Medica

Medica Medica è un canale d'informazione a supporto della ASL FR112 e della provincia di Frosinone. Medica, la salute al centro.

Il canale ospita format realizzati da associazioni, case di produzione e agenzie di comunicazione con specialisti ed eccellenze della provincia e non solo. Medica è un canale d'informazione scientifica con particolare attenzione sui temi della salute e della medicina. Il canale è nato a supporto della ASL FR112 e dei comuni della provincia di Frosinone e ospita format realizzati da associazioni, case di produzione e agenzie di comunicazione con protagonisti ospiti di primo piano del territorio e non solo. L’infodemia è una delle problematiche più spinose dell’era internet e riuscire a districarsi tra le migliaia di notizie che ogni giorno vengono pubblicate è diventato sempre più difficile. Grazie ad una comunicazione chiara e semplice, capace di essere compresa da tutti a pieno supporto del rapporto medico-paziente, il canale Medica si propone di fare da filtro per una corretta informazione e per smontare le cosidette fake news, con la collaborazione del personale specializzato. Un occhio sempre attento a quelle che sono le novità terapeutiche, alla prevenzione, alla situazione dei presidi ospedalieri e alla qualità della vita nella provincia di Frosinone.

Buona Pasqua!
09/04/2023

Buona Pasqua!

02/04/2023

Il 2 aprile si celebra in tutto il mondo la . Indetta dall'Onu nel 2008, questa ricorrenza è diretta ad alimentare la conoscenza dei disturbi dello spettro autistico e a favorire azioni sociali per promuovere una maggiore inclusione.
Il mondo per l’occasione si è colorato di blu, con luci e palloncini,incontri tematici e manifestazioni, per testimoniare la partecipazione della popolazione mondiale.

Blu sono le emozioni e le attese di quei genitori che affrontano , che trascorrono notti insonni, che indossano corazze resistenti e sorrisi più belli per non suscitare compassioni negli altri, per essere il punto di forza dei propri figli.

Blu è la consapevolezza di tutta la nostra comunità , che vuole diffondere un messaggio in cui sottolinea che, con le sue attività, testimonia la sua attenzione, sollecitudine, sforzandosi di migliorare per includere al meglio gli alunni con Disturbo dello Spettro Autistico ( ).

Alma Mater Cassino Medica e Terraferma in linea con le attività delle Nazioni Unite, in collaborazione con Comune di Cassino illumineranno di blu la Rocca Janula , all'interno del progetto "Nel Blu dipinto di Blu - conoscere per comprendere" ideato dall'artista Marcello Russo.
Il progetto nato nel 2019 raccoglie ogni anno sempre più volontari, pronti a raccontare il quotidiano di chi convive con l'autismo e delle loro famiglie per far conoscere e comprendere cosa significa esattamente questa giornata.

Con l'Assessore alla Cultura Danilo Grossi e l'Assessora alla pubblica istruzione Maria Concetta Tanburrini, a partire da quest'anno, realizzeremo una rete che vedrà il coinvolgimento a 360 gradi di enti, scuole e associazioni, per far sentire in coro la nostra voce.

Ringraziamo di vero ❤️ l'attivista Francesco Torrice per il supporto costante nelle nostre iniziative.

suditonoaps

Buon Natale da tutti noi! 🎄Medica, la salute al centro   - Informarsi ci mette in sicurezzaPaolo Petta  Carlo DI Nallo
24/12/2022

Buon Natale da tutti noi! 🎄

Medica, la salute al centro
- Informarsi ci mette in sicurezza

Paolo Petta Carlo DI Nallo

𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐏𝐑𝐎𝐒𝐓𝐀𝐓𝐀. 𝐑𝐈𝐒𝐂𝐇𝐈𝐎 𝐂𝐀𝐑𝐃𝐈𝐎𝐕𝐀𝐒𝐂𝐎𝐋𝐀𝐑𝐄 𝐍𝐄𝐋𝐋’𝐔𝐎𝐌𝐎Il mese di novembre è stato dedicato alla prevenzione dei tumori mas...
02/12/2022

𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐏𝐑𝐎𝐒𝐓𝐀𝐓𝐀. 𝐑𝐈𝐒𝐂𝐇𝐈𝐎 𝐂𝐀𝐑𝐃𝐈𝐎𝐕𝐀𝐒𝐂𝐎𝐋𝐀𝐑𝐄 𝐍𝐄𝐋𝐋’𝐔𝐎𝐌𝐎

Il mese di novembre è stato dedicato alla prevenzione dei tumori maschili, ma già che si parla di prevenzione, perché non farlo anche per il cuore, altro organo da tenere sotto controllo con visite ed esami periodici, soprattutto quando si è in presenza di altri fattori di rischio come sovrappeso, diabete, abitudini alimentare scorrette e fumo.
𝐄̀ 𝐨𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐮𝐨𝐦𝐨 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐮𝐧 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢𝐨𝐯𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞, in realtà nella maggior parte dei casi, l'associazione tra fattore di rischio e malattia sono simili tra i sessi.
Un recente studio pubblicato su Lancet ha evidenziato come sia importante che le strategie per la prevenzione delle malattie cardiovascolari per uomini e donne siano simili. Questo perché nei due sessi, tranne che per qualche eccezione, le associazioni tra le malattie cardiovascolari osservate e i fattori di rischio sono analoghi.
L’analisi, che ha coinvolto persone di Paesi con diverso reddito, conferma che il profilo di rischio cardiovascolare delle donne è in generale migliore di quello degli uomini ma i risultati suggeriscono che i rischi più elevati negli uomini rispetto alle donne possono essere sostanzialmente attenuati con una più marcata riduzione del consumo di tabacco e delle concentrazioni di lipidi nel sangue.

