Prof.ssa Roberta Venturella

Prof.ssa Roberta Venturella Professore di II Fascia di Ginecologia e Ostetricia - Università Magna Graecia di Catanzaro. Responsabile Centro PMA III Livello Ospedale Pugliese Ciaccio

27/04/2026

Perimenopausa: cosa succede davvero?

Può iniziare già tra i 35 e i 45 anni. Non è una malattia, ma una fase di transizione in cui l’ovulazione diventa meno regolare: il progesterone si riduce e gli estrogeni oscillano.

Il risultato non è solo “ciclo irregolare”, ma un insieme di segnali che spesso vengono sottovalutati.

I più frequenti:
• sindrome premestruale più intensa o sbalzi d’umore
• cicli più abbondanti o irregolari
• cicli più brevi (

Sempre meno donne diventano madri entro i 30 anni negli USA (e non solo).Ma questo non significa che avranno meno figli ...
24/04/2026

Sempre meno donne diventano madri entro i 30 anni negli USA (e non solo).
Ma questo non significa che avranno meno figli nel corso della vita.

I dati del CDC appena pubblicati mostrano una trasformazione chiara:
la maternità viene rimandata negli USA, ma non necessariamente ridotta.

Negli ultimi decenni:
✔ diminuisce la quota di donne che ha già figli a 30 anni
✔ aumenta quella che diventa madre più tardi

E infatti, osservando la fertilità “completata” (numero medio di figli a fine vita riproduttiva), il valore resta relativamente stabile, intorno a 2 figli per donna.

👉 Questo cambia completamente la lettura del fenomeno
Il calo della fertilità annuale non coincide automaticamente con un calo della fertilità finale.

Molte donne oggi:
• studiano più a lungo
• costruiscono stabilità lavorativa
• posticipano la ricerca di una gravidanza

E recuperano successivamente.

👉 Ma c’è un punto clinico fondamentale
Rimandare non è biologicamente neutro.

Con l’età:
• diminuisce la qualità ovocitaria
• aumentano i tempi per concepire
• cresce il ricorso alla PMA

Quindi sì, la maggior parte delle donne avrà comunque figli.
Ma il percorso può diventare più complesso.

Informazione e consapevolezza restano strumenti chiave per fare scelte davvero libere.

Fonte: analisi dati CDC rielaborata dal New York Times

I commenti che leggo richiedono un chiarimento.La depressione post-partum è una condizione clinica complessa, distinta d...
24/04/2026

I commenti che leggo richiedono un chiarimento.

La depressione post-partum è una condizione clinica complessa, distinta dalla fisiologica stanchezza che segue la nascita di un figlio. Non riguarda solo l’umore: coinvolge sonno, energia, capacità di concentrazione e relazione con il neonato.

Alla base ci sono fattori biologici (rapido calo ormonale, vulnerabilità neurochimica), psicologici e sociali che possono sommarsi e potenziarsi tra loro.

In una minoranza di casi può comparire una psicosi puerperale: perdita di contatto con la realtà, idee deliranti o allucinazioni. È rara, ma rappresenta un’urgenza clinica.

Quando il pensiero si disorganizza e la percezione della realtà cambia, il rischio di comportamenti estremi aumenta. Per questo è essenziale riconoscere precocemente i segnali e attivare un supporto specialistico.

Cosa puoi fare tu?
• Non sottovalutare
• Non giudicare
• Evita interpretazioni senza competenze
• Offri aiuto concreto (spesa, gestione della casa, supporto pratico)
• Coinvolgi i familiari e segnala eventuali preoccupazioni

La depressione post-partum è una malattia.
È curabile, soprattutto se riconosciuta in tempo.

La depressione post partum (DPP) non è rara. Non è debolezza. È una condizione clinica che può colpire anche donne prepa...
23/04/2026

La depressione post partum (DPP) non è rara. Non è debolezza. È una condizione clinica che può colpire anche donne preparate, amate, desiderose di quel bambino.

