20/08/2015
Come già accennato, agli scopi di cura si fa ricorso a una polvere, secondo la preparazione tradizionale: il fungo viene essiccato, quindi macerato e ridotto in finissime briciole, poi setacciate e trasformate in una polvere dalla consistenza della soffice farina. Utilizzato per la preparazione di infusi, decotti, liquori ma anche in compresse di produzione industriale, il composto manifesterebbe un’alta attività antinfiammatoria, nonché un preliminare effetto antitumorale, ancora in corso di studio e approfondimento scientifico.
Queste caratteristiche terapeutiche sarebbero dovute principalmente ai polisaccaridi contenuti, utili per stimolare il sistema immunitario, ma anche dai peptidi Lz-8, indicati per regolare la pressione sanguigna e ridurre il colesterolo. Ricco di germanio organico, dalle peculiarità antivirali e antinfiammatorie, e di acidi oleici e ganoderici, il Ganoderma lucidum sembra contrastare anche la liberazione di istamina, quindi può essere utile in caso di blande reazioni allergiche. Alcuni degli effetti descritti dalla medicina tradizionale cinese sembrano trovar riscontro nella scienza, almeno in studi in vitro, ma la conferma di tutte le sue doti è ancora in corso d’analisi. Prima di procedere all’assunzione, evitando l’automedicazione, si consiglia quindi di chiedere un parere al medico curante oppure a uno specialista: potrebbero sussistere specifiche interazioni con i farmaci già assunti e, non ultimo, controindicazioni ed effetti collaterali.
Come tutti i rimedi naturali, anche il Ganoderma lucidum può manifestare effetti collaterali e rispondere a precise controindicazioni, per questo motivo la somministrazione non dovrebbe mai avvenire alla leggera, bensì sotto la guida di medico e specialista. Non deve essere assunto, ad esempio, in caso di ipersensibilità o reazione allergiche ai funghi, né qualora si soffrisse di una lunga serie di patologie. Tra le tante problemi alla coagulazione del sangue, pressione bassa e ipoglicemia, ma anche in concomitanza con farmaci come gli anticoagulanti, gli immunosoppressori, i medicinali per il controllo del colesterolo, i cortisonici e molto altro ancora. L’assunzione non è adatta, infine, durante la gravidanza e l’allattamento.