Dott.ssa Serena Partemi

Dott.ssa Serena Partemi La terapia è un processo di crescita e scoperta di sé, in cui si riesce a illuminare lo scenario d

18/03/2026

Uno spazio di pensiero clinico

17/03/2026

Ho pianto leggendo poche righe.

Perché finalmente qualcuno aveva scritto esattamente ciò che sentivo
e non riuscivo a dire.

E quando succede… non ti senti più sbagliata. 💜

Tratto da: Ritorno a me di Chloe Miel
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16/03/2026
Ridere in terapia …
13/03/2026

Ridere in terapia …

La psicoterapia affronta temi profondi: dolore, relazioni difficili, vergogna, perdita, identità. La stanza della terapia accoglie anche momenti di leggerezza, e la risata compare spesso proprio quando la mente inizia a muoversi con maggiore libertà.

La ricerca sulla regolazione emotiva mostra che l’umorismo rappresenta una forma sofisticata di elaborazione psicologica. La persona riconosce un proprio schema, lo osserva da una prospettiva leggermente più ampia e produce una risposta emotiva che integra tensione e comprensione.

Il corpo partecipa a questo processo. L’esperienza della risata coinvolge circuiti dopaminergici e serotoninergici associati alla regolazione dell’umore, mentre il sistema nervoso autonomo riduce l’attivazione difensiva e favorisce uno stato di maggiore sicurezza.

La relazione terapeutica amplifica questo effetto. Due sistemi nervosi entrano in dialogo continuo attraverso tono della voce, espressioni facciali e ritmo della conversazione. In questo contesto la risata diventa anche un momento di trascinabilità emotiva e di empatia condivisa.

La terapia resta un lavoro serio e trasformativo. La presenza della risata segnala spesso una mente che acquisisce distanza psicologica, maggiore flessibilità e una capacità nuova di guardare la propria storia.

I confini della terapia, relativi al non sentirsi al di fuori della seduta,creano spazio utile all’ elaborazione: il ter...
08/03/2026

I confini della terapia, relativi al non sentirsi al di fuori della seduta,creano spazio utile all’ elaborazione: il terapeuta è presente anche se assente !

Le epifanie: momenti di connessione e comprensione profonda con gli altri , per trovare, nella quotidianità , pace anche...
03/03/2026

Le epifanie: momenti di connessione e comprensione profonda con gli altri , per trovare, nella quotidianità , pace anche nella disperazione! Distribuirsi : una parola preziosa , come l’ atleta che dosa le forze in una gara. Non esiste “sarò tranquillo dopo di …” esiste la vita da gestire per come si presenta !

Fammi essere forte,
forte di sonno e di intelligenza
e forte di ossa e fibra;
fammi imparare,
attraverso questa disperazione,
a distribuirmi:
a sapere dove e a chi dare
a riempire i brevi momenti
e le chiacchiere casuali
di quell’infuso speciale
di devozione e amore
che sono le nostre epifanie.

Sylvia Plath

26/02/2026


D.W. Winnicott, L'odio nel controtransfert, p. 236

25/02/2026

Smetti di cercarti negli occhi degli altri.
È lì che cambia tutto.

C’è una luce diversa
quando non ti serve più essere visto
per sentirti reale.

Non è rumore.
Non è dimostrazione.
Non è performance.

È una sicurezza silenziosa.
Che esiste anche quando nessuno applaude.

Quando l’approvazione smette di essere necessaria,
la fiducia smette di essere costruita per piacere
e diventa naturale.

Non devi convincere.
Non devi impressionare.
Non devi dimostrare.

La validazione esterna passa.
L’autenticità resta.

E inizi a brillare davvero
non perché qualcuno ti guarda,
ma perché tu hai scelto
di restare dalla tua parte.

👉 In quale area della tua vita stai imparando a fidarti di te, anche senza conferme esterne?

24/02/2026

Il trauma non si manifesta soltanto nei ricordi dolorosi, ma nelle regole invisibili che abbiamo imparato per sopravvivere. Molti di noi sono cresciuti pensando che dovevamo essere: forti, impeccabili, silenziosi, disponibili, bravi, controllati. Non perché qualcuno ce lo abbia spiegato, ma perché il corpo ha imparato a difendersi così. È la sua forma di dire: “Così è più sicuro.”

Per questo, il trauma non parla con parole: parla attraverso pensieri automatici, sensi di colpa, paure di disturbare, bisogno di compiacere, incapacità a riposare, ansia da controllo, vergogna di sbagliare. È un linguaggio antico, appreso nelle nostre esperienze passate, spesso dolorose, di mancato ascolto e convalida.

La guarigione ci insegna un nuovo linguaggio fatto di ascolto, di mitezza, di presenza, di pausa, di spazio, di affermazione, di cura... Non è un semplice "puoi trattarti meglio", non è un semplice agire nel dominio del "FARE"... ma è un'evoluzione nel modo di sentirci.

Approfondiamo il cammino di guarigione nel libro «Lascia che la felicità accada» - Lezioni di educazione emotiva per imparare a vivere e viversi meglio. ❤️

23/02/2026

Grazie per esserti preoccupata della mia fatica. Non è scontato pensare, a chi, per ruolo, è chiamato a reggere e contenere. Il fatto che tu abbia riconosciuto le tue difese e, proprio da lì, abbia trovato parole di cura per me , e’ stato un dono. Le tue difese non sono state un muro, ma una porta. Grazie per questo gesto di consapevolezza e per la delicatezza con cui mi hai guardata.

23/02/2026

I bambini costruiscono la propria identità prima di tutto attraverso lo sguardo degli adulti di riferimento.
Ancora prima di “sapere chi sono”, apprendono come sono visti: nel modo in cui vengono osservati, ascoltati, corretti.

La ricerca in psicologia dello sviluppo mostra che, quando il feedback prevalente è critico o svalutante, il bambino non lo interpreta come uno stato emotivo del genitore (“è arrabbiato”).
Lo integra come informazione su di sé:
“C’è qualcosa che non va in me.”

Questo processo ha effetti misurabili:

- la fiducia si trasforma in dubbio
- la curiosità in paura di sbagliare
- l’esplorazione in evitamento

Nel tempo, la voce interna che sostiene l’autoefficacia (“posso farcela”) viene sostituita da una narrativa di inadeguatezza.

La correzione è necessaria nello sviluppo.
Ma la letteratura è chiara su un punto: il modo in cui si corregge conta più della correzione stessa.

Le correzioni che distinguono il comportamento dall’identità favoriscono:

- migliore regolazione emotiva
- maggiore motivazione intrinseca
- sviluppo di un sé più stabile e flessibile

Al contrario, quando la critica colpisce la persona e non l’azione, il cervello del bambino associa l’errore a una minaccia al valore personale.

In termini neuropsicologici, il bambino interiorizza la relazione come modello:
la voce dell’adulto diventa, col tempo, la sua voce interiore.

Per questo le parole non sono solo educazione.
Sono costruzione del sé.

👉 Segui per scoprire altre ricerche spiegate in modo semplice e chiaro.

Fonti scientifiche

Fonagy, P., Gergely, G., Jurist, E. L., & Target, M. (2002).
Affect Regulation, Mentalization, and the Development of the Self. Other Press.

Lee, S., et al. (2015).
Verbal abuse and alterations in the brain’s emotion regulation circuitry. Frontiers in Human Neuroscience.

Pomerantz, E. M., & Kempner, S. G. (2013).

Indirizzo

Via Roma 109
Castel Di Lama
63082

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