Può iniziare con stanchezza che non passa, pensieri intrusivi, senso di inadeguatezza, distacco, ansia che stringe il petto. E spesso si accompagna a una colpa silenziosa: “dovrei essere felice”.

Chiedere aiuto è un atto di lucidità, non di fallimento. Significa proteggere te stessa e la relazione con tuo figlio. Significa riconoscere che il cervello, dopo il parto, attraversa cambiamenti biologici importanti (ormonali, del sonno, dello stress) che possono richiedere supporto.

Parlane con il tuo ginecologo, il medico di base, uno psicologo o uno psichiatra perinatale. Esistono percorsi efficaci: sostegno psicologico, interventi sul sonno, e quando indicato, terapia farmacologica compatibile con l’allattamento.

La maternità richiede presenza. Oggi più di prima. Oggi più di quanto ne chiedeva alle nostre madri. Ma per esserci, devi stare bene.

Se ti riconosci in queste parole, non aspettare. Il primo passo è dirlo a qualcuno. Il resto verrà da solo. E andrà meglio, te lo prometto

Ovodonazione: tutto quello che devi sapere (e quello che non osi chiedere) 🌸Scegliere di intraprendere un percorso di pr...
22/04/2026

Ovodonazione: tutto quello che devi sapere (e quello che non osi chiedere) 🌸

Scegliere di intraprendere un percorso di procreazione medicalmente assistita con donazione di ovociti è un passo importante, spesso accompagnato da dubbi, paure e tantissime domande tecniche.

In questo carosello ho raccolto le risposte ai quesiti che mi ponete più frequentemente in studio, per aiutarvi a fare chiarezza e affrontare questo viaggio con maggiore consapevolezza e serenità.

Nelle slide esploreremo:
✅ Come scegliere la donatrice e l’importanza della genetica.
✅ Ovociti freschi vs congelati: quali differenze?
✅ Il ruolo della PGT e i tassi di successo.
✅ L’impatto di condizioni come l’endometriosi.
✅ Il legame emotivo e l’epigenetica: perché sarai tu a plasmare la sua vita.

La scienza oggi ci offre strumenti incredibili, ma la componente umana resta al centro di tutto. Il desiderio di genitorialità non ha confini biologici predefiniti.

💬 Hai altre domande sull’ovodonazione? Scrivile nei commenti o prenota una consulenza in studio per approfondire il tuo caso specifico.

📌 Salva il post per non perderlo e condividilo con chi sta affrontando questo percorso.

Come migliorare l’ovulazione per aumentare le possibilità di concepimento spontaneo?L’ovulazione è un processo complesso...
20/04/2026

Come migliorare l’ovulazione per aumentare le possibilità di concepimento spontaneo?

L’ovulazione è un processo complesso, regolato da un equilibrio fine tra ormoni, metabolismo e stile di vita. Non esistono scorciatoie, ma ci sono strategie concrete, basate su evidenze, che possono fare la differenza.

Il primo punto è la regolarità del ciclo: cicli molto irregolari o assenti meritano una valutazione, perché spesso riflettono un’alterazione ovulatoria (frequente, ad esempio, nella PCOS).

Il peso corporeo è un altro elemento chiave. Sia il sottopeso che il sovrappeso possono interferire con l’ovulazione. Anche una riduzione del 5–10% del peso nelle donne con insulino-resistenza può migliorare significativamente la funzione ovulatoria.

Attenzione anche alla qualità della dieta: privilegiare alimenti a basso indice glicemico, fibre, proteine e grassi “buoni” aiuta a stabilizzare l’insulina, che è strettamente collegata alla funzione ovarica.

L’attività fisica regolare migliora la sensibilità insulinica e contribuisce a un assetto ormonale più favorevole, ma senza eccessi: allenamenti troppo intensi possono avere l’effetto opposto.

Sonno e stress non sono dettagli. Alterazioni del ritmo sonno-veglia e stress cronico influenzano l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio e possono compromettere l’ovulazione.

Infine, il timing dei rapporti: conoscere la propria finestra fertile (attraverso monitoraggio del ciclo o test di ovulazione) aumenta le probabilità senza medicalizzare inutilmente il percorso.

