamo remare contro corrente. Per avere la forza necessaria per farlo ognuno deve trovare la propria sorgente di energia spirituale: può essere la preghiera, la meditazione, lo studio della grande letteratura o della filosofia, l'ascolto della grande musica, l'immersione nella Natura. Ognuno deve capire come nutrire la propria anima per connettersi con il Mistero e così non perdersi, per non essere schiacciato dalla realtà e continuare a vivere secondo l'idealità. Perché, alla fine, io penso che la scommessa della vita sia tutta in quella frase di Gesù che dice "a che giova a un essere umano guadagnare il mondo intero se poi perde la propria anima?". Noi possiamo perdere la nostra anima, possiamo fallire interiormente. I momenti di raccoglimento sono essenziali per mantenere pulita e luminosa la nostra anima e affrontare la vita. -

Ci vediamo stasera alle 18.15 e domani alle 9.30 con lo Yoga a Casalecchio e in diretta Zoom.

I corsi si concludono martedì 23 dicembre, ma le pratiche online continuano anche nel periodo festivo, gratuite e aperte a tutti.

Scriverò sui social i dettagli per partecipare... a presto ❤
www.tempoyoga.it

COS'E' CHE CI LIBERAUna allieva poco tempo fa mi ha fatto una domanda inerente al tema della "liberazione". Voleva capir...
12/12/2025

COS'E' CHE CI LIBERA

Una allieva poco tempo fa mi ha fatto una domanda inerente al tema della "liberazione". Voleva capire, nella pratica meditativa, quale fosse il "conseguimento" successivo, rispetto al lavoro che stavamo facendo.
Io ho cercato di rispondere, ma più ero intenta a farlo, più mi rendevo conto delle criticità che ogni mia risposta avrebbe potuto generare.
Innanzitutto perché ogni domandare della mente tende a cercare fuori di sé, nel mondo oggettivo per così dire, una risposta.
In secondo luogo perché quando meditiamo, le domande vanno lasciate risuonare nel sentire... e le risposte se arrivano, vanno decodificate attraverso la sensibilità e la consapevolezza, MENTRE facciamo esperienza.

Poi c'è un altro fatto importante:
il nostro capire e domandare spesso si fondano su un equivoco di base: pensare il capire come l'appropriarsi di una verità assoluta, come fosse un atto che finalmente, ci permette di fermare un pezzo di realtà e di poggiarci sopra le nostre convinzioni, come se capendo, finalmente potessimo controllare, prevedere, in qualche modo salvarci...

Il punto è che tutto questo, almeno nel contesto della pratica, è completamente fuorviante:
1) Perché non esistono verità assolute a livello di contenuti, infatti appena diciamo: "ecco, è questo", qualunque cosa pensiamo di aver colto, questa diviene immediatamente transitoria e mutevole, proprio in virtù dell'impermanenza;
2) Perché alla luce della consapevolezza, ogni cosa è infondata, gratuita, non si regge su alcuna narrazione, garanzia di esistenza, causa lineare, dunque non ha senso affermarla e pensarla fondante in sé;
3) Perché capire nella pratica meditativa è un "realizzare" con tutto il cuore, le viscere e la consapevolezza, alcuni signIficati disvelanti sul tema dell'esistenza e del nostro rapporto con essa.
4) Perché sapere qual'è il nostro prossimo step, ci "butta" in un piano di idealizzazione e immaginazione, opposto dal piano di realtà in cui davvero siamo, rischiando di alimentare il conflitto e la frustrazione.

Cos'è che ci libera dunque?
Cosa deve accadere in ultimo nelle nostre pratiche e nelle nostre vite, che abbia la forza dirompente per affrancarci dalla sofferenza?
Una domanda complessissima alla quale non si può rispondere senza in qualche modo tradirne il senso... ma quello che posso dire in poche parole per rispondere a quella domanda è:

Capire da dove partiamo, riconoscere le nostre fragilità e i nostri limiti, integrarli, accoglierli, fino a che diventano parti di noi che hanno il diritto di esistere.

