30/04/2026
I FIGLI DELLA VIOLENZA
E poi ci sono loro, i figli della violenza, dei femminicidi, degli abusi. Occhi e orecchie ingenue, che dovrebbero nutrirsi di amore e che invece sentono e vedono ciò che non si dovrebbe neanche solo immaginare.
F., di 6 anni, è fuggito con la madre da un altro paese per scampare alle botte e alle umiliazioni continue. In terapia, inizialmente il padre non può neanche essere nominato e nel gioco un'angoscia muta protegge e rimprovera quel padre allo stesso tempo. La rabbia interna è divorante, ma non si può tuttavia esprimere perché è contronatura. Regna pertanto un'angoscia persecutoria: il suo personaggio è continuamente preda di dinosauri pericolosi che lo inseguono ed assaltano. Il padre così è salvo.
Poi c'è C. , 18 anni, che si porta sulle spalle il peso di un padre alcolizzato, violento con la madre e con i figli. C. ha scatti d'ira che non riesce a controllare che alterna a vissuti depressivi e a chiusura relazionale. Tutte le sue relazioni affettive sono " tossiche", perché in esse ricerca un amore malato, che è l'unico che ha mai conosciuto. Mi dice che lo odia "quell' uomo", che gli ha rovinato la vita, ma al tempo stesso prova pena. C. sa che la sua ferita mai si rimarginera' del tutto, ma vuol provare ad essere diverso. Almeno lui....
E infine c'è M. , 10 anni, che è figlia di una coppia che si separa, ma di quelle storie tristemente famose, in cui lui non lo accetta e continua a " perseguitare" la madre con telefonate, messaggi, scenate. E come può una bambina riuscire ad accettare ed elaborare il lutto di una perdita, se neanche l'adulto che dovrebbe insegnarglielo lo sa fare? Nel gioco lei riesce a rappresentare la ferita sanguinante, il dolore di una spaccatura, quella di una famiglia che ora non c'e più, ma che, mi dice , " come tutte le ferite può fare la sua crosta, no?" E pian piano cicatrizzarsi.
E chissà forse un giorno ci riuscirà anche il papà...e nel frattempo lei (bambina )sogna che lui (l'adulto ) riesca a tollerare, a capire " che si può accettare questa cosa anche se è br**ta"!
I bambini ci insegnano molto!
Però certo viene da pensare: che strano questo mondo... in cui è il figlio che insegna al genitore come si diventa grandi!