Studio Abhaya - Yoga e Ayurveda

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Ti guido in Pratiche e Trattamenti a ritmo del Cosmo con 𓁿Ayurveda | Yoga | Embodiment
✨️Formatrice Yoga Planet e Ayurveda
𓁿Trattamenti Monaci Erranti
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19/12/2025

Ci sono momenti in cui non serve aggiungere altro.
Serve 𝙛𝙖𝙧𝙚 𝙨𝙥𝙖𝙯𝙞𝙤.

Questo periodo richiede chiarezza, ma non quella mentale fatta di spiegazioni e slogan.
Chiede una chiarezza più sottile: quella che nasce quando inizi a guardare da dove partono le tue scelte𝙙𝙖 𝙙𝙤𝙫𝙚 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙤𝙣𝙤 𝙡𝙚 𝙩𝙪𝙚 𝙨𝙘𝙚𝙡𝙩𝙚.

Non tanto cosa fai,
ma 𝘥𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘭𝘶𝘰𝘨𝘰 lo fai.

Alcune direzioni sembrano giuste perchè sono luminose, rumorose, riconosciute.
Altre sono più silenziose, meno esponibili, ma incredibilmente coerenti.
E spesso è lì che si gioca la differenza.

Yoga e Ayurveda non servono a "migliorarci" nè a costruire un'immagine più spirituale.
Servono a 𝙙𝙞𝙨𝙘𝙚𝙧𝙣𝙚𝙧𝙚.
A sentire quando qualcosa è allineato...
e quando invece è solo spinta, bisogno, performance.

Ci sono scelte che non fanno rumore,
ma cambiano tutto.
Determinano il modo in cui pensi,
le abitudini che coltivi,
la persona che sei e che diventi.

E allora forse la domanda non è:
"Sto facendo la cosa giusta?"

Ma:
🪷 "𝘊𝘩𝘪 𝘴𝘵𝘰 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘯𝘵𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘤𝘦𝘭𝘵𝘢?"
🪷 "𝘔𝘪 𝘢𝘷𝘷𝘪𝘤𝘪𝘯𝘢 𝘰 𝘮𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘰𝘯𝘵𝘢𝘯𝘢 𝘥𝘢 𝘤𝘪𝘰̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘥𝘢𝘷𝘷𝘦𝘳𝘰?"

Questo, per me, è il cuore del lavoro interiore.
Non arrivare da qualche parte.
Ma 𝙣𝙤𝙣 𝙥𝙚𝙧𝙙𝙚𝙧𝙨𝙞 mentre si cammina.

Se senti che è tempo di fare ordine,
fermarsi un attimo,
e ripartire con più solidità e autenticità...
questa è una buona soglia da attraversare.

Una domanda che non mi stanco mai di fare, a voi come a me stessa:
𝘾𝙝𝙞 𝙨𝙚𝙞 𝙦𝙪𝙖𝙣𝙙𝙤 𝙣𝙚𝙨𝙨𝙪𝙣𝙤 𝙩𝙞 𝙜𝙪𝙖𝙧𝙙𝙖?



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In questi giorni mi avete chiesto che cosa mi ha portata qui, allo Yoga, all’Ayurveda, a questo lavoro.⠀⠀⠀⠀Sono sempre s...
15/12/2025

In questi giorni mi avete chiesto che cosa mi ha portata qui, allo Yoga, all’Ayurveda, a questo lavoro.
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Sono sempre stata una bambina molto riflessiva, con un mondo interiore ampio e silenzioso.
Da piccola scrivevo poesie sulla perdita e sulla felicità, mi rifugiavo nei libri, osservavo più di quanto parlassi.
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Già da prima dell'adolescenza ho attraversato anni difficili, non tanto per eventi eclatanti, quanto per dinamiche sottili fatte di parole, pettegolezzi, esclusioni.
Oggi le chiamiamo bullismo indiretto; allora non avevano nome, ma lasciavano segni.
Non avevano a che fare con ciò che facevo, ma con ciò che gli altri non sapevano gestire.
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In quel periodo, dove non trovavo alcun sostegno, mi ripetevo una frase come una preghiera:
“Non farti cambiare da tutto questo.”
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Avevo una paura molto chiara, anche se allora non sapevo ancora nominarla:
diventare un adulto scollegato da sé, incastrato in una vita che non sentiva.
Non per giudizio, ma per sopravvivenza.
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Così ho iniziato, lentamente, a fare ciò che mi spaventava: espormi, cantare, suonare, salire su un palco.
Non per diventare qualcun altro, ma per restare in contatto con me stessa.
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Ho fatto molte cose “in ritardo”.
Poi ho capito che non ero in ritardo: stavo seguendo un tempo diverso. Il mio.
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Lo yoga è arrivato così, a diciannove anni circa.
Non come risposta, ma come spazio.
Uno spazio in cui ascoltare, togliere strati, incontrare anche ciò che è scomodo.

