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Ogni scelta parte da una STORIA: LA TUA!. https://www.alimentatitorino.it/ Cuoco in dietetica
Specializzato nella Nutrizione e integrazione per lo sport
Consigli e Piani Alimentari PERSONALIZZATI

29/12/2025

⏰ ULTIMI 3 GIORNI

❌ Dopo il 31 dicembre finisce.

Ti sei detta/o mille volte che era il momento giusto…

Se stai pensando “poi lo faccio”…

👉 IL POI È ADESSO!
Il nuovo anno sta arrivando e questa è l’ultima occasione per partire con il piede giusto.
Chi agisce ora, sarà avanti domani.

💥 Niente scuse
💥 Niente rimandi
💥 Solo azione
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👨‍🍳 Gianluca Comai
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🔥 5 STRATEGIE SCIENTIFICHE PER PERDERE CM NELLA PANCIA 🔥La pancia gonfia e il grasso addominale non sono solo un problem...
28/12/2025

🔥 5 STRATEGIE SCIENTIFICHE PER PERDERE CM NELLA PANCIA 🔥

La pancia gonfia e il grasso addominale non sono solo un problema estetico: studi scientifici collegano il grasso viscerale a diabete, ipertensione e rischio cardiovascolare (Harvard Health, 2022). Ecco 5 strategie basate su evidenze per snellire l’addome:

1️⃣ AUMENTA PROTEINE E FIBRE 🍗🥦
Proteine magre e fibre aumentano il senso di sazietà e riducono il grasso addominale (Journal of Nutrition, 2015).

2️⃣ MUOVITI DI PIÙ DURANTE LA GIORNATA 🚶‍♂️
Camminate brevi, scale, stretching: piccoli movimenti quotidiani aumentano il dispendio calorico e migliorano il metabolismo.

3️⃣ RIDUCI ZUCCHERI E ALCOL 🍰🍷
Questi alimenti favoriscono l’accumulo di grasso viscerale, responsabile del “girovita” ostinato.

4️⃣ DORMI ALMENO 7 ORE 🛌
Il sonno insufficiente aumenta il cortisolo, ormone che stimola l’accumulo di grasso addominale (Sleep Medicine Reviews, 2021).

5️⃣ GESTISCI LO STRESS 🧘‍♀️
Tecniche di respirazione, yoga e pause frequenti aiutano a ridurre la pancia e migliorare il benessere generale.

💡 INIZIA OGGI con piccoli cambiamenti: un passo alla volta porta a grandi risultati!

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🍏 LA VERA DIETA È QUELLA CHE NON TI FA PIÙ SENTIRE “A DIETA”Questa frase racchiude un concetto chiave della nutrizione m...
28/12/2025

🍏 LA VERA DIETA È QUELLA CHE NON TI FA PIÙ SENTIRE “A DIETA”

Questa frase racchiude un concetto chiave della nutrizione moderna:
👉 un’alimentazione efficace non è restrizione, ma equilibrio sostenibile.

🔬 COSA DICE LA SCIENZA
Le principali linee guida medico-scientifiche (OMS, SINU, evidenze sulla Dieta Mediterranea) concordano su un punto:
✔️ i risultati duraturi arrivano quando l’alimentazione è personalizzata,
✔️ compatibile con la vita quotidiana,
✔️ e non genera stress, senso di colpa o continua ossessione per il cibo.

🧠 QUANDO NON PENSI PIÙ DI ESSERE A DIETA
Succede perché:
• mangi con consapevolezza
• riconosci fame e sazietà
• fai scelte sane senza rinunce forzate
• costruisci abitudini, non “periodi di sacrificio”

💡 LA VERA DIETA È UNO STILE DI VITA
Non ha una data di inizio e una di fine.
Ha educazione alimentare, flessibilità e piacere.

📣 VUOI smettere di iniziare diete e iniziare a stare bene davvero?
SCRIVIMI qui o in privato o commenta “INFO”: costruiamo insieme un percorso che funzioni per te.

