08/01/2026
Autorizzasti internamente a esprimere se stessi
La libertà di espressione nasce quando il Sé non ha più bisogno di chiedere permesso per esistere
Dal punto di vista psicodinamico, il problema non è mai l’espressione in sé ma l’autorizzarsi internamente a esprimere se stessi.
Molti soggetti non sono inibite o perennemente taciturne perché “non hanno nulla da dire” ma perché hanno interiorizzato uno sguardo che giudica, corregge, punisce.
Winnicott parlava di vero Sé come di una dimensione che può emergere solo in un ambiente sufficientemente sicuro.
Quando questo ambiente manca, il Sé impara ad adattarsi: nasce il falso Sé, una forma di sopravvivenza psichica che protegge ma al prezzo della spontaneità.
In questi casi, l’inibizione espressiva non è timidezza, è fedeltà a un antico patto interno : “esisto solo se non disturbo, se non eccedo, se non sono troppo”...
La libertà di espressione non coincide allora con il fare ciò che si vuole ma con il poter sentire, pensare e mostrarsi senza temere la perdita del legame.
Quando il Sé smette di chiedere permesso, non diventa onnipotente: diventa finalmente abitabile.