Se l’ovulazione non è regolare o la gravidanza non arriva dopo 6–12 mesi (in base all’età), è indicato un inquadramento specialistico. Intervenire presto significa avere più opzioni e risultati migliori.

Salva questo contenuto se stai cercando una gravidanza e condividilo con chi potrebbe averne bisogno.

Posso fare attività fisica dopo il transfer embrionale?Sì, ma con criterio.Le evidenze disponibili sono piuttosto chiare...
17/04/2026

Posso fare attività fisica dopo il transfer embrionale?

Sì, ma con criterio.

Le evidenze disponibili sono piuttosto chiare:
l’attività fisica leggera (camminare, yoga dolce, stretching) è sicura e non riduce le probabilità di impianto.

Uno studio randomizzato (Abou-Setta et al., Fertil Steril 2009) ha confrontato riposo a letto vs mobilizzazione immediata dopo transfer, senza differenze nei tassi di gravidanza. Anzi, il riposo assoluto può risultare controproducente.

Quello che invece ha senso limitare nei primi giorni è tutto ciò che aumenta in modo significativo la pressione intra-addominale:
sollevamenti pesanti, sforzi ripetuti, esercizio intenso. Non perché “sposti l’embrione”, ma per una logica prudenziale legata soprattutto alle ovaie ancora aumentate di volume dopo stimolazione (rischio torsione nei cicli fresh).

Sul piano fisiologico, l’aumento della pressione intra-addominale può influenzare il tono uterino, ma non esistono evidenze dirette che questo comprometta l’impianto nelle fasi iniziali (Human Reproduction, 2006).

👉 In pratica:
✔ Attività leggera: consigliata
❌ Sforzi intensi e pesi elevati: da evitare per pochi giorni
✔ Vita quotidiana normale: sì

Le restrizioni vengono generalmente sospese dopo conferma di gravidanza evolutiva (impianto in sede, attività cardiaca, assenza di complicanze).

L’obiettivo è accompagnarti in modo sicuro in una fase delicata.

Le sostanze che ci circondano non restano fuori dal nostro corpo. Alcune entrano nei tessuti e arrivano fino all’ovaio.L...
15/04/2026

Le sostanze che ci circondano non restano fuori dal nostro corpo. Alcune entrano nei tessuti e arrivano fino all’ovaio.

Le PFAS sono composti molto diffusi (presenti nell’acqua, packaging, antiaderenti). In uno studio pilota appena pubblicato su donne sottoposte a PMA, queste sostanze sono state trovate nel liquido follicolare (cioè dentro le ovaie!!!) r livelli più elevati si sono associati a una minore probabilità di nascita viva nei cicli di PMA.

Il punto più interessante è il “come”: queste sostanze sembrano interferire con il metabolismo ovarico, in particolare con lipidi, glucosio e vitamine. Processi fondamentali per la qualità ovocitaria e lo sviluppo embrionale.

Non è un motivo per creare allarmismo. È un motivo per essere più consapevoli.

Non possiamo eliminare completamente l’esposizione, ma possiamo ridurla in modo concreto:

• evita di scaldare cibo in contenitori di plastica
• limita l’uso di antiaderenti rovinati
• riduci packaging inutili, soprattutto a contatto con alimenti caldi
• se possibile, preferisci acqua filtrata in aree a rischio
• cura il metabolismo: alimentazione equilibrata, attività fisica, adeguato apporto di micronutrienti

Meno vestiti sintetici, meno cosmetici non controllati..

Sono piccoli gesti, ma nel tempo fanno differenza.

La fertilità non dipende solo da ormoni e terapie. È anche il risultato dell’ambiente in cui viviamo e delle scelte quotidiane che facciamo.

📚 Fleury et al., F&S Science 2026
👩🏻‍⚕️

Operare un endometrioma è ancora la scelta giusta?La risposta oggi è più selettiva di quanto siamo stati abituati a pens...
13/04/2026

Operare un endometrioma è ancora la scelta giusta?
La risposta oggi è più selettiva di quanto siamo stati abituati a pensare.

