Dott.ssa Serena Partemi

Dott.ssa Serena Partemi La terapia è un processo di crescita e scoperta di sé, in cui si riesce a illuminare lo scenario d

Adattamento All’ ambiente e corazza caratteriale …
31/03/2026

Adattamento All’ ambiente e corazza caratteriale …

Sul piano personale ciascuno di noi, per sopravvivere psicologicamente (e talvolta fisicamente) ha dovuto fare qualcosa di simile: nel corso della prima infanzia ha dovuto rinunciare alle parti di sé che non erano promettenti per la sopravvivenza, e rinforzare quei tratti a cui l’ambiente immediatamente circostante rispondeva in modo positivo. Il risultato di queste rinunce e di questi rinforzi, tesi ad adattare la spontanea vitalità dell’organismo alle condizioni ambientali, è ciò che in analisi bioenergetica si chiama, appunto, armatura caratteriale. L’armatura caratteriale è quindi una struttura difensiva.[...]Una delle definizioni che meglio chiariscono il concetto di armatura è quella di «profezia autoavverantesi». L’armatura caratteriale ha infatti la caratteristica di funzionare in modo circolare. Ecco come: poiché si costituisce nel corso dell’infanzia come adattamento all’ambiente, presuppone e contiene una certa visione del mondo. Quando la persona è adulta, tende a proiettare questa visione (che in origine era realistica) nella realtà del presente e quindi a vedere il mondo non come realmente è, ma come appare attraverso il filtro della propria armatura. Di conseguenza, tende a comportarsi nei confronti della realtà come se questa fosse come lei la vede. E poiché questo comportamento induce la realtà (cioè gli altri esseri umani) a rispondere per come viene trattata, la persona trova conferma della sua visione. Per esempio: se la mia armatura mi mostra un mondo in cui bisogna difendersi dagli altri esseri umani aggredendoli, sarò aggressivo con loro, e il mio atteggiamento li renderà a loro volta aggressivi con me. In questa risposta del mondo, io troverò conferma alla mia ipotesi iniziale, e sarò quindi rinforzato nell’idea di dover continuare a comportarmi come sempre. È importante sottolineare che nessun essere umano è mai in contatto diretto con la realtà, ma soltanto con la propria percezione della realtà, una percezione sempre distorta, in ognuno in modo caratteristico.
(Marchino, Mizrahil)

Il sabotaggio inconscio mira a ripetere ciò che e’ familiare (a volte anche se doloroso)
22/03/2026

Il sabotaggio inconscio mira a ripetere ciò che e’ familiare (a volte anche se doloroso)

18/03/2026

Uno spazio di pensiero clinico

17/03/2026

Ho pianto leggendo poche righe.

Perché finalmente qualcuno aveva scritto esattamente ciò che sentivo
e non riuscivo a dire.

E quando succede… non ti senti più sbagliata. 💜

Tratto da: Ritorno a me di Chloe Miel
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16/03/2026
Ridere in terapia …
13/03/2026

Ridere in terapia …

La psicoterapia affronta temi profondi: dolore, relazioni difficili, vergogna, perdita, identità. La stanza della terapia accoglie anche momenti di leggerezza, e la risata compare spesso proprio quando la mente inizia a muoversi con maggiore libertà.

La ricerca sulla regolazione emotiva mostra che l’umorismo rappresenta una forma sofisticata di elaborazione psicologica. La persona riconosce un proprio schema, lo osserva da una prospettiva leggermente più ampia e produce una risposta emotiva che integra tensione e comprensione.

Il corpo partecipa a questo processo. L’esperienza della risata coinvolge circuiti dopaminergici e serotoninergici associati alla regolazione dell’umore, mentre il sistema nervoso autonomo riduce l’attivazione difensiva e favorisce uno stato di maggiore sicurezza.

La relazione terapeutica amplifica questo effetto. Due sistemi nervosi entrano in dialogo continuo attraverso tono della voce, espressioni facciali e ritmo della conversazione. In questo contesto la risata diventa anche un momento di trascinabilità emotiva e di empatia condivisa.

La terapia resta un lavoro serio e trasformativo. La presenza della risata segnala spesso una mente che acquisisce distanza psicologica, maggiore flessibilità e una capacità nuova di guardare la propria storia.

I confini della terapia, relativi al non sentirsi al di fuori della seduta,creano spazio utile all’ elaborazione: il ter...
08/03/2026

I confini della terapia, relativi al non sentirsi al di fuori della seduta,creano spazio utile all’ elaborazione: il terapeuta è presente anche se assente !

Le epifanie: momenti di connessione e comprensione profonda con gli altri , per trovare, nella quotidianità , pace anche...
03/03/2026

Le epifanie: momenti di connessione e comprensione profonda con gli altri , per trovare, nella quotidianità , pace anche nella disperazione! Distribuirsi : una parola preziosa , come l’ atleta che dosa le forze in una gara. Non esiste “sarò tranquillo dopo di …” esiste la vita da gestire per come si presenta !

Fammi essere forte,
forte di sonno e di intelligenza
e forte di ossa e fibra;
fammi imparare,
attraverso questa disperazione,
a distribuirmi:
a sapere dove e a chi dare
a riempire i brevi momenti
e le chiacchiere casuali
di quell’infuso speciale
di devozione e amore
che sono le nostre epifanie.

Sylvia Plath

26/02/2026


D.W. Winnicott, L'odio nel controtransfert, p. 236

25/02/2026

Smetti di cercarti negli occhi degli altri.
È lì che cambia tutto.

C’è una luce diversa
quando non ti serve più essere visto
per sentirti reale.

Non è rumore.
Non è dimostrazione.
Non è performance.

È una sicurezza silenziosa.
Che esiste anche quando nessuno applaude.

Quando l’approvazione smette di essere necessaria,
la fiducia smette di essere costruita per piacere
e diventa naturale.

Non devi convincere.
Non devi impressionare.
Non devi dimostrare.

La validazione esterna passa.
L’autenticità resta.

E inizi a brillare davvero
non perché qualcuno ti guarda,
ma perché tu hai scelto
di restare dalla tua parte.

👉 In quale area della tua vita stai imparando a fidarti di te, anche senza conferme esterne?

24/02/2026

Il trauma non si manifesta soltanto nei ricordi dolorosi, ma nelle regole invisibili che abbiamo imparato per sopravvivere. Molti di noi sono cresciuti pensando che dovevamo essere: forti, impeccabili, silenziosi, disponibili, bravi, controllati. Non perché qualcuno ce lo abbia spiegato, ma perché il corpo ha imparato a difendersi così. È la sua forma di dire: “Così è più sicuro.”

Per questo, il trauma non parla con parole: parla attraverso pensieri automatici, sensi di colpa, paure di disturbare, bisogno di compiacere, incapacità a riposare, ansia da controllo, vergogna di sbagliare. È un linguaggio antico, appreso nelle nostre esperienze passate, spesso dolorose, di mancato ascolto e convalida.

La guarigione ci insegna un nuovo linguaggio fatto di ascolto, di mitezza, di presenza, di pausa, di spazio, di affermazione, di cura... Non è un semplice "puoi trattarti meglio", non è un semplice agire nel dominio del "FARE"... ma è un'evoluzione nel modo di sentirci.

Approfondiamo il cammino di guarigione nel libro «Lascia che la felicità accada» - Lezioni di educazione emotiva per imparare a vivere e viversi meglio. ❤️

Indirizzo

Via Roma 109
Castel Di Lama
63082

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