24/03/2026
È esplosa la primavera. 🌸
Ma non tutti sono pronti a ripartire.
Quando fuori tutto rinasce, cresce, si espone…
non sempre dentro accade lo stesso.
Per alcuni, questo passaggio può essere difficile.
Esporsi significa anche sentirsi visti.
E quando il rapporto con la propria immagine è fragile, questo può diventare doloroso.
Ci sono persone che si sentono “brutte”,
ma non lo sono.
Non si tratta di realtà oggettiva,
ma di una immagine interna alterata, che si fissa su un presunto difetto e non lascia più spazio ad altro.
Il pensiero torna sempre lì, diventa ossessivo, invade.
La sofferenza è profonda, reale, spesso invisibile.
Eppure, chiedere aiuto non è così scontato.
Spesso si cerca di correggere il corpo,
quando il dolore nasce altrove.
All’inizio non è così.
Un bambino piccolo si guarda allo specchio e sorride.
Si riconosce con gioia.
Non esiste ancora il “bello” o il “brutto”.
Quella semplicità, col tempo, si perde.
Si costruiscono sguardi, giudizi, confronti.
E a volte qualcosa si rompe.
Nel lavoro che portiamo avanti con i giovani adulti in Agorà Salus (Struttura Residenziale Siocio Riabilitativa ad alta intensità terapeutica per giovani adulti), i momenti di passaggio vengono letti come movimenti profondi:
uscire, esporsi, cambiare… non è mai solo qualcosa che accade fuori.
È qualcosa che tocca dentro.
E quando questo movimento incontra fragilità, può trasformarsi in ritiro, blocco, sofferenza.
Ma è possibile ritrovare uno sguardo diverso su di sé.
Attraverso la psicoterapia, lavorando anche sulla dimensione più profonda della persona (come il mondo dei sogni), si può iniziare a comprendere da dove nasce quell’immagine interna così dura.
Piano piano si costruisce un’identità più solida, si allenta il bisogno di controllo sul corpo, si apre la possibilità di accettarsi
E quei “difetti”, tanto temuti, possono perdere il loro potere.
A volte diventano persino ciò che rende unici.
Non sempre ripartire è immediato.
Ma si può imparare, nel tempo, a stare dentro il cambiamento.
E a ritrovare una bellezza che non ha nulla a che fare con gli standard,
ma con il modo in cui ci si sente dentro.
Se ti riconosci in queste parole,
non sei solo.
E chiedere aiuto è possibile.
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