Negli anni mi ha insegnato a distinguere ciò che ero da ciò che mi era stato attribuito.
Ho studiato, viaggiato, attraversato pratiche e culture, non per accumulare, ma per riconoscere.
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A un certo punto diventa chiaro: alcune persone non possono vivere separandosi da ciò che sentono.

Questo percorso, anche se non fosse diventato un "lavoro", sarebbe comunque esistito.
Perché lo scopo, per me, non è mai stato arrivare.
È non perdersi.

Ed è questo ciò che cerco di trasmettere nel mio lavoro:
non guarire,
non salvare,
ma creare spazi di ascolto e onestà,
per diventare sempre più autonomi nel proprio sentire.

È un percorso d’anima, non di ego.
E non finisce mai.

Molte persone confondono il distacco con l’indifferenza.Ma nello Yoga, vairāgya non è chiudersi:è aprirsi con più lucidi...
10/12/2025

Molte persone confondono il distacco con l’indifferenza.
Ma nello Yoga, vairāgya non è chiudersi:
è aprirsi con più lucidità, da un luogo interiore neutro.
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È la capacità di sentire - davvero sentire -
senza perdersi dentro ogni onda che arriva.
È presenza, non freddezza.
È radicamento, non fuga.
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Vairāgya è vedere la realtà senza il filtro dei vecchi condizionamenti
o di ciò che ti attraversa (che non è ciò che sei).
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E non è un’abilità che “arriva”.
Si costruisce pian piano,
ogni volta che scegli un respiro di lucidità
al posto di un automatismo.
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Nel carosello trovi un gesto semplice da provare:
non per calmarti, questo accade da sé,
ma per vedere più chiaramente.
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Perché il distacco non allontana.
Vairāgya libera...e avvicina.
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♡ Ti risuona questa idea di sentire senza perderti?

A volte quello che senti non parla davvero di te.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀Negli anni ho imparato che non tutto ciò che si muove dentr...
05/12/2025

A volte quello che senti non parla davvero di te.
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Negli anni ho imparato che non tutto ciò che si muove dentro è crescita.
A volte è una vecchia ferita che bussa,
a volte è solo un riflesso di qualcosa di più antico.
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Lo Yoga ci regala vairāgya: quel distacco gentile che ti permette di fare un mezzo passo indietro dentro di te.
Non è freddezza, è lucidità.
È la capacità di osservare un’onda senza diventare quell’onda.
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Dall’infanzia ai ventitré anni ho attraversato ombre che mi hanno costretta a guardarmi senza scorciatoie.
E credo che sia anche per questo che Yoga e Ayurveda sono diventati i modi più onesti per non perdermi
e restare fedele a quella promessa che mi feci, molto prima di capire come mantenerla.
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Con il tempo ho capito che non è maturità reprimere una reazione.
È maturità chiedersi cosa c’è dietro.
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Reagire non è di per sè sbagliato.
È una parte che chiede ascolto.
Ma se rispondi da lì, rischi di farti guidare dalle ferite
e non da ciò che sei davvero.
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Ed è qui che entra viveka, il discernimento
che in questo caso ci aiuta a distinguere una crisi d’identità
da un reale passo di crescita.
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Non tutto ciò che ci scuote è trasformazione.
A volte è solo avidyā,
la confusione che ci fa credere di essere ciò che proviamo
anche quando è solo un’onda che passa.
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Sinceramente? Preferisco un momento di onestà davanti a me stessa
piuttosto che vivere guidata dagli automatismi.
Quel momento in cui posso dire:
“Ok, c’è movimento.
Ma io non sono quel movimento.
Da qui scelgo.”
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L’Ayurveda direbbe che è un meteo interno:
Vāta accelera,
Pitta si accende,
Kapha trattiene.
Non è identità.
È informazione.
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E forse è proprio qui che si apre lo spazio:
fare un passo indietro,
guardare senza giudicare,
e chiederci se quella reazione viene da ciò che siamo
o da qualcosa che ci sta chiedendo ascolto.
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✨ Ti è mai capitato di scambiare un’onda emotiva per una verità su di te?
Cosa succede se ti concedi un mezzo respiro di lucidità prima di rispondere?

