Eugenio Lampacrescia

Eugenio Lampacrescia Pedagogista e Logopedista
Direttore scientifico de
IL FILO DI ARIANNA SRL
Docente a c. UNIVPM

Stasera, come domani, alle celebrazioni eucaristiche della Domenica delle Palme, si legge il Passio. Sono tanti i passag...
28/03/2026

Stasera, come domani, alle celebrazioni eucaristiche della Domenica delle Palme, si legge il Passio. Sono tanti i passaggi che fanno riflettere, anche solo umanamente, a quell'appassionato e dolentissimo pezzo del Vangelo.

Ecco cosa è uscito in versi, estrapoladone uno.
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PRIMA CHE IL GALLO CANTI

Non è il ferro che spaventa
né la guardia armata
quando schiaccia l’ombra
contro un muro di calce bianca
ma il gelo che risale le caviglie
come formica di ghiaccio
che svuota le vene.

Eri triste per la tua passione
dalla croce incipiente
cercavi compagnia
"Vegliate con me", supplicavi.

Ma gli occhi umani
sono vetri appannati dal sonno.
E il cuore un muscolo stanco
di parole e promesse
che si raggomitola
come un cane bastonato
sotto il portico della paura
a far finta di niente.

La fedeltà è un abito troppo stretto
per chi ha ossa d'argilla e terrore.

Ti guardo da lontano
tra i carboni accesi
il calore mi brucia la faccia
ma non scalda il petto
mentre ti rinnego.

"Io non lo conosco!"

Lo dico tre volte
numero perfetto anche nel tradire.
Ogni parola è chiodo del vigliacco
che si conficca nel vuoto del nulla.

Tre volte
il respiro si spezza.
Tre volte
la polvere mi riempie la bocca.

Quell’urlo di piume lacerate
incide l’alba
una lama di suono
squarcia il silenzio del cortile.

Il gallo canta il mio disagio al mondo
mentre il Tuo sguardo
calmo come un abisso
mi ritrova tra la folla
fragile e n**o.

L'avevi previsto.
E io, troppo sicuro,
a prometterti lealtà.

Nell'esistere
non c'è perdono
che non passi
per questo pianto.
Non c’è roccia
che non sia stata,
prima, tremula sabbia.

Mi vergogno di me
perchè ho avuto vergogna di Te.

Questo mio dolore lo riconosco
nel sussulto di lacrime e coscienza.
Chiedo un misericordioso perdono.
perché sento tutto il mio obbrobrio.

Ci sarà poi un senso
se su questa pietra
d'inciampo al mondano
fonderai la tua Chiesa.

Dove il primo caduto
sono stato proprio io.

Disumano da capire
paradosso d'immenso
speranza di cambiamento
miracolo unico d’amore.

UN PROFETA…SEMPRE VIVOGli inviolabili diritti agganciati sempre a inderogabili doveri. Così, come nella Costituzione.I p...
28/03/2026

UN PROFETA…SEMPRE VIVO

Gli inviolabili diritti agganciati sempre a inderogabili doveri. Così, come nella Costituzione.

I primi oggi spesso debordati e sfigurati dall’individualismo. I secondi volutamente derubricati pure dal lessico ordinario. Così come il cercare, al meglio che si può, nell’essere in pace attraverso un’educata e retta coscienza, personale e collettiva.

“Puoi stare con la coscienza a posto quando hai fatto il tuo dovere, verso te stesso e verso gli altri”.

Me lo ripeteva spesso mio padre. Oggi non saprei quanto lo si dice e lo si cerca di praticare, di insegnare e testimoniare. Pur con tutti i nostri limiti. È alla base dell’educazione ordinaria e ordinaria.

Forse è una frase e un impegno che talvolta nemmeno si comprende più. Lontana da certi mood urlati nelle piazze, qui sui social, persino dentro alcune famiglie.

Per evolvere, non di rado, bisogna tornare alle radici. E ai saggi che scorgono le cose, con la sapienza del cuore, ben prima che accadono,



VINCE IL NO. SERENAMENTE.Ben oltre la chiara e serena vittoria del No (e gli indebiti sconfinamenti e imprecisioni, già ...
24/03/2026

VINCE IL NO. SERENAMENTE.

Ben oltre la chiara e serena vittoria del No (e gli indebiti sconfinamenti e imprecisioni, già rilevati e ancora rilevabili), ha vinto la democrazia diretta che, in particolari circostanze, si esprime attraverso il referendum, non solo abrogativo. Non era e non è una chiamata alle urne per un cambio della compagine governativa.