È noto che un fattore da tenere in considerazione quando si parla di rischio cardiovascolare è l’𝐚𝐜𝐜𝐮𝐦𝐮𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐯𝐢𝐬𝐜𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞.
È risaputo che nell’uomo il grasso ha la tendenza di accumularsi soprattutto a livello viscerale-addominale mentre nella donna a livello sottocutaneo, nei glutei e nelle cosce.
Questa differenza tra uomini e donne è così evidente da averci portato ad utilizzare un simpatico modo di dire “le maniglie dell’amore” per indicare questo insidioso accumulo di grasso addominale, che conferisce un rischio cardiovascolare nettamente maggiore rispetto al grasso periferico tipico nella donna.

𝐌𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚?
Il grasso alimentare viene digerito e assorbito dall’intestino tenue e trasportato, grazie a specifiche molecole trasportatrici, chiamate chilomicroni, attraverso la circolazione sanguigna in tutto il corpo.
La quantità di chilomicroni prodotta è direttamente proporzionale alla quantità di grassi ingerita. Dal momento che gli uomini consumano generalmente una maggiore quantità di grasso nella dieta, si sostiene che producano più chilomicroni rispetto alle donne. Oltretutto sembra che questi trasportatori favoriscano preferenzialmente spostare il grasso verso la zona addominale, piuttosto che in altri distretti corporei.
Si pensa che la funzione del grasso sia quella di soddisfare la richiesta energetica dell’organismo e quella di fornire un isolamento termico, ma in realtà il grasso viscerale non immagazzina solamente l’energia in eccesso ma produce anche ormoni e sostanze infiammatorie. Nel tempo, questi ormoni possono promuovere un’infiammazione di lunga durata e aumentare il rischio di malattie cardiovascolari con la formazione di placche all’interno delle arterie, un fattore di rischio importante per le malattie cardiache. Le placche sono formate da colesterolo e altre sostanze, crescono nel tempo e possono rompersi bloccando parzialmente o completamente il flusso sanguigno. Nelle arterie coronarie, un tale evento può privare il cuore di ossigeno e causare un infarto, mentre nelle arterie di piccolo calibro si può verificare una ridotta o totale assenza di perfusione con conseguente sofferenza degli organi e tessuti sottostanti.

È importantissimo quindi monitorare i cambiamenti del perimetro addominale. Se è presente la classica “pancetta” prendiamo un metro da sarta e misuriamo la circonferenza vita.
Iniziamo ad aumentare il livello di intensità dell’esercizio fisico e soprattutto a modificare le abitudini alimentari. Ogni centimetro di girovita perso è indice di riduzione di tessuto adiposo nocivo intrappolato nella cavità addominale e di riduzione del rischio di sviluppare patologie metaboliche.

I 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢𝐨𝐜𝐢𝐫𝐜𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 sono le solite, tante volte ripetute…

- mantenere un’attività motoria costante che preveda ogni giorno lo svolgimento di un’attività fisica blanda come fare le scale o una camminata di circa 30 minuti. Ogni settimana è poi consigliato svolgere un’attività aerobica di lieve intensità e di leggero potenziamento muscolare. Da evitare è la vita troppo sedentaria.

- bere molta acqua e consumare cibi facilmente digeribili e che assicurino un buon assorbimento. Evitare i grassi saturi e via libera agli omega 3 (presenti in pesce, frutta fresca, piselli).

- Dire addio al fumo, che non danneggia solo i polmoni ma anche le nostre arterie.
Sono decenni che si ripetono queste raccomandazioni…anzi oserei dire millenni se anche Ippocrate (430-377 A.C.) enunciò “Se si riuscisse a dare a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico avremmo trovato la strada per la salute”.

Contenuto a cura di Augusta Chicca , informatore scientifico del farmaco

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ASL Frosinone Salute Lazio Comune di Cassino Regione Lazio Paolo Petta Carlo DI Nallo

𝐓𝐔𝐌𝐎𝐑𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐒𝐓𝐀𝐓𝐀, 𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐒𝐀𝐏𝐄𝐑𝐄In Italia 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗰𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶𝗳𝗳𝘂𝘀𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶𝗹𝗲...
24/11/2022

𝐓𝐔𝐌𝐎𝐑𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐒𝐓𝐀𝐓𝐀, 𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐒𝐀𝐏𝐄𝐑𝐄

In Italia 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗰𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶𝗳𝗳𝘂𝘀𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶𝗹𝗲 e rappresenta 𝗶𝗹 𝟭𝟴,𝟱 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝘁𝘂𝗺𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶𝗮𝗴𝗻𝗼𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝘂𝗼𝗺𝗼: le stime relative all'anno 2020 parlano di 36.074 nuovi casi l’anno a livello nazionale. Nonostante l’incidenza elevata, il rischio che la malattia abbia un esito infausto è basso, soprattutto se si interviene in tempo e, rispetto al 2015, nel 2020 è stata stimata una riduzione dei tassi di mortalità del (-15,6 per cento).