Praticare la consapevolezza, attraverso le istruzioni di un insegnante che sa quello che sta facendo, che esprima un certo livello di integrità e di coerenza... e poi rinunciare a capire con la ragione... ma aprirsi ad un comprendere che abbia a che fare con il cuore e con le viscere.

Non spaventarsi nel non capire della mente e "stare" nel presente di quel sentire, restare in quel pulsare fino a che non si schiude in noi il senso di tutto questo patire...

La "verità" non è mai in uno stato, che è pur sempre transitorio per quanto pacificato sia... ma in un significato che perdura al di là di ogni stato...
Approfondiremo tutto questo nei prossimi incontri di meditazione (mercoledì 18.00, venerdì 19.30 e sabato 10.45) in presenza e su Zoom. Info: whatsapp 3481202025 Patrizia https://tempoyoga.it/meditazione/
foto di Alex360 su Pexels

ILLUSIONE E INFONDATEZZAL'essere umano, rispetto agli altri viventi, ha come peculiarità l'autocoscienza, ovvero la cons...
04/12/2025

ILLUSIONE E INFONDATEZZA

L'essere umano, rispetto agli altri viventi, ha come peculiarità l'autocoscienza, ovvero la consapevolezza del proprio Io, l'attività riflessiva del pensiero con cui è consapevole di sé, del proprio esistere e degli scenari della sua esistenza.
L'immaginazione è collegata all'autocoscienza con la quale egli è capace di slanciarsi attraverso il pensiero, abitando scenari più o meno realistici e possibili.

Nell'autocoscienza risiede anche la consapevolezza della morte, la coscienza della limitatezza della nostra condizione, della fragilità e transitorietà del vivere.
L'umano quindi da una parte è immerso nei progetti e nelle relazioni, tutto preso a costruire la sua vita e a perseguire obiettivi, dall'altro intimamente sa che questi sono passaggi transitori, che tutto ha un tempo e un termine.

Nella consapevolezza della morte e della transitorietà della vita, si gioca gran parte del nostro rapporto con l'esistenza.
Ciò che suscita in noi questa consapevolezza, le emozioni e le convinzioni che abbiamo a riguardo e il modo in cui stiamo in questa relazione, direziona l’esito delle nostre scelte e delle nostre posizioni nel mondo.

Pur sapendo che la nostra vita è solo un passaggio, accade però di ritrovarci a vivere come se ogni cosa fosse eterna, negando l’impermanenza delle cose, vivendo i cambiamenti come minacciosi, resistendo con tutte le nostre forze a ciò che inevitabilmente si trasforma, sia in noi stessi che negli altri, e nei contesti che abitiamo.

Nonostante sappiamo che non abbiamo alcuna speranza di intervenire su tutto questo, ci aggrappiamo a ciò che conosciamo e in cui abbiamo investito, anche quando non risponde più ai nostri bisogni, anche quando tutto ci dice che è ora di lasciar andare, illudendoci di avere qualche tipo di controllo, anche se tutto nel profondo di noi sa che non è così...

Perché facciamo tutto questo, sapendo che è illusorio?
Perché il più delle volte scegliamo di fondare le nostre viste e le nostre scelte, sulla rimozione della morte, del limite, dell’impermanenza, aggrappandoci a ciò che prima o poi sappiamo che ci verrà tolto e soffrendo incredibilmente per questo…?

Perché il più delle volte, non siamo capaci di abitare il “qui”, il momento presente.

Nel “qui” l’immaginazione non trova il solito spazio di azione, nel “qui” c’è solo il mio rapporto immediato con l’esistenza.
Eppure il “qui” ci terrorizza, ci getta in un campo di sconosciutezza in cui la mente transitiva, quella che si slancia nel tempo, nelle proiezioni future, nelle narrazioni, nei sogni e nelle immaginazioni, viene riconosciuta come un elemento dell’esistenza.