Come avete chiesto, parliamo di emozioni ♡Quando l’emozione è tanta…come si rimane interi?⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀Ci sono periodi in...
26/11/2025

Come avete chiesto, parliamo di emozioni ♡
Quando l’emozione è tanta…come si rimane interi?
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Ci sono periodi in cui tutto si muove insieme:
il corpo, le relazioni, il lavoro, le intuizioni.
È come se l’emozione bussasse più forte…
e a volte sembra troppo.
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Ma l’intensità non è un nemico.
È un segnale di vita. ♡
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In Ayurveda, le emozioni “forti” sono spesso un incontro fra Pitta (che vuole verità, direzione, chiarezza) e Vata (che corre, si agita, amplifica).
Quando si uniscono…è facile sentirsi scossi, reattivi, o confusi!
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La chiave non è spegnere l’emozione.
La chiave è non perdersi dentro di essa.
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E allora ti lascio tre immagini che mi hanno accompagnata in queste settimane, e che forse possono aiutarti:
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🪷 Il corpo come primo contenitore.
Quando l’emozione arriva, prima ancora di capirla…
riportala nel corpo.
Piedi a terra, respiro basso, movimento lento.
Così Vata si calma e Pitta torna onesto.

🪷 L’emozione non va evitata, ma guardata con gentilezza.
Quello che non si affronta, non scompare:
si ingrandisce finché non trova forma.
Guardare è già metà del lavoro.

🪷 Non tutto merita una risposta immediata.
Il ritmo dell’emozione non deve diventare il nostro ritmo.
Possiamo fare un passo indietro, ritrovare il centro,
e scegliere da dove vogliamo rispondere.
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Da quando pratico così,
ho scoperto di essere più forte e centrata di quanto pensassi, e allo stesso tempo più morbida, più vera.

Se stai attraversando un periodo intenso,
ti auguro questo:
♡ restare nel corpo
♡ restare nel vero
♡ restare in te
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L’intensità non distrugge.
Rivela.

07/11/2025

A volte la vita ci parla in modo semplice.
Ti mette davanti due monete da cinquanta cent e ti fa capire che non tutto ciò che sembra diverso lo è davvero.
Cambia la forma, non la sostanza.

A volte pensiamo di aver scelto diversamente,
ma in realtà abbiamo solo cambiato forma alla stessa paura.
La stessa ferita, con un vestito nuovo.

Succede quando le scelte non nascono dal cuore,
ma da un luogo che ancora vuole salvarsi.
E allora cambiamo, ma dentro resta la stessa contrazione.
Stessa radice, stesso copione,
solo con un linguaggio più elegante, più sottile, più spirituale.

Eppure la vita, con la sua pazienza ostinata,
continua a mostrarci quel punto.
Finché non lo attraversiamo davvero: non con la mente, ma con il corpo, con la presenza, con la verità che purifica.

Il rischio di perdersi non è nel cambiare,
ma nel non esserci mentre cambiamo.
Nel fare, parlare, “scegliere per noi”,
ma da una voce che non è ancora libera.