Lo dimostrano anche i dati relativi al numero di persone ancora vive dopo cinque anni dalla diagnosi ‒ in media il 92 per cento ‒ una percentuale tra le più alte in caso di tumore, soprattutto se si tiene conto dell'avanzata età media dei pazienti.

𝗟'𝗶𝗻𝗰𝗶𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮, cioè il numero di nuovi casi registrati in un dato periodo di tempo, è cresciuta nell’ultimo decennio in concomitanza con la maggiore diffusione di esami che, seppure non sempre conclusivi, hanno comunque aiutato la diagnosi precoce come il 𝘁𝗲𝘀𝘁 𝗣𝗦𝗔 (antigene prostatico specifico, in inglese prostate specific antigene).

𝗖𝗢𝗦’𝗘̀ 𝗘𝗦𝗔𝗧𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗜𝗟 𝗧𝗨𝗠𝗢𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗧𝗔𝗧𝗔?
Il tumore della prostata ha origine dalle cellule presenti all'interno di una ghiandola, la prostata, che cominciano a crescere in maniera incontrollata. La prostata è una ghiandola del sistema riproduttore maschile situata sotto la vescica (l’organo che raccoglie ed espelle l’urina) e davanti al retto (la parte inferiore dell’intestino). Ha le dimensioni di una noce e circonda parte dell’uretra (il dotto che espelle l’urina dalla vescica).
La sua funziona risiede principalmente nella produzione di un liquido che costituisce parte dello sperma. Questa ghiandola è molto sensibile all'azione degli ormoni, in particolare di quelli maschili, come il testosterone, che ne influenzano la crescita.
Con l’invecchiamento la dimensione della prostata può aumentare, una prostata ingrossata può bloccare il flusso dell’urina dalla vescica e causare anche problemi alla funzione sessuale. Questa condizione è chiamata ipertrofia prostatica benigna (IPB) e, anche se non rappresenta un cancro, può essere necessario il ricorso alla chirurgia per affrontare il problema.
I sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna o di altri problemi possono essere simili a quelli del cancro alla prostata e per questo è bene essere seguiti dallo specialista (urologo) in caso di disturbi di qualsiasi genere.

𝗙𝗔𝗧𝗧𝗢𝗥𝗜 𝗗𝗜 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗘 𝗖𝗔𝗨𝗦𝗘
Le cause esatte che portano alla comparsa del cancro alla prostata non sono ancora del tutto chiare, ma esistono alcuni fattori di rischio noti:
🔸L’𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 è il più importante fattore di rischio per il cancro della prostata, uomini con 50 anni o più sono associati a un rischio maggiore: le possibilità di ammalarsi sono scarse prima dei 40 anni, ma aumentano sensibilmente dopo i 50 anni e circa due tumori su tre sono diagnosticati in persone con più di 65 anni.
🔸La 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗶𝘁𝗮̀ può avere un certo peso; se i famigliari più stretti (padre e fratello) hanno un tumore alla prostata il rischio per il soggetto è 2-3 volte superiore alla media.
🔸𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶 come BRCA1 e BRCA2, già coinvolti nell'insorgenza di tumori di seno e ovaio, o della Sindrome di Lynch (tumore del colon non poliposico ereditario; HNPCC) possono aumentare il rischio di cancro alla prostata.
🔸𝗢𝗯𝗲𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 sono due fattori fortemente correlati al rischio di sviluppare tumore alla prostata.
🔸𝗙𝘂𝗺𝗼 𝗲 𝘀𝗰𝗮𝗿𝘀𝗼 𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗼.
🔸Anche la 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗮 può anche essere un fattore rilevante: esistono evidenze di grado moderato che un elevato consumo di latticini o di alimenti ricchi di calcio possa accrescere il rischio, così come una carenza di vitamina E e di selenio.

𝗦𝗜𝗡𝗧𝗢𝗠𝗜
𝗡𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝗳𝗮𝘀𝗶 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗲̀ 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗮𝘀𝗶𝗻𝘁𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼, mentre quando la massa tumorale aumenta di volume compaiono sintomi urinari:

• difficoltà ad iniziare la minzione (in particolare a iniziare),
• necessità di urinare spesso,
• dolore quando si urina,
• sangue nelle urine o nello sperma,
• sensazione di non riuscire a urinare completamente (tenesmo urinario)
• disfunzione erettile

Le cellule tumorali del cancro alla prostrata possono diffondersi staccandosi dal tumore originario (tumore alla prostata metastatico). Possono raggiungere altre parti del corpo tramite i vasi sanguigni o linfatici. Dopo essersi diffuse, le cellule tumorali possono attaccare altri tessuti e crescere formando nuovi tumori che possono danneggiare i tessuti. I distretti più colpiti sono ossa e linfonodi ed è per questo che la presenza di dolore ai fianchi, alla schiena, al torace o in altri distretti potrebbe essere segno che il tumore si è diffuso.

𝗗𝗜𝗔𝗚𝗡𝗢𝗦𝗜
Essendo completamente asintomatico nelle fasi iniziali, diventa determinante per una diagnosi precoce ed una prognosi non infausta prevenzione. Viene diagnosticato, infatti, in seguito alla 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝘂𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮.

