25/01/2026
Dormono meno, parlano più tardi e fanno più fatica a relazionarsi. È il quadro che preoccupa la Società Italiana di Pediatria, che dopo aver analizzato 78 studi ha aggiornato le indicazioni sull’uso degli smartphone nei più piccoli. A Elisir il presidente SIP Rino Agostiniani mette in fila i dati e spiega perché l’esposizione precoce agli schermi non è neutra.
Gli studi mostrano una correlazione tra il tempo trascorso davanti agli schermi e il rischio di ritardo del linguaggio. La spiegazione, dice Agostiniani, è scientifica e concreta: “Il linguaggio si struttura per imitazione. Io ascolto, mi relaziono con gli altri, osservo la persona con cui sto interagendo.
Questo insieme di stimoli costruisce nel cervello in crescita la possibilità di elaborare il linguaggio”. Se al posto della relazione arriva lo schermo, cambia tutto: “Stare di fronte a uno stimolo ripetitivo, soprattutto visivo, stimola aree diverse del cervello che non contribuiscono a un corretto sviluppo del linguaggio”.
Dormono meno, parlano più tardi e fanno più fatica a relazionarsi.