Per anni la chirurgia è stata considerata un passaggio quasi automatico. Oggi le evidenze ci invitano a fermarci e ragionare meglio: non sempre rimuovere un endometrioma migliora la fertilità, né aumenta le probabilità di successo della PMA.

Molti dati mostrano che:
• la qualità ovocitaria e i tassi di impianto non sono compromessi
• i risultati della fecondazione assistita sono sovrapponibili con o senza chirurgia
• l’ovulazione può avvenire anche dall’ovaio con endometrioma

Dall’altro lato, la chirurgia non è neutra:
• può ridurre la riserva ovarica (↓ AMH)
• può diminuire il numero di ovociti recuperabili
• ha un rischio non trascurabile di recidiva
• può creare aderenze e complicare il percorso riproduttivo

Questo è il punto chiave: il bilancio rischio-beneficio non è sempre favorevole.

Quando allora operare?
La chirurgia mantiene un ruolo preciso, ma mirato:
• sospetto di malignità
• complicanze acute (rottura, infezione)
• dolore legato a endometriosi profonda
• difficoltà nel recupero ovocitario
• idrosalpinge associata

In tutte le altre situazioni, soprattutto nelle pazienti infertili, strategie come PMA diretta, terapia medica o preservazione della fertilità possono essere più appropriate.

Il messaggio non è “non operare mai”, ma operare meglio.

Per chi si occupa di riproduzione questo cambia il paradigma: l’endometrioma non è automaticamente il nemico da rimuovere, ma una condizione da contestualizzare.

E per le pazienti significa una cosa fondamentale: ogni scelta deve essere personalizzata, basata su evidenze e sui propri obiettivi riproduttivi.

Prima di programmare un intervento, chiediamoci sempre:
serve davvero?

Durante un ciclo di stimolazione ovarica per PMA, una delle domande più frequenti è: devo smettere completamente di fare...
11/04/2026

Durante un ciclo di stimolazione ovarica per PMA, una delle domande più frequenti è: devo smettere completamente di fare attività fisica? 🏃‍♀️

Alcuni medici consigliano uno stop totale già dal primo giorno. È un approccio prudente. Nella pratica clinica, però, per molte pazienti i primi giorni rappresentano una fase in cui il movimento può essere ancora compatibile.

Nei primi 2–4 giorni di stimolazione le ovaie non sono ancora aumentate in modo significativo. In assenza di dolore o indicazioni specifiche, può essere possibile mantenere attività leggere o moderate.

Con il progredire della stimolazione, la crescita follicolare porta a ovaie più voluminose, mobili e sensibili. In questa fase aumenta il rischio di torsione ovarica, una complicanza rara ma potenzialmente seria.

Per questo, dopo i primi giorni è indicato passare ad attività a basso impatto: camminata leggera, stretching, yoga modificato (senza torsioni o inversioni), respirazione e rilassamento.

Da evitare:
attività ad alto impatto, corsa, salti, HIIT
esercizi intensi per il core (addominali, plank, torsioni)
sollevamento pesi importanti
movimenti bruschi o con rimbalzi
rapporti sessuali nelle fasi avanzate

Il giorno del pick-up è raccomandato riposo. Anche nelle 1–2 settimane successive è preferibile mantenere attività leggere, fino alla ripresa del ciclo.

Non esiste una regola unica: pazienti con PCOS o risposta elevata possono richiedere maggiore cautela.

Il movimento resta utile anche durante la PMA: supporta il benessere mentale e aiuta a mantenere una routine. Va adattato al momento clinico.

Confrontati sempre con il tuo ginecologo.

“Dottoressa, da quando ho iniziato la terapia ormonale sostitutiva mi sento meglio: più energia, più lucidità, libido re...
09/04/2026

“Dottoressa, da quando ho iniziato la terapia ormonale sostitutiva mi sento meglio: più energia, più lucidità, libido recuperata. Ma perché mi avevano detto di aspettare?”

Questa domanda arriva spesso. E merita una risposta chiara.