Il 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗲𝘀𝗮𝗺𝗲 con cui si valuta la salute della prostata è l’esplorazione rettale, condotta attraverso l’inserimento di un dito coperto da un gu**to e successivamente lubrificato all’interno del retto del paziente, al fine di valutare la dimensione della ghiandola.

In caso di dubbi è possibile procedere all’𝗲𝘀𝗮𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗮𝗻𝗴𝘂𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗦𝗔; in passato si riponeva grande fiducia nel dosaggio di questa molecola, che veniva considerata un vero e proprio marker tumorale. Ad oggi la sua importanza in termini di diagnosi di tumori è stata ridimensionata e l’esame è considerato semplicemente un indice di salute prostatica (in altre parole un valore alto NON è necessariamente legato alla presenza di tumore). Soprattutto NON è un esame adatto ad essere usato come screening.

L’esame definitivo per la diagnosi di un tumore alla prostata è invece la biopsia, che prevede il prelievo di un certo numero di campioni di tessuto della ghiandola; trattandosi di un esame particolarmente invasivo, per quanto ragionevolmente sensibile e preciso, è compito degli specialisti individuare i soggetti in cui i rischi giustifichino la conduzione dell’esame.

Un nuovo impulso alla ricerca di metodiche meno invasive deriva da un recente lavoro di revisione che sembra dimostrare la superiorità della risonanza magnetica rispetto alla biopsia; La risonanza magnetica multiparametrica è diventata fondamentale per decidere se e come sottoporre il paziente a tale biopsia, che viene eseguita in anestesia locale, ambulatorialmente o in day hospital, e dura pochi minuti. Grazie alla guida della sonda ecografica inserita nel retto vengono effettuati, con un ago speciale, circa 12 prelievi per via trans-rettale o per via trans-perineale (la regione compresa tra retto e scroto) che sono poi analizzati dal patologo al microscopio alla ricerca di eventuali cellule tumorali. La biopsia prostatica può essere anche eseguita in maniera mirata sotto la guida della risonanza magnetica multiparametrica effettuata in precedenza.

𝗧𝗜𝗣𝗢𝗟𝗢𝗚𝗜𝗘, 𝗗𝗜𝗙𝗙𝗨𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗲 𝗦𝗢𝗣𝗥𝗔𝗩𝗩𝗜𝗩𝗘𝗡𝗭𝗔
Nella prostata sono presenti diversi tipi di cellule, ciascuna delle quali può trasformarsi e diventare cancerosa; quasi tutti i tumori prostatici diagnosticati originano dalle cellule della ghiandola e sono di conseguenza chiamati 𝗮𝗱𝗲𝗻𝗼𝗰𝗮𝗿𝗰𝗶𝗻𝗼𝗺𝗶 (come tutti i tumori che hanno origine dalle cellule di una ghiandola).
Oltre all'adenocarcinoma, nella prostata si possono trovare in rari casi anche sarcomi, carcinomi a piccole cellule e carcinomi a cellule di transizione.

Il tumore della prostata viene 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗯𝗮𝘀𝗲 𝗮𝗹 𝗴𝗿𝗮𝗱𝗼, 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗹'𝗮𝗴𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮, 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗱𝗶𝗼, 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲.
Per meglio definire quest’ultima si può procedere con esami di diagnostica per immagini come la TC (tomografia computerizzata) o la risonanza magnetica. La scintigrafia ossea è invece utile per verificare la presenza di eventuali metastasi allo scheletro.

Il patologo che analizza il tessuto prelevato con la biopsia assegna al tumore il cosiddetto 𝗴𝗿𝗮𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗚𝗹𝗲𝗮𝘀𝗼𝗻, 𝗰𝗶𝗼𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝟭 𝗲 𝟱 che indica quanto l'aspetto delle ghiandole tumorali sia simile o diverso da quello delle ghiandole normali: più simili sono, più basso sarà il grado di Gleason.
Per definire il grado di Gleason si sommano il primo e il secondo punteggio più comuni assegnati ai campioni prelevati con la biopsia: se per esempio la maggior parte dei campioni ha un punteggio di 3, seguito (per numero di campioni) da quelli con punteggio 4, il grado di Gleason sarà 7 (3+4).
I tumori con grado di Gleason minore o uguale a 6 sono considerati di basso grado, quelli con 7 di grado intermedio, mentre quelli tra 8 e 10 di alto grado. Questi ultimi hanno un maggior rischio di progredire e diffondersi in altri organi.

Più recentemente è stato introdotto un nuovo sistema di classificazione, il quale stratifica la neoplasia prostatica in cinque gradi in base al potenziale maligno e all'aggressività.
Per definire invece lo stadio al tumore si utilizza in genere il 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗧𝗡𝗠 dove T indica la dimensione del tumore, N lo stato dei linfonodi (N: 0 se non intaccati, 1 se intaccati) e M la presenza di metastasi (M: 0 se assenti, 1 se presenti).
Per una caratterizzazione completa dello stadio della malattia, a questi tre parametri si associano anche il grado di Gleason e il livello di PSA alla diagnosi.

𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 (𝗧𝗠𝗡, 𝗚𝗹𝗲𝗮𝘀𝗼𝗻, 𝗣𝗦𝗔) 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮 𝘁𝗿𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗲 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼: 𝗯𝗮𝘀𝘀𝗼, 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗺𝗲𝗱𝗶𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗼.