Nel “qui” affidandoci esclusivamente al respiro, al corpo e alla consapevolezza dei fenomeni, entriamo in contatto con una dimensione altra, in cui la mente e i suoi stessi processi, vengono visti essere e dunque riconosciuti come elementi dell’esistenza (imperituri e infondati).

In questo abisso in cui il pensiero, il ragionamento, l’immaginazione, il sogno, appaiono come fenomeni esistenti, sullo stesso piano di un rumore proveniente dalla strada o di una sensazione corporea, intuiamo l'infondatezza e l'assenza di potere e di controllo dell'umano, sul reale.
Così intimamente ci chiediamo: su cosa appoggiarci e su cosa fondare il nostro senso, se anche le nostre opinioni, emozioni, sensazioni sono elementi transitori, impermanenti, mutevoli? se lo sono i nostri progetti e i nostri traguardi, se lo è la nostra stessa vita...?

E qui che è occorre fare un passaggio interiore… la mente si zittisce e affiora una sapienza, una comprensione liberante... oppure la mente continua il suo proliferare e cadiamo nel terrore e nel panico...
In questo rapporto con l'impotenza e l'infondatezza... si giocano le nostre vite...
Ci vediamo questo sabato 6 dicembre con l'appuntamento di MEDITAZIONE e in dicembre praticheremo anche sabato 13 e sabato 20. INFO: 3481202025 Patrizia

Foto di Muneeb Babar: Pexels

FENOMENOLOGIA INTERIOREQuando meditiamo o facciamo Yoga veniamo guidati in modi precisi verso l'ascolto più intimo di no...
30/11/2025

FENOMENOLOGIA INTERIORE

Quando meditiamo o facciamo Yoga veniamo guidati in modi precisi verso l'ascolto più intimo di noi stessi, cominciamo ad esplorare dei luoghi di noi legati all'interiorità molto profondi e stratificati, che iniziano a "parlarci" ovvero a manifestare il loro linguaggio attraverso il sentire.

Ci vogliono moltissimi anni e tanta predisposizione per"risvegliare" la sensibilità, affinare la percezione dei sensi e del corpo, imparare l'arte della concentrazione e mettersi in dialogo con il mondo interiore, restando "fedeli" al mondo esteriore, senza cadere nelle seduzioni a cui le pratiche interiori spesso possono portare o in altre derive psichiche.

Quando ci addentriamo verso noi stessi, il più delle volte siamo sguarniti di strumenti; non sappiamo come rapportarci alla nostra interiorità e, se lo facciamo, solitamente restiamo comunque nell'ambito della mente, delle domande, della ricerca dei perché, ma raramente siamo capaci di "stare" nel corpo, di rapportarci al linguaggio del sentire con un atteggiamento di ascolto rivelatore, ovvero considerando che le sensazioni legate al sentire corporeo più profondo, possano avere un valore conoscitivo radicale.

L'unico riferimento culturale al mondo del sentire che conosciamo, infatti, è quello psicologico relativo al mondo delle emozioni, ma le emozioni sono ancora un livello del sentire legato all'ambito della mente, alle narrazioni identitarie, a ciò che diciamo a noi stessi, alle nostre storie personali, traumi, etc.

Il mondo del sentire significativo, quello che cerchiamo di risvegliare attraverso le pratiche dello yoga e della meditazione, è una dimensione interiore ancora più profonda, dimensione capace di oltrepassare la stessa mente, superare le nostre convinzioni e il nostro senso di identità, capace di condurci verso dimensioni conoscitive più profonde, se siamo disponibili a farci portare...

Potremmo fare un discernimento semplicistico, ma funzionale per capire:
l'emozione riguarda la mente, la mia storia e la mia vita biografica, riguarda la mia identità e una comprensione di me che passa per la narrazione e l'interpretazione.
Il sentire significativo riguarda la consapevolezza di tutto questo e il suo trascendimento, la capacità della mente di spostarsi da un piano narrativo a un piano intuitivo che riguarda la comprensione in termini esistenziali e non più solo personali.

