Dott Ft Francesco Barbato D. O.

Dott Ft Francesco Barbato D. O. uno spazio pubblico dove poter attingere informazioni e confrontarsi su tematiche relative, alla riabilitazione, al benessere, ed alla salute in genere

Osteopata - Fisioterapista - Formatore per le professioni sanitarie della riabilitazione e della prevenzione - Docente presso Scuole di Osteopatia e Terapia Manuale - Higher education teaching qualification

06/05/2020
13/04/2020

Con l'augurio che la forza della rinascita porti ognuno di noi a guardare al di là di ciò vogliamo, spingendoci a comprendere chi siamo...
Da tutto lo staff SEFO, Buona Pasqua a tutti!

Il Direttore Luca Orabona, la Vicedirettrice Lorena Rosito, la segretaria Carla Ungaro.
Il magnifico corpo docente: Fabrizio Usai, Francesco Barbato, Francesco De Martino, Gerardo Carannante, Raffaele Caracciolo, Massimo Aita, Michele Orlanducci, Fabio Stadio.
Gli insuperabili assistenti: Biagio Galluccio, Dario Schioppo, Erminio Milo Carotenuto, Fabrizio Carannante, Francesco Luongo, Eugenio Musco, Gaetano Ricciardiello, Giuseppe Magliano, Maddalena Perna, Mauro Esposito, Myriam Palmiero, Ornella Troise, Raffaella Persico.

11/03/2020
Non viviamo in vitro, ma i segnali sono buoni. Se solo dessimo tempo ai ricercatori, assumendo comportamenti responsabil...
08/03/2020

Non viviamo in vitro, ma i segnali sono buoni. Se solo dessimo tempo ai ricercatori, assumendo comportamenti responsabili, potremmo evitare il collasso degli ospedali, e garantire le giuste cure a chi ne ha bisogno.

Un team di ricerca guidato da Li Lanjuan, tra i massimi scienziati cinesi schierati nella lotta al nuovo coronavirus, ha annunciato «un’importante scoperta», ha riferito il Changjiang Daily. Si tratta dei risultati positivi emersi da due farmaci, l’Abidol e il Darunavir, che possono «effettiv...

Cosi....tanto per citarne uno."Effetto di approcci manuali con modalità osteopatica sui correlati cerebrali dell'interoc...
21/02/2020

Cosi....tanto per citarne uno.

"Effetto di approcci manuali con modalità osteopatica sui correlati cerebrali dell'interocezione"

Non dimentichiamo che quello che una volta era stregoneria, oggi la chiamiamo scienza.

The present randomised placebo controlled trial explored the extent to which osteopathic manipulative treatment (OMT) affects brain activity, particularly the insula, during both an “interoceptive awareness” and “exteroceptive awareness” task in a sample of 32 right-handed adults with chroni...

Nervo vago....parliamone
18/02/2020

Nervo vago....parliamone

Approfondimenti e riflessioni dal punto di vista dell’Osteopata

Il cardias sfintere cardiale, sfintere gastro-esofageo, sfintere esofageo inferiore (SEI) , o valvola cardiale, è la reg...
14/02/2020

Il cardias sfintere cardiale, sfintere gastro-esofageo, sfintere esofageo inferiore (SEI) , o valvola cardiale, è la regione anatomica di congiunzione tra esofago e stomaco, normalmente situata nell'addome da 2 a 3 cm (leggermente a sx) al di sotto diaframma, più precisamente del processo xifoideo. Subito a monte del cardias, le fibre muscolari circolari dell'esofago acquisiscono azione sfinteriale, nel senso che in condizioni di riposo rimangono contratte, mentre si rilassano durante l'eruttazione, la discesa del cibo nello stomaco e la sua risalita durante il vomito; nelle altre fasi dei processi digestivi, invece, questo sfintere funzionale rimane chiuso e contratto, per impedire che il contenuto acido dello stomaco risalga nell'esofago irritandone le pareti interne. È definito uno sfintere funzionale perché non vi è un determinato fascio muscolare dimostrabile anatomicamente, ma solo una zona della muscolatura esofagea, estesa verticalmente per un paio di centimetri. Qui avviene la transizione tra la mucosa esofagea e quella gastrica, ove è facilmente individuabile una linea sfrangiata (linea Z) che separa la mucosa gastrica, da quella esofagea, o meglio il passaggio dall'epitelio cilindrico monostratificato della mucosa gastrica da un lato e l'epitelio pavimentoso polistratificato di quella esofagea dall'altro. Lo sfintere esofageo inferiore è innervato dal nervo vago, con funzione inibente, e da afferenze del sistema nervoso simpatico, che hanno, al contrario, funzione eccitante. La sua funzione è facilitata dall'angolo di His, dal tratto sottodiaframmatico dell'esofago, dalla crura diaframmatica e dal legamento freno esofageo.
Una alterazione della fisiologia, e della funzione biologica di questa area può portare, spesso, ad una sofferenza nota come malattia da reflusso gastroesofageo (RGE), un complesso di situazioni cliniche che si estende dal semplice reflusso sintomatico al danno mucosale semplice o complicato (esofagite, esofago di Barrett). La sintomatologia caratteristica di tali condizioni include pirosi e rigurgito acido, dolore retrosternale (simile a quello anginoso), dorsalgia e rigidità del rachide e dunque limitazioni dovute alla relariva resistenza muscolare, nausea, vomito, singhiozzo, difficoltà o dolore alla deglutizione, mal di testa, talvolta disturbi dell'apparato respiratorio e cardiaco, scialorrea a getto ed emorragie (evidenziabili con la colorazione nerastra delle feci o con tracce di sangue nel vomito), nonché a condizioni patologiche gravata da continui eventi flogistici fino al carcinoma.
L'uso prolungato di farmaci ha dato prova di non essere efficace nel medio e lungo periodo, nonche di essere tossico per l'organismo. L'Osteopatia ha dato prova di essere di particolare aiuto nella gestione e nella risoluzione dei primi disturbi nonché nelle situazioni anche maggiormente radicate.
Il trattamento si avvale di tecnice inclusive non solo degli elementi tissutali oggetto di pirosi, ma neurologici, vascolari, metabolici-endocrini, biomeccanici, e biopsicosociali.
Eccone una piccola parte.

