Studio Medico Dott. Giuseppe Zampella

Studio Medico Dott. Giuseppe Zampella Studio di Medicina Generale convenzionato SSN

02/01/2026

Influenza…

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Come previsto ha rovinato le vacanze a molti.
Come previsto ci stanno angosciando con annunci di epidemie di polmoniti e gravi complicanze.
Come previsto si sta manifestando con la sua febbrona che persiste più giorni
Come previsto ha la sua bella tosse e il suo malessere.

Mi taccio sulla vaccinazione che hanno fatto in troppo pochi… Ma consiglio di prendere il nuovo calendario 2026 e mettere un memo di questi giorni nel mese di ottobre!

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Dicono che quest’anno dovremo fare i conti con nuove mutazioni più aggressive e che con il prossimo inizio della scuola dobbiamo aspettarci un picco di complicanze.

Facciamo le napoletanissime corna ma per ora, per quello che sto vedendo io (che conta molto poco nella valutazione generale) anche se le “febbrone” sono ormai innumerevoli, fino ad ora ho diagnosticato MENO polmoniti delle epidemie degli anni scorsi (sono fortunato?) e, con enorme soddisfazione, sto confermando un dato bellissimo che meriterebbe un articolo a 4 colonne nelle prime pagine dei giornali! (invece delle profezie che moriremo tutti!)

Quale?

Che la bronchiolite da Virus Respiratorio Sinciziale, cioè quella che colpiva i piccoli e non mancava mai negli inverni del mio ambulatorio (significava ricoveri e in alcuni casi, fortunatamente rari, anche rianimazione), è quasi del tutto SCOMPARSA!
Vinta da una semplice fiala iniettata a tutti i nuovi neonati!

E allora diciamole le cose belle!!
Stiamo calmi, ascoltiamo i nostri dottori e speriamo bene per i prossimi mesi.

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Ma in questo post voglio parlare di un “ansiolitico” che non manca mai negli armadietti dei farmaci di tutte le case: Il Cortisone (la pilloletta di Bentelan è una star immancabile!)

Il consiglio ovvio e banale dovrebbe essere “E’ un farmaco importante che deve prescrivere il dottore!!!”

Ma quel “Dottore mi sono spaventata e gli ho dato una Bentelan!” sembra sfuggire ad ogni raccomandazione.

E allora dico due parole sulla magica “compressina ansiolitica” autoprescritta dalla paura:

E’ vero. Il cortisone fa migliorare tutto. Ma dobbiamo sapere che il tutto (febbre, dolori, malesseri, tossi ecc…) sono “i nostri” che combattono!

Sparare sui “nostri” in battaglia non è mai una buona idea.

Il dottore prescrive il cortisone (e se lo fa, fa bene) quando “i nostri”, impegnati in battaglia (cioè l’infiammazione), finiscono per danneggiare anche noi.

Lo fanno per esempio quando “gonfiano” una mucosa bronchiale e stringono così il lume del “tubo” che deve far passare l’aria (come nella bronchite asmatica).

I “nostri” sono i sintomi.
Vero, sono fastidiosi e ci fanno star male, ma ci avvertono che siamo aggrediti, ci fanno star fermi per risparmiare energie e ci mandano dal dottore per vedere se rischiamo di non farcela da soli!

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Il cortisone agisce su tutto. Sulla febbre, sui dolori, nelle allergie, nel raffreddore, nella polmonite, nell’asma, nelle malattie autoimmunitarie, nella leucemia… Tutto!

Come? Facendo migliorare i sintomi.

Se però togliamo i sintomi che ci stanno avvisando di una aggressione ad un polmone e stanno pure combattendo per noi… I germi responsabili stappano una bottiglia di champagne e dilagano silenziosamente senza nemmeno doversi sforzare più di tanto!

Senza sintomi chiari le diagnosi sono più difficili. Ergo... Il cortisone può nascondere le diagnosi!

Se quindi prima di andare dal dottore abbiamo dato la “compressina salvatutti” lui avrà più difficoltà a capirci qualcosa!

Un maestro diceva: “Il cortisone è una nebbia! Se lo prescrivi senza aver capito cosa stai curando rischi di non capirlo più!”

E allora per favore: mettiamo un lucchetto alla scatolina di Bentelan!

Senza prescrizione del dottore che ha fatto una diagnosi e sa perché la prescrive, non va data mai!