Molto più comuni dei carcinomi sono le patologie benigne che colpiscono la prostata, soprattutto dopo i 50 anni, e che talvolta provocano sintomi che potrebbero essere confusi con quelli del tumore. Nell'𝗶𝗽𝗲𝗿𝗽𝗹𝗮𝘀𝗶𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗯𝗲𝗻𝗶𝗴𝗻𝗮 (𝗜𝗣𝗕) la porzione centrale della prostata si ingrossa e la crescita eccessiva di questo tessuto comprime l'uretra, il canale che trasporta l'urina dalla vescica all'esterno attraversando la prostata. Questa compressione crea problemi nel passaggio dell'urina.

È per questo che ribadiamo l'𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝘂𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗺𝗶𝗹𝗮𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗶𝗻𝘁𝗼𝗺𝗶 𝘁𝗿𝗮 𝗜𝗣𝗕 𝗲 𝘁𝘂𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮. Questo tumore è uno dei più diffusi tra gli uomini, ma la prognosi (possibilità di guarire) è molto buona quando lo si diagnostica in tempo. Ribadiamo che secondo recenti statistiche in Italia un uomo su 16 sviluppa il tumore nel corso della propria vita, ma in base a fonti americane relative agli anni 2012-2018 la sopravvivenza a 5 anni è del 96.8%.

𝐂𝐔𝐑𝐄
La terapia del tumore alla prostata varia a seconda che il tumore sia limitato alla ghiandola o si sia già diffuso in altre parti del corpo; ovviamente la cura dipende anche dall’età e dallo stato di salute generale.

Se il tumore non si è ancora diffuso dalla prostata ad altre parti del corpo, il medico vi potrebbe consigliare:

- Vigile attesa. Se la crescita del tumore è lenta e non dà problemi, potreste decidere di non curarlo fino all’eventuale comparsa di disturbi; una possibilità strettamente correlata è la sorveglianza attiva, in cui in accordo con il medico verranno regolarmente monitorati eventuali progressioni mediante esami e visite.

- Intervento chirurgico. L’intervento chirurgico più frequente rimuove tutta la prostata e alcuni tessuti circostanti (prostatectomia radicale).

- Radioterapia. Questa terapia usa raggi X ad alta energia per uccidere le cellule tumorali e arrestare quindi lo sviluppo del tumore, oppure in alternativa mediante brachiterapia (inserendo semi radioattivi nella prostata).

- Terapia ormonale (deprivazione androgenica). Coloro che sono sottoposti alla radioterapia possono anche essere curati con farmaci che bloccano la produzione di ormoni, consigliati quando c’è probabilità che il tumore si ripresenti. La terapia ormonale è anche indicata quando il tumore alla prostata è arrivato a colpire anche altre parti del corpo.

- Chemioterapia, associata all’ormonoterapia di vecchia generazione.

- Per i pazienti con carcinoma della prostata resistente a castrazione e con metastasi a livello delle ossa si può utilizzare la cosiddetta terapia radiometabolica. Questo approccio si basa sulla capacità di alcuni radiofarmaci, come il radio-223, di posizionarsi in aree dove si verifica un elevato “ricambio” (turnover) osseo e di portare in queste sedi particelle ad alta energia che riescono a distruggere le cellule tumorali.

Numerose le terapie che si sono dimostrate efficaci nell’ambito degli studi clinici: tra queste le terapie a bersaglio molecolare come, per esempio, gli inibitori di PARP, che possono essere utilizzati in particolare in uomini che presentano mutazioni nei geni BRCA, gli stessi coinvolti nel tumore di seno e ovaio e la nuova terapia radiometabolica con 177Lu-PSMA-617.

L’immunoterapia invece deve ancora dimostrare una chiara efficacia in queste neoplasie; recenti studi indicano che, specie nell’ambito di combinazioni terapeutiche, anche questa terapia potrà rappresentare un’ulteriore arma di trattamento nel prossimo futuro per pazienti con tumore resistente alle terapie convenzionali.

𝗣𝗥𝗘𝗩𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘
La possibilità di una prevenzione attiva del tumore alla prostata, ossia legata a fattori modificabili, passa essenzialmente attraverso:

- dieta sana,
- attività fisica,
- astensione dal consumo di alcolici.

𝗟’𝗲𝘁𝗮̀ 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝘂𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗲̀ 𝟱𝟬 𝗮𝗻𝗻𝗶 (𝟰𝟬 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝘀𝗲 𝗰’𝗲̀ 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗼𝗽𝗹𝗮𝘀𝗶𝗮).

A partire da queste età è quindi consigliabile sottoporsi al dosaggio del PSA e successivo consulto specialistico urologico. È opportuno precisare, però, che lo screening di massa non ha portato i risultati sperati anche per i limiti correlati a una adeguata interpretazione dei valori del PSA prevalentemente nel range tra 4 e 10 ng/ml. Meglio quindi parlare di prevenzione e diagnosi precoce in pazienti con determinati e specifici fattori di rischio, quali la familiarità, il valore del PSA e la sua cinetica nel tempo.

Il Novembre Azzurro, anche conosciuto come Movember, vuole sottolineare l’importanza di una sinergia ancora più globale, che si estende alle diverse specialità mediche coinvolte nella diagnosi e nella cura di queste patologie, che richiedono un approccio multidisciplinare e la partecipazione attiva dei pazienti.

