Castelmezzano e dintorni guida ambientale escursionistica

Castelmezzano e dintorni guida ambientale escursionistica Guida ambientale escursionistica
Facilitatore immersioni in Foresta
Manager della Biodiversità
Ambasciatore di bellezze naturalistiche

25/12/2025
25/12/2025
24/12/2025
23/12/2025
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23/12/2025

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Erano anni che Chico Mendes riceveva minacce di morte.
Grandi proprietari terrieri, allevatori e uomini d’affari nel ramo del caucciù non avevano mai usato giri di parole quando si era trattato di spiegargli che doveva smetterla con le sue rivendicazioni oppure ne avrebbe pagato le conseguenze. Doveva smetterla di difendere la foresta Amazzonica, di boicottare l’abbattimento degli alberi, di opporsi ad ulteriori pascoli. Doveva smetterla di stare dalla parte dei contadini, dei braccianti, che per pochi dollari al giorno consumavano la propria vita in mezzo alle piante di gomma.
Ma come poteva farlo? Lui che tra gli alberi di caucciù c’era nato, lui che a nove anni aveva preso il machete e iniziato a lavorare duro, lui che fino a ventiquattro anni non sapeva leggere e scrivere, lui che aveva uno spirito indomito e un carattere battagliero.
Chico non poteva arrendersi, quando ormai migliaia e migliaia di persone credevano in lui, credevano nella sua lotta. Quando aveva fondato un sindacato per difendere i seringueiros, gli operai che lavoravano nell’estrazione del lattice. Quando aveva realizzato decine di empate, presidi per impedire che alberi secolari fossero sradicati. Quando ormai era un punto di riferimento dentro e fuori dal Brasile per tutti coloro che lottavano per difendere il pianeta e le ragioni dei più deboli.
Chico non poteva, e non voleva. Chico non si arrese.
Per questo lo freddarono con tre colpi di pi***la il 22 dicembre 1988, mentre tornava a casa.
A ucciderlo fu Darcy Alves da Silva, figlio di Darly, proprietario di una delle tenute più grandi della regione. Tremila ettari di terra in cui viveva con uno stuolo di mogli e in cui imponeva una legge tutta sua. Uno dei tanti fazendeiros, appoggiati dalle istituzioni brasiliane, capaci di assoldare picchiatori e killer per reprimere ogni tipo di rivendicazione ecologista e sindacale. Alla fine Darly e Darcy furono condannati rispettivamente come mandante ed esecutore dell’omicidio di Chico.
La sua fine, lungi dal decretare la morte delle sue idee, le rese sempre più forti. Tantissimi artisti gli dedicarono canzoni, scritti, quadri e disegni, facendolo diventare un simbolo per tutti coloro che lottano ad ogni latitudine per salvare l’ambiente. Chico Mendes non fu né il primo né l’ultimo a finire ammazzato da gente come Alves da Silva. Indigeni, lavoratori, ecologisti, furono, e sono ancora, vittime di una lobby potentissima che sta divorando la foresta Amazzonica e con essa il nostro futuro.
“All’inizio pensavo di combattere per salvare gli alberi di gomma, poi ho creduto di combattere per salvare la foresta amazzonica. Ora capisco che sto lottando per l’umanità.”

Cronache Ribelli

Raccontiamo questa storia anche nel nostro primo libro, "Cronache Ribelli", che trovate seguendo il link nel primo commento.

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21/12/2025

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Per la fauna selvatica, la sopravvivenza dipende spesso dal fatto che anche un solo giardino offra ancora riparo.
Queste quattro zone di protezione fanno la differenza tra esposizione e sopravvivenza.

1) Strato del suolo (foglie e terreno)
• Isola insetti, anfibi e impollinatori svernanti
• Impedisce al suolo di gelare completamente

2) Cataste di rami e tronchi
• Rifugio essenziale per scoiattoli, conigli e piccoli mammiferi
• Protezione da vento e predatori

3) Arbusti e siepi f***e
• Riparo notturno per gli uccelli
• Schermo dal freddo durante le notti gelide

4) Alberi e fusti in piedi
• Cavità e corteccia offrono rifugio a uccelli e pipistrelli
• I semi forniscono nutrimento in inverno

La fauna non ha bisogno di perfezione.
Ha bisogno di spazio per nascondersi, riposare e sopravvivere.
Il tuo giardino può essere quello spazio. 🐦🌿

21/12/2025
20/12/2025

Quello che dall’esterno sembra “solo un albero morto”
è in realtà un complesso residenziale invernale completamente occupato.

All’interno del suo tronco cavo, intere famiglie sopravvivono a tempeste, gelo e lunghe notti invernali:

🦉 Posatoio per Gufi — Rifugio dal vento
I gufi usano le cavità superiori per sfuggire ai venti gelidi e osservare la foresta da un posatoio sicuro e nascosto.

🦝 Nido per Procioni — Tana invernale asciutta e isolata
Una camera cava diventa una camera da letto calda e sicura dove i procioni si acciambellano e dormono durante il freddo intenso.

🐿️ Magazzino per Scoiattoli — Deposito nascosto di noci
Le profonde cavità all’interno del tronco proteggono le preziose riserve di cibo di cui gli scoiattoli dipendono quando tutto è congelato.

🪲 Rifugio per insetti — Strati di corteccia per il letargo
Coleotteri, falene, ragni e innumerevoli piccole specie si rifugiano all’interno della corteccia spessa, fondamentale per l’intera rete alimentare.

🐾 Tunnel radicale — Via d’accesso per piccoli mammiferi
Ingressi sotterranei permettono a topi, arvicole e mu**hi di sfuggire ai predatori e muoversi in sicurezza sotto la neve.

🌳 Legno morto = habitat invernale critico
Mentre gli esseri umani spesso vedono “pericolo”, la fauna selvatica vede l’unico rifugio rimasto.

Rimuovere ogni albero morto o cavo “per sicurezza”
elimina le ultime case naturali invernali
per decine di specie che cercano di sopravvivere.

Se un albero morto non mette in pericolo la tua casa,
lascialo in piedi.
Potrebbe essere l’unica stanza calda rimasta nella foresta.



















20/12/2025

Indirizzo

Castelmezzano
Castelmezzano
85010

Telefono

+393396319020

Sito Web

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