Inoltre, credo sia scorretto affermare che con la vittoria del No ha vinto la Costituzione, come già frettolosamente ascolto e leggo. Anche chi ha votato Si l’ha fatto nel rispetto della costituzione. Pure quelli che hanno deciso ben oltre e altro rispetto alle indicazioni delle segreterie di partito o delle piccole o larghe intese. Per chi non l’ha compreso, quale migliore occasione per iniziare la campagna pre-elettorale?

Infine, se fosse stato un referendum anticostituzionale, come qualcuno/a ha detto, la Corte di Cassazione l’avrebbe stoppato, e ben di più la Corte Costituzionale e, infine, da garante ultimo il Presidente della Repubblica Mattarella non l’avrebbe indetto.

Non continuiamo a fare “caciara”.

Rileviamo, piuttosto, un dato positivo: su questioni più importanti l’afflusso alle urne riprende fiato.

Ora ci sono altre cose urgenti da affrontare insieme, interne e mondiali. Possibilmente con un governo stabile e un’opposizione che sappia fare bene la sua parte. Talvolta è proprio qui che saltano le più ragionevoli “posture” democratiche.

SIAMO DAVVERO LIBERI O SOLO TERRIBILMENTE SOLI?Mario Pollo è stato per me ed un altro gruppetto di amici un faro illumin...
20/03/2026

SIAMO DAVVERO LIBERI O SOLO TERRIBILMENTE SOLI?

Mario Pollo è stato per me ed un altro gruppetto di amici un faro illuminante negli anni '90. E lo è ancora oggi. Dentro una visione culturale ampia, integrata e messa a servizio del bene comune, ha sviluppato l'idea che educare fosse "animare". Non propriamente come la maggior parte delle persone immagina debba essere e fare un animatore. Il pensiero, almeno tra i più giovani, ma credo non solo, va presto a chi rende vivi e vivaci i luoghi di divertimento, vacanza e festa. Bello anche questo, quando fatto in modo sano e civile.

In un suo testo "L’individualismo inautentico", egli afferma che oggi viviamo in un paradosso. Crediamo di essere i padroni assoluti della nostra vita perché possiamo scegliere tutto, ma spesso siamo solo schiavi di un "Io" narcisista e vuoto. Si respirano concetti del filosofo Heidegger e dell'antropologo di Tylor, ma in Pollo si ritrova uno sguardo educativo pratico. Da non confondere con il possedere tecniche, piuttosto la capacità di pensare per progettare, ancor prima della fretta di fare.

È una regola aurea della Pedagogia, e non solo, di ideare un progetto e solo successivamente il programma; esattamente come la metodologia (il perchè) viene prima del metodo (il come). C'è chi ha rovesciato impropriamente i termini. Talvolta avendo persino derubricato il primo. Riprendo anche io questi concetti nell'ultimo libro che ho scritto con la medesima casa editrice laziale.

L'individualismo diventa inautentico quando, confondiamo la libertà con il consumo; ci chiudiamo nel nostro privato ignorando il bene comune (anche facendo finta di farlo); vediamo gli altri come strumenti e non come persone.

La soluzione?
È tornare alla "relazione".
Non siamo isole, ma esseri che fioriscono solo nell'incontro autentico con l'altro. Tanto confronto e lavoro da fare. Proprio per la Pedagogia, che preferisco chiamare Antropogogia, in quanto non guarda solo all'educazione dei bambini, ma ad una dimensione permanente dell'educare per l'intero genere umano. In questi tempi di complessità, mai sganciata da altri saperi e professioni. Anch'essi, lontano dall'essere compartimentati e bastevoli a se stessi, necessitano di questa disciplina per troppo tempo messa ai margini, anche con il tentativo, mal riuscito, di oscurarla.

Saranno l'educazione e le relazioni autentiche a salvarci. Come è successo già tante altre volte. Nel micro delle nostre vite e quelle prossime a noi e anche con uno sguardo più largo che guarda al futuro con impegno e speranza.

19/03/2026

DEI NO SENSATI...anche se, immagino, sono stati editati con l'I.A.

L’IMPEGNO DELLA PAROLA.“Comportatevi, perciò, come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, gi...
15/03/2026

L’IMPEGNO DELLA PAROLA.

“Comportatevi, perciò, come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente.”