Contenuto a cura di , informatore scientifico del farmaco

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FONTI E BIBLIOGRAFIA
https://www.cancer.gov/types/prostate/patient/prostate-prevention-pdq
https://www.cancer.gov/types/prostate/understanding-prostate-changes
https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-della-prostata
https://ontHerapy.it/news/novembre-mese-della-prevenzione-dei-tumori-alla-prostata/
https://healthy.thewom.it/salute/tumore-prostata/

Photo credit: https://healthy.thewom.it/salute/tumore-prostata/

𝐌𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐞𝐫, 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢𝐥𝐞Novembre azzurro, rinominato  , è il mese della prevenzione dei tumori masch...
17/11/2022

𝐌𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐞𝐫, 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢𝐥𝐞

Novembre azzurro, rinominato , è il mese della prevenzione dei tumori maschili.

PREVENZIONE, un termine che in medicina assume un significato terapeutico. Si, perché ci chiama ad una assunzione di responsabilità, prenderci cura del nostro corpo attraverso un corretto stile di vita, “ascoltare” i segnali che il corpo ci offre, aderire alle campagne di prevenzione alle quali il nostro sistema sanitario nazionale ci invita a partecipare, a prescindere dal genere al quale si appartiene.

Per motivi culturali e biologici le donne sono più propense a dedicare attenzione al proprio corpo e hanno, nella ginecologia, un riferimento preciso che accompagna la loro salute e il loro stile di vita.
Per gli uomini la realtà è ben diversa, una ricerca affidata a SWG da parte di LILT ha constatato che la metà degli uomini intervistati non ha mai effettuato una visita di controllo da un urologo/andrologo.
In effetti la cultura della prevenzione tra gli uomini è scarsa.
Rispetto alle donne, gli uomini sono meno propensi a parlare della propria salute e sono meno attenti ai segnali di allarme che il proprio corpo può evidenziare quando minacciato da problemi di salute.
Le cause di questi comportamenti hanno a che fare con fattori culturali e biologici. Tra le barriere vi è una minore sensibilità maschile a comunicare a persone di fiducia aspetti inerenti le patologie, specie quella della sfera genitale. Questo porta a ritardi diagnostici che incidono negativamente sulla prognosi quando ci si trova davanti ad una neoplasia.

Ecco quindi 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐮𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚, 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐢𝐩𝐞𝐫𝐭𝐫𝐨𝐟𝐢𝐚 𝐛𝐞𝐧𝐢𝐠𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚, 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐮𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐞𝐜𝐜.

💙 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐀𝐳𝐳𝐮𝐫𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐈𝐋𝐓
https://www.lilt.it/notizie/comunicati-stampa/2021/tumori-maschili-novembre-visite-di-prevenzione-negli-oltre-400-ambulatori-lilt

💙𝐍𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐀𝐳𝐳𝐮𝐫𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐈𝐎𝐌 Associazione Italiana Oncologi Medici.
https://ontherapy.it/news/novembre-mese-della-prevenzione-dei-tumori-alla-prostata/

Per l’occasione anche quest’anno in Italia la SIU, Società Italiana Urologia ha previsto una serie di iniziative per i cittadini.
In molte barberie, aderenti a tre importanti catene nazionali, i clienti potranno avere tutte le informazioni chiave e scaricare un QR code con lo smartphone per conoscere meglio la propria salute.
A Roma, Milano e Firenze sono previsti anche dei ‘𝐜𝐚𝐟𝐟𝐞̀ 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐮𝐫𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨’, incontri con esperti chiarire tutti i punti e spiegare come funzionano esami e visite per prevenire il più prevenibile dei tumori, quello della prostata. Come di consueto la SIU ha creato anche un’area dedicata del proprio sito (https://siu.it/movember-2022) dove trovare tutte le informazioni.

𝐔𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐞 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐞:
𝟏. 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐟𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥'𝐮𝐨𝐦𝐨?
𝟐. 𝐂𝐡𝐢 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐩𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞?
𝟑. 𝐈𝐧 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐡𝐞𝐜𝐤-𝐮𝐩 𝐮𝐫𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨?
𝟒. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞?

La prevenzione maschile parte innanzitutto dal check-up urologico.

La visita urologica rappresenta il primo passo fondamentale per poter identificare precocemente le patologie più frequenti del sesso maschile tra cui il tumore della prostata (il più diffuso nell'uomo, colpisce circa 600mila uomini all'anno in Europa, 36 mila in Italia) e l'ipertrofia prostatica benigna (che interessa fino a un maschio su due), ma anche malattie più rare come il tumore del testicolo.

Una più completa valutazione uro-andrologica consente inoltre di identificare altre frequenti patologie come il varicocele, che può associarsi ad infertilità maschile, e la disfunzione erettile che può essere un primo campanello di allarme per problematiche cardio-vascolari.

Tutti gli uomini a partire dai 40 anni dovrebbero eseguire una prima valutazione urologica che consentirà di definire un adeguato percorso di prevenzione delle problematiche prostatiche.

Allo stesso tempo, una valutazione uro-andrologica è da consigliare anche in età adolescenziale o comunque alla maggiore età per poter riconoscere e trattare adeguatamente eventuali patologie (varicocele, prostatiti, ecc..) che, se trascurate, possono avere gravi ripercussioni con il passare del tempo e sensibilizzare i giovani al tema della prevenzione di patologie come il tumore del testicolo, neoplasia più frequente tra i 15 e i 40 anni.