E allora? Influenza: restiamo calmi.
Appuntiamola nel calendario 2026 (per ricordarci che esiste un vaccino che forse potrebbe salvare le vacanze), rispolveriamo tutti i consigli che ci hanno dato durante il Covid per ridurre i contagi e… passerà anche questa!

16/12/2025

Morì povero, in una stanza d’ospedale, con addosso lo stesso cappotto consumato che indossava da anni.

Giuseppe Moscati nasce a Benevento nel 1880, in un’Italia che sta cercando di diventare moderna ma dove la medicina è ancora un privilegio per pochi. È brillante, rigoroso, disciplinato. Si laurea in medicina giovanissimo e sceglie Napoli, una città splendida e feroce, dove la miseria convive con la scienza e la fede con la disperazione.

Nel 1906 il Vesuvio erutta. L’ospedale degli Incurabili rischia di crollare. Moscati non scappa. Organizza l’evacuazione dei pazienti, uno per uno, mentre la cenere cade e i muri tremano. Nessun morto. Da quel giorno, per molti, non è più solo un medico.

Lavora senza sosta. Cura i poveri gratuitamente, spesso lasciando di nascosto il denaro per le medicine sul comodino. Considera la scienza un dovere morale, non un mezzo per fare carriera. Introduce metodi moderni nello studio del diabete, insegna, fa ricerca, ma rifiuta il lusso e l’ambizione. Vive in una stanza spoglia, mangia poco, dorme ancora meno.

Durante le epidemie di colera e influenza resta in corsia quando altri si allontanano. Non fa proclami. Visita, ascolta, tocca. Per lui il malato non è mai un caso clinico, è una persona ferita nella carne e nello spirito.

Il 12 aprile 1927 si siede alla scrivania del suo ambulatorio. Ha appena finito di visitare alcuni pazienti. Si accascia lentamente sulla poltrona. Nessun grido, nessuna scena. Muore così, lavorando.

Al suo funerale Napoli si ferma. Migliaia di persone seguono il feretro. Poveri, studenti, medici, gente che non ha mai dimenticato una visita gratuita o una parola detta al momento giusto.

Giuseppe Moscati aveva capito una cosa semplice e durissima: la competenza senza compassione è vuota. E la fede, senza il servizio concreto, resta solo un’idea.

24/09/2025
19/09/2025
14/09/2025

Sedici persone sono state ricoverate nelle prime settimane di luglio alle Isole Baleari per un caso di overdose di vitamina D, lanciando un allarme

Tranne se fossero farmaci…
10/07/2025

Tranne se fossero farmaci…

15/05/2025

Se puoi curare, cura. Se non puoi curare, lenisci il dolore. Se non puoi lenire il dolore, consola.

Ippocrate

Buongiorno 🌹 ✨️

09/04/2025

Guarisci presto.
Lo dici spesso a chi vuoi bene.
Guarisci presto,
riguardarti,
riposati.
Lo dici in occasione di una febbre, un raffreddore, una malattia.
Ma ci sono malattie che non si vedono,
malattie che nessun dottore potrà mai diagnosticare,
dolori che nessun farmaco potrà curare.
Sono le malattie dell'anima,
quei singhiozzi taciuti e quelle lacrime versate nel buio di una camera,
quelle lacerazioni sul cuore che non si riescono a suturare,
quei fardelli invisibili portati con fatica sulle spalle,
quelle battaglie interiori che lasciano a terra senza fiato e senza forze.
Guarisci presto.
Dillo anche a chi sta male dentro,
a quelli che sappiamo che vestono il dolore di finti sorrisi.
Riguardati.
Riposati.
Dillo a chi ha bisogno di fermarsi, a chi è stanco, a chi corre ignorando se stesso, a chi si sente sempre vuoto.
Guarisci presto.
Dillo spesso,
che è l'augurio migliore che puoi fare
a chi vive alla luce del sole portando dentro il buio, e se puoi aiuta, che a volte, anche se non lo sai, puoi essere tu la miglior cura per l'altro.

Indirizzo

Viale Lincoln 187 E Via Don Gangi 2
Caserta
81100

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 11:00
Martedì 15:00 - 18:00
Mercoledì 15:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 13:00
Venerdì 08:00 - 11:00

Telefono

+3908231703454

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