Ci hanno insegnato che seguire la pace significhi allontanarsi da ciò che scuote.
Ma non sempre il silenzio è pace: a volte è la paura che si è data un nome diverso.
Si chiama “lasciar andare”, ma in realtà evita di guardare.
Si chiama “seguire la propria verità”, ma spesso è solo fuga travestita.
La vera pace, a volte, nasce proprio nel restare presenti al movimento che ci spaventa.
Perché solo lì la ferita può trasformarsi in forza,
e il cuore può imparare a non chiudersi più.

La crescita non è fuggire ciò che ci smuove,
ma restare in ascolto senza perdersi dentro.
Non è chiudere tutto ciò che disturba,
ma imparare a vedere da dove nasce il disturbo.

Forse la vera libertà è proprio questo: riconoscere quando la nostra “scelta” è solo la ferita che parla.
Forse non dobbiamo diventare “forti”.
Forse dobbiamo solo imparare a restare morbidi
anche quando tutto vacilla.
Perché è lì che la vita trova spazio.

E lì…iniziare a scegliere davvero.

Questa Luna piena ci accompagna proprio qui.
Ti sei mai chiesta/o da dove viene la tua idea di sicurezza?
È una scelta viva o un riflesso antico?
Ti ancora o ti chiude? Ti nutre o ti consuma?

Riesci a sentire se la tua scelta nasce dall’amore o dalla paura?

Non tutta la luce illumina.Alcune abbagliano, altre scaldano.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀A volte riempiamo per non sentire,altre svuotia...
30/10/2025

Non tutta la luce illumina.
Alcune abbagliano, altre scaldano.
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A volte riempiamo per non sentire,
altre svuotiamo per non sentire troppo.
Ma la verità non si trova né nel pieno né nel vuoto.
La verità abita nell’attimo in cui restiamo, presenti,
anche quando brucia.
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È lì che Agni trasforma e Ojas fiorisce,
quando smetti di reagire e inizi ad ascoltare.
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⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
🕯️
Non temere la discesa.
È da lì che si ricorda la via di casa.

A volte pensiamo all'equilibrio come a qualcosa da conquistare. Un punto fermo, una forma da mantenere. A volte anche qu...
17/10/2025

A volte pensiamo all'equilibrio come a qualcosa da conquistare. Un punto fermo, una forma da mantenere. A volte anche qualcosa di già scritto - lavoro stabile, casa, famiglia...come se la quiete avesse sempre la stessa forma per tutti!
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Ma l'equilibrio , nello Yoga come nella vita, nasce dalla pausa. In quello spazio sottile tra impulso e respiro, dove smettiamo di reagire e iniziamo semplicemente ad ascoltare.
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È lì che la verità si fa chiara, e l'autenticità smette di essere un ideale, diventando presenza.
Reale, imperfetta, viva.
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A volte basta un solo respiro consapevole
per tornare a sé.
Provalo ora: inspira profondamente, resta un istante...e lascia che il silenzio ti riporti al centro. ♡

11/10/2025

Esiste un momento in cui fermarsi ad ascoltare è fondamentale. Quando quella pausa manca,
il corpo trova il modo di farci ascoltare.
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La cervicale, per esempio, è uno di quei disturbi che tutti conosciamo…eppure quasi nessuno si ferma a chiedersi perché si presenta!
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In Ayurveda non guardiamo solo al dolore:
ci chiediamo da dove nasce. Da stress e tensione? Da infiammazione? O da pesantezza accumulata per esempio.
Perché lo stesso sintomo può avere radici molto diverse!
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Il sollievo immediato è importante, certo. 🙏
Ma se non ci fermiamo ad ascoltare, rischiamo che quel dolore torni e diventi compagno fisso!
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🪷 È qui che entra l’approccio ayurvedico: guardare la persona intera, in relazione alla stagione, alle abitudini, al momento che sta vivendo.
Non una ricetta universale, ma un cammino su misura.
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Ti è mai capitato che un dolore tornasse finché non hai cambiato qualcosa più in profondità?
La chiave è sempre ascoltarsi e non fermarsi alla superficie. Richiede più tempo e presenza, ma andare oltre vale sempre la pena. 🤍

La Luna piena in Ariete ci parla di autenticità, coraggio e rinascita interiore.È la Luna che invita a ribellarsi:  non ...
07/10/2025