La TOS non è una “cura estetica”, ma uno strumento terapeutico con indicazioni precise: sintomi vasomotori, disturbi del sonno, calo della qualità di vita, prevenzione della perdita ossea in donne selezionate.

In perimenopausa il quadro ormonale è instabile: cicli irregolari, fluttuazioni estrogeniche e sintomi che possono essere intensi ma non sempre continui. È proprio questa variabilità che rende la gestione più complessa, non il fatto che “sia troppo presto”.

Le evidenze ci dicono che, nelle donne sintomatiche e senza controindicazioni, una terapia personalizzata può essere considerata anche in questa fase, con schemi adattati (sequenziali, combinati, con attenzione al progesterone).

Il progesterone, spesso temuto, è fondamentale per proteggere l’endometrio e non è responsabile di effetti “nuovi”: riproduce ciò che il corpo conosce già nella fase luteale.

Un altro punto cruciale: la qualità di vita. Energia, sonno, funzione sessuale, benessere cognitivo non sono dettagli. Sono salute.

Eppure molte donne si sentono dire “è normale, passa”.
La normalità non significa dover tollerare.

Parlare, informarsi e affidarsi a una valutazione individuale permette di scegliere in modo consapevole, senza anticipare né ritardare inutilmente.

La terapia giusta è quella costruita sulla persona, non sull’età anagrafica.

Stai intraprendendo un percorso di fecondazione assistita e il tuo specialista ha proposto un transfer su ciclo spontane...
08/04/2026

Stai intraprendendo un percorso di fecondazione assistita e il tuo specialista ha proposto un transfer su ciclo spontaneo?

Molte pazienti si chiedono come funzioni e cosa aspettarsi. In questo carosello, ti spieghiamo passo dopo passo questo approccio, che sfrutta la fisiologia naturale del tuo corpo per ottimizzare le possibilità di successo.

Perché Scegliere un Ciclo Spontaneo o Semispontaneo?
L’obiettivo principale è sincronizzare perfettamente lo sviluppo dell’endometrio (il rivestimento interno dell’utero dove l’embrione si impianterà) con lo stadio di sviluppo dell’embrione (solitamente una blastocisti, cioè un embrione di 5-6 giorni). Utilizzando il tuo naturale picco ovulatorio, ricreiamo un ambiente uterino il più possibile vicino a quello di una gravidanza naturale.

Le Fasi Principali del Percorso
1. Il Concetto Chiave: Sincronizzazione naturale tra endometrio e blastocisti.
2. Il Primo Controllo: Un’ecografia nei primi giorni del ciclo per assicurarsi che tutto sia pronto per iniziare.
3. Il Monitoraggio: Controlli ecografici per seguire la crescita del follicolo dominante e la maturazione dell’endometrio.
4. L’Induzione: Spesso, quando il follicolo è pronto, si utilizza un farmaco (come l’hCG) per indurre l’ovulazione con precisione temporale. Da qui, inizia la sincronizzazione!
5. Il Progesterone: Un supporto ormonale fondamentale (ovuli, fiale o compresse), personalizzato per la tua situazione.
6. Il Transfer: Dopo 5 giorni di progesterone, la tua blastocisti viene delicatamente trasferita in utero. Una procedura rapida e generalmente indolore.
7. Il Dopo: Tornerai a casa per condurre una vita sana e normale. L’attesa è difficile, ma la serenità è importante.
8. Il Test: Dieci giorni dopo il transfer, il momento tanto atteso delle Beta-hCG.

Queste informazioni sono una guida generale. Il tuo medico personalizzerà ogni fase del percorso in base alla tua specifica situazione medica. La PMA è un percorso che richiede pazienza, informazione e fiducia.

Hai domande o vuoi condividere la tua esperienza?
Scrivilo nei commenti o inviami un messaggio in direct! Ti leggo sempre.

Indirizzo

Via Lucrezia Della Valle 19/27
Catanzaro
88100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 12:30

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Prof.ssa Roberta Venturella pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Prof.ssa Roberta Venturella:

Condividi