(S. Paolo, lettera agli Efesini)

Buona domenica 🙏

DEI DIRITTI E DEI DOVERIPremetto che non sono un tesserato o un attivista di Pro-Vita.E comunque come loro, da tempo, no...
11/03/2026

DEI DIRITTI E DEI DOVERI

Premetto che non sono un tesserato o un attivista di Pro-Vita.

E comunque come loro, da tempo, non mi vergogno di affermare che la famiglia è una cellula fondamentale della società; essa nasce e cresce la vita, dà radici ed ali”, sempre se è sostenuta e funziona come deve ed è ben scritto nella Costituzione. Inoltre credo che la vita vada tutelata sempre, specie quando è più fragile. Immaginiamo una vita in grembo.

Dovremmo ricordare, almeno una volta al giorno, che se stiamo qui e possiamo riconoscere l'altro e per questo riconoscerci, dialogare, essere in accordo o meno, è proprio perché nostra madre e nostro padre ci hanno accolto. Talvolta, ahimé, in alcuni casi al limite dell'assurdo (ed anche dell'amore profondo per la vita), solo la madre. Ed è certamente qui che si gioca la partita più importante.

Lascio a voi la riflessione su quanto è accaduto ad un corteo romano.

Sabato 8 marzo.

Ore 17
Il corteo trans-femminista sfila per la città. Contestano il "patriarcato", insultano il Governo, chiedono più aborti, vogliono più gender nelle scuole, imbrattano e strappano i manifesti che riportano il significato di “donna” come “persona adulta di sesso femminile”…ho visto anche nelle nostre città chi ha cancellato “di sesso femminile”.

Potremmo metterci seduti insieme e usare la tecnica educativa socratica per comprendere bene cosa c’è dietro: 1) fase ironica. 2) fase della confutazione. 3) fase della ricerca della verità. Qualcuno va diretto/a alla terza, troppo convintamente, senza ricerca e pure con prepotenza.

Comunque fin qui si è liberi di manifestare, anche dicendo sciocchezze. Fa parte della democrazia.

Ore 20
Il corteo si avvicina alla sede di Pro-Vita. Si fermano, si coprono il volto e accendono i fumogeni. Qualche attimo di silenzio. Poi si comincia ad urlare questo…

“Dovete morire!”

“Se un Pro Vita muore, champagne! E se non muore? Molotov!"

“Le sedi dei Pro Vita si chiudono col fuoco, ma coi Pro Vita dentro, sennò è troppo poco!"

Ma di quale democrazia stiamo parlando? Quale educazione? Diritti esercitati come? E doveri connessi, quali? Riferendoci proprio alla Costituzione. Patrimonio di tutti, costata tanto, sbandierata da molti, non diversamente dai rosari. Molto spesso presa a pezzi e nemmeno letta troppo.

I partiti di questa sinistra?
Da quello che mi è dato sapere, non pervenuti. Nessuna presa di distanza. Al mio cercare notizie e sapere.

Viene da chiedersi (anche a chi la destra non l’ha mai votata…)

La "sinistra"…
Quale?
Dove?
Di chi?
Con chi?
Per cosa?

Smettiamola anche con i: “sono casi isolati”…”Erano 4 gatti”. Non mi convince nemmeno quando qualche distanza formale è presa solo per il politicamente corretto, distante un miglio dalla sapienza del cuore.

Diventano tanti, i pericolosi rivoltosi, se non ci si dissocia con decisione. Il Presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro, cresciuto in AC, avrebbe detto che certe azioni/parole sarebbero state inaccettabili. “Senza se e senza ma”, come era solito dire, quando eticamente, razionalmente, educativamente vi era ferma necessità. Sandro Pertini di certo non sarebbe stato da meno.

Mi sa che sono cambiate un mucchio di cose da allora. Decisamente troppe. E la Costituzione, oltre che la coscienza, languono.

11/03/2026

MA L'INCLUSIONE NON È PER TUTTI?

Riporto questa lettera al direttore di un giornale. Non si tratta solo di fede, ma di una delle radici più importanti del nostro "malmesso"occidente, anche con il nostro contributo. Un occidente che, a dirla forte, si sta suicidando.