Nell'emozione siamo ancora nel piano psicologico.
Nel sentire significativo siamo sul piano filosofico.
Nel primo caso sto parlando di me, nel secondo, sto parlando di me come essere umano in rapporto con l'esistenza.

La psicologia e diverse pratiche artistiche ci introducono al mondo delle emozione e della sensibilità e questo è molto importante perché ci sensibilizza al corpo e alla sua valenza conoscitiva.
Tuttavia per indagare l'esistenza e i temi fondamentali che ci mettono in dialogo con essa, è necessario un passaggio in più. Risvegliare il sentire significativo, imparare a individuarlo e ad ascoltarlo, imparare a entrarci in rapporto e poi a decodificarlo, fino a che tutto questo possa integrarsi pienamente nelle nostre vite. Lo Yoga e la Meditazione ci preparano e guidano a questo passaggio fondamentale (...)
Prossimi appuntamenti di Meditazione:
mercoledì h 18, venerdì 19.30, sabato 10.45 in presenza e online. Info: whatsapp Patrizia 3481202025 https://tempoyoga.it/meditazione/
foto di Abdullah Öğük: pexels

IMMEDESIMAZIONE e SOFFERENZAUno degli aspetti centrali nel Buddhismo riguarda il rapporto tra il processo di immedesimaz...
28/11/2025

IMMEDESIMAZIONE e SOFFERENZA
Uno degli aspetti centrali nel Buddhismo riguarda il rapporto tra il processo di immedesimazione e la sofferenza. La sofferenza infatti è sempre intesa come l'esito necessario di un rapporto arbitrario con il mondo e con noi stessi.

Esistono diverse ragioni per cui soffriamo e il Buddhismo parla delle cause della sofferenza in termini di ostacoli alla realizzazione (ovvero ciò che ci impedisce di vivere una vita piena e consapevole, in assenza di sofferenza). Questi ostacoli corrispondono ad alcuni stati mentali ed emotivi in cui viviamo, che a loro volta si compongono di vere e proprie "forze energetiche" capaci di "irretirci": ignoranza/confusione, attaccamento/brama e avversione/rabbia.

Il tema dell'immedesimazione è importante perché in qualche modo racchiude in sé tutti e tre gli aspetti ostacolanti alla realizzazione, sebbene in gradazioni diverse quanti sono gli individui.
Semplificando, "immedesimarsi" riguarda l'essere incapaci di portare consapevolezza su alcuni strati profondi della nostra identità e su alcuni elementi dell'esistenza che ci riguardano profondamente, come il nostro Io, i giudizi di cui è portatore, il nostro sentire profondo e le convinzioni che ci orientano nel mondo.

Una delle maggiori difficoltà, infatti, è quella di ritrovarsi rinchiusi nella "gabbia dell'Io", tra pensieri confusi e giudizi di valore, e non riuscire a vederli essere alla luce della consapevolezza. Vale a dire: una volta incontrato me stesso, nell'essenza del mio Io, incontrato ciò su cui fondo la mia visione di me e del mondo, i miei giudizi e il sentire profondo che mi caratterizza, non riesco a prendere la giusta distanza che mi permette di "staccarmi" da me.

In meditazione, dopo aver portato consapevolezza sui fenomeni per così dire "più esterni" attraverso un'osservazione accogliente e non giudicante, occorre fare lo stesso con i fenomeni "più interni", con gli stessi fenomeni che compongono il concetto e l'esperienza di "me stesso". Solo così possiamo riuscire a oltrepassare lo sguardo dell'Io e a cogliendone la natura impermanente e infondata proprio come tutto il resto (...)
Prossimi appuntamenti di meditazione: stasera h 19.30, sabato 6, 13 e 20 dicembre h 10.45. Info: whatsapp 3481202025 Patrizia https://tempoyoga.it/meditazione/
foto di Anna Tarazevich: Pexels

IMPOTENZA e COMPASSIONECi sono alcuni stati dell'animo che possono schiudersi solo se interiormente ci posizioniamo in u...
21/11/2025

