09/02/2026
La Sindrome del dolore pelvico cronico è una condizione caratterizzata dalla presenza di dolore nella zona pelvica senza un’apparente causa, senza infezioni accertate o altre patologie locali che giustifichino il dolore.
Spesso vi è un ritardo diagnostico e i pazienti devono consultare più professionisti prima di ricevere una diagnosi corretta e questo rischia di peggiorare la condizione.
Il pavimento pelvico è uno degli attori principali responsabili di questa sindrome, insieme alle alterazioni del sistema nervoso centrale. I muscoli del pavimento pelvico si trovano in una condizione di iperattività, si presentano rigidi e contratti.
Il dolore persistente è sicuramente uno degli aspetti più significativi, ma non l’unico: bisogna considerare le alterazioni delle funzioni pelviche che si possono associare, come quella urinaria, anorettale e sessuale, la difficoltà di gestione del lavoro (difficoltà a stare seduti), la riduzione o sospensione dell’attività sportiva e le limitazioni sociali.
Tutti questi aspetti causano molta sofferenza psicologica. I pazienti hanno paura di creare un danno e di peggiorare il proprio dolore e limitano le attività della vita quotidiana, incorrendo in una condizione di disabilità.
Le linee guida raccomandano un approccio biopsicosociale, che permette di considerare la persone nella sua integrità. Dunque potranno rendersi necessari diversi interventi, tra cui quello del fisioterapista, dello psicologo, del medico e di un consulente sessuologo.
La fisioterapia ha un ruolo importante e ha diversi obiettivi: ripristinare adeguati parametri muscolari del pavimento pelvico, trattare eventuali altre disfunzioni muscolo scheletriche che possono contribuire al dolore, modificare credenze e convinzioni errate rispetto al dolore e al suo peggioramento, modificare quelle abitudini che possono favorire il mantenimento del dolore. A cura di Francesca Ghio