La prima valutazione urologica è basata su un’accurata analisi dei possibili fattori di rischio associati alle principali malattie che possono colpire il maschio adulto e sull'attento esame clinico dei genitali esterni e della prostata. A questa visita viene inoltre spesso associato in analisi ematica per il dosaggio del PSA, che è indice di salute prostatica e marker del tumore della prostata. In casi specifici la visita potrà essere completata da eventuali ecografie dell'apparato urinario o dei testicoli.
L'importanza dello screening urologico è rappresentata prima di tutto dall'elevata frequenza di alcune patologie come il tumore della prostata e l'ipertrofia prostatica, ma anche dal fatto che queste malattie danno spesso segno di sé solo quando in stadi ormai avanzati in cui diventano difficili da trattare.

Poter informare adeguatamente l'uomo sui rischi per la sua salute e consentire una diagnosi precoce risulta quindi di importanza fondamentale.

Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori AIOM Società Italiana Urologia

Contenuto a cura di Massimo Montebarocci , informatore scientifico del farmaco

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𝐏𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞, 𝐞̀ 𝐬𝐢𝐧𝐨𝐧𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐞. Prevenzione è diagnosi precoce, è possibilità di sovvertire un desti...
31/10/2022

𝐏𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞, 𝐞̀ 𝐬𝐢𝐧𝐨𝐧𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐞.
Prevenzione è diagnosi precoce, è possibilità di sovvertire un destino che sempre più spesso gioca brutti scherzi.

Proprio come è accaduto a 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐃𝐢 𝐏𝐚𝐥𝐦𝐚 che nel febbraio del 2019, 𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐢 𝟑𝟕 𝐚𝐧𝐧𝐢 ha scoperto di avere un 𝐜𝐚𝐫𝐜𝐢𝐧𝐨𝐦𝐚 𝐚𝐥 𝐬𝐞𝐧𝐨 𝐚 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐞𝐜𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐨 fatto al solo scopo di prevenire.

Da sempre impegnata nel sociale, oggi Marta è ancora maggiormente coinvolta in campagne di prevenzione e sensibilizzazione, al fine di aiutare tante persone a trovare la forza di affrontare con il giusto spirito un percorso che mette a dura prova la salute fisica e al contempo, se non addirittura in misura maggiore, la salute mentale.

𝐄̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐚, 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐧𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐦𝐨, 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐥𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐡𝐚 𝐚𝐟𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢𝐯𝐨.

𝑴𝒂𝒓𝒕𝒂, 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒉𝒂𝒊 𝒔𝒄𝒐𝒑𝒆𝒓𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒂𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒄𝒂𝒏𝒄𝒓𝒐 𝒂𝒍 𝒔𝒆𝒏𝒐?
L'ho scoperto 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐢. Dopo la morte di mio padre, malato di cancro, iniziai a sentire un forte dolore al petto, attribuito da molti allo stress legato alla sua morte. Ma io mi sentivo strana e vedevo qualcosa che non andava alla mia mammella sinistra. Solo 4 mesi prima mi ero sottoposta ad una ecografia, non riscontrando alcun problema. Ma la mia mente mi indicava una sola strada: vai a fare un altro controllo Marta…

𝑪𝒐𝒎𝒆 𝒆̀ 𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒕𝒖𝒐 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒐𝒓𝒔𝒐 𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒆̀ 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒂 𝒍𝒂 𝒕𝒖𝒂 𝒓𝒆𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆?
Il mio percorso è iniziato successivamente all'ecografia di controllo. Da quel momento l’inizio del calvario, una serie infinita di esami per capire di che tipo e a che stadio fosse il mio carcinoma. Avevo 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚, ero terrorizzata, sembrava di essere in un sogno. Mi addormentavo e sognavo di aver avuto un 𝐢𝐧𝐜𝐮𝐛𝐨 e che nulla fosse vero. La disperazione credo che sia una sensazione che ci accomuna un po' tutte quando scopriamo di avere un cancro al seno. La 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 e il senso di 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚. Ti senti in un vortice, non sai esattamente cosa sta accadendo ma senti che l’unico modo è cercare di reagire a un qualcosa che però non riesci nemmeno a razionalizzare.
Ho una figlia, aveva solo 4 anni. 𝐋𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚 𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧, paura che lasciandola così piccola lei un giorno non si ricordasse più di me.

𝑪𝒐𝒎𝒆 𝒉𝒂𝒊 𝒂𝒇𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒅𝒊𝒔𝒄𝒐𝒓𝒔𝒐 𝒊𝒏 𝒇𝒂𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂 𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒆̀ 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒕𝒆, 𝒑𝒆𝒓 𝒓𝒆𝒂𝒈𝒊𝒓𝒆?
Non è stato facile perché mio padre era morto 20 giorni prima di cancro, quando si dice “il destino”…
Quindi per noi questa parola voleva significare solo una cosa: 𝐌𝐎𝐑𝐓𝐄. Ero sconvolta per come la vita si fosse accanita ed ero impotente nei confronti di chi avrei voluto solo proteggere in quel momento, mia madre e mia figlia.
Ma proprio da loro ho trovato la forza. 𝐈𝐥 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 per affrontare tutto il percorso, a partire dalla prima chemioterapia arrivata poco dopo la prima diagnosi. Eravamo una squadra fortissima, ognuno il suo ruolo affinché tutto andasse bene. Mia madre, mia suocera e mio marito che ha messo a disposizione tutto ciò che era in suo potere affinché mi salvassi: pazienza, amore, disponibilità, altruismo.

𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐞𝐪𝐮𝐢𝐩𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞. I miei medici sono stati formidabili, estremamente preparati, puntuali, ma anche molto empatici ed umani. Ti trasmettono la forza per combattere, per non arrenderti, restando comunque realisti e senza false speranze. Ma ti aiutato tanto, almeno per me sono stati un grande aiuto prendendosi cura non solo del mio fisico ma anche della mia mente.

𝑬 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒉𝒂𝒊 𝒂𝒇𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒐𝒓𝒔𝒐 𝒅𝒖𝒓𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒍𝒂 𝒑𝒂𝒏𝒅𝒆𝒎𝒊𝒂?
Durante la prima ondata di Covid ero ancora sottoposta a terapia chemioterapica.
Ero molto spaventata, 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐨 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐦𝐢𝐞𝐢 𝐬𝐚𝐜𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐯𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐮𝐭𝐢 a causa di un virus che non c'entrava nulla con il cancro. Le visite difficili da prenotare, gli accompagnatori che non potevano più entrare nei reparti. Ti ritrovi di sola, fragile anzi fragilissima, a combattere contro due mostri, non più uno.

𝑬 𝒐𝒓𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒔𝒕𝒂𝒊? 𝑨 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒖𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒐𝒓𝒔𝒐 𝒔𝒆𝒊?
𝐎𝐫𝐚 𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨. Sono sottoposta a terapia farmacologica salvavita per ancora altri 5 anni, come minimo. 𝐒𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐢𝐧 𝐠𝐞𝐫𝐠𝐨 “𝐟𝐨𝐥𝐥𝐨𝐰-𝐮𝐩” e circa ogni tre mesi mi sottopongo a tutti i controlli necessari. Attendo ogni esito pregando che tutto proceda per il meglio, la paura non ci abbandona mai, a noi “guariti dal cancro”, ma è la stessa paura che ci dà la forza di andare avanti e gioire ad ogni esito positivo.
Mi sento una persona fortunata e sono felice di questa grande opportunità che la scienza e il Signore mi hanno dato.

𝑷𝒂𝒓𝒍𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒅𝒊 𝒂𝒔𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊. 𝑺𝒆𝒊 𝒊𝒔𝒄𝒓𝒊𝒕𝒕𝒂 𝒂 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒔𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆? 𝑹𝒊𝒕𝒊𝒆𝒏𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒐𝒓𝒔𝒊 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒈𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆?
𝐈𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢. 𝐀𝐢𝐫𝐜, 𝐋𝐢𝐥𝐭, 𝐊𝐨𝐦𝐞𝐧. Sono stati estremamente importanti per me durante tutto il mio percorso aiutandomi nella gestione delle visite mediche e supportandomi in tutto, soprattutto a livello morale; è per questo che pur non avendo ancora una mia associazione, tramite loro cerco di dare aiuto tutte le donne a prenotare visite e ad avere un supporto durante e dopo la malattia.

𝐍𝐞𝐥 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐡𝐨 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚 𝐅𝐚𝐜𝐞𝐛𝐨𝐨𝐤 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚 "𝐂𝐀𝐑𝐂𝐈𝐍𝐎𝐌𝐀 𝐀𝐋 𝐒𝐄𝐍𝐎 𝐇𝐄𝐑𝟐 𝐏𝐎𝐒𝐈𝐓𝐈𝐕𝐎", che è proprio il mio tipo di cancro. In questa pagina, di cui sono amministratrice, cerchiamo di dare supporto di ogni tipo a chi si trova di fronte a questo calvario, mettendo in questo caso le mie conoscenze specifiche sulla tipologia di cancro che stanno affrontando. La condivisione è tutto.

𝑨 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒐𝒔𝒊𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆: 𝒕𝒆𝒎𝒂 𝑷𝑹𝑬𝑽𝑬𝑵𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬. 𝑸𝒖𝒂𝒍 𝒆̀ 𝒊𝒍 𝒕𝒖𝒐 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒊𝒆𝒓𝒐 𝒂 𝒓𝒊𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒐?
𝐕𝐨𝐫𝐫𝐞𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐫𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐨𝐝𝐢𝐜𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞.
Non lascerò nell'indifferenza la mia sofferenza e le mie paure, ma farò in modo che il mio calvario sia servito a qualcosa.
È una vita che mi batto per la prevenzione, ma ora lo grido ancora più forte.

𝐅𝐀𝐓𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐕𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄!!!
Le donne giovanissime dovrebbero essere educate alla prevenzione.
Dovrebbero essere educate al rispetto del proprio corpo. All'amore per sé stesse, facendo controlli annuali al seno, e non solo!

Il mio CANCRO era subdolo e aggressivo ma la prevenzione ha fatto in modo che lo bloccassi sul nascere.

Se pensate che il costo di un’ecografia sia esagerato, immaginate quanto possa costare non veder crescere i vostri figli. Non veder realizzare i vostri progetti.
𝐅𝐀𝐓𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐕𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄!!!

Intervista a cura di Valeria Noce , informatore scientifico del farmaco

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Il canale è nato a supporto della ASL FR112 e dei comuni della provincia di Frosinone e ospita format realizzati da associazioni, case di produzione e agenzie di comunicazione con protagonisti ospiti di primo piano del territorio e non solo.

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