IMPOTENZA e COMPASSIONE

Ci sono alcuni stati dell'animo che possono schiudersi solo se interiormente ci posizioniamo in una precisa angolazione del cuore, della mente e dell'anima.
Stati significativi che sorgono quando in noi sono mature determinate condizioni; equilibri di forze, convinzioni fondamentali e un certo tipo di sguardo.
Uno di questi stati significativi è quello che il buddhismo chiama "compassione" e che il cristianesimo chiama "amore".
La compassione è una particolare tonalità emotiva significativa e disvelatrice che porta con sé un certo tipo di sguardo sul mondo. Al sentire della compassione non si può giungere attraverso un atto della volontà o un ragionamento, perché la compassione è come un frutto che si dona dopo faticosissimi tentativi di arare il campo, innaffiarlo, seminare e attendere il passaggio delle stagioni.
La compassione è frutto di innumerevoli battaglie interiori, di posizionamenti dell'anima e dello sguardo, in cui siamo stati capaci di rinunciare a noi stessi per arrenderci alla realtà.
In questo senso la compassione è intimamente connessa ad un'altra delle forze radicali caratteristiche dell'umano nel suo rapporto con l'esistenza: l'impotenza.
Nel rapporto che stabilisco intimamente con l'impotenza, semino le condizioni per generare e far fiorire la compassione o le condizioni affinché questa non fiorisca.

La compassione è connessa all'"aprire le mani", al lasciar andare il controllo, alla resa, al riconoscimento dell'umana condizione e alla comprensione profonda dell'impotenza. Impotenza come comprensione che l'individuo arriva fino ad un certo punto con le sue volizioni e che il più delle volte, deve arrendersi all'evidenza della vita, delle sue forze, alle sue fluttuazioni e cambiamenti, all'impermanenza e alla gratuità.
La compassione non fiorisce laddove abbiamo i pugni stretti e i denti serrati, dove ha sede la pretesa e l'immedesimazione. Non può generarsi in terreni pieni di odio e desiderio di controllo e affermazione. In un cuore chiuso e in una mente controllante non c'è spazio quindi per la compassione...

Detto questo, quello che è in nostro potere è tentare di risvegliare in noi lo sguardo della consapevolezza dal quale riconoscere il punto in cui siamo... Questo richiede un atto di coraggio, un accogliere la vergogna e la paura e un desiderio più radicale di verità su noi stessi.
Una volta riconosciuti i nostri limiti e le nostre maschere e una volta viste essere, il cammino verso l'accoglienza dell'impotenza è già iniziato.

Come suggerisce il buddhismo, non sono mai gli eventi in sé stessi ad essere problematici per noi, ma è il nostro rapporto con essi.
Se dunque posso guardarmi dentro, vedere il punto in cui sono, in tutti i suoi difetti e limiti, in ciò che non mi piace di me... e posso riconoscerli come il mio punto di partenza, accoglierli e volermi bene lo stesso... allora da qui in poi il cuore si apre un pò di più, il respiro riprende spazio, la paura si scioglie e posso cominciare ad amare anche ciò che apparentemente non è in mio potere cambiare.
La cosa miracolosa è che appena sono capace di questo "gesto dell'anima" immediatamente qualcosa in me cambia e si trasforma nella direzione della pace e della contentezza... (...)

Ci vediamo domani sabato 22 novembre alle 10.45 con l'appuntamento mensile di MEDITAZIONE a Casalecchio e online su Zoom. Prossime date: Sabato 13 e 20 dicembre. INFO: Whatsapp Patrizia 3481202025 https://tempoyoga.it/meditazione/

foto Aleksandr Neplokhov: Pexels

DESIDERIO e PAURA Noi umani siamo abitati da alcune forze fondamentali, forze radicali che ci spingono a vedere il mondo...
20/11/2025

DESIDERIO e PAURA

Noi umani siamo abitati da alcune forze fondamentali, forze radicali che ci spingono a vedere il mondo in certi modi, ad agire e a sentire in una certa maniera. Queste forze ci accomunano in quanto individui, ma le gradazioni con cui vivono in noi e i loro esiti sono differenti quante sono le differenze tra le persone. Due forze fondamentali che orientano le nostre vite sono il desiderio e la paura.