La Luna piena in Ariete ci parla di autenticità, coraggio e rinascita interiore.
È la Luna che invita a ribellarsi: non contro qualcuno, ma contro tutto ciò che non è più vero.
Ci spinge a scegliere, con consapevolezza, la nostra strada.
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E forse non è un caso che proprio sotto questa Luna quattro donne abbiano intrapreso il percorso di Ayurveda. ♡
Un cammino di tre anni, radicato nella tradizione e orientato al presente, che porta a conoscere l’essere umano nella sua interezza di corpo, mente e spirito.
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Durante il percorso esploreremo il femminile in Ayurveda, le erbe e gli oli essenziali, l’anatomia palpatoria, la filosofia indiana, i trattamenti ayurvedici, le consulenze e molto altro.
Un approccio che non si limita al sintomo, ma guarda all’armonia complessiva dell’individuo e alla relazione profonda tra l’essere umano e la Natura. Un percorso che io stessa ho deciso di intraprendere al mio massimo, continuando a formarmi.
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Il nuovo formato infrasettimanale nasce proprio da questo intento: rendere l’esperienza più viva, più intima e più radicata nel quotidiano.
Le ragazze saranno accompagnate passo dopo passo, in un dialogo costante tra teoria e pratica, tra conoscenza e vita vissuta. ♡
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🪷
In una società che corre e si ammala, scegliere di fermarsi, di ascoltare, di ricominciare da sé è un atto rivoluzionario.
E questa Luna in Ariete ci ricorda che la rivoluzione più autentica inizia sempre da lì: dal corpo che sente, dal cuore che riconosce la verità, dalla scelta di vivere in modo più consapevole, umano, intero e autentico. ♡
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Oggi si inizia a nutrire quel seme già piantato, si passa la soglia. E questo weekend tocca alle ragazze del secondo anno ♡ Buon inizio a tutte ✨️🥰
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Ti sei mai chiesta/o perché certi rimedi “universali” non funzionano per te?⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀Spesso mi chiedono:“Qual è il ri...
29/09/2025

Ti sei mai chiesta/o perché certi rimedi “universali” non funzionano per te?
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Spesso mi chiedono:
“Qual è il rimedio giusto per Vata?”
“E per il mal di testa?”
“Cosa mangiare in autunno?”
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In Ayurveda esistono rimedi o pratiche tridoshiche! Queste sono formule e routine che possono andare bene un po’ per tutti, soprattutto nei cambi di stagione, perché sostengono senza creare squilibri.
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Ma da sole non riportano in equilibrio: servono come base, non come soluzione definitiva!
L’equilibrio nasce da azioni personalizzate, da mani esperte che sappiano leggere la costituzione, lo squilibrio, la stagione e il momento che stai vivendo.
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La maggior parte di noi porta dentro combinazioni diverse (Vata-Pitta, Pitta-Kapha, o tutte e tre insieme). E a volte persino gli squilibri confondono: quello che sembra un eccesso può essere in realtà la reazione di un altro dosha.
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Per questo l’Ayurveda non è un elenco di ricette: è un’arte che richiede ascolto, esperienza e adattamento.
Yoga e Ayurveda diventano strumenti vivi quando crescono con te, passo dopo passo, stagione dopo stagione.
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✨️Scelgo di lavorare con ciò che resta quando le luci si spengono e le mode passano.
È lì che ogni percorso diventa trasformazione reale.
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Facciamo spazio a qualcosa che non sia solo sollievo immediato e soddisfazione momentanea.
Non un’illusione di guarigione, ma un cammino che ci sostiene davvero. ♡
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Cosa possono insegnarci l’entropia e l’entalpia sulla vita?Nei miei studi ho incontrato due concetti che sembrano freddi...
17/09/2025

Cosa possono insegnarci l’entropia e l’entalpia sulla vita?
Nei miei studi ho incontrato due concetti che sembrano freddi e scientifici…ma che in realtà parlano di noi, del nostro fuoco interiore e della capacità di fluire anche nel caos!
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🌪 L’entropia è la tendenza della natura al disordine.
Ma il disordine non è necessariamente qualcosa da temere: nel caos si aprono possibilità, la vita ci invita a lasciare forme rigide e a scoprire che nella fluidità ci sono nuove vie.
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🔥 L’entalpia è l’energia che ci permette di trasformare quel caos in movimento, in cambiamento.
È il calore interno che dà direzione a ciò che accade, la spinta che trasforma il disordine in crescita.
Un po’ come il tapas nello Yoga o l’Agni nell’Ayurveda: quel fuoco che non consuma per distruggere, ma che scalda, trasforma, rende possibile la vita.

