Dott.Davide Ricci Psicologo e Criminologo

Dott.Davide Ricci Psicologo e Criminologo Psicologo Clinico, Criminologo Investigativo, Esperto Analisi della Scena del Crimine Membro associazione "A Pista Fredda"
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30/11/2025

La valutazione del rischio di femminicidio non è una “predizione magica”.

È una procedura clinico-forense rigorosa.

In Italia si continua – colpevolmente – a confondere la scienza con la divinazione.
Ma la valutazione del rischio di femminicidio non è un atto intuitivo, non è un’impressione, non è una lettura “a pelle” del caso.
È un’analisi strutturata, basata su indicatori validati scientificamente e su protocolli internazionali che da anni dimostrano la loro efficacia.

I principali strumenti di valutazione hanno un altissimo livello di attendibilità nel riconoscere:
• l’escalation della violenza,
• il rischio imminente,
• la persistenza dei fattori di pericolo,
• i segnali che anticipano la possibile letalità.

Sono protocolli utilizzati da magistrati, forze dell’ordine, servizi sociali e clinici forensi in tutti i Paesi che hanno deciso di prendere sul serio la violenza di genere.
Strumenti pensati per decidere in fretta e intervenire prima, non dopo.

Per questo è fondamentale affidarsi a un professionista psicologo formato specificamente nella valutazione del rischio, capace di:
• applicare correttamente il protocollo,
• leggere e interpretare i fattori dinamici e statici,
• stimare la pericolosità attuale e futura,
• segnalare immediatamente il livello di allerta alle autorità competenti.

Perché è questo – e nient’altro – che salva la vita delle donne.
Il resto sono chiacchiere.
E di chiacchiere, in questo Paese, ne abbiamo ascoltate fin troppe… mentre le donne morivano con indicatori di rischio ampiamente visibili, documentati, ignorati.

La verità è semplice e brutale:
si muore quando la valutazione del rischio non si fa, si fa male o si fa troppo tardi.

E allora sì, è da qui che si deve ripartire:
da protocolli seri, da professionisti competenti, da interventi immediati.
Perché arginare questa mattanza non è impossibile.
È solo una scelta.
Una scelta che per troppo tempo non è stata fatta.

Adesso non ci sono più scuse.

E’ questo il cuore del mio intervento del 3 dicembre prossimo.

06/11/2025

Da un po’ di tempo la psicologia mordi e fuggi va forte sui social, ma la velocità sulla salute mentale potrebbe diventare un boomerang.

05/10/2025

Cocaina: cosa succede al corpo e alla mente quando se ne abusa

In questi giorni, dopo il brutale omicidio di Cinzia Pinna, si parla molto — e troppo spesso a sproposito — di cocaina.
È il momento di fare chiarezza.
Chi si avvicina a questa sostanza deve sapere esattamente a cosa va incontro perché dietro l’illusione di controllo si nasconde una trappola devastante, capace di distruggere cervello, affetti e coscienza.

Ne parlo qui senza filtri.

La cocaina è una sostanza psicoattiva potente, capace di alterare in maniera rapida e profonda sia il cervello che l’intero organismo. Agisce aumentando in modo artificiale la disponibilità di dopamina, noradrenalina e serotonina: neurotrasmettitori legati al piacere, alla vigilanza e alla motivazione.

Effetti collaterali dell’uso smodato

Un consumo ripetuto o eccessivo comporta conseguenze importanti, sia a breve che a lungo termine, ecco le principali:

Sistema cardiovascolare: tachicardia, aumento della pressione, vasocostrizione. Con l’uso cronico abbiamo un rischio elevato di infarto, ictus, aritmie letali.

Sistema nervoso: insonnia, cefalea, tremori, riduzione delle capacità di concentrazione e memoria.

Apparato respiratorio: nel caso di inalazione (“sniff”), infiammazioni e danni alla mucosa nasale, fino a perforazioni del setto.

Sistema psichico: ansia persistente, attacchi di panico, irritabilità marcata, oscillazioni dell’umore, depressione nella fase di “down”.

Dipendenza: l’organismo e il cervello si adattano rapidamente, creando tolleranza (bisogno di dosi crescenti) e dipendenza psicologica fortissima.

Comportamenti tipici nella fase di consumo acuto

Quando la cocaina è in circolo e il picco di effetto è massimo, emergono spesso comportamenti caratteristici:

Euforia e disinibizione: sensazione di potere, fiducia smisurata nelle proprie capacità, riduzione del senso del pericolo.

Impulsività e aggressività: l’abbassamento dei freni inibitori può tradursi in litigi, condotte violente o sessualmente rischiose.

Ipervigilanza: la persona appare agitata, parla velocemente, non riesce a stare ferma, si muove in maniera frenetica.

Sospettosità e paranoia: con dosi più alte non è raro che compaiano idee persecutorie (“mi stanno spiando”, “vogliono farmi del male”) o distorsioni percettive.

Ricerca compulsiva di altra sostanza: la durata breve dell’effetto (20–40 minuti se sniffata, pochi minuti se fumata o iniettata) spinge a ripetere subito l’assunzione, alimentando la spirale della dipendenza.

Perché è pericolosissima

La combinazione di iperattivazione fisica (cuore, pressione, respirazione) e alterazione psichica (impulsività, paranoia, aggressività) rende la cocaina una delle sostanze più rischiose in termini di conseguenze immediate: risse, incidenti stradali, comportamenti violenti o sessualmente pericolosi, overdose cardiocircolatorie.

19/03/2024
Una sola parola per contenerle tutte: Roma                                                         
17/02/2024

Una sola parola per contenerle tutte: Roma

                                       
 

Il viaggio di lavoro spesso non è una questione di soldi ma di coraggio.. 🚂                                             ...
06/02/2024

Il viaggio di lavoro spesso non è una questione di soldi ma di coraggio.. 🚂

Formazione in corso!!
20/01/2024

Formazione in corso!!

09/01/2024

…ultimissima novità per la strage di Erba…torniamo in aula…

Sopportare il dolore psicologico non ti renderà più forte, ti renderà solo più stanco.. e quando ti stanchi, ma ti stanc...
02/12/2023

Sopportare il dolore psicologico non ti renderà più forte, ti renderà solo più stanco.. e quando ti stanchi, ma ti stanchi davvero, non minacci più, non avvisi, non preghi, non speri, non corri, non insegui, non guardi, non ti interessa più, e ti fermi: chiuso, spento, buio, sipario, punto.
Chiedere aiuto è un atto di forza.. 🧠

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