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🔥 DIMAGRIRE DOPO I 40 NON È SOLO QUESTIONE DI CALORIE ⚖️❌💡 PERCHÉ DOPO I 40 È DIVERSO?Con l’età, metabolismo, ormoni e m...
28/12/2025

🔥 DIMAGRIRE DOPO I 40 NON È SOLO QUESTIONE DI CALORIE ⚖️❌

💡 PERCHÉ DOPO I 40 È DIVERSO?

Con l’età, metabolismo, ormoni e massa muscolare cambiano. Non basta ridurre le calorie: serve un approccio scientifico e mirato.

🏋️‍♀️ ALLENAMENTO INTELLIGENTE
Esercizi che preservano la massa muscolare aiutano a mantenere il metabolismo attivo.

🥗 NUTRIZIONE FUNZIONALE
Cibi nutrienti e bilanciati supportano gli ormoni e il benessere generale, senza diete drastiche.

🧘 GESTIONE DELLO STRESS E SONNO
Ormoni dello stress possono sabotare il dimagrimento: rilassamento e riposo sono fondamentali.

💬 NON CONTARE SOLO LE CALORIE, CONTA IL TUO BENESSERE!

🔥 SCRIVIMI qui o in DM per una strategia su misura per te!

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NON HAI BISOGNO DI MANGIARE MENO… 🍽️HAI BISOGNO DI MANGIARE MEGLIO! 🌱💡 PERCHÉ LA QUALITÀ È TUTTONon è questione di quant...
28/12/2025

NON HAI BISOGNO DI MANGIARE MENO… 🍽️
HAI BISOGNO DI MANGIARE MEGLIO! 🌱

💡 PERCHÉ LA QUALITÀ È TUTTO

Non è questione di quantità, ma di nutrienti! Studi medici 🩺 dimostrano che un’alimentazione equilibrata migliora energia, metabolismo e benessere generale.

🥦 SCEGLI IL CIBO GIUSTO
Più frutta, verdura, proteine di qualità e grassi sani. Mangiare meglio significa supportare il corpo e prevenire malattie croniche.

⚡ PICCOLI CAMBIAMENTI, GRANDI RISULTATI
Non servono diete drastiche: basta fare scelte intelligenti ogni giorno.

➡️ INIZIA OGGI A MANGIARE MEGLIO: IL TUO CORPO TI RINGRAZIERÀ! 💚

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COSA ATTENDERSI DALLA RIDUZIONE DI GRASSI SATURI, SECONDO UNA REVIEW SISTEMATICA DEI DATI DELLA LETTERATURA Il dibattito...
28/12/2025

COSA ATTENDERSI DALLA RIDUZIONE DI GRASSI SATURI, SECONDO UNA REVIEW SISTEMATICA DEI DATI DELLA LETTERATURA

Il dibattito scientifico e mediatico sul ruolo dei grassi saturi nella prevenzione delle malattie cardiovascolari non sembra placarsi, alimentato anche dal fatto che sono relativamente pochi gli studi presenti in letteratura che abbiano valutato l’effetto della riduzione di questi grassi sull’incidenza di eventi clinici, come l’infarto miocardio, l’ictus cerebrale o la morte per qualunque causa, e non semplicemente sui livelli di fattori di rischio, come il profilo lipidico.

Gli autori di questo articolo hanno quindi condotto una revisione sistematica degli studi clinici randomizzati reperibili in letteratura, includendo 17 trial per un totale di oltre 66.000 partecipanti, con un follow-up minimo di due anni. La scelta di limitare l’analisi a questi studi, non soggetti alle distorsioni tipiche degli studi osservazionali, spesso usati per valutare gli effetti della dieta, ne rafforza naturalmente il valore scientifico.

I risultati mostrano che la riduzione dei grassi saturi è in grado di ridurre i valori del colesterolo totale, in media, di circa 13 mg/dL e il colesterolo LDL di circa 6 mg/dL. La riduzione del rischio relativo dei vari eventi clinici negli studi esaminati è risultata in media pari al 4% per la mortalità per tutte le cause, al 7% per la mortalità cardiovascolare e al 14% per gli eventi cardiovascolari non fatali. Queste riduzioni non erano formalmente significative, perché l’intervallo di confidenza (5-95%) includeva il limite dell’assenza di effetto.