Il "desiderio" è una spinta volitiva, creativa e generatrice. Una forza interiore che ha a che fare con l'espressione vitale e l'espansione, ci proietta verso oggetti da conseguire per realizzare ed esprimere noi stessi.
La "paura" invece è una spinta protettiva, di ritrazione, si attiva quando incontriamo un pericolo, reale o potenziale e agisce per proteggerci e metterci in salvo, dunque è una forza contenitiva.

Queste due forze sono costitutive dell'essere umano, della sua evoluzione e sopravvivenza. Tuttavia il buddhismo e la filosofia ci mettono in guardia: il rapporto che instauriamo con queste forze e gli effetti che si generano in relazione a questo rapporto, possono essere più o meno leciti e conformi o più o meno distruttivi e generatori di sofferenza.

Questo rimanda a una continua ricerca di una retta postura interiore...

E' lecito vivere il desiderio come una spinta vitale e creativa, ma fino a che punto siamo disposti a difendere quel desiderio e a quali prezzi?
Vivere la paura come protezione è assolutamente lecito, ma quando ci sta davvero difendendo da un pericolo e quando invece si attiva automaticamente per mie contrazioni o visioni illusorie?

Nel dialogo di queste due forze è inscritta la mia biografia, la mia identità, la mia vita. Queste due forze, le gradazioni con cui vivono e si esprimono in me, parlano del mio mondo, della realtà che contribuisco a creare giorno per giorno.
Parlano di ciò che a senso e valore per me, di come cerco di stare in dialogo con le cose, con me stesso e con l'altro. Del mio coraggio, del mio sguardo, del mio attaccamento e avversione, della mia capacità di abbandono e compassione. Nel dialogo tra queste due forza si inscrive la mia vita... (...) ❤
Approfondiremo tutto questo nei prossimi incontri di MEDITAZIONE: sabato 22 novembre, 13 e 20 dicembre. INFO: 348 120 2025 Whap Patrizia https://tempoyoga.it/meditazione/
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IL MONDO COME E' E IL MONDO COME APPAREEsistono i fenomeni, gli eventi del mondo, i fatti ed esistono i significati che ...
16/11/2025

IL MONDO COME E' E IL MONDO COME APPARE

Esistono i fenomeni, gli eventi del mondo, i fatti ed esistono i significati che attribuiamo ad essi, il nostro modo di interpretare gli eventi, di signficarli, di dargli valore.
Esiste quindi l'accadere e poi il significare, il fatto e poi la mia lettura del fatto, l'evento e poi la mia attribuzione di senso.

A partire dalla mia lettura degli eventi, cambia il mondo che sperimento, il quale avrà certe caratteristiche e qualità e non altre, mi susciterà certe emozioni e non altre, sarà portatore di certe convinzioni e non di altre.

Da come interpreto il mondo, il mondo diventa la mia esperienza del mondo.
Il "mondo" (i fatti, gli eventi, gli accadimenti) quindi non va inteso come qualcosa di oggettivamente valido per tutti allo stesso modo, ma come il personale e soggettivo modo di guardare il mondo.

Il buddhismo ci insegna che i fenomeni, ovvero gli elementi dell'esistenza, non costituiscono un problema di per sé per l'umano e che il problema può nascere nella relazione che instauriamo con questi eventi, un rapporto più o meno "lecito", più o meno conforme nei confronti dell'esistenza.