Lavarsi bene le mani, evitare luoghi affolati.... Ecc.... Ecc...certo però  importante è avere anche un sano siatema imm...
29/01/2020

Lavarsi bene le mani, evitare luoghi affolati.... Ecc.... Ecc...certo però importante è avere anche un sano siatema immunitario. La vitamina C, ad esempio, si è mostrata rilevante contro il diffondersi della Sars, studio del 2003. Coronavirus: portate la Vitamina D nel sangue a 75-80 ng/ml, integrate con K2 e C, e il vostro sistema immunitario diventerà una muraglia...cinese
Molte epidemie si diffondono anche perchè il livello medio di vitamina D nella popolazione mondiale è decisamente basso.

Harri Hemilä, Vitamin C and SARS coronavirus, Journal of Antimicrobial Chemotherapy, Volume 52, Issue 6, December 2003, Pages 1049–1050, https://doi.org/10.1093/jac/dkh002

Osteopatia: le manipolazioni al collo possono provocare l'ictus cerebrale?Risponde Mauro Silvestrini, direttore della cl...
28/01/2020

Osteopatia: le manipolazioni al collo possono provocare l'ictus cerebrale?

Risponde Mauro Silvestrini, direttore della clinica neurologica e della stroke unit dell'azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti di Ancona e presidente eletto dell'Italian Stroke Organization.

La dissezione è una delle cause dell'ictus ed è più frequente nei casi che si registrano in persone con meno di 55-60 anni che non presentano particolari fattori di rischio relativamente ai valori della pressione arteriosa, alla colesterolemia, al sovrappeso o all'obesità, alla familiarità e al diabete. I dati riportati in letteratura ci permettono di attribuire a questo problema vascolare il 15-20 per cento dei casi di ictus giovanile che si registrano nel nostro Paese. Tradotto in numeri, parliamo all'incirca di duemila casi all'anno.
Nel caso di Vianello, pur avendo ricevuto una manipolazione del collo pochi giorni prima, resta comunque difficile attribuire a ciò l'origine certa all'ictus che ne è scaturito. Questo perché la dissezione di un'arteria è una malattia multifattoriale, che può presentarsi anche diverse settimane dopo rispetto a quello che potrebbe essere l'evento traumatico di riferimento.

Manipolazioni troppo «energiche», al pari dei colpi di frusta, possono causare una dissezione carotidea, responsabile del 20% dei casi di ictus giovanile

L'insufficienza cardiaca è un disturbo potenzialmente letale con cause sia ereditarie che acquisite.  Circa l'1% della p...
27/01/2020

L'insufficienza cardiaca è un disturbo potenzialmente letale con cause sia ereditarie che acquisite. Circa l'1% della popolazione dimezza età e fino al 10% delle persone anziane ne soffrono. I ricercatori hanno ora identificato una nuova variante genetica alla base della patogenesi dell'insufficienza cardiaca.

Finnish researchers have identified an exonic variant in the TRIM55 gene, which affects cardiomyocyte specific functions and reduces cardiac contractility.