La sādhana, la pratica quotidiana, serve proprio a questo: mantenere vivo quel fuoco.
Non è un sacrificio, ma un nutrimento.

Ecco perché, se percorri la strada dell’anima, nulla è davvero un peso: gli studi, le formazioni, le ore di pratica…ma anche un turno di lavoro impegnativo, un mestiere che richiede pazienza, la gavetta...
Tutto diventa nutrimento, non fatica inutile!

In Yoga e in Ayurveda la stabilità non nasce dallo stare immobili, ma dal saper fluire, adattarsi, rimanere centrati quando tutto intorno a noi è caos.
Perché forse la verità è proprio questa: siamo più stabili quando fluiamo, piuttosto che quando restiamo congelati in una forma che non ci appartiene più.

E allora la vera domanda è: sto nutrendo ogni giorno il mio fuoco interiore con una strada che appartiene alla mia anima, o sto solo mantenendo una forma che non mi rappresenta più?

🪷 Per me la bellezza è qui: nel vedere che mondi ad un primo sguardo opposti, come scienza e spirito, non si escludono, ma si riflettono a vicenda. 
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In foto: studi iniziati mentre ero in vacanza: sei ore al giorno sotto un salice e in natura a studiare 😂… ma quando la strada ti risuona dentro, anche questo diventa parte del cammino. E se hai chi ti sostiene, tutto diventa ancora più meraviglioso. ✨

Indirizzo

Corso Ubaldo Comandini, 46
Cesena
47521

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Yoga Abhaya

Ciao! Il mio nome è Gabriella, sono istruttrice Yoga e operatrice Ayurveda tradizionale in formazione. Questo percorso è nato un po’ per caso, iniziando probabilmente alle elementari, quando leggevo manga giapponesi con i miei fratelli..sembra strano ma i fumetti mi hanno avvicinato alla passione per la cultura orientale, sfociata poi nella pratica yoga, nel corso universitario di Antropologia, religioni e civiltà orientali e in un viaggio in solitaria di 3 mesi in Giappone, dove ho avuto modo di vivere la quotidianità orientale: ho vissuto i giorni dettati da una calma quasi sconosciuta in occidente, l’attenzione alle piccole cose che ogni giorno ti dona, alla cura minuziosa verso gli altri, verso di sé e verso l’ambiente circostante. Pian piano la mia passione si è estesa e ho acquisito il diploma di istruttrice yoga (2018) e iniziato un percorso di formazione per diventare operatore Ayurveda tradizionale - del quale ho acquisito al momento il diploma di operatore di I livello, ma che è ancora in corso per una specializzazione più approfondita. Credo in realtà di essere sempre stata una ricercatrice. Qualunque cosa abbia fatto nella vita, dalla musica allo yoga, dall’antropologia alla recitazione, in ogni cosa ho sempre cercato me stessa, o meglio scoperto. Perché da quando ho incontrato lo Yoga tutto è scoperta, consapevolezza. Ed è quello che vorrei riportare con umiltà a tutti coloro che si affidano a me: il mio scopo non è “insegnare”, ma dare gli strumenti attraverso lo Yoga, l’Ayurveda, le filosofie e le culture orientali per la consapevolezza e la scoperta di sé, per portare lo yoga fuori dal tappetino e per portare il benessere a 360° nella propria quotidianità, per vivere con consapevolezza e con coraggio.

A gennaio 2019 inizia il progetto Yoga Abhaya. Nel 2020 inizia anche il progetto Ayurveda Caravan. Grata dal cuore.