Ma cosa significa in questo senso "lecito" e "conforme"...? E' ciò che indaghiamo insieme nella pratica meditativa, quando osserviamo noi stessi nella nostra relazione primaria e fondamentale con gli elementi dell'esistenza... ❤

Il prossimo incontro di approfondimento di meditazione sarà sabato 22 novembre a Casalecchio e online. Per partecipare: whatsapp: 3481202025 Patrizia https://tempoyoga.it/meditazione/
Foto di cottonbro studio: Suono sospeso - Pexles

INTENSITà - DISAGIO e MEDITAZIONETutta la nostra vita è improntata al "fare", raramente abbiamo a disposizione dei momen...
15/11/2025

INTENSITà - DISAGIO e MEDITAZIONE

Tutta la nostra vita è improntata al "fare", raramente abbiamo a disposizione dei momenti di "vuoto" e di silenzio, e pure se li abbiamo, spesso siamo impreparati a viverli. Siamo per lo più scomodi nel vuoto, impreparati a relazionarci con esso. Nel vuoto solitamente entriamo in angoscia, a volte panico oppure ci annoiamo a tal punto da doverci continuamente distrarre o da cedere all'addormentamento in cui la mente si assopisce.
Il "qui ed ora", l'essere semplicemente presenti a sé stessi, sentirsi esistere mentre solo respiriamo e stare... è uno stato che ci coglie impreparati poiché freme di una intensità che non capiamo, che non sappiamo gestire e in cui non sappiamo come stare...
E spesso in questi casi utilizziamo l'unico strumento di cui disponiamo: il fare e quindi l'azione e la fuga oppure lo stare nel rimuginio della mente che cerca di capire l'incomprensibile mistero.
Nel primo caso mi distraggo dal "problema" spostando l'attenzione su altro, generalmente fuori da me, nell'azione che è più una reazione, nel secondo caso sembro focalizzarmi sul problema, ma non faccio altro che girare a vuoto peggiorando l'angoscia e il senso di smarrimento.
Non è con l'azione-reazione (distrazione e movimento) che affrontiamo davvero l'angoscia e il disagio interiore.
Non è con lo stare, inchiodandoci al rumiginio della mente, che comprendiamo il nostro disagio e troviamo soluzione.
Occorre cercare una terza via, quella dell'osservazione di tutto questo. La meditazione ci permette di coltivare la consapevolezza, alla quale sono associate delle forze: la forza della visione e quella della compassione. Solo così abbiamo qualche opportunità per "sfondare" il muro della mente e iniziare a dialogare con quel disagio/intensità che in noi stessi freme e che ci coglie impreparati... ❤

Prossimi appuntamenti di meditazione: sabato 22 novembre, 13 e 20 dicembre. Info: 3481202025 Watsp Patrizia
foto Andras Stefuca: Pexels

BUDDHISMO E VITA QUOTIDIANALe parole del Buddha e gli insegnamenti del Dharma vanno sperimentati in prima persona, propr...
12/11/2025

BUDDHISMO E VITA QUOTIDIANA

Le parole del Buddha e gli insegnamenti del Dharma vanno sperimentati in prima persona, proprio adesso, nella nostra condizione di esseri umani.
E la meditazione come laboratorio interiore, ci fornisce la possibilità di portare maggiore chiarezza e precisione su questi aspetti: come stiamo con noi stessi nell'immobilità del corpo e nel silenzio? Se mi siedo e per un pò sto con me, è un'esperienza che mi turba, con la quale so rapportarmi, è piacevole...? cosa trovo quando sto semplicemente in compagnia di me stesso?...

Certo, questa domanda possiamo rivolgercela sempre, anche nella nostra quotidianità, osservando come stiamo quando siamo soli, privati del fare... quando per un pò possiamo astenerci dai ruoli o negli spazi in cui rimaniamo senza un apparente scopo o compito da eseguire... Osservare cosa proviamo in tali circostanze, come occupiamo il nostro tempo e su cosa portiamo la nostra attenzione. Ci rivolgiamo all'esterno, all'interno, cosa sentiamo e cosa ci diciamo? ...

In tutto questo non c'è un giudizio, poiché se ricado nel giudizio, sto ricadendo nel terreno dell'immedesimazione e dell'Io, ancora lontano dall'essenza meditativa... qui c'è solo un umile ma desiderante tentativo di osservazione e conoscenza, un tentativo che vuole passare dall'esperienza e non dalle parole.