25/01/2020

Riferendo ai numerosi studi, di cui questa pubblicazione ne raccoglie diversi, non viene evidenziata alcuna relazione tra manipolazione cervicale ed ictus, e/o dissecazione arteriosa. Le arterie che più autori prendono in considerazione sono le vertebrali, le carotidi cervicali, e le vertebrobasilari, quando evinto può riassumersi in cambiamenti poco significativi nel flusso arterioso, e qui si riferiscono unicamente a tecniche manipolative (HVLA), e alcuno, ovvero nessuno stress meccanico per l'arteria stessa. A questo aggiungerei almeno un 250 anni di esperienza complessiva mia e dei miei colleghi più stretti (15-20 anni a testa), durante i quali mai abbiamo avuto problematiche seguite ad una tecnica "manipolativa" (che resta, a mio avviso, tra le più sicure...quando fatta bene e da mani esperte), e che rappresenta solo e comunque un piccolo "ingrediente" di una ricetta, ovvero una piccola, anche se relativamente importante, parentesi terapeutica.
Leggendo notizie relative agli ultimi fatti di cronaca, ed é facilmente intuibile a cosa e chi mi riferisco, a questo punto, e seguendo un rigoroso sentiero logico, le opzioni rimangino due al masimo:

1. Ammettendo che "l'interessato" sia in buona fede, ci troviamo di fronte ad un caso isolato (c'è ne sono diversi in ogni ambito della sanità) di incompetenza e/o superficialità del professionista...3 trattamenti a settimana, e sullo stesso tessuto, o segmento, viola ogni principio sia osteopatico che chiropratico. Un professionista non rappresenta la categoria, altrimenti nemmeno i medici dovrebbero essere sottoposti alla medesima gogna mediatica, ed anche li gli errori ci sono....la gente muore ma comunque continua a curarsi con quelle metodiche, dato che l'errore è stato umano e non di genere, dimenticandosi però di estendere tale principio ad altri ambiti sanitari.

2. "L'interessato" è in mala fede, alla ricerca di pubblicità per il proprio libro, o prodotto che sia, ed il personaggio che vorrebbe rappresentare. Il momento storico è alquanto delicato, quanto di attualità, l'Osteopata, come il Chirooratico, è stato individuato come professione sanitaria, mancano solo i decreti attuativi che ne definiranno i relativi profili. Facile farsi pubblicità sfruttando la diffusione mediatica di un argomento al quale collegarsi con una storia di vita e sofferenza.

A questo si aggiunge la "becera" ignoranza del messaggio che l'interessato fa passare ovvero che se un osteopata, o chiropratico, commette un errore, va messa in discussione l'intera osteopatia, mentre quando è un medico a sbagliare viene messo in discussione il professionista e non la medicina.....con tutto il rispetto per la br**ta esperienza passata, a questo punto ci credo che abbia bisogno di pubblicità per vendere il suo libro, dato che una mente limitata potrà solo acrivere cose limitate.

Adesso ognuno si faccia la propria idea....qualsiasi essa sia, ma che sia propria.

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Il buono, il cattivo, il bello, il brutto....rasentano sempre soggettività, e mai oggettività. Eccezione fatta quando pa...
23/01/2020

Il buono, il cattivo, il bello, il brutto....rasentano sempre soggettività, e mai oggettività. Eccezione fatta quando parliamo di competenze, abilità, e professionalità.
Un cattivo idraulico non rappresenta l'intera categoria degli idraulici, cosi come un buon medico non rappresenta l'intera categoria medica, altrimenti la malasanità dovrebbe averci riportato a porre fiducia nei sacerdoti egiziani, ma fortunatamente così non é stato. Questo discorso potremmo applicarlo ad ogni contesto, ad ogni professione...è "la persona" che fa la differenza, quanto viene fatto da un professionista va pesato non tanto per cosa è ma da chi. È come pensare di prendere la medicina quando non necessario, in una posologia inadeguata, ed in presenza di controindicazioni....Un vero Osteopata, la "medicina" la somministra alle persone che ne necessitano, con la giusta frequenza, ed il corretto dosaggio, nonché con le giuste indicazioni.....un vero osteopata mette, in ogni tecnica, tutto quanto fa la differenza tra un professionista qualificato ed un praticone impostato (perdonate la rima). Un vero osteopata non ha solo i titoli, ma, soprattutto, passione ed attenzione...un vero Osteopata pratica l'Osteopatia, che tutto è tranne che una, o anche, un insieme di tecniche.....L'Osteopatia non è una pratica, ma un ragionamento clinico che viene poi espresso attraverso mani, non solo esperte, ma coscienti. Essere Osteopata è una cosa, e non è tanto difficile, farlo né è tutt'altra, e le difficoltà, qui, sono quotidiane e superabili solo da chi crede in quanto fa, mette passione in ciò in cui crede, ed ha rispetto per chi pone in lui non solo la propria salute, ma la propria fiducia.
Buona riflessione.

Dott. Francesco Barbato D. O.
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