Per fornire una valutazione complessiva più comprensibile, e più trasferibile alla pratica clinica, gli autori hanno poi convertito queste riduzioni relative in un formato comune, il numero di eventi evitati per ogni 1.000 soggetti trattati (esprimendoli, quindi come riduzione del rischio assoluto).

Da questa conversione emerge che nelle persone a basso rischio cardiovascolare (e specificamente con un rischio inferiore al 5%), ridurre o modificare l’apporto di grassi saturi produce benefici molto limitati o trascurabili, sia in termini di effetti sulla mortalità sia sugli eventi cardiovascolari maggiori: la riduzione della mortalità sarebbe infatti del 4% su un rischio assoluto del 5%, per una riduzione del rischio assoluto stesso dell’ordine dello 0,02%. Nelle persone a elevato rischio cardiovascolare (tra il 20 ed il 30%, ad esempio perché in prevenzione secondaria), la riduzione dell’assunzione di grassi saturi è risultata associata a benefici più significativi, con una diminuzione più rilevante della mortalità totale e, con minore certezza, anche degli eventi cardiovascolari maggiori.

Gli autori evidenziano inoltre che i risultati più convincenti si osservano quando i grassi saturi vengono sostituiti da grassi polinsaturi, mentre la semplice riduzione dei grassi o la loro sostituzione con carboidrati mostra effetti meno chiari o meno consistenti.

Le differenze rilevate suggeriscono che l’efficacia delle raccomandazioni nutrizionali dipenda in larga misura dalle caratteristiche cliniche del singolo individuo; tuttavia, è ormai evidente che, per conseguire gli ambiziosi obiettivi terapeutici fissati dalle più recenti linee guida sul controllo della colesterolemia LDL, nei pazienti ad alto o molto alto rischio cardiovascolare sarà necessario, pressoché costantemente, ricorrere a farmaci ipolipidemizzanti, spesso in associazione tra loro, il cui impatto sul profilo lipidico risulta nettamente predominante rispetto a quello ottenibile con la sola riduzione dell’apporto di grassi saturi.

Sarebbe interessante poter stimare se l’effetto protettivo della riduzione dei saturi vada oltre il loro effetto sulla colesterolemia, ma questo non sembra possibile sulla base dei dati disponibili.

In conclusione, l’articolo propone una lettura più sfumata e meno dogmatica del ruolo della riduzione dei grassi saturi: il beneficio dipende dal rischio cardiovascolare individuale e dal tipo di grassi che li sostituiscono. Il messaggio finale invita quindi a superare le raccomandazioni generalizzate, orientandosi verso indicazioni più personalizzate e basate su esiti clinicamente rilevanti.

Da

Il dibattito scientifico e mediatico sul ruolo dei grassi saturi nella prevenzione delle malattie cardiovascolari non sembra placarsi, alimentato anche dal fatto che sono relativamente pochi gli studi presenti in letteratura che abbiano valutato l’effetto della riduzione di questi grassi sull’in...

QUAL È LA RELAZIONE TRA CONSUMO DI LATTICINI E RISCHIO DI SVILUPPARE DEMENZA?FOCUS SUL TENORE LIPIDICO In assenza di ter...
28/12/2025

QUAL È LA RELAZIONE TRA CONSUMO DI LATTICINI E RISCHIO DI SVILUPPARE DEMENZA?
FOCUS SUL TENORE LIPIDICO

In assenza di terapie farmacologiche efficaci, la modifica di fattori di rischio come l’alimentazione e lo stile di vita rappresenta una strategia preventiva essenziale per la demenza. Vengono infatti proposti regimi alimentari specifici, che comprendono, o escludono, gli alimenti che sono considerati correlati favorevolmente, o invece sfavorevolmente, con il mantenimento delle funzioni cognitive. Ne è un esempio la dieta MIND (Mediterranean Dietary Approaches to Stop Hypertension Intervention for Neurodegenerative Delay); tuttavia gli studi che hanno valutato l’impatto di questo modello alimentare sul declino cognitivo hanno prodotto risultati eterogenei.