"Caro direttore, le due notizie che hanno attirato la mia attenzione di insegnante di religione nelle scuole statali della provincia di Firenze meritano di essere messe in dialogo, perché parlano – in modi diversi – della stessa questione: il posto del fatto religioso nella scuola pubblica.
La prima riguarda l’inizio del ramadan. A quanto si legge, nel capoluogo toscano, rispetto ad altri anni, sarebbero diminuite le richieste di spazi scolastici per la preghiera rituale durante il mese di digiuno, uno dei cinque pilastri dell’islam. Non mancano tuttavia le eccezioni: in un istituto superiore come la Sassetti Peruzzi, un gruppo di studenti musulmani – alcuni con abiti tradizionali – si è rivolto al dirigente per chiedere uno spazio di silenzio e raccoglimento. Il preside ha acconsentito, sottolineando il carattere multiculturale della scuola e la crescente sensibilità degli studenti di origine araba verso questo periodo dell’anno.
La seconda notizia riguarda invece la decisione di Palazzo Vecchio in merito alla presenza di presepe e crocifisso nelle aule scolastiche. Una commissione consiliare ha esaminato la mozione di un consigliere di opposizione volta a difendere tradizioni e simboli religiosi legati alla nostra identità culturale. La maggioranza di centrosinistra ha bocciato la proposta, richiamando il principio di autonomia scolastica e l’assenza di una legge statale che imponga oggi automaticamente il crocifisso in ogni aula.
A prima vista, i due fatti sembrano scollegati. In realtà sono profondamente intrecciati, perché toccano la natura stessa della scuola pubblica italiana: una scuola laica, ma non indifferente; autonoma, ma non neutra rispetto alla storia e alla cultura del Paese.
Il pluralismo religioso è un valore. Significa riconoscere che nelle nostre classi convivono fedi diverse, e che ciascuno ha diritto di esprimere la propria appartenenza nel rispetto delle regole comuni. Offrire, dove possibile e con equilibrio, uno spazio di silenzio a studenti musulmani durante il ramadan può essere un segno di attenzione e di dialogo. Ma il pluralismo non può trasformarsi in una sorta di amnesia culturale. Non significa rimuovere i segni della tradizione maggioritaria per evitare conflitti; significa piuttosto imparare a convivere con le differenze senza chiedere a nessuno di rinnegare la propria identità.
Non si capisce, allora, perché debba apparire naturale predisporre un’aula per la preghiera del ramadan e, al tempo stesso, suscitare scandalo la presenza di un crocifisso appeso al muro. Se la scuola è davvero il luogo dell’incontro, non può chiedere ai cristiani di considerare i propri simboli come un ingombro, mentre riconosce come espressione legittima quelli di altre tradizioni.
La laicità italiana non è ostilità al religioso, ma distinzione e rispetto reciproco. Il crocifisso – al di là della fede personale – è anche un segno della storia, dell’arte, della cultura che hanno plasmato il nostro Paese. Riconoscerlo non esclude nessuno; al contrario, può essere l’occasione per spiegare, confrontare, approfondire. Allo stesso modo, conoscere il significato del ramadan aiuta a comprendere meglio i compagni di banco che lo vivono.
La sfida educativa, oggi, non è scegliere tra simboli, ma educare alla libertà e alla consapevolezza. Un autentico pluralismo religioso tiene insieme due esigenze: il rispetto dell’altro e la stima per la propria tradizione. Senza radici non c’è dialogo; senza dialogo le radici si irrigidiscono. La scuola, se vuole essere davvero luogo di crescita, non può cancellare il dato religioso, ma deve insegnare a leggerlo, comprenderlo e viverlo con maturità. Cordiali saluti.
P.G. (Toscana)
___________
È di ieri la notizia che un’immagine della Madonna di San Luca avrebbe dovuto far visita nel cortile di una scuola dell’infanzia. Ma alcuni genitori si sono opposti e così si è giunti a un compromesso grottesco. L’immagine si fermerà davanti al cancello chiuso dell’edificio e solo i bambini con autorizzazione firmata dai genitori potranno avvicinarsi, accompagnati da un adulto, all’immagine sacra.

08/03/2026

Sin da piccoli, almeno a molti di quelli della mia età e dintorni, durante la Quaresima ci hanno insegnato a fare sacrifici, digiuni, rinunce e mortificazioni.

E di loro? Che donne e che madri!
08/03/2026

E di loro? Che donne e che madri!

Indirizzo

Via Martiri Della Libertà 3
Castelfidardo
60022

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 13:00

Telefono

+393388432994

Sito Web

http://ilfilodiarianna.studio/

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