20/09/2022
Riabilitazione dell’apparato gastrointestinale
C’è un organo del corpo umano poco conosciuto eppure di vitale importanza. Un organo localizzato a livello intestinale, del peso di più di un kilogrammo e formato da miliardi di microrganismi, con un numero 10 volte superiore a quello complessivo delle cellule e 100 volte superiore ai geni di tutte le cellule dell’organismo.
Tale organo viene definito “microbiota intestinale“, questo è l’insieme dei microrganismi, prevalentemente batteri, che vivono e interagiscono con il nostro intestino per regolarne funzioni essenziali.
Assicura numerose funzioni vitali, in quanto protegge l’intestino dai germi patogeni, favorisce la digestione degli alimenti, regola la funzione intestinale, produce vitamine e acidi grassi essenziali per la salute, elimina scorie e sostanze potenzialmente dannose, mantiene attive le difese, contribuendo in maniera determinante alla salute dell’intestino e dell’intero organismo.
Un microbiota in salute, ovvero in eubiosi, è fatto dalla giusta presenza e proporzione di microrganismi “buoni” e “cattivi”.
Disbiosi è il termine generico utilizzato per indicare l’alterazione della flora intestinale che perde batteri “buoni” (simbionti e commensali) a favore di specie pro infiammatorie o potenzialmente patogene (patobionti).
Si può manifestare con sintomi gastrointestinali (alitosi, meteorismo, tensione dolorosa addominale, stipsi o diarrea) e generali (stanchezza, facile esauribilità, ipereccitabilità, tensione muscolare, difficoltà di concentrazione, cefalea, infezioni urinarie e genitali).
La disbiosi è il miglior presupposto per l’infiammazione cronica di basso grado, che è nota anche come “madre di tutte le malattie”.
Si tratta di un’affermazione forte, ma solo in apparenza eccessiva: richiama l’attenzione sul ruolo critico volto dall’ecosistema intestinale nel mantenimento della salute e del benessere generale dell’individuo.
La sua compromissione prelude a una sequenza di eventi negativi, ponendo le basi per l’insorgenza di diverse malattie.
Esiste, per esempio, una relazione bidirezionale tra il microbiota intestinale e il cervello: alterazioni del microbiota sono state associate a peggioramenti delle capacità cognitive, dell’umore, dell’appetito e all’insorgenza di alcune patologie neurologiche.
Numerose cause possono provocare un’alterazione del microbiota: assunzione di antibiotici o trattamenti farmacologici (acuti e cronici), abitudini alimentari non corrette, condizioni di stress.
È importante favorire l’equilibrio del microbiota, in quanto aiuta a regolare il metabolismo, mantenere efficiente il sistema immunitario, produrre elementi essenziali come le vitamine, proteggere dalle infezioni e non solo.
Dal mantenimento di questo equilibrio dipende la nostra salute.
L’unico modo che oggi abbiamo per eseguire un’analisi completa e precisa del microbiota è il sequenziamento massivo del DNA microbico (Next Generation Sequencing – NGS).
Tale metodologia permette di leggere e codificare le “impronte digitali” presenti nel DNA di ogni microrganismo presente nell’eco-sistema intestinale.
Così facendo, siamo in grado di scattare una fotografia completa e affidabile di un intero ecosistema e interpretarne il potenziale impatto sulla nostra salute.
Wellmicro® ha testato e ottimizzato ciascuna fase di quest’analisi meta genomica, definendo protocolli affidabili e“controllati” a partire dalla scelta dei singoli componenti per il campionamento fino all’analisi bio informatica dei dati di sequenziamento.
Medesimo rigore viene adottato per l’interpretazione funzionale del profilo microbico secondo una metodologia esclusiva, brevettata da Wellmicro®.
Wellmicro® descrive in maniera approfondita il microbiota intestinale e, in base alle specifiche emerse dal report di analisi, supporta il medico e/o professionista della salute nell’identificazione di un approccio unico, completo e personalizzato, volto a stare meglio.
I test Wellmicro® consentono, da un semplice campione fecale, di conoscere e valutare la composizione batterica e micotica presente nel campione, valutando il possibile impatto sullo stato di salute della persona.
I test possono essere effettuati da qualsiasi persona, a qualsiasi età e in qualsiasi condizione di salute, anche in gravidanza.
L’unica restrizione è quella di non aver seguito una terapia antibiotica nei 30 giorni precedenti al prelievo, ciò potrebbe comportare l’ottenimento di risultati falsati.
Per quanto riguarda farmaci e/o integratori, se assunti continuativamente (o ciclicamente), non alterano i risultati dei test. In questi casi, la composizione microbica rappresentativa di quel soggetto sarà da considerarsi quella sotto assunzione di farmaci e/o integratori. In caso di assunzioni saltuarie consigliamo a chi richiede il test di affidarsi al consiglio del proprio specialista di riferimento. In caso di incertezza è consigliabile aspettare indicativamente 2 settimane dal termine dell’assunzione del farmaco e/o integratore in oggetto.
Il prelievo non è assolutamente invasivo e viene effettuato utilizzando appositi dispositivi che facilitano la raccolta del campione. All’interno del kit sono presenti le istruzioni che riportano la corretta modalità per il prelievo del campione.
Il successivo passaggio è un eventuale intervento terapeutico che permetta un riequilibrio del microbiota attraverso assunzione di specifiche sostanze e l’utilizzo di terapie come l’Ossigeno-ozonoterapia, la Terapia Neurale e l’Idrocolonterapia.