Questo studio svedese si focalizza sul possibile ruolo dei formaggi grassi, che nella dieta MIND sono da limitare a causa del contenuto piuttosto elevato di grassi saturi, analizzando i dati raccolti dalla coorte del Malmö Diet and Cancer Study, composta da 27.670 soggetti con un’età media al basale di 58,1 anni (per il 61% donne), che sono stati seguiti per circa 25 anni. I casi di demenza sono stati identificati tramite registri nazionali, mentre l’analisi delle abitudini alimentari raccolte tra il 1991 e il 1996 ha permesso di distinguere i partecipanti allo studio in base al contenuto di grassi dei derivati del latte che assumevano abitualmente (la soglia era del 2,5% per il latte, del 20% per i formaggi e del 30% per la panna).

I risultati evidenziano che il consumo di 50 g e più al giorno di formaggio ad alto contenuto di grassi si associava a una riduzione del 13% circa del rischio di demenza totale e a una riduzione media del 29% del rischio di demenza vascolare rispetto a consumi decisamente inferiori (sotto i 15 g al giorno). Il rischio di demenza totale era inferiore del 16% anche tra i consumatori di almeno 20 g al giorno di panna rispetto a coloro che non ne consumavano affatto. Dall’esame dei diversi sottogruppi di popolazione, è emerso che il consumo di formaggio grasso era associato specificamente a un minor rischio di Alzheimer (-13%) tra i non portatori dell’allele APOE ε4 (noto per essere il principale fattore di rischio genetico per la malattia di Alzheimer sporadica).

D’altra parte, formaggi e panna a basso contenuto di grassi, latte, latte fermentato non hanno mostrato legami significativi con il rischio di demenza totale. Tuttavia, un consumo eccessivamente elevato di b***o (40 g al giorno e più) è stato collegato a un maggiore rischio di sviluppare demenza di Alzheimer.

Pur non consentendo di stabilire un rapporto di causalità tra latticini e demenze, queste osservazioni supportano il ruolo favorevole del consumo prevalente di formaggi e panna ad alto contenuto di grassi per la protezione della cognitività a lungo termine. Suggeriscono inoltre che l’impatto dei latticini sulla salute cerebrale, che è influenzato in parte dalla genetica, dipenda più dalla matrice specifica dell’alimento (comprensiva di tutti i nutrienti che esso apporta e delle modifiche che subisce nel processo produttivo) che dalla semplice quantità di grassi saturi in esso contenuti. Gli autori sottolineano come in ogni caso i risultati di questo studio mettano in discussione la raccomandazione di limitare i formaggi grassi nelle diete per la salute cognitiva.

Da

In assenza di terapie farmacologiche efficaci, la modifica di fattori di rischio come l’alimentazione e lo stile di vita rappresenta una strategia preventiva essenziale per la demenza. Vengono infatti proposti regimi alimentari specifici, che comprendono, o escludono, gli alimenti che sono conside...

MODELLI ALIMENTARI VEGETARIANI, STATO NUTRIZIONALE E LONGEVITÂ.I NUOVI DATI DI UNO STUDIO PROSPETTICO.Negli ultimi decen...
28/12/2025

MODELLI ALIMENTARI VEGETARIANI, STATO NUTRIZIONALE E LONGEVITÂ.
I NUOVI DATI DI UNO STUDIO PROSPETTICO.

Negli ultimi decenni la dieta vegetariana ha suscitato un crescente interesse per i suoi potenziali benefici soprattutto nella prevenzione delle malattie croniche. Gran parte delle evidenze disponibili riguarda tuttavia popolazioni adulte o di mezza età, mentre rimane poco esplorato il ruolo di questo modello alimentare nella longevità, in particolare tra gli individui di età molto avanzata. In questo contesto si colloca lo studio condotto nell’ambito della Chinese Longitudinal Healthy Longevity Survey, con l’obiettivo di valutare l’associazione tra l’origine prevalente degli alimenti che compongono la dieta abituale e la probabilità di raggiungere i 100 anni in una popolazione cinese di adulti di età pari o superiore a 80 anni. Per questo motivo i dati ottenuti da 1459 persone che hanno raggiunto i 100 anni sono stati confrontati con quelli di 3744 soggetti della stessa popolazione seguita nel tempo, simili per età e sesso, che non hanno raggiunto quella stessa età.