Per capire il buddhismo e l'essenza del suo messaggio sul rapporto tra dolore e sofferenza e sulla possibilità di emanciparci da questa condizione, è necessario fare luce sulla propria situazione di partenza, perché è solo riconoscendola, legittimandola e attraversandola, che posso tentare un cammino sensato di cambiamento...
Osservarsi e poi capire davvero cosa intende il Buddha con "sofferenza", cosa significa nel concreto delle nostre vite... non solo quando un evento catastrofico ci viene a interpellare... ma nelle nostre scelte quotidiane, a cosa "decidiamo" di aderire interiormente, su cosa posiamo la nostra attenzione, a cosa ci affidiamo per trovare soluzioni, quali pensieri "scegliamo" come fondanti e ai quali crediamo, a cosa diamo spazio...
Partire da sé e poi capire cosa il Dharma ci vuole indicare... solo così avremo qualche speranza di trovare una chiave per comprendere e "superare" noi stessi...

Ci vediamo questo venerdì 19.30 per meditare insieme e sabato 22 novembre per l'incontro mensile di Yoga e meditazione. Per conoscere il calendario degli incontri: https://tempoyoga.it/meditazione/
Foto di Alexander Grigorian, Pexels

Indirizzo

Via Andrea Costa
Casalecchio Di Reno
40100

Orario di apertura

Lunedì 11:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 11:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 11:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 11:30

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Chi sono

Sono sempre stata una bambina esuberante, molto dolce ma anche irascibile. Un’infanzia sicuramente non idillica per via delle tensioni molto accese tra i miei genitori, acuite dal contesto popolare del sud Italia in cui sono cresciuta. Fortunatamente la mia famiglia non si è mai opposta a farmi studiare e permettermi di incanalare tutta quell’energia esplosiva che mi caratterizzava, nell’espressività e, anche se la mia passione per il canto e la scrittura non è stata accolta dalla mia famiglia, a sei anni mi sono iscritta ad un corso di danza. Il mio carattere esuberante e la mia indole creativa spingono mia madre ad incoraggiare il mio interesse che durerà 10 anni con lo studio della danza moderna e 4 con la danza classica. Nonostante le mie doti fisiche nelle discipline del movimento, in adolescenza decido di accantonare lo studio della danza per dedicarmi agli studi, così mi iscrivo al liceo linguistico dove, con la letteratura e la filosofia, riprendo a coltivare l’interesse per la poesia a cui mi dedicavo fin da bambina.

Le grandi domande filosofiche che da sempre mi accompagnavano, mi portano ad appassionarmi alla lettura dei poeti tra Ottocento e Novecento (Baudelaire, Rimbaud, D’Annunzio, Leopardi, Montale, Calvino, etc) e alla composizione poetica che ancora oggi mi accompagna e mi alimenta nei momenti più salienti della mia vita. Durante il liceo inizio ad appassionarmi alle letture di Pascal, Schopenauer, Kant, Kierkegaard, Cartesio e ai presocratici, cercando risposta alle mie domande esistenziali e sulla natura della mia esperienza come essere umano.

Nel 2005 mi iscrivo al corso di studi in Filosofia presso l’Università di Bologna laureandomi nel 2011 in Estetica con una tesi su “La danza: forma significativa del sentire” un approfondimento alle teorie di S. Langer.

Delusa dall’ambiente universitario che non sembrava accogliere e far fiorire i quesiti filosofici che restavano invece relegati all’ambito testuale, decido di non proseguire la magistrale (che concluderò solo successivamente) e di approfondire lo studio attraverso il corpo, cercando nell’arte quelle risposte che non trovavo nella sola speculazione filosofico-accademica. Seguo stage di danza contemporanea, arti marziali, contact improvisation. Mi appassiono ai linguaggi del teatro fisico e di strada e prendo parte a progetti teatrali (Living Theatre Europa) e a residenze creative di teatro danza (Biennale di Venezia 2012 e 2013 con Peeping tom e Arkradi Zaides).