In base al tipo di alimentazione adottata, i partecipanti sono stati classificati come onnivori o vegetariani, con ulteriore distinzione tra pesco-vegetariani, ovo-latto-vegetariani e vegani. I risultati principali mostrano che, rispetto agli onnivori, gli individui che seguivano una dieta vegetariana presentavano una riduzione del 19% della probabilità di diventare centenari. Tale riduzione era più marcata nei soggetti vegani (- 29%), mentre non era statisticamente significativa per i regimi pesco-vegetariano e ovo-latto-vegetariano. L’analisi stratificata per BMI (indice di massa corporea) ha evidenziato che l’associazione negativa tra dieta vegetariana e longevità emerge soprattutto tra i soggetti sottopeso, nei quali la probabilità di raggiungere i 100 anni risultava ridotta del 28%. L’analisi dei singoli gruppi alimentari ha mostrato che il consumo quotidiano di verdure è associato a un aumento dell’84% della probabilità di diventare centenari; anche per il consumo regolare di carne è stata rilevata un’associazione favorevole in tal senso, con un aumento della prospettiva di lunga vita del 30%, in particolare nei soggetti sottopeso.

Nel complesso, questo studio fornisce nuove evidenze sul rapporto tra modelli alimentari e longevità, suggerendo che negli anziani l’adesione a una dieta vegetariana, specie se troppo rigorosa, sia associata a una minore probabilità di raggiungere i 100 anni. In questa fase della vita, caratterizzata da un’elevata vulnerabilità nutrizionale, il rischio di sottopeso e di un apporto nutrizionale ed energetico insufficiente può ridurre o annullare i potenziali benefici di modelli alimentari fortemente limitanti. I risultati suggeriscono quindi che, più che l’esclusione di specifici gruppi alimentari, sia determinante una dieta complessivamente equilibrata e nutrizionalmente adeguata, capace di integrare alimenti di origine vegetale e animale per sostenere la sopravvivenza e la salute nelle età più avanzate.

Da

Negli ultimi decenni la dieta vegetariana ha suscitato un crescente interesse per i suoi potenziali benefici soprattutto nella prevenzione delle malattie croniche. Gran parte delle evidenze disponibili riguarda tuttavia popolazioni adulte o di mezza età, mentre rimane poco esplorato il ruolo di que...

🦋 VIVERE SENZA TIROIDEALIMENTAZIONE E INTEGRAZIONE CONSAPEVOLEPer chi non ha la tiroide (tiroidectomia totale/parziale) ...
27/12/2025

🦋 VIVERE SENZA TIROIDE
ALIMENTAZIONE E INTEGRAZIONE CONSAPEVOLE

Per chi non ha la tiroide (tiroidectomia totale/parziale) o soffre di ipotiroidismo, la terapia ormonale è fondamentale.
Ma alimentazione e integrazione mirata fanno davvero la differenza su energia, metabolismo e qualità di vita.

⚕️ COSA SUCCEDE SENZA TIROIDE
La tiroide produce ormoni essenziali (T3 e T4) che regolano:
metabolismo
peso corporeo
temperatura
battito cardiaco
concentrazione ed energia
👉 In assenza della tiroide, gli ormoni devono essere forniti dall’esterno (levotiroxina).
👉 L’integrazione corretta supporta il funzionamento ottimale della terapia.

🥗 DIETA CONSIGLIATA: BASE MEDITERRANEA
✔ Verdura e frutta di stagione
✔ Proteine di qualità (pesce, uova, carne magra, legumi)
✔ Cereali integrali (senza eccessi)
✔ Olio extravergine d’oliva

⚠️ ATTENZIONE a:
soia (lontano dal farmaco)
eccesso di fibre a colazione
caffè e latte entro 60 minuti dalla levotiroxina

💊 INTEGRAZIONE: IL VERO SUPPORTO CHIAVE
👉 Gli integratori non sostituiscono la terapia, ma ottimizzano metabolismo e benessere
👉 Devono essere mirati e PERSONALIZZATI, non casuali

🔹 SELENIO
✔ Essenziale per la conversione T4 → T3
✔ Azione antiossidante
📌 Dose tipica: 50–100 mcg/die
📚 EFSA, Endocrine Reviews

🔹 VITAMINA D
✔ Spesso carente nei pazienti tiroidei
✔ Supporta ossa, muscoli e sistema immunitario
📌 Dose: 800–2000 UI/die (in base ai valori)
📚 Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism

🔹 VITAMINA B12
✔ Utile contro stanchezza, anemia, formicolii
✔ Frequentemente bassa nelle tiroiditi autoimmuni
📚 American Thyroid Association

🔹 MAGNESIO
✔ Migliora stanchezza, crampi, qualità del sonno
✔ Supporto neuromuscolare
⏰ Assumere almeno 4 ore dopo la levotiroxina

🔹 FERRO (SOLO SE CARENTE)
✔ Necessario se ferritina bassa
⚠️ Interferisce con il farmaco tiroideo
⏰ Sempre lontano dalla levotiroxina (≥4 ore)

🚫 COSA EVITARE ASSOLUTAMENTE
❌ Integratori “per la tiroide” fai-da-te
❌ Iodio senza indicazione medica
❌ Prodotti con estratti tiroidei
📚 Linee guida ATA – American Thyroid Association

⏰ REGOLA D’ORO DEL FARMACO
💊 Levotiroxina:
mattino
a digiuno
solo con acqua

🕒 Cibo e integratori: dopo 30–60 min
🕓 Minerali: dopo 4 ore
🔬 APPROCCIO SCIENTIFICO = RISULTATI
📌 Analisi periodiche
📌 Integrazione basata su carenze reali
📌 Collaborazione medico–nutrizionista
👉 Non esistono soluzioni universali, ma strategie personalizzate.

📣 ✨ VUOI
un piano di ALIMENTAZUONE/INTEGRAZIONE PERSONALIZZATO?

capire quali esami fare?

ottimizzare energia, peso e benessere?

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IL METABOLISMO NON VA IN VACANZA… NEMMENO A NATALE! 🎄🔥Anche durante le feste, il nostro corpo continua a lavorare: respi...
27/12/2025

IL METABOLISMO NON VA IN VACANZA… NEMMENO A NATALE! 🎄🔥
Anche durante le feste, il nostro corpo continua a lavorare: respirazione 🫁, battito cardiaco ❤️, digestione 🍽️… tutto richiede energia!

💡 SAPEVI CHE?
Il metabolismo basale rappresenta circa il 60-75% del consumo calorico giornaliero (fonte: Harrison’s Principles of Internal Medicine, 20th Edition). Anche mentre assapori panettone 🍰 o vin brulè ☕, il corpo continua a bruciare calorie!

⚠️ ATTENZIONE: uno stile di vita troppo sedentario durante le feste può far percepire un rallentamento metabolico, ma il metabolismo NON SI FERMA MAI! 🧘‍♂️❄️

✅ CONSIGLIO MEDICO-SCIENTIFICO:
🚶‍♀️ Muoviti di più: passeggiate dopo i pasti
💧 Rimani idratato: acqua e tisane calde
🥗 Mangia sano: porzioni equilibrate anche durante i pranzi festivi

🎅💪 NON LASCIARE IL METABOLISMO IN VACANZA: GODITI LE FESTE IN SALUTE! 🎁✨

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BRUCIARE GRASSIIl corpo utilizza i grassi come energia solo quando il metabolismo è ben adattato e non infiammato.GRASSI...
26/12/2025

BRUCIARE GRASSI
Il corpo utilizza i grassi come energia solo quando il metabolismo è ben adattato e non infiammato.

GRASSI GIUSTI
Grassi buoni come olio extravergine d’oliva, omega-3, avocado Olio di cocco e MCT riducono l’infiammazione, stabilizzano gli ormoni e permettono al corpo di attivare la combustione dei